In campagna dai nonni 5.

Scritto da , il 2021-08-22, genere etero

La giornata iniziò svegliandomi nel sentire la contadina che chiamava Maria per andare da mia nonna che vidi proprio in quel momento passare davanti alla mia porta aperta, armata di siringa e clistere poste su un vassoio ed andò in camera sua. Poco dopo vidi passare Maria, seguita dalla contadina, che aveva il viso ombreggiato dal pensiero rivolto alla dolorosa puntura al suo bel culetto. Sentii poi chiudere la porta addirittura a chiave e notai anche che la chiave veniva tolta dalla serratura per evitare, intuisco almeno così, la eventuale fuga di Maria, sempre terrorizzata dall'ago che poi non era affatto come vedevo in giro io: finissimo ed indolore, ma invece era della generazione della nonna ed era perciò erto quasi come uno stuzzicadenti e, certamente...non indolore come lo storico "Pic" che io da bambino avevo ricevuto al mio culetto ma non mi ero neanche accorto dell'ingresso nella mia natica...invece...la povera Mariuccia...lo avrebbe sentito assai bene! Infatti dopo pochi attimi sentii il suo urletto ed il conseguente pianto a dirotto, poi tornò il silenzio e, dopo il poco doloroso clistere, sentii che si apriva la porta con lo scrocchio della serratura che scattava al giro della chiave e sentii Maria percorrere quei pochi metri dalla camera al bagno e dopo la finale con lo scroscio dell'acqua di scarico. Dalla mia serratura osservai che passava con la mano appoggiata alla ancora ben dolorosa natica. Attesi un pò di tempo e poi uscii dalla mia camera uscendo poi di casa. Poco dopo uscì Maria ed allora le feci un cenno che stavo andando al fienile. Annuì con un abbassare ed alzare la testolina ed infatti arrivò al fienile dopo pochi minuti ma mi disse che non voleva più farsi rompere il culetto perchè gli doleva ancora per la puntura assai dolorosa per colpa dell'ago. Si vede che la nonna aveva la mano più pesante perchè ieri non vidi e sentii protestare Maria come solo sentii oggi, La feci sdraiare accanto a me e la aiutai a spogliarsi tutta e, dopo averla baciata a lungo in bocca, le accarezzai le natiche ed andai appositamente con l'Indice al suo ano e provai a spingerglielo dentro ma lei strinse fortemente il buchino ed allora dovetto indietreggiare e tornare ad accarezzarla dapertutto, poi le allargai le cosce ed andai a leccarle la figa che al solo sfiorarla si bagnò subito ed io ne approfittai scopandola subito con foga e passione a lungo. Mentre stavo per stuzzicarle il culetto, sentii la voce del nonno che voleva portarmi con se al paese, quindi mi rivestii in un lampo ed andai da lui. Il pomeriggio terminò così e potei rivedere Maria dopo cena. Le chiesi se aveva volgia di andare al fienile e, mentre prima si mise a fare la preziosa ed unica al Mondo, poco dopo mi sorrise e disse che era da non perdere tempo ed andare al fienile. Io, previdente, avevo intascato la vasellina e sperai che la avrei potuta usare col suo culetto e, fortunatamente per me, ma poco per lei, acconsentì a farsi leccare, accarezzare con le dita dentro il culo. Dopo che l'avevo reso scivoloso, ben unto dalla vasellina, mi unsi bene la cappella del mio cazzone e puntai il batacchio allo strettissimo buchetto che subito tentai di allargare ma lei lo teneva stretto come se fosse una seconda sua virtù...e che sarebbe accaduto così...l'arrivo di tanti stronzi nel Mondo? Va bè che era merda ma la voglia di incularla si accendeva forte dentro di me ed insistetti spingendo e così mi ritrovai per metà dentro al suo culetto sempre soffice ma sodo insieme! Continuai a spingere dentro ma Maria cominciò a lamentarsi, pregandomi di fermarmi ma..." chi si ferma è perduto!" ...era il titolo di un film di Totò! Mi impegnai a spingere sempre più forte e, tra le sue urla e piagnucolamenti, mi ritrovai tutto dentro e rimasi immobile a lungo poi iniziai col su e giù di sempre e lei infine si adattò alla nuova situazione da convivere. Dopo che le sborrai tutto quanto mi riempiva le palle, tirai fuori il batacchione e la abbracciai per consolarla ma lei invece andò subito a sbocchinarmelo e, dopo che si accorse che lui stava riprendendo i sensi persi, mi chiese di incularla nuovamente e con tanto vigore. Quindi subito spalmai vasellina al suo buchino e me lo misi sul glande poi lo piazzai davanti al suo ano e la penetrai senza esitare con un solo spintone e lei sobbalzò ma incassò bene il colpo.

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