Dominato da mia moglie. La storia di Karen e Mike Ottavo episodio

di
genere
dominazione

Il mio amico Andrea, come mi aveva anticipato per telefono, arrivò con una decina di minuti di ritardo. Era leggermente più basso di me, un po' più magro, con i capelli castani corti e i suoi immancabili occhiali da nerd. Nei tempi del liceo, io, lui e Gianluca eravamo quasi inseparabili, anche se poi le nostre strade si erano divise. Ma ogni tanto, ci radunavamo per ricordare i vecchi tempi, ed erano sempre incontri molto cordiali. Lui poteva essere la persona ideale per darmi qualche consiglio, sia per l’amicizia che ci legava, e sia per il fatto di conoscere abbastanza bene Karen. In quel momento, Andrea era single ma, quando aveva avuto una ragazza, non avevamo disdegnato di fare qualche uscita in coppia. Ordinammo due caffè e due brioches e, mentre aspettavamo, Andrea mi osservò attentamente.
“Mike, devo dire che mi hai fatto preoccupare con la tua telefonata. Immagino che tu debba dirmi delle cose molto importanti.”
“Con chi sto parlando? Con l’amico o con lo psicologo?”
“Questo te lo dirò dopo. Prima devi raccontarmi ciò che hai dentro. Senza trascurare nulla. Anche il più piccolo indizio, che per te può essere trascurabile, per me potrebbe essere importante.”
Annuii e iniziai il lungo racconto degli avvenimenti accaduti tra me e mia moglie, interrompendomi per brevi istanti soltanto nel momento in cui il cameriere tornò con le nostre ordinazioni. Non tralasciai nulla e gli raccontai tutto, dal nostro dialogo che aveva portato alla prima lotta, fino alla scoperta della cintura nera dentro il suo borsone sportivo, e persino i suoi orgasmi provocati strusciandosi addossso a me. Lui non mi interruppe mai, ascoltandomi attentamente senza lasciar trapelare nulla di ciò che pensasse mentre, ogni tanto, come sua consuetudine, si sistemava gli occhiali sul naso. Alla fine lo osservai.“ Allora? Chi ho di fronte? Lo psicologo o l’amico?”
Lui mi sorrise. “Direi l’amico psicologo. Non posso e non voglio essere troppo professionale ma, allo stesso tempo, dobbiamo andare a fondo alla questione che è molto particolare. Non credi?”
“Credo proprio di sì. Sono venuto da te apposta.”
“Bene, Mike. E allora la prima cosa che ti chiedo è perché non sei andato alla polizia a denunciare tua moglie. Ne avevi tutti i diritti. Lei ti ha picchiato e ha abusato di te sessualmente.”
Lo guardai stravolto. “Stai scherzando, spero. Non puoi pensare che io vada a denunciare Karen. Io l’amo.”
Il mio amico si tolse gli occhiali per prendere un fazzoletto con cui pulì le lenti, per poi inforcarli di nuovo. “Tu pensi che sia stato quindi un suo diritto picchiarti e costringerti a fare tutto il resto?”
Scossi la testa. “ Non dico questo. Essere picchiato da mia moglie mi ha sconvolto. E mi ha sconvolto soprattutto la sua superiorità.”
“Ti ha eccitato questa superiorità?”
“Cazzo, Andrea. Detto così sembra che io sia un pervertito che si eccita nell’essere picchiato.”
“Oh, Mike, non mettermi in bocca frasi che non ho mai proferito. Non ti ho detto che ti ecciti a prendere le botte, ma ti ho chiesto se hai trovato qualcosa di intrigante nel vedere tua moglie che poteva disporre di te come meglio credeva. E lascia stare i discorsi sulle perversioni perché entriamo in un campo minato.”
Sospirai. “Non lo so, Andrea. Giuro che non lo so. So soltanto che, entrambe le volte, ce l’ho avuto dritto come un palo. Per di più lei adesso si veste e si trucca come mai aveva fatto in passato e… Insomma, eccita la mia fantasia, è inutile negarlo.”
“E’ ovvio che non lo sai nemmeno tu. Sinceramente non mi meraviglia questa tua risposta. Ma ho la sensazione che, in tutto quello che sta accadendo, tu ci trovi qualcosa di piacevole. Un altro uomo se ne sarebbe andato via da casa. Forse non sarebbe andato a denunciare la moglie per paura di essere deriso. Insomma, sappiamo entrambi che la situazione che si è creata tra te e Karen sia piuttosto anomala. Vedi, senza offesa eh, tu non hai nemmeno il problema di separarti per poi mantenerla. Se tu ti dovessi separare, sarebbe lei a dover mantenere te. Se sei rimasto con lei significa che c’è qualcosa che ti intriga al di là della bellezza di tua moglie.”
Mi misi la testa tra le mani. “Non ci capisco più niente. Come è possibile? E cosa dovrei fare io? E se Karen dovesse intensificare la sua…”
“Chiamala pure con il suo nome. La sua dominazione. Andiamo per ordine. Anche se siamo usciti insieme poche volte, credo di conoscere abbastanza bene tua moglie, e mi ha sempre dato la sensazione di una ragazza tanto bella quanto dolce e intelligente. Detto senza offesa, tu non sei alla sua altezza. Sì, per carità, non sei un idiota e sei un ragazzo piacente, ma lei è di un altro pianeta.”
Allargai le braccia un po’ infastidito. “Continui a dire "senza offesa", ma mi hai detto che sono un mantenuto e che non sono all’altezza di Karen da un punto di vista estetico.”
“Non è per caso la verità? Andiamo, Mike, tu hai fatto bingo sposando una ragazza del genere. No, di più, hai vinto al superenalotto. Se vogliamo andare a fondo alla questione, dobbiamo eliminare del tutto il politically correct e parlare in modo chiaro. Tutti noi, i tuoi amici, ci siamo sempre detti come una ragazza del genere si fosse potuta innamorare perdutamente di te.”
Il mio nervosismo stava aumentando vistosamente. “Ok, ho avuto culo. E con questo?”
“Io non la vedrei in questo modo. Le donne hanno un modo diverso rispetto a noi maschi di valutare un uomo. E’ chiaro che tu abbia avuto un certo fascino su di lei con la tua aria da pseudo intellettuale, di colui che vuole diventare un grande scrittore, e hai tirato fuori da lei quella sensazione propria di molte donne, ovvero quella materna, di protezione. Lei ha deciso di prendersi cura di te, eliminando tutti i tuoi problemi. Non è una cosa rarissima. Soprattutto nel passato, erano tante le donne molto ricche che si innamoravano dell’artista spiantato, dedicando la loro vita al nume. Probabilmente, se tu fossi stato un uomo di successo, con una come Karen non avresti ottenuto nulla.”
“Ok. Abbiamo appurato che sono una persona fortunata, che mia moglie è una strafiga e che si è innamorata di me per la mia aria da intellettuale. E allora perché mi ha picchiato e umiliato?”
Andrea tossicchiò. “Dunque, è molto probabile che Karen sapesse da tempo di essere superiore a te anche da un punto di vista fisico, ma non te lo aveva mai fatto pesare. Anzi, togliamo pure il condizionale perché te lo ha detto chiaro e tondo. Addirittura, ti teneva nascosto il fatto di essere una cintura nera in qualche arte marziali. Perché lo ha fatto, secondo te?”
“Non lo so, dimmelo tu”, risposi un po’ acido.
“Probabilmente, non voleva metterti in ulteriore difficoltà. Già c’era il fatto di mantenere te e di pagare il mutuo della casa che ti creavano un certo imbarazzo, e tua moglie, per tutto questo tempo, ha voluto evitare che potessi sentirti inferiore a lei anche su un piano, quello fisico, che di solito è prerogativa femminile. Però, tu, con quel tuo discorso del cazzo, hai scoperchiato il vaso di Pandora. Durante la lotta, lei si è eccitata mentalmente e fisicamente, e ha scoperto che la cosa le piace immensamente. E questa situazione temo che sia irreversibile.”
Mi accesi una sigaretta, sempre più nervoso. “Vuoi dire che lei continuerà?”
Andrea si sistemò per l’ennesima volta gli occhiali. “Temo di no, amico mio. Ho piuttosto la sensazione che lei aumenterà la sua dominazione.”
Lo guardai con preoccupazione. “Vuoi dire che mi picchierà ancora più forte? Se lo dovesse fare, in ospedale ci andrei non solo per una spalla slogata, ma per qualcosa di molto più grave. Tu forse non ti rendi conto, ma è davvero forte.”
“Io me ne rendo conto, invece. Probabilmente, la sua forza è amplificata dal tuo stato fisico. Insomma, dire che sei fuori forma è un eufemismo.”
Allargai le braccia sconsolato. “E’ piacevole discorrere con un amico che mi fa tutti questi complimenti”, gli dissi con ironia “E comunque sono solo alcuni chili in più, non sono obeso.”
“E dai! Ti ho anche detto che hai un’aria da intellettuale.”
“Beh, a dir la verità hai sostenuto che io sono uno pseudo intellettuale, e non è proprio la stessa cosa”, ribattei facendo ridere di gusto il mio amico. Poi proseguii, “Comunque, sono sicuro che tu ti sbagli. Non è più forte di me perché io non sono in forma, ma… Andrea, sono sicuro che sia più forte della maggior parte degli uomini. Forse solo un atleta, qualcuno che sia fissato per la palestra, potrebbe contrastarla, e non è detto che possa vincere contro di lei. Karen non si è nemmeno impegnata e mi ha ridotto uno straccio. Era calma, non si affannava nemmeno. Sembrava che stesse giocando con un bambino di quattro o cinque anni tanta era la sua superiorità.”
“ Ok, mi fido di ciò che mi dici, ma torniamo a noi. Non credo che lei ti picchierà talmente forte da mandarti all’ospedale. Non è scema, e sa perfettamente che, se volesse, potrebbe farlo, stando almeno a ciò che mi hai raccontato tu. E’ più probabile che lei possa aumentare la sua dominazione psicologica nei tuoi confronti”
“Facendomi cosa?”
Il mio amico allargò le braccia. “Come faccio a saperlo? Per adesso Karen ha instaurato la paura in te. E’ probabile che possa darti degli ordini veri e propri anche in altri ambiti. Vedi, credo che lei adesso ti stia studiando. Dopo la prima lotta, e dopo averti obbligato a venirtene, ha aspettato un bel po’. Mi viene da pensare che volesse capire il tuo comportamento. Come ti ho detto prima, c’era il rischio che tu potessi andartene o addirittura denunciarla. Non lo hai fatto e questo per lei significa due cose.”
“Quali?” chiesi ansioso.
“La prima è che la tua erezione e la conseguente eiaculazione che, me lo hai detto tu, è stata potente come mai ti era accaduto prima, dimostra che qualcosa di quella situazione ti sia piaciuta. Facile immaginare che lei, essendo tua moglie e conoscendoti bene sotto quel punto di vista, se ne sia resa conto e, infatti, quando avete parlato di nuovo, te lo ha detto chiaramente. La seconda è che lei abbia pensato che tu avessi voglia di vedere come si sarebbe evoluta la situazione. Avrebbe potuto essere una cosa che non sarebbe più accaduta. Ma ieri sera lei ti ha umiliato ancora di più. Ti ha provocato, tu sei caduto nella rete, e lei ha dimostrato di poterti far fare qualsiasi cosa. Quindi, se tu stasera ti farai trovare in casa come se niente fosse accaduto, le darai la certezza che ha vinto lei e questo, con molta probabilità, le darà la voglia di aumentare la dose di dominazione.”
“E che dovrei fare secondo te? Andarmene?” gli domandai quasi con disperazione.
“Questo lo puoi sapere soltanto te. Dipende dall’amore che provi per Karen e da tanti altri fattori. Molti uomini se ne sarebbero andati di casa.”
Guardai Andrea scuotendo la testa. “Io non voglio farlo. Per me Karen è… tutto.”
“Capisco. Non è una decisione facile da prendere. Un’altra come Karen è impossibile da trovare e comprendo le tue inquietudini.”
“Dammi un consiglio. Sono venuto da te proprio per questo.”
Il mio amico psicologo scosse la testa. “La psicologia non dà consigli, ma aiuta a scavare dentro sé stessi. Però, se non posso darti consigli come psicologo, posso darteli da amico, e il consiglio che posso darti è di vedere come evolve la situazione. Bisognerà vedere fin dove tua moglie si spingerà, e fin dove tu accetterai le sue eventuali imposizioni. Di sicuro, devi dimenticarti della Karen che hai conosciuto finora. Il fatto stesso che lei adesso si vesta provocante sta a testimoniare che la prima lotta ha dato il via a una girandola di sensazioni. Le ha fatto scoprire il potere che, in una donna, a volte può essere anche una questione estetica. Voglio dire che tua moglie adesso ha la consapevolezza di essere superiore a te. In tutto. E vuole mettere in evidenza questa sua superiorità, mentre prima tendeva a nasconderla per non fartela pesare. Cosa comporterà questa sensazione?”
Allargai le braccia. “Ho voluto incontrarti proprio per questo, per sapere cosa attendermi.”
“Questo solo Dio lo sa. Potrebbe addirittura cominciare a non sentire più amore nei tuoi confronti.”
“E’ quello che temo anch'io”, risposi con un filo di voce, e solo il pensiero mi faceva star male.
“E’ un’ipotesi che, personalmente, non mi sento di condividere, anche se non la posso escludere. Piuttosto, anche considerando il comportamento che ha avuto stamattina, allegro, solare e addirittura protettivo nei tuoi confronti, mi viene da pensare che il suo amore stia cambiando.”
“In che senso?”
“Nel senso che adesso ti vede in modo diverso. Come …. Come un uomo vede la sua donna.”
Guardai Andrea aggrottando la fronte. “No, non ho capito. Spiegati meglio.”
“Stamattina Karen ti ha detto di preoccuparti soltanto del tuo libro, in quanto a tutto il resto avrebbe pensato lei. Giusto?”
“Esatto!”
“Beh, questo mi fa pensare che lei non abbia voglia di lasciarti e che ancora ti ama, ma ti vede come un’entità da proteggere.”
Feci una risata nervosa. “Proteggermi? E come? A suon di schiaffoni?”
“Gli schiaffi, gli ordini, la voglia di prevalere su di te, fanno parte dell’educazione che vuole impartirti. Mike, cerca di comprendermi bene. Karen ha scoperto che darti ordini, dominarti, importi la sua superiorità fisica, la eccita sessualmente e, presumo, anche psicologicamente. Quindi, non credo che lei voglia picchiarti a sangue. Sa di poterlo fare e questo le basta. Vuole indurti a riconoscere questa sua superiorità e, probabilmente, si spingerà sempre più in là. Insomma, da una parte il suo sentimento è diventato protettivo nei tuoi confronti, proprio come noi uomini tendiamo a fare con le nostre donne ma, dall’altra, lei probabilmente ha appena iniziato la sua evoluzione. Da parte tua, dovrai comprendere bene queste tue nuove sensazioni e valutarle col passare del tempo.”
Mi presi la testa tra le mani. “Io… non riesco a capire. Possibile che mi possa eccitare nel vedere mia moglie che mi dirige come un burattino?”
Andrea scoppiò a ridere. “Non saresti né il primo e né l’ultimo. Sai cosa penso? Penso che in te certe sensazioni già esistevano. Altrimenti non avresti accettato di vivere nella sua ombra, aspettando la manna dal cielo. E per manna intendo l’eventuale successo di un libro che, a quanto ho capito, è ancora in alto mare. Karen da parte sua, era soddisfatta di vederti dipendente da lei. Ben poche donne infatti, avrebbero accettato un marito da mantenere. Forse lo avrebbe fatto una vecchia zitella con un giovane aitante, ma non una bellissima ragazza con un tipo… Scusa, ma mi devo ripetere. Con un giovane come te, brillante intellettualmente, ma non alla sua altezza. Mike, tua moglie non è solo molto bella. Lei è intelligente, si sta dimostrando brillante sul lavoro, e avrebbe potuto far innamorare qualunque uomo, compreso manager di grande successo ed esteticamente molto attraenti. Se invece ha scelto te, significa che il suo uomo ideale non deve essere alla sua altezza. Ovviamente, questa scelta è stata inconscia e non dettata da una precisa volontà, ma è significativa per ciò che poi è successo. Insomma, per concludere, avete probabilmente scoperto la vostra vera essenza. Adesso il quesito sta tutto in una domanda. Fin dove lei potrà spingersi senza che tu rompa tutto e te ne vada da casa?”
Lo guardai scuotendo la testa. “Mio Dio, secondo te mia moglie aveva istinti dominanti e io istinti sottomessi? Come è possibile? E quindi, io avrei iniziato quel discorso proprio perché mi sentivo inferiore a Karen e il mio orgoglio mi diceva che, almeno nella forza fisica, le ero superiore?”
Vidi Andrea scuotere la testa su e giù in segno di assenso. “Lo vedi che ci sei arrivato da solo? Il tuo era stupido orgoglio maschile naufragato miseramente. Io comunque devo andare perché fra dieci minuti ho un paziente. Tu mettimi al corrente di eventuali sviluppi e io un’oretta da dedicarti te la trovo senz’altro. Ma un altro consiglio te lo voglio dare. Pensa a te senza soffermarti su ciò che potrebbe pensare la gente.”
“Cosa dovrebbe pensare la gente? Non capisco?”
“Alcuni nostri comportamenti derivano non soltanto da ciò che pensiamo, ma da ciò che potrebbero pensare gli altri. Il tuo discorso che ha dato inizio a tutto, si basava proprio su ciò che avrebbero potuto pensare gli altri se tu non ti fossi imposto con Karen, giusto?”
Annuii. Tutto era nato proprio da quello. “Sì, è così”, ammisi infatti.
“Non devi fare di nuovo lo stesso sbaglio. Quello che stai vivendo e che andrai a vivere nel proseguimento della vostra vita coniugale, è anomalo, e tu potresti decidere di interrompere tutto proprio per paura che si venga a sapere della vostra situazione, senza curarti del fatto che tu quella situazione potresti trovarla molto più interessante, molto più eccitante di quanto tu possa credere adesso. Riflettici.” Il mio amico si alzò e quello era il segnale che la nostra lunga e proficua chiacchierata era terminata. Ci abbracciammo e poi mi diede una pacca sulla spalla. Dunque, secondo lui avevo istinti sottomessi. Era vero? Non avevo mai pensato a cose del genere ma, l’eccitazione fisica che avevo avuto, lasciava immaginare che, volente o nolente, qualcosa mi intrigava. Escludendo il fatto di andarmene da casa, cosa che ancora non mi passava per la mente, non avevo altra possibilità che attendere gli sviluppi futuri. Se Andrea avesse avuto ragione, Karen non si sarebbe fermata.

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scritto il
2026-01-05
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