Il figlio della mia collega 3

Scritto da , il 2020-10-08, genere gay

Era pazzesco, Francesca nelle settimane che passarono, prese seriamente il suo cambiamento, il Direttore passò una serata stupenda nel nostro letto, ci soddisfò tutte e due, e noi soddisfammo lui, e ne fù talmente contento, che Francesca, in breve tempo divenne a sua segretaria particolare e chiaramente sua amante.
Una volta finito l'iter per il suo cambiamento di nome e il resto, Francesca decise di andare a vivere da sola, la capivo, era la donna del Direttore, e doveva essere pronta ad ogni occasione, appena lui poteva, correva da lei, e lei ne era innamorata persa.
E poi un giorno, successe l'impensabile, era sabtao pomeriggio, mi ero preparata per una serata con delle amiche, trans, ero ben vestita e ben truccata, avremmo cenato, e poi discoteca, dove avrei rimorchiato qualche ragazzotto che mi avrebbe scopata per tutta la notte, quando suonarono alla porta, come di consuetudine, andai ad aprire senza guardare chi fosse, e aperta la porta rimasi di sasso, lui era lì, in piedi, davanti alla mia porta, bello come me lo ricordavo, uguale, solo qualche anno di più, tù dissi, come è possibile, le ginocchia faticavano a tenermi in piedi, cercai di essere fredda, ma non ci riuscii, il cuore mi scoppiava nel petto, lo volevo baciare, lui mi accarezzò il viso, sei sempre bella e sensuale, mi sciolsi, lo abbracciai, lo baciai, e lui ricambiò.
Eravamo sulla porta, me ne accorsi, lo tirai dentro e continuammo a baciarci, e poi scivolai in ginocchio, slacciai i suoi pantaloni, e ingoiai il suo cazzo, profumato e possente, lo ingoiai, e pompai, ero pazza, era tutto in gola, leccavo le sue palle e poi passavo alla cappella, e così in breve, mi venne in bocca, e mi gustai il suo sperma.
Mi rialzai e lo bacia ancora e ancora, mi portò in camera, mi buttò sul letto, e mi sollevò la gonna, spostati gli slip, imboccò il mio cazzo, e mi diede un piacere pazzesco, e pochi minuti e venni nella sua bocca, poi mi baciò e mi fece bere tutto il mio sperma.
Rimanemmo abbracciati a lungo, senza dire nulla, poi mi alzai, mimai uno spogliarello sensuale e rimasta in reggicalze e tacchi, lo aiutai a spogliarsi, e infine, mi sedetti e mi impalai sul suo cazzone.
Lentamente mi infilavo il suo palo, il mio cazzo prese immediatamente forma e divenne duro, salivo e mi lasciavo cadere, il mio cazzo picchiava il suo ventre, e poi ancora e ancora, me lo gustavo, poi mi disse, ora vengo tesoro ti ingravido, mi avvicinai e lo baciai, le lacrime mi solcavano le goe, si amore, ti darò un figlio, e lui venne.
Passammo la notte ad amarci, io in lui lui in mè, e il giorno dopo dormimmo fino a tardi, e verso metà pomeriggio, Francesca, venne a trovarmi, e mi trovò eccome a letto con suo padre, entrò in camera, e mi trovò intenta a succhiare il suo cazzo, lui la vide, era stupenda, tacchi gonna autoreggenti intimo e ben truccata, si sedette e baciò suo padre, un lungo bacio, e poi mi disse, posso Paola?. eccome risposi, si sfilò le mutandine, sollevò la gonna, lo guardò negli occhi mentre se lo faceva scivolare dentro, stava scopando con suo padre, allora non resistetti, feci in modo che Francesca si mettesse sul padre, e appoggiai il mio cazzo vicino a quello delpadre e lo infilai, eravamo dentro al nostro bambino tutti e due, Francesca emise un urlo, di dolore ma poi iniziò a godere, due cazzi in un buco, meraviglioso, le venimmo dentro e ci mettemmo a letto tutto il pomeriggio.

Questo racconto di è stato letto 2 0 6 5 volte

Segnala abuso in questo racconto erotico

commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.