La scala oscillava molto...ma chi scendeva 7.

Scritto da , il 2020-11-25, genere etero

Avevo una sensazione stranissima ma non riuscivo ad aprire gli occhi dal sonno che avevo ancora da esaudire ma, ad un certo punto realizzai che non era una mia impressione ma realtà: Irina, la mia dolce bambolona mi stava slinguando l'orecchio ed allora aprii gli occhi e vidi subito il suo splendido viso, il suo sorriso che mi ricordava che nella vita ci sono anche essere meravigliosamente belli come lei ed io ero uno dei fortunati che poteva avere vicino una simile meraviglia della natura:LEI; la mia Irina! Mi avvicinai a lei e la baciai in bocca facendola eccitare vibrando la lingua in maniera tale che lei manovrò così bene la sua intrecciandola con la mia ma ad un certo punto la fece uscire di bocca e si spostò andando sotto le lenzuola e prese in bocca il cazzo che già era "pronto all'uso" iniziando un magistrale pompino, scorrendo su e giù insalivando il crescente batacchio. Dopo che sentii che stavo per godere, pensai che sarebbe stato giusto pensare anche a lei, così glielo sfilai dalla sua carnosissima bocca per girarmi in maniera di poter farle aprire le cosce e, dopo che la avevo un pò sditalinata al clitoride per lubrificare la sua figona, allora le accostai il cazzo alla luccicante figa e la penetrai graduatamente, lentamente, dolcemente facendola così eccitare e gemere dal piacere che poi mi disse stava provando. Nonostante l'avvicinarsi della mia sborrata, riuscii a trattenermi ancora un bel pò ma quando capii che non reggevo più allora la baciai in bocce dopo le dissi che solo con lei mi sentivo così bene ed era la prima volta nella mia vita e potei nel suo sguardo capire che si stava sentendo felice, soddisfatta del piacere provato ma sopratutto nel sentirmi parlare così di lei. Godemmo insieme così tanto che ci venne spontaneo urlare di gioia, trovandoci in un lago di umori, sborra...fu una gioia immensa, infinita! Dopo che ci riprendemmo dall'estasi, lei andò a preparare la colazione ed io la raggiunsi in cucina ma, nel vederla muoversi con i suoi fianchi polposi, le andai dietro sollevandole la vestaglia ed abbassando le mutandine per poi infilarle il cazzo in culo con lui già ben duro per farsi spazio tra le natiche gustosissime. Dopo che me ne venni, andai a fare una doccia ma lei subito mi seguì e rimasa subito nuda per entrare insieme e, dopo esserci insaponati e sciacquati a vicenda, allora scese in ginocchio sul tappetino e mi regalò uno stupendo bocchino. Andammo a fare colazione poi lei mi disse che in pomeriggio dovevamo andare a Roma all'aeroporto a prendere Ivanka la sua cugina. Baciai Irina ed andai poi al lavoro. Dopo pranzo proposi a lei di andare subito a Roma e girare per la città. Accettò la mia idea e così partimmo. Dopo un breve giro turistico per farle vedere parti di Roma sconosciute da lei, andammo all'aeroporto e, l'aereo fu puntuale, così potei conoscere Ivanka, superfluo dire che anche lei era una vera e propria gran figa: bionda, alta, con una gonna a mezza coscia che risaltava le chilometriche gambe, un viso stupendo con occhi verdi, bocca carnosissima, un seno medio ma assai attraente ed il culo...beato chi se lo era pappato la prima volta!! Mentre ci avviamo verso il parcheggio, sento il mio cognome pronunciato dall'altoparlante, invitandomi a presentarmi all'ufficio di Polizia. Lascio sole le cuginette e volo in ufficio dove con molto garbo, mi comunicano che alla mia azienda c'è in corso un incendio ma già ci sono all'opera i vigili del fuoco. Ringrazio loro e volo da Irina per riferire tutto. Decidiamo che andrò là in taxi e lei con la nostra auto condurrà a casa Ivanka e poi mi raggiungerà lì. Mi si presenta uno spettacolo raccapricciante e, mentre sono a ringraziare la solerte segretaria che mi ha avvisato, eccoti arrivare Irina che mi abbraccia commossa ma io riesco ancora a trattenere le emozioni e la invito a tornare a casa non lasciando sola Ivanka. Io rimasi sul posto dove ebbi la perizia del danno avvenuto. Lì poi la segretaria mi accompagnò a casa e mi giustificai con Ivanka per non essere ospitale con lei ma altri pensieri mi prendevano la mente.

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