La Madre Seduttrice

di
genere
incesti

Mi chiamo Anna, ho 52 anni, ma il mio corpo è una fucina di lussuria inesauribile: tette enormi, una quinta coppa E che traboccano da qualsiasi reggiseno, con capezzoli grossi, rosa e perennemente eretti, sensibili al punto che un soffio d'aria mi fa pulsare la figa; un culo sodo, rotondo e alto, segnato da anni di squat ma pronto a essere sculacciato fino a diventare rosso fuoco; e una figa sempre fradicia, rasata liscia come la seta, con labbra carnose e gonfie che si aprono invitanti, il clitoride sporgente che implora di essere succhiato. Vivo in questa grande villa in campagna italiana, circondata da ulivi e silenzio, il posto perfetto per i miei desideri proibiti. Oggi è il giorno in cui scateno l'inferno familiare. Mia figlia Sofia, 30 anni, è tornata per le vacanze estive con suo marito Luca. Sofia è la mia immagine sputata da giovane: tette prosperose che sfidano la gravità, una figa stretta e rosa che ho visto di sfuggita quando si cambia, ma è così frigida e repressa che il povero Luca passa le notti a segarsi il cazzo in bagno, gemendo piano per non svegliarla. Luca è un maschio alpha represso, 32 anni, alto e muscoloso, con un cazzo grosso e venoso che ho spiato sotto la doccia – almeno 20 centimetri, cappella viola e gonfia, palle pesanti cariche di sperma denso. E poi c'è mio figlio Marco, 28 anni, che vive ancora qui con me: un ragazzo atletico, con muscoli definiti e un uccello che mi fa bagnare solo a pensarlo – l'ho visto masturbarsi una volta, lungo e spesso, con vene pulsanti, pronto a scopare qualsiasi buco gli offra.
Sto in cucina al mattino presto, indossando solo un grembiule trasparente che lascia poco all'immaginazione: i miei capezzoli spingono contro il tessuto sottile, e la fessura della mia figa bagnata è visibile se mi muovo. Preparo il caffè, ma il mio piano è già in moto. Luca entra per primo, assonnato, in pantaloncini larghi che non nascondono il rigonfiamento mattutino. I suoi occhi si fissano immediatamente sulle mie tette, e vedo il suo cazzo indurirsi sotto il tessuto. "Buongiorno, suocera," dice con voce rauca, cercando di distogliere lo sguardo. Mi avvicino lentamente, ancheggiando, premendo il mio corpo contro il suo. Sento il calore del suo petto, l'odore muschiato del suo sudore mattutino. "Hai dormito bene, genero? O hai passato la notte a fantasticare su una vera donna che ti svuoti le palle?" sussurro, la mia mano che scivola audace sulla sua patta gonfia. Lui inspira резко, ma non si ritrae – il suo cazzo pulsa sotto le mie dita. "Anna, non dovremmo... Sofia è di sopra," balbetta, ma i suoi fianchi spingono in avanti. Ridacchio, abbassandogli i pantaloncini con un gesto solo. Il suo uccello schizza fuori, eretto e gocciolante di precum, la cappella lucida e invitante. "Oh, povero Luca, guarda che bel cazzo trascurato. Lascia che la suocera ti dia sollievo."
Mi inginocchio sul pavimento freddo della cucina, le mie tette che sfregano contro le sue cosce muscolose. Inizio leccando la base del suo cazzo, assaporando il sapore salato della pelle, poi succhio una palla pesante nella bocca, roteando la lingua intorno mentre lui geme piano. "Cazzo, Anna... sì..." ansima. Prendo la cappella tra le labbra, succhiando forte, la lingua che sfrega la fessura da cui cola il precum dolce. Poi lo ingoio tutto, fino in gola, il suo uccello mi riempie la bocca, le vene che pulsano contro la mia lingua. Lui mi afferra i capelli grigi, spingendomi giù: "Succhia più profondo, suocera troia." Obbedisco, scopandomi la gola con il suo cazzo, le lacrime che mi rigano il viso dal piacere misto a sforzo. Viene in un'esplosione, schizzandomi sperma caldo e denso in gola; ingoio ogni goccia, il sapore cremoso che mi fa bagnare ancora di più la figa. Mi alzo, leccandomi le labbra: "Questo è solo l'antipasto, Luca. Ora vai, prima che Sofia scenda. Ma stasera... ti voglio nel mio letto."
Lui esce barcollante, e io mi tocco la figa fradicia, infilando due dita dentro per calmare il pulsare. Più tardi, mentre Luca è fuori a fare una passeggiata, mi concentro su Sofia. È in piscina, sdraiata su un lettino in un bikini minuscolo che a malapena contiene le sue tette gonfie. I suoi capezzoli sono eretti per il vento fresco, e vedo la macchia umida tra le gambe – forse ha sognato qualcosa di sporco. Mi siedo accanto a lei, versando crema solare sulle mie mani. "Lascia che mamma ti protegga dal sole, tesoro," dico, spalmando la crema sulle sue spalle lisce, scendendo piano verso il petto. Le mie dita sfiorano i bordi del bikini, pizzicando leggermente i capezzoli attraverso il tessuto. "Mamma, che fai?" mormora lei, ma il suo respiro accelera, le guance arrossiscono. "Ti ricordi quando eri piccola e ti insegnavo a toccarti la fighetta? Ora è ora di una lezione avanzata. La tua figa ha bisogno di attenzione vera, non quel sesso noioso con Luca." Le slaccio il reggiseno del bikini, esponendo le sue tette perfette – capezzoli duri come diamanti. Le strizzo, succhiandone uno in bocca, mordicchiando piano mentre lei inarca la schiena: "Oh, mamma... è sbagliato, ma... continua."
Le tolgo le mutandine, rivelando la sua figa rosa e bagnata, il clitoride sporgente e gonfio, umori che colano sulle cosce. Infilo due dita dentro la sua fessura stretta, scopandola piano all'inizio, poi più forte, curvando le dita per colpire il punto G. "Senti come sei fradicia, figlia mia. La tua figa mi stringe le dita come una vergine." Lei geme forte, le mani che afferrano i miei capelli mentre le lecco i capezzoli alternandoli. Poi scendo giù, la mia bocca sulla sua figa: succhio il clitoride con forza, la lingua che sfrega veloce, infilandola dentro la fessura per assaporare il suo nettare dolce. "Mamma, sto venendo!" urla, e squirta un getto caldo sulla mia faccia, il corpo che trema in orgasmi multipli. La giro a pancia in giù, le allargo le chiappe e le lecco il culo stretto, infilando la lingua nell'ano roseo mentre le dito la figa di nuovo. "Ora tocca a te, Sofia. Leccami come una brava figlia." Si inginocchia tra le mie gambe, la bocca avida sulla mia figa fradicia. Succhia il clitoride, la lingua che esplora ogni piega, mentre io le tengo la testa premuta: "Più profondo, lecca il mio clitoride fino a farmi squirtare!" Vengo urlando, contraendomi sulla sua bocca, inondandola con i miei umori.
La sera, il piano culmina. Ho preparato una cena speciale, ma indosso solo tacchi alti e una lingerie trasparente che lascia vedere tutto: capezzoli eretti, figa bagnata, culo in mostra. Invito Luca e Sofia in soggiorno, dove il camino crepita. "Famiglia, è ora di condividere i nostri segreti più sporchi," annuncio, versando vino. Sofia arrossisce ma sorride, Luca ha già il cazzo duro nei pantaloni. Chiamo Marco dalla sua stanza: "Vieni qui, figlio mio. Mamma ha una sorpresa." Lui entra, vede la scena – me mezza nuda, Sofia e Luca eccitati – e il suo uccello si gonfia immediatamente nei jeans. Mi avvicino a lui, gli abbasso la zip: il suo cazzo schizza fuori, enorme, più grosso di Luca, cappella lucida e venosa. "Mamma ha sempre desiderato questo, Marco. Il tuo uccello è perfetto." Lo prendo in bocca senza esitare, succhiando profondo mentre lui geme: "Mamma... cazzo, sì..." Sofia si unisce, leccando le palle pesanti di suo fratello, la lingua che guizza avida; Luca mi si avvicina da dietro, il suo cazzo che sfrega contro il mio culo. "Fottimi, genero," ordino, e lui mi penetra la figa bagnata con un colpo secco, il suono bagnato della penetrazione che echeggia. "Sì, Luca, sbattimi forte mentre succhio il cazzo di mio figlio!"
Ci spostiamo sul letto king-size della mia camera, corpi sudati che si intrecciano. Ordino: "Sofia, sdraiati e apri le gambe per tuo fratello." Lei obbedisce, la figa fradicia esposta. Marco la penetra lentamente, il suo uccello grosso che la allarga: "Cazzo, sorella, sei così stretta!" geme, spingendo profondo mentre lei urla di piacere. Io mi siedo sulla faccia di Sofia, sfregando la mia figa contro la sua bocca: "Leccami mentre tuo fratello ti scopa, troia." La sua lingua mi penetra, succhiando il clitoride mentre Luca mi incula da dietro – il suo cazzo che riempie il mio ano stretto, lubrificato con saliva e umori, sbattendomi con colpi violenti. "Inculami più forte, Luca! Fammi sentire le tue palle sbattere!" grido, il piacere che mi travolge in ondate. Sofia viene per prima, squirting intorno al cazzo di Marco, il corpo che convulsa; lui accelera, scopandola come un animale.
Poi cambiamo posizioni per intensificare: mi metto a quattro zampe al centro del letto. "Doppio penetrazione per mamma," comando. Marco mi incula, il suo uccello enorme che mi allarga l'ano con dolore misto a estasi, spingendo profondo fino alle palle; Luca mi scopa la figa da sotto, i due cazzi che si sfregano attraverso la parete sottile, facendomi urlare: "Sì, riempitemi i buchi, figli miei!" Sofia si posiziona davanti, e io le lecco la figa fradicia mentre lei si masturba il clitoride, le dita che entrano ed escono. "Mamma, è così proibito... ma non fermarti," ansima, venendo di nuovo sulla mia lingua. Gli orgasmi mi colpiscono a catena: figa e culo contratti intorno ai cazzi, squirting umori caldi sulle lenzuola mentre i ragazzi gemono. "Venite dentro di me!" ordino. Marco esplode per primo, sperma caldo che riempie il mio culo, colando fuori; Luca segue, schizzando nella mia figa, il seme misto che gocciola dalle mie labbra gonfie. Sofia squirta l'ultima volta sulla mia faccia, e crolliamo tutti in un groviglio di corpi sudati, appiccicosi di sperma e umori.
Ma non è finita. Dopo un breve riposo, riaccendo la fiamma: "Ora, un cerchio familiare." Faccio sdraiare Luca, monto il suo cazzo rigido di nuovo, cavalcandolo mentre mi strizzo le tette; Sofia si siede sulla sua faccia, e lui le lecca la figa; Marco mi incula da dietro, doppio penetrazione di nuovo, ma stavolta con Sofia che lecca i nostri punti di unione. I gemiti riempiono la stanza: suoni bagnati di penetrazioni, odori di sesso muschiato, sapori di sperma e figa. Veniamo tutti insieme in un orgasmo collettivo, corpi che tremano, urla che echeggiano.
Questa è la mia famiglia ora – un covo di incesto e lussuria infinita. Domani ripeteremo, con dildo, bondage e nuovi buchi da esplorare. Il desiderio non si spegne mai; brucia più forte ogni volta.
scritto il
2026-01-03
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