Tutto cominciò a quella rotonda 2.

Scritto da , il 2021-08-03, genere etero

Giunto a casa con l'auto perfettamente funzionante, come prima cosa telefonai ad Alessandro ringraziendolo per avermi mandato il suo meccanico ed ora la mia auto stava andando benissimo, grazie ai tanti controlli effettuati dal bravo motorista. Ci riproponemmo di stare insieme nuovamente a tavola ed ognuno tornò ai propri impegni giornalieri. Mentre preparavo la borsa con i documenti da consegnare in ufficio, sentii squillare il mio cellulare e, dopo che risposi col l'ormai comune espressione "pronto", sentii la soave voce da sirena che per me aveva solo Annabella, la quale mi chiedeva se potevamo incontrarci in giornata. Dopo una rapida consultazione della mia agenda di lavoro, potei risponderle che ci si poteva incontrare nel tardo pomeriggio e le proposi di venire in casa mia. Lei mi confermò che cercava prima una scusa per stare fuori casa a cena per i suoi ed io le suggerii che poteva chiamare una sua compagna di scuola per studiare insieme ma solo per la cronaca e non certo in realtà, dato che noi due "avremmo studiato insieme" qualche gioco erotico magari nuovo. Accolse con entusiasmo il suggerimento e dopo venti minuti mi chiamò nuovamente confermandomi che la compagna disponibile e reggere il gioco la aveva trovata e, dato poi che le aveva detto con chi non certo doveva "studiare", si era anche impegnata che io mi sarei dovuto sacrificare scopando anche la sua amica che poi era anche lei una strafiga...povero me...che si farebbe per un piacevole ed apprezzato da tutti buco come la figa!Alle sette precise, sentii al mio portone rombare una grossa moto; aprii la finestra e vidi che il motociclista si stava togliendo il casco e potei notare che era una e non un motociclista, infatti si trattava proprio di Annabella riconoscibile benissimo per i suoi capelli lunghissimi e rossi. Lei guardò in alto e, notatomi alla finestra, mi mandò con la mano uno schioccante bacio ed allora subito volai ad aprirle il portone e l'attesi davanti all'ascensore, ansioso di abbracciarla, baciarla in bocca e portandomela poi in braccio fino alla camera da letto. Lei poco dopo arrivò e subito mi abbracciò baciandomi poi con passione e dopo mi disse che aveva tanta voglia di fare l'amore ma sopratutto voleva anche riprovare a farsi inculare di nuovo, ormai col buchino aperto ma voleva sentire bene il mio batacchione che le dava tanto piacere davanti ma era così grosso da invitare a riprovare per abituarlo ai buchi naturali ancora in parte vergini. Entrammo in casa e, presala in braccio la portai in camera mia dove iniziai a slacciarle il giubbetto di pelle nera, classico dei motociclisti, poi glielo sfilai; poi toccò alla maglia di cotone e non c'era reggiseno. Le sfilai la cinta ai pantaloni e, quando lei se ne accorse, rise e poi disse se la cintura mi sarebbe servita a colpirla sul culo ma glielo negai...anche se...in fondo era eccitante farla saltare da colpi decisi ma brevi. Le abbassai i pantaloni, slacciandole anche gli stivali doverosamente neri ed in pelle, rivelandomi le sue cosce che accarezzai e poi baciai mordicchiandole i polpacci, dopo le tolsi i calzini bianchi e la feci stendere sul lettone e le allargai le cosce, andando famelicamente a fare roteare la lingua in figa e poco dopo sentii uscire gli umori abbondantissimi a tal punto che mi eccitai tanto da non attendere più, prima di infilarle il cazzo in figa e lo feci con la delicatezza di sadico assatanato. Quanto me la godetti la rossa focosissima! Era un vulcano che spruzzava dalla figa tanta lava e gli umori non sembravano come sempre argentei ma rossi, infuocati come i suoi peli sul pube e la sua chioma che, stesa dietro la nuca sul letto sembravano lunghe lingue di fuoco. Non mi ero mai sentito così eccitato e, dopo che scopando furiosamente me ne venni bestialmente, subito dopo avevo una nuova erezione e l' la scopai tremendamente godendo ambedue pazzamente! Ragazzi che roba! Mai accaduto episodi simili al presente. Ne avevo avute ben tante di fighe, fighette, fighine, con le quali avevo provato piaceri immensi...ma, cribbio...erano niente in confronto di Annabella e, mentre stavo facendo questa riflessione, sborrai e scopai non sò più quante volte e non mi sentivo affatto stanco. Solo Annabella non era certo preparata al mio ritmo e ad un certo punto mi disse:" Checco, fermati, mi hai sfinita!". La osservai baciandola poi in bocca e dopo mi venne da sorriderle guardandola negli occhioni verdi scintillanti. Dopo che ci fumammo una sigaretta per uno, le chiesi se voleva le facessi di nuovo il culetto ma rispose che il gioco le aveva stimolato l'appetito e, ricordandomi come e quanto mangiava quella sera a casa sua, dovetti mettere da parte le mie capacità di cuoco e, dopo una doccia insieme, rivestiti nuovamente, ce ne andammo alla trattoria vicino a casa mia a piedi, dove la vidi mangiare come almeno tre persone invece che una come era lei. Io non fui da meno con la necessità di riprendere energie e, dopo il rituale caffè ce ne tornammo a casa mia. Lì, considerando che non era conveniente per lei girare con la motociclettona ben pesante e a notte inoltrata, le suggerii di avvisare i suoi genitori che si fermava per la notte dalla sua amica e ambedue abboccarono in pieno, felicissimi per come Annabella si dedicava allo studio con impegno. Se avessero saputo come invece stavano le cose....!?!. Dopo che la telefonata terminò, Annabella si sdraiò accanto a me e mi propose una dolce e sana scopata, prima di martoriare nuovamente il poco rodato culetto ed io acconsentii e, dopo averle succhiato i capezzoli, slinguatole il collo e dietro le orecchie, scesi a slinguarle le labbra della fighetta già sbrodolante e, stuzzicatole il grilletto, le divaricai le cosce ed appoggiai il glande davanti e la penetrai in figa delicatamente, facendola subito smaniare e, con pochi colpi, la sentii godere gemendo; poi, quando sborrò fiumi di umori, allora me ne venni anch'io schizzandole dentro un mare di sborra. Dopo una brevissima pausa dove ci abbracciavamo, baciavamo, lei si prese in bocca il cazzo e lo sbocchinò fino a farmi godere nuovamente. Quando le riempii la bocca di "latte", lei lo mandò giù senza esitazione e poi mi chiese di prepararle l'ano per sfondarlo nuovamente. Mi misi a leccarglielo e, dopo un lungo scorrere la lingua, presi il gel che spalmai sull'ano, poi le feci vedere che lubrificavo anche il cazzo e dopo lo appoggiai al buchino spingendolo dentro con lentezza, con dolcezza e, una volta che era entrato tutto dentro, iniziai subito a dare colpi decisi che in un primo momento le provocarono dolore ma poi però fu lei a chiedermi di possederla più a fondo e lì le diedi delle infilate decise che però le diedero solo piacere e non più dolore. Dopo che ci facemmo una doccia insieme, tornammo a letto dove scopammo non sò più se solo due o più volte ma è certo che per la seconda volta toccò anche al suo bellissimo culo. Era veramente una strafiga Annabella!

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