Tra bicchieri di vino 4' capitolo
scritto il 2026-11-08 tempo di lettura 9 min
di
Nandostar
genere
Incesti
cura
A
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Arrivata sera, Anna si recò dal fratello, dove arrivò verso le 21.00.
Si salutarono con un lungo bacio con la lingua.
Marco notò che sotto il vestito lungo fino alle ginocchia, non teneva il reggiseno.
Le tette erano ben sostenute dall’età, ma essendo grosse, non erano sostenute come con il reggiseno.
Marco: “Tutto bene sorella? Vedo qualcosa di strano.”
Anna: “Ok! Lo ammetto, mi piace essere scopata da te, non penso ad altro, da stamattina.”
Marco: “Se ti senti violentata, che potrebbe essere giusto, mi denunci, io sono contro la violenza alle donne e se per te sono una violenza, allora basta. Però sappi che mi piaci.”
Anna: “Mi sento violentata, perché mi scopi con forza e passione, è che mi darei le martellate in testa, perchè mi è piaciuto, dovrei piangere, dovrei non riuscire a guardarti in faccia.”
Marco: “Mi dispiace averti creato queste sensazioni, sono attratto da te, ti desidero e ho provato a dimostrarlo, è successo quello che non credevo. Ti assicuro che finchè ti scopavo, ho sempre avuto paura di finire il giorno dopo in carcere.”
Anna: “Sarebbe la mia parola contro la tua. Alla fine ho lasciato che succedesse.”
Marco si avvicinò molto a lei, i loro respiri si sentivano.
Marco provò a baciarla, ma lei si spostò e si diresse alla camera da letto.
Anna: “Non ė l'amore che cerchi da me.”
Arrivata in camera da letto in un colpo solo si tolse tutto il vestito, rimanendo completamente nuda.
Marco la raggiunse e la baciò molto appassionatamente, mentre si spogliava.
Anna: “Potrei voler mandarti in rovina, a forza di succhiartelo.”
Marco: "Allora cominciamo il lavoro."
Quando fu nudo, lei si inginocchiò e prese in bocca i pene, ma in realtà non serviva perché era perfettamente già duro.
Anna: "Cazzo che bestia che hai, potresti spaccarmi. Come ti ha fatto bene mamma.", poi se lo rimise in bocca e se lo gusto.
Lui lascio che con la bocca misurasse per bene la cappella e la durezza dell'asta.
Marco: “Brava, succhia succhia è tutto tuo.”, alzò la testa verso il cielo e ringraziò per essere riuscito a far piacere la sorella il suo paletto.
Sentiva la bocca di lei accoglierlo il piú possibile e sentiva quanto doveva tenerla aperta per accoglierlo.
Lui la prese la fece alzare e con uno spintone molto dolce la fece sdraiare sul letto a pancia in su.
Lei aprì le gambe e le piegò per bene.
Marco con la mano sinistra prese la sua caviglia sinistra e la mantenne alta, con la destra puntò il pene sul pertugio di Anna.
Cominciò a penetrarla lentamente.
Lei stringeva i denti, mentre la sua gattina veniva aperta da un doberman.
Marco si trovò, con il pene tre quarti dentro, con lei che ansimava di brutto.
Cominciò a pomparla molto lentamente e appassionatamente.
Marco: “Si ti voglio, voglio farti godere.”
Anna: "Mi fai male, ma non è colpa tua, continua pure."
Ansimando e gemendo lei lo guardava, aveva suo fratello davanti a lei che esplodeva di energia.
Vedeva tutti i suoi muscoli muoversi, per infilarlo e rimase lì a gemere, contrarsi e rilassarsi, spasimare mentre un Tir le entrava ed usciva da in mezzo alle gambe.
Alla fine si baciarono intensamente con la lingua avvolta l’una sull'altra.
Anna lo teneva stretto a se, era emozionata tanto che si mise anche a piangere, perché si sentiva sporca e pulita allo stesso tempo.
Marco quando fu ora di venire, aumentò il ritmo un po, non si fermo vedendo la sorella piangere.
Le baciava le guance inumidite dalle lacrime.
Anna: "mmmm ……..mmmm ……..mmmm ……..mmmm ……..mmmm ……..mmmm ……..mmmm ……..mmmm ……..mmmm ……..mmmm ……..mmmm ……..mmmm ……..mmmm ……..mmmm ……..mmmm …….."
Anna alzo il capo, e gemendo vedeva la forza che ci metteva nel scoparla.
Anna: "Mi sfondi ……..mmmm ……..mmmm ……..mmmm …….Mi sfondi ……..mmmm ……..mmmm ……..mmmm ……..mmmm ……..mmmm ……..mmmm ……..Ahi ……..Ahi ……..Ahi ……..Ahi ……..Ahi ……..mmmm ……..mmmm ……..mmmm ……..mmmm ……..mmmm ……. "
Ma il fratello proseguiva ancora il ritmo notava che le stava facendo un po’ di male, ma proseguì, in fondo l’amore è una lotta e alla fine le esplose dentro.
Anna: "Marco piano piano.……..mmmm ……..mmmm ……..mmmm ……..mmmm ……..mmmm ……..mmmm ……..mmmm ……..mmmm ……..mmmm ……..mmmm ……..Marco piano piano per piacere.……..mmmm ……..mmmm ……..mmmm ……..mmmm ……."
Anna era sfatta, piantò le unghie sulla schiena e lo prese a morsi, mentre le veniva dentro: “Aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!”
Una volta completamente svuotato dentro, si sollevò da lei, mentre lei lo accarezzava.
Si trovò in ginocchio tra le gambe di lei, completamente distesa nuda sul letto era un incanto.
Marco: “Voglio solo te, anche il tuo culo voglio, prima o poi me lo prenderò. Ma voglio solo te, non farti scopare da nessun altro."
Anna: “Il culo no per piacere.”
Marco: “No arriverà il momento per il culo.”
Parlarono fin tanto che preparavano la cena.
Anna: “Cavoli, quando è che abbiamo iniziato ad essere fratello e sorella e quando abbiamo smesso?”
Marco: “Non abbiamo mai smesso, è che non ci siamo mai frequentati come sorella e fratello e a me non piace considerarti mia sorella.”
Anna: “Cosa ti piace più di me?”
Marco: “Le tette.”
Anna: “Guarda sei una cosa incredibile, un pò più di poesia no?”
Marco: “Bè scusa, mi dici che sei andata in giro così tra i tuoi dipendenti, si vedono le tette di brutto.”
Anna: “Sono coperta, non sono mica in topless. ………….. Dai mangiamo che la doccia me la faccio dopo.”
Impiattato in tavola cominciarono a mangiare.
Marco: “Ma veramente vai tra i tuoi dipendenti?”
Anna: “Guarda che c’è caldo, come devo andare vestita? …….. E poi come si dice? Tira più un pel di pota che 100 cavali che corrono. Ti assicuro che i miei dipendenti viaggiano a mille con me vicino.”
Marco: “Ascolta a proposito di dipendenti, ma avendo a che fare con ragazzi giovani, hai mai avuto qualche storia?”
Anna: “Ma che domande sono da fare a tua sorella che non vedi da tempo?”
Marco: “Bè, mi sembra che ne abbiamo fatte di cose da quando ci siamo visti.”
Marco rimanendo seduto, si porse verso Anna e la baciò.
Marco: “Sono senza fiato.”
Anna: “Grazie. Comunque dopo la morte di mio marito non ho avuto altre storie importanti. …….. Si qualche storia di letto, ma niente di particolare.”
Marco: “Ed io come sono stato?”
Anna: “Non sei una storia di letto, se è questo che vuoi dire. ……….. Ascolta Marco, non so, forse abbiamo esagerato, ma non voglio che ci allontaniamo, non voglio allontanarmi da te.”
Marco: “Neanche io.”
Parlarono ancora del più e del meno, ridendo spesso, poi mentre lui metteva tutto nella lavastoviglie, lei andò a farsi una bella doccia.
Marco si avvicinò al bagno e visto che la porta era aperta, rimase davanti alla porta ad osservarla.
La doccia aveva il vetro trasparente ed Anna era girata verso il muro dando la schiena verso la porta d’entrata.
Era bellissima, tutta insaponata e bagnata.
Il sapone le colava dalla schiena e dai capelli lunghi.
Quando si girava, un pò, si notava la bellezza della quarta del suo seno.
La quarta.
Un seno duro e sodo, che ancora sentiva tra le mani, come la sera prima, mentre la pompava.
Ed i capezzoli, duri e grossi, eccitati come non mai.
Anna aveva provato un pò di dolore per la grandezza del pene di Marco, ma il suo corpo non parlava di dolore, ma di eccitazione e desiderio.
A questo punto si allontanò e se ne andò verso la camera da letto.
Arrivato si mise seduto, con la schiena appoggiata alla testiera, e con una mano teneva il cellulare e leggeva alcune notizie su Tik Tok.
Anna arrivò dopo una mezz’oretta, coperta solo dal reggiseno e dagli slip.
Anna: “Finalmente mi sono fatta la doccia.”
Marco: “A che ora normalmente ti metti a riposare la sera?”
Anna: “Bisogna vedere in base ai momenti e alle sere, non c’è un orario fisso. Oggi per esempio avevo un impegno con te e quindi mi sono sbrigata.”
Marco: “Sono felice che sei qui.”
Lei si mise a ridere.
Anna: “Sei felice perchè ciai una strafica nuda vicino.”
Poi si avvicinò a lui e cominciò a baciarlo.
Da prima a stampo e poi sempre più intensamente.
Marco: “Sei divina, sei poesia.”
Marco si portò sempre più vicino a lei, finchè, cominciò a sfilarle gli slip.
Lei lo aiutò muovendo il sedere.
Quando gli slip furono tolti, lui si spostò verso i piedi di lei, ancora seduta sul letto.
Delicatamente le prese i piedi e le aprì le gambe, lei acconsentì in silenzio.
Poi lui si portò con la bocca sulla sua passera e cominciò a leccarla.
Lei si spostò in avanti in modo da scivolare ed averla più a disposizione.
Si eccitò velocemente con la lingua di Marco che correva veloce sulle grandi labbra.
Aprì ancora di più le gambe tenendo la testa di lui ferma mentre proseguiva.
Si contorceva ed apriva la bocca senza emettere nessun suono, ma avrebbe urlato.
Era in silenzio, mentre sentiva i rumori che emetteva Marco leccandola avidamente.
Si stirò di brutto quando esplose, e Marco, la trattenne a sè dalle cosce.
Era il momento.
Marco si staccò da Anna e si sollevò cominciando ad avanzare a quattro zampe.
Diede un bacio a stampo sulle labbra di Anna e poi, cominciò ad appoggiare il pene alle grandi labbra e spingere.
Anna si attaccò ai bicipiti di lui mentre mugolava, tanto quanto Marco la stava facendo sua.
Anna: “Che grosso, mmmmmmmmmm, che grosso ,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,”
Senti il reggiseno sciogliersi, grazie alle mani di Marco e sfilarsi.
Era di nuovo sua.
Marco aveva cominciato a muoversi dentro di lei, ma suonò il suo cellulare.
Dovette togliersi da lei per raggiungere il cellulare.
Anna: “Cavoli, non so se mi ha salvata questa telefonata o cosa.”
Marco rispose e dalla chiamata Anna, comprese che un dipendente passando dalla strada, aveva visto qualcuno aggirarsi tra i capannoni dell’azienda.
Chiusa la telefonata ………
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Arrivata sera, Anna si recò dal fratello, dove arrivò verso le 21.00.
Si salutarono con un lungo bacio con la lingua.
Marco notò che sotto il vestito lungo fino alle ginocchia, non teneva il reggiseno.
Le tette erano ben sostenute dall’età, ma essendo grosse, non erano sostenute come con il reggiseno.
Marco: “Tutto bene sorella? Vedo qualcosa di strano.”
Anna: “Ok! Lo ammetto, mi piace essere scopata da te, non penso ad altro, da stamattina.”
Marco: “Se ti senti violentata, che potrebbe essere giusto, mi denunci, io sono contro la violenza alle donne e se per te sono una violenza, allora basta. Però sappi che mi piaci.”
Anna: “Mi sento violentata, perché mi scopi con forza e passione, è che mi darei le martellate in testa, perchè mi è piaciuto, dovrei piangere, dovrei non riuscire a guardarti in faccia.”
Marco: “Mi dispiace averti creato queste sensazioni, sono attratto da te, ti desidero e ho provato a dimostrarlo, è successo quello che non credevo. Ti assicuro che finchè ti scopavo, ho sempre avuto paura di finire il giorno dopo in carcere.”
Anna: “Sarebbe la mia parola contro la tua. Alla fine ho lasciato che succedesse.”
Marco si avvicinò molto a lei, i loro respiri si sentivano.
Marco provò a baciarla, ma lei si spostò e si diresse alla camera da letto.
Anna: “Non ė l'amore che cerchi da me.”
Arrivata in camera da letto in un colpo solo si tolse tutto il vestito, rimanendo completamente nuda.
Marco la raggiunse e la baciò molto appassionatamente, mentre si spogliava.
Anna: “Potrei voler mandarti in rovina, a forza di succhiartelo.”
Marco: "Allora cominciamo il lavoro."
Quando fu nudo, lei si inginocchiò e prese in bocca i pene, ma in realtà non serviva perché era perfettamente già duro.
Anna: "Cazzo che bestia che hai, potresti spaccarmi. Come ti ha fatto bene mamma.", poi se lo rimise in bocca e se lo gusto.
Lui lascio che con la bocca misurasse per bene la cappella e la durezza dell'asta.
Marco: “Brava, succhia succhia è tutto tuo.”, alzò la testa verso il cielo e ringraziò per essere riuscito a far piacere la sorella il suo paletto.
Sentiva la bocca di lei accoglierlo il piú possibile e sentiva quanto doveva tenerla aperta per accoglierlo.
Lui la prese la fece alzare e con uno spintone molto dolce la fece sdraiare sul letto a pancia in su.
Lei aprì le gambe e le piegò per bene.
Marco con la mano sinistra prese la sua caviglia sinistra e la mantenne alta, con la destra puntò il pene sul pertugio di Anna.
Cominciò a penetrarla lentamente.
Lei stringeva i denti, mentre la sua gattina veniva aperta da un doberman.
Marco si trovò, con il pene tre quarti dentro, con lei che ansimava di brutto.
Cominciò a pomparla molto lentamente e appassionatamente.
Marco: “Si ti voglio, voglio farti godere.”
Anna: "Mi fai male, ma non è colpa tua, continua pure."
Ansimando e gemendo lei lo guardava, aveva suo fratello davanti a lei che esplodeva di energia.
Vedeva tutti i suoi muscoli muoversi, per infilarlo e rimase lì a gemere, contrarsi e rilassarsi, spasimare mentre un Tir le entrava ed usciva da in mezzo alle gambe.
Alla fine si baciarono intensamente con la lingua avvolta l’una sull'altra.
Anna lo teneva stretto a se, era emozionata tanto che si mise anche a piangere, perché si sentiva sporca e pulita allo stesso tempo.
Marco quando fu ora di venire, aumentò il ritmo un po, non si fermo vedendo la sorella piangere.
Le baciava le guance inumidite dalle lacrime.
Anna: "mmmm ……..mmmm ……..mmmm ……..mmmm ……..mmmm ……..mmmm ……..mmmm ……..mmmm ……..mmmm ……..mmmm ……..mmmm ……..mmmm ……..mmmm ……..mmmm ……..mmmm …….."
Anna alzo il capo, e gemendo vedeva la forza che ci metteva nel scoparla.
Anna: "Mi sfondi ……..mmmm ……..mmmm ……..mmmm …….Mi sfondi ……..mmmm ……..mmmm ……..mmmm ……..mmmm ……..mmmm ……..mmmm ……..Ahi ……..Ahi ……..Ahi ……..Ahi ……..Ahi ……..mmmm ……..mmmm ……..mmmm ……..mmmm ……..mmmm ……. "
Ma il fratello proseguiva ancora il ritmo notava che le stava facendo un po’ di male, ma proseguì, in fondo l’amore è una lotta e alla fine le esplose dentro.
Anna: "Marco piano piano.……..mmmm ……..mmmm ……..mmmm ……..mmmm ……..mmmm ……..mmmm ……..mmmm ……..mmmm ……..mmmm ……..mmmm ……..Marco piano piano per piacere.……..mmmm ……..mmmm ……..mmmm ……..mmmm ……."
Anna era sfatta, piantò le unghie sulla schiena e lo prese a morsi, mentre le veniva dentro: “Aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!”
Una volta completamente svuotato dentro, si sollevò da lei, mentre lei lo accarezzava.
Si trovò in ginocchio tra le gambe di lei, completamente distesa nuda sul letto era un incanto.
Marco: “Voglio solo te, anche il tuo culo voglio, prima o poi me lo prenderò. Ma voglio solo te, non farti scopare da nessun altro."
Anna: “Il culo no per piacere.”
Marco: “No arriverà il momento per il culo.”
Parlarono fin tanto che preparavano la cena.
Anna: “Cavoli, quando è che abbiamo iniziato ad essere fratello e sorella e quando abbiamo smesso?”
Marco: “Non abbiamo mai smesso, è che non ci siamo mai frequentati come sorella e fratello e a me non piace considerarti mia sorella.”
Anna: “Cosa ti piace più di me?”
Marco: “Le tette.”
Anna: “Guarda sei una cosa incredibile, un pò più di poesia no?”
Marco: “Bè scusa, mi dici che sei andata in giro così tra i tuoi dipendenti, si vedono le tette di brutto.”
Anna: “Sono coperta, non sono mica in topless. ………….. Dai mangiamo che la doccia me la faccio dopo.”
Impiattato in tavola cominciarono a mangiare.
Marco: “Ma veramente vai tra i tuoi dipendenti?”
Anna: “Guarda che c’è caldo, come devo andare vestita? …….. E poi come si dice? Tira più un pel di pota che 100 cavali che corrono. Ti assicuro che i miei dipendenti viaggiano a mille con me vicino.”
Marco: “Ascolta a proposito di dipendenti, ma avendo a che fare con ragazzi giovani, hai mai avuto qualche storia?”
Anna: “Ma che domande sono da fare a tua sorella che non vedi da tempo?”
Marco: “Bè, mi sembra che ne abbiamo fatte di cose da quando ci siamo visti.”
Marco rimanendo seduto, si porse verso Anna e la baciò.
Marco: “Sono senza fiato.”
Anna: “Grazie. Comunque dopo la morte di mio marito non ho avuto altre storie importanti. …….. Si qualche storia di letto, ma niente di particolare.”
Marco: “Ed io come sono stato?”
Anna: “Non sei una storia di letto, se è questo che vuoi dire. ……….. Ascolta Marco, non so, forse abbiamo esagerato, ma non voglio che ci allontaniamo, non voglio allontanarmi da te.”
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Marco si avvicinò al bagno e visto che la porta era aperta, rimase davanti alla porta ad osservarla.
La doccia aveva il vetro trasparente ed Anna era girata verso il muro dando la schiena verso la porta d’entrata.
Era bellissima, tutta insaponata e bagnata.
Il sapone le colava dalla schiena e dai capelli lunghi.
Quando si girava, un pò, si notava la bellezza della quarta del suo seno.
La quarta.
Un seno duro e sodo, che ancora sentiva tra le mani, come la sera prima, mentre la pompava.
Ed i capezzoli, duri e grossi, eccitati come non mai.
Anna aveva provato un pò di dolore per la grandezza del pene di Marco, ma il suo corpo non parlava di dolore, ma di eccitazione e desiderio.
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Marco: “Sono felice che sei qui.”
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Anna: “Sei felice perchè ciai una strafica nuda vicino.”
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Marco: “Sei divina, sei poesia.”
Marco si portò sempre più vicino a lei, finchè, cominciò a sfilarle gli slip.
Lei lo aiutò muovendo il sedere.
Quando gli slip furono tolti, lui si spostò verso i piedi di lei, ancora seduta sul letto.
Delicatamente le prese i piedi e le aprì le gambe, lei acconsentì in silenzio.
Poi lui si portò con la bocca sulla sua passera e cominciò a leccarla.
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Marco si staccò da Anna e si sollevò cominciando ad avanzare a quattro zampe.
Diede un bacio a stampo sulle labbra di Anna e poi, cominciò ad appoggiare il pene alle grandi labbra e spingere.
Anna si attaccò ai bicipiti di lui mentre mugolava, tanto quanto Marco la stava facendo sua.
Anna: “Che grosso, mmmmmmmmmm, che grosso ,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,”
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