Il trasloco

Scritto da , il 2020-11-02, genere gay

Stavamo traslocando, il e mia moglie, avevamo deciso di cambiare città, visto che per prima cosa ci si avvicinava di più ai nostri lavori, e ci si allontanava, e molto, dal paese, che chiaramente ormai ci diventava stretto, e le malelingue, ormai ci avevano creato molti problemi.
Eravamo sposati da pochi anni, e vuoi per la mia omosessualità, o vuoi per la facilità di costume di mia moglie, ormai eravamo additati come persone poco piacevoli.
Io spesso e volentieri mì travestivo, e alla periferia del paese passeggiavo e donavo piacere ai maschietti interessati, mia moglie dal canto suo, femmina stupenda e calda, non poteva rimanere senza un uomo nel letto, e così, dopo pochi anni, fu utile andarsene.
Eravamo alle porte di Milano, città dove nessuno, badava a quello che eri e che facevi, trovammo casa in un palazzo molto bello quasi nel centro, servito di tutto punto, così, potevamo continuare le nostre vite sessuali e di coppia.
Nelle prime settimana rimanemmo tranquille, conoscendo mano mano i nostri vicini, e parte dei condomini, cosi mia moglie mise gli occhi su di un paio di maschioni, e cominciò a lavorarseli, io notai il figlio del mio dirimpettaio, un ragazzo di circa vent'anni, universitario, carino, ma molto imbranato, io all'epoca avevo trent'anni, lavoravo per una grossa società, che spesso mi mandava in giro per settimane intere, dando così la possibilità, ad Anna di portarsi chiunque volesse nel suo letto, così, inizia a chiacchierare, quando possibile, con Luca, il ragazzo.
In poche settimane divenimmo amici, e iniziammo a frequentarci, in casa nostra o casa sua, conoscendo i genitori, lei, una donna normale, di quarantacinque anni, il padre, quarantotto, solita famigliola borghese Milanese.
L'attrazione per Luca cresceva di giorno in giorno, e le mie pulsioni femminili, non potevano che andare di pari passo, vivevo a Milano, città di perdizione, anni ottanta, e così, inizia a uscire, nei fine settimana, sul tardi enfemme, ben truccata, ben vestita, trovare zone omo, era allora semplice, e così, inizia a incontrare uomini, in zona stazione centrale, o monumentale, e conoscendo poi bene la zona, specialmente centrale, iniziai a prendere una camera in quei piccoli alberghetti, che vi erano in zona, e dal fare la troia per gioco, finii, per farlo come dopolavoro, ma questo lo racconterò in seguito, perché, per parecchi anni, divenne un vero lavoro, ma ora pensiamo a Luca.
E proprio una di queste sere, che successe, al mio rientro a tarda notte, di incontrarlo, mentre passeggiava sotto casa, solo, era Giugno, il caldo iniziava a farsi sentire, io indossavo un vestitino cortissimo, e un paio di sandali, nuda sotto, parrucca capelli corti, un filo di trucco, e la mia solita borsettina con fazolettini, danaro e preservativi, lo vidi, e la cosa mi diede da pensare.
Come potevo rincasare con lui lì, e se mi avesse riconosciuta, e poi conosceva tutti i condomini, io avrei dato dell'occhio, ma a casa ci dovevo andare, feci finta di nulla, e passai vicino a Luca, e infilai le chiavi nella serratura del portone, e dopo lo scatto sentii la sua voce, buona sera Paolo, Luca era alle mie spalle, non risposi, entrai, e lui mi seguì, lo guardai negli occhi, mi piaceva e mi aveva scoperta, meglio di così, Paola grazie, dissi, Luca io sono Paola, e lo fissai, scusami disse, non so perché, ma ad un certo punto lo abbracciai, e lo baciai.
Lo strinsi a mè, ero eccitata, pur avendo passato delle ore a scopare e fare pompini, ero ancora eccitata, e Luca mi piaceva, lui ricambiò, le nostre lingue si fusero, poi Luca infilò la mano sotto il vestito, e mi palpò il cazzo, ormai di marmo e io iniziai a contorcermi, mi staccai, mi spostai di pochi metri, mi girai, allargai la gambe oscenamente, e poi mi appoggiai quattro scalini sopra, eccomi dissi.
Luca mi sollevò il vestitino, si tolse i bermuda e rimase col cazzo svettante duro e pronto, prendimi Luca ora o mai più, Luca si appoggiò, e spinse con forza, entrandomi dentro, stupendo, poi afferrò prima i miei fianchi, poi palpandomi il piccolo seno, e infine, mentre violentemente mi possedeva, afferrò il mio cazzo durissimo.
Ansimavo, godevo, e poi era a pelle, ness'un preservativo, per colui che diverrà il mio uomo, lo sentivo dentro, e lo incitai a godermi nel culo, cosa che fecde poco dopo, e mi fece schizzare sul gradino.
Una volta goduto, ci ricomponemmo, e lo presi per mano, e lo portai in casa, dove mia moglie, completamente nuda dormiva nel lettone, ci spogliammo e abbracciato ci addormentammo.
La mattina, al nostro risveglio, Luca scopò Anna, lo sognava da molto tempo, e poi, potei dedicarmi al mio amore, si sfilò dalla sua figa e sprofondò nel mio culo, venendomi dentro.

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