Mamuka. Sottomissione Croata 🤤

di
genere
gay

Mi chiamo Alex, sono sposato con due figli e lavoro come arredatore d'interni. Frequentavo da tempo una palestra vicino casa, vivendo con il timore costante che mia moglie o i conoscenti scoprissero la mia attrazione per gli uomini. Avevo però sviluppato un "occhio evocato" per gli sguardi e il mio era caduto su Mamuka, un istruttore che veniva dalla Croazia. Aveva una leggera abbronzatura, uno sguardo intrigante e muscoli atletici che mi facevano letteralmente sangue. Ogni volta che lo vedevo sentivo il cazzo tirare, ma cercavo di nascondermi perché molti in palestra conoscevano mia moglie. Un giorno è stato lui ad avvicinarsi: "Ti alleni spesso, come va?". Dopo aver parlato di carichi, mi ha invitato a casa sua per un caffè. A mia moglie ho detto la verità a metà, mostrandole la foto dell'istruttore, lei non sospettò nulla.

​Appena entrato in casa sua, abbiamo parlato un po' dell'arredamento, ma dopo pochi minuti lui mi ha baciato sulla bocca. La sensazione della sua barba mascolina e selvaggia che mi pizzicava le labbra mi ha travolto, facendomi dimenticare ogni esitazione. Ci siamo spogliati e sono rimasto sbalordito dal suo corpo tonico e dal suo cazzo lunghissimo, incurvato verso l'alto. Mamuka non voleva andare piano, ha bagnato il mio buco con la saliva ed è entrato d'impatto, senza preavviso. Appena entrò, la sua cappella mi fece un male pungente che durò vari secondi, ma che goduria. Era così grande che sentivo ogni millimetro entrare e prendere spazio dentro il mio culo.

​La forza delle sue spinte era incredibile. Mentre mi possedeva con violenza in una delle posizioni più spinte, ha deciso che il suo cazzo enorme non gli bastava. Appena prese spazio, cominciò a sfondarmi. Mentre mi sfondava, ha infilato anche un pollice dentro di me. Il dolore è stato acuto, lancinante; sentivo il mio buco tendersi fino al limite. Ho provato a urlare, ma lui mi ha tappato la bocca con la sua mano grande e pesante, soffocando ogni mio lamento. Mi ha detto: "I vicini!", ma a me non interessava più. Il suo cazzo dentro di me era così grande che dimenticai tutto; volevo solo godere e a ogni movimento urlavo per il piacere di quel cazzo venoso che sentivo muoversi nelle mie viscere. Troppo dolore e troppo piacere per non urlare. Lui sorrise e capì quanto stavo godendo, così me lo spinse ancora più profondo; una cosa che mi fece un male assurdo.
​Mi teneva bloccato, schiacciandomi mentre continuava a spingere con il cazzo e il dito contemporaneamente. Quella sottomissione brutale e il calore della sua pelle mi portavano in uno stato di eccitazione mai provato.

Mi ha girato a pancia in su, alzandomi le gambe fino al petto e continuando a usarmi senza pietà, cambiando posizione ogni pochi istanti. Mi dominava come un oggetto del piacere. Mi sfilava e mi sbatteva il cazzo ormai sudato e con un odore pungente in bocca. Sentivo il culo vuoto mentre cercava ora di allargarmi anche la bocca per fare spazio al suo cazzo. Avevo nel culo una sensazione come se mancasse qualcosa, ne volevo ancora. "Rimettilo!", pensai; ma allo stesso tempo la bocca era così piena che mi faceva male. Ero in estasi totale, respiravo velocemente per le urla e il piacere di averlo sentito strisciare dentro di me.
​Dopo che mi scopava la bocca, cominciò a masturbarsi a pochi centimetri dalle mie labbra. Mi teneva le labbra aperte con la mano e mi massaggiava il labbro inferiore con il pollice. Cercai di chiudere la bocca per farlo spruzzare sul petto, ma lui non volle e me la riaprì con le dita. Dopo pochi attimi, sprigionando un odore fortissimo di sesso, la sua cupola divenne ancora più viola e dal buco del pene cominciò a spruzzare a pochi centimetri dalla mia bocca. Era un liquido molto grumoso, giallastro e forte di gusto. È esploso con un urlo, inondandomi con una quantità di sperma impressionante.
​Mi fece un po' senso, dato che il mio seme era biancastro e il suo molto più giallastro. Cercai di muovere il viso per sputarlo, ma lui mi mise di nuovo la mano sulla bocca e disse: "No, nooo. Masturbati". Non mi rimase niente da fare; con il suo sperma ancora in bocca, cominciai a masturbarmi. Pensavo di sputarlo appena arrivato al culmine, ma poco prima di venire ero così eccitato che mi venne l'istinto di ingoiarlo. Dovetti farlo in due volte, essendo troppo denso e abbondante. Chissà da quanto non veniva. Sono venuto sulle sue gambe muscolose e lui ha detto: "Vedi che non era così male?".
​Ancora stordito, sono andato in cucina a mangiare una banana per togliere quel sapore forte, mentre lui era già sotto la doccia. Ci siamo lavati insieme, chiacchierando come se nulla fosse, e poi sono scappato verso casa, portando addosso il segno di quel pollice e il sapore salato e amaro di Mamuka.

In quel momento mi sono accorto che essere obbligato a ingoiare tutto quel succo stava diventando quasi un feticismo per me. Solo a ripensare a quanto ne avessi avuto in bocca, mi si rialzava subito la sbarra.
scritto il
2026-01-25
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