Le cascate del niagara in Autostrada

di
genere
pissing

ll’Autogrill “Km 237 – perché proprio qui”, Claudia, Irene e Marta tre giovani ragazze di 25 anni entrarono nel bagno femminile in silenzio.
Non perché fossero educate.
Ma perché parlare era diventato rischioso.
Caldo.
Vapore.
Specchi appannati.
Una fila che sembrava non finire mai.
Claudia si bloccò di colpo, irrigidita:
«Io… non posso più fare passi lunghi».
Irene annuì senza guardarla:
«Io sto contando i respiri».
Marta chiuse la porta dietro di loro lentamente:
«Se sentite rumori strani… ignoratemi».
La fila non si muove.
Qualcuno ride.
Uno sciacquone parte.
Tutte e tre fanno un micro-sussulto non coordinato ma disperato.
Claudia si appoggia al muro, occhi chiusi:
«Non pensare. Non pensare». Gambe incrociate, testa appoggiata sul muro, mano destra appoggiata vicino la testa, la sinistra in mezzo alle gambe incrociate a cercare di comprimere la cascata di piscia che le usciva dalla vescica.
Irene stringe la borsa tra le gambe:
«Sto mantenendo la dignità con pura forza di volontà». sentiva le prime gocce bagnarle il tanga.
Marta piega leggermente le ginocchia:
«Io sto facendo una cosa… che non rifarei mai davanti a nessuno». Si stava toccando la figa senza ritegno era ad un passo dal pisciarsi addosso.
Una ragazza davanti a loro si gira e le guarda.
Le osserva.
Capisce.
Sorride con compassione.
Questo le peggiora la situazione.
Il tempo si dilata.
L’aria è pesante.
Ogni rumore è un attentato.
Un asciugamano parte.
Ffffff.
Claudia emette un verso strozzato:
«No no no no». Le prime gocce di pipi iniziavano a bagnare le mutandine anche a lei stava scoppiando la sensazione di calore che sentiva in mezzo alle gambe la eccitava.
Irene sussurra:
«Non reagire. Sei forte».
Marta, rossa fino alle orecchie:
«Io sto sudando in modo… sospetto».
Finalmente: click.
Una porta si apre.
Silenzio totale.
Le tre si guardano.
Respiri corti.
Nessuna osa muoversi troppo in fretta, come se un gesto sbagliato potesse scatenare il disastro.
Claudia entra.
Ne esce pallida ma vittoriosa, sistemandosi i capelli:
«Sono viva».
Irene entra subito dopo, quasi correndo.
Esce con un sorriso tremante:
«Non ridete. Mai. Più».
Marta resta fuori.
Ferma.
Immobilizzata.
Sguardo fisso sulla porta.
Una goccia di sudore le scende dalla tempia.
Si inclina in avanti di un millimetro.
Respira piano.
Troppo piano.
Finalmente entra.
Quando esce, non dice nulla.
Sistema la maglietta.
Raddrizza la schiena.
Fa un passo.
Poi dice, con voce bassissima:
«Ho visto la Madonna». Era quasi venuta dall'orgasmo mentre pisciava
Escono dal bagno inermi, complici, emotivamente scosse.
Al bar, il barista chiede:
«Tutto bene?»
Le tre si guardano.
Scoppiano a ridere.
Una risata isterica, liberatoria, imbarazzata.
E in quell’Autogrill, tra gente ignara e caffè annacquati, tre ragazze giurarono di non sottovalutare mai più i segnali del corpo. Infatti poco dopo appena ripartite Irene si accorge che gli scappa ancora: Sei peggio di mi nonna gli fa eco Marta. Claudia si accosta a una piazzola ho un idea esci e falla. Irene non si fa pregare gli scappa più di prima apre le due portiere destra della macchina e si accovaccia.
Claudia la segue si inginocchia anche lei “Stai in piedi e pisciami in bocca” Irene non se lo fa ripetere era da un po' che non facevano più quella pratica, Marta guarda il tutto iniziando a toccarsi la figa è molto eccitata. Irene inizia a pisciare Claudia beve tutto e poi finito le lecca la fica. Marta che si godeva la scena sgrillettandosi il clitoride sul sedile posteriare difronte a loro due ad un certo punto dice “sto venendo” e squirta in faccia alle due. Una scena epica sembrava di vedere le cascata del Niagara in autostrada.

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scritto il
2026-01-04
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