Grazie mamma

Scritto da , il 2020-10-07, genere incesti

Non ci volle molto a mia mare capire, quale fosse la mia vera natura, ero alle medie, e già, la mia natura iniziava a farsi strada, sia nei comportamenti, che nei rapporti con i miei compagni, ero sempre ai loro ordini, sempre pronta a seguirli, e a d essere sottomessa, tanto, che i più intraprendenti, iniziarono a usarmi per i loro piaceri.
Il culmine fù alle superiori, i miei comportamenti erano paragonabili a quelli delle mie compagne, e proprio una di loro, mi iniziò, al travestimento, ein pochi mesi, la mia natura esplose.
Un mio vicino, molto più grande di mè, si accorse della mia tendenza femminile, e con garbo, e decisione, mi fece donna, dopo un paio d'anni, di seghe e pompini fatti ai miei compagni, finalmente, persi la mia verginità, passai alcuni mesi nel paradiso, e capii lamia vera natura.
Come raccontavo prima, non sfuggì a mia madre, da qualche anno aveva capito cosa sarei divenuta, e così, un bel giorno, mentre di nascosto stavo indossando delle calze usate, regalatemi dalla mia amica, si spalancò la porta della mia camera, e mi ritrovai mamma davanti, ero imbarazzata, ero nuda, con un paio di collant a mezza coscia, con nel culetto, un cazzo di gomma regalatomi dal mio amante, si sedette sul letto e mi guardò.
Il mio cazzo era duro, ero eccitata, mi stavo preparando per lui, e la comparsa di mia madre, mi spaventò, cercai di balbettare qualcosa, e nel muovermi, inciampai e le finii in grembo, lei mi accarezzò, e mi aiutò a sedermi, e con delicatezza mi fece stendere, poi prese tra le sue dita il mio cazzo, e iniziò a farmi una sega, mentre mi guardava negli occhi, e mi disse, ti capisco tesoro, credimi, capisco la tua femminilità, poi avvicinò la sua bocca alla mia, e mi baciò, ma se non hai mai provato una donna, non puoi sapere se e cosa perdi, poi, scese e mi fece un pompino da favola.
Le venni in bocca dopo poco, lei bevve tutta la mia sbora e poi si riavvicinò, e i disse, non voglio costringerti a nulla, ma ti chiedo di provare prima quanto ho da proporti, e se poi la tua strada è questa, ok ti aiuterò a seguirla.
Nelle settimane che vennerò, mia madre mi insegnò, a leccare e dare piacere a una donna, mi sverginò come maschio, e potei scoparla più volte al giorno, non mi negò nemmeno il suo culo, dove sborrai più e più volte, lei mi spompinò, e inculò più volte, ma un bel giorno la affrontai, la ringraziai, e le dissi che volevo un uomo, il mio uomo, lei si alzò dal letto, aprì il suo armadio, e mi mostro dei vestiti stupendi da ragazza, e nei cassetti di tutto, dagli slip ai reggiseno, sono per tè tesoro, lo immaginavo, speravo di convincerti, ma ho capito subito che sei una donna, e se questa è la tua natura, che lo sia ma qui, non nascosta.
Poi chiamò il nostro vicino e con una scusa lo fece venire da noi, dove mi trovò, ben vestita e truccata, lei lo fece accomodare in camera sua, e gli disse, lei è la mia bambina, trattala bene e falla godere, potrai venire quando vorrai, sarai ben accetto, e poi se ne andò.
Da quel giorno, molti dei miei amici passarono dalla mia e dalla sua camera, in breve divenimmo i giocattoli sessuali di parecchi maschi, ormai eravamo sulla bocca di tutti, e un bel giorno, Papà ci scoprì, intente a soddisfare nel letto coniugale, più maschi, e la cosa no fù di suo gradimento, in breve, ci ritrovammo fuori casa, e il marciapiede divenne all'inizio il nostro modo per guadagnare del danaro, per poi finire a prostituirci in appartamento.
Ora io ho sessantatré anni e lei ottantadue, e siamo ancora due troie che soddisfano i loro clienti nel proprio letto, spesso, la soddisfo io, la monto con dolcezza, e la porto al godimento, la adoro, grazie mamma.

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