La cosa (parte 4)

Scritto da , il 2022-05-16, genere sadomaso

I Padroni convivevano ormai da alcuni anni.
Giulia alle spalle aveva altro matrimonio, dal quale aveva avuto la figlia che Ada aveva visto nelle foto, scambiandola, erroneamente, quale figlia della coppia dominante.
La donna aveva da sempre avuto esigenze di dominio e non li aveva mai mascherati o nascosti, complice anche la sua bellezza giovanile che le consentiva di fare ciò che voleva con i ragazzi.
Aveva conosciuto il marito (parte della ragazza) in un locale a tema, durante una serata sadomaso. Avevano iniziato la loro relazione solo sotto l’aspetto sessuale e, poi, proseguita grazie al sentimento.
Avevano sempre avuto una bella vita sessuale, mai placata o resa noiosa dal matrimonio. Non avevano mai smesso di frequentare locali a tema ed avevano, assieme, portato avanti le loro reciproche e speculari esigenze sessuali.
Si erano sempre divertiti ed eccitati ma, come tutte le cose della vita, il sentimento era finito. Avevano deciso di separarsi pur continuando a conservare un buon rapporto.
Non era mai venuta meno l’attrazione fisica.
Anche dopo la separazione avevano continuato, ogni tanto, a fare sesso con la sessualità che aveva caratterizzato il loro rapporto.
Anche adesso, alla presenza di Alfredo, accadeva che il precedente marito venisse coinvolto in giochi sessuali.
Alfredo, a differenza di Giulia, non aveva riconosciuto subito la sua sessualità. Gli era sempre piaciuto il sesso impetuoso e fantasioso, diverso dalla solita scopata a letto. Era stata la compagna precedente a Giulia che lo aveva portato a guardarsi dentro.
Lei amava la sottomissione e, sin dagli inizi, era sicura che lui fosse un dominante o, almeno, avrebbe potuto trarre piacere dal dominio.
Avevano sperimentato molto insieme. Lei aveva più esperienza in questo campo.
Non avevano disdegnato anche incontri con altre coppie e, per un certo periodo, alla sua compagna era stata affiancata una schiava.
Alfredo e Giulia si erano incontrati per lavoro anni addietro e si erano piaciuti.
Già la prima sera eran finiti a letto con un rapporto sessuale impetuoso. Andarono con assoluta naturalezza sul discorso del dominio, avendo riconosciuto reciprocamente il seme del dominio.
Avevano riso molto in quanto avrebbero potuto fare scintille nel sesso, ma il lato sadomaso sarebbe stato, tra loro, sopito, attesa l’incompatibilità dei ruoli.
Erano entrambi molto aperti a vari tipi di esperienze, convinti che la coppia, se avesse affrontato la cosa con serenità e divertimento, non ne avrebbe risentito.
Così, infatti, fu.
Giulia, dopo che avevano avuto la prima schiava di coppia conosciuta in un locale sadomaso e portata subito a casa, aveva accennato all’esistenza del marito.
Lei era sempre stata aperta e sfrontata ma, quella volta, ebbe qualche timore a proporre al compagno di coinvolgere l’ex marito in giochi di ruolo.
Alfredo la amava e di questa sua inaspettata ritrosia ne rise, insieme a lei.
Chiese solamente di conoscerlo prima, ben conscio del fatto che con quell’uomo non avrebbero potuto avere un rapporto di solo dominio.
Era imbarazzato anche l’ex di Giulia, ma gli animi si distesero dopo qualche minuto al ristorante.
Per qualche tempo avevano anche avuto una schiava “fissa”. Per questo tipo di rapporto, scevro da sentimenti e dedito solo al piacere fisico, la relazione con la schiava era durata a lungo, oltre un anno.
Lei era una studentessa all’ultimo anno di università, da sempre attratta da coppie molto più mature di lei. La differenza di età aveva consentito di mantenere quel distacco utile al rapporto, nonostante l’amicizia che, inevitabilmente, era sorta visto il lungo tempo della frequentazione.
La simpatia tra i tre, comunque, non aveva mai permesso al lato sessuale di subire limitazioni.
Quando quella porta si chiudeva alle loro spalle, c’erano solo Padroni e schiava, alla quale non veniva risparmiato nulla e dalla quale pretendevano servizio, devozione e piacere.
Non erano infrequenti i weekend trascorsi assieme, magari in vacanza in montagna o al mare, o in qualche casale in Toscana, che ben si prestava ai loro giochi di erotismo estremo. Erano giorni nei quali vivevano appiena la schiavitù ed il dominio. La schiava sarebbe stata tale per tutto il tempo a loro disposizione, usata a piacimento e dalla quale si facevano servire.
Ogni tanto si vedevano ancora con la ragazza, ormai ex studentessa, tornata a casa dopo la laurea. Aveva trovato lavoro in una azienda della sua città natale e, saltuariamente, concordavano un week end da trascorrere nel piacere estremo che il sadomaso può dare.
Alfredo e Giulia erano entrati in contatto con Ada quasi per gioco.
Si erano conosciuti in un locale a tema ed erano rimasti attratti dalla sua fantasia di essere trattata come una cosa, un oggetto di proprietà, senza considerazione o cura.
Non era una sottomessa utilizzabile per farsi servire, al pari della studentessa, spesso destinata a sguattera o cameriera sexy.
Con lei sarebbero stati esclusi momenti di tranquillità, nei quali il rapporto veniva accantonato a favore di un ambiente nel quale avrebbe prevalso solo l’aspetto umano.
Alfredo e Giulia non avevano mai avuto un rapporto simile e ne erano attratti, approfondendo la conoscenza su un piano impersonale avente il solo sesso quale fulcro.
Erano tutti consci che un rapporto privo del lato umano non sarebbe sopravvissuto a lungo. Ada stessa, d’altro canto, aveva loro detto che i suoi rapporti non erano mai durati molto nel tempo anche perchè, per lei, dopo un po’ sorgeva la necessità di staccare, chiudere la relazione che diventava troppo pesante.
Umanamente non era facile ridursi ad oggetto. Poteva essere per un periodo limitato, sufficiente per dare sfogo a quella parte dell’anima che aveva la necessità di vivere esperienze forti.
Dopo ogni incontro Ada aveva una sorta di ”rigetto” del quale, però, si rifiutò di approfondire che i suoi candidati Padroni. Riteneva, infatti, che fosse un aspetto troppo intimo per lei e, in ogni caso, non voleva che l’aspetto umano potesse intaccare il rapporto che, per lei, doveva restare su un piano meramente fisico, di uso.
La cosa attrasse molto la coppia, desiderosa di provare le emozioni che un rapporto simile avrebbe potuto dare e, sostanzialmente, sempre aperti a nuove esperienze.

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