Tra bicchieri di vino cresce un amore 14° Capitolo
di
Nandostar
genere
incesti
CAPITOLO 14°
A metà mattina, mentre Marco stava lavorando sul trattore si sentì per telefono con Anna.
Anna: “”Ciao fratellino.”
Marco: “Come va? Ti stai rilassando?”
Anna: “Certo, però, ti assicuro che ogni tanto penso a quello che mi è successo.”
Marco: “Cerca di non pensarci Anna, è durato poco ed è tutto finito. Pensa a cose belle.”
Anna: “Guarda, è un signore sulla sessantina super dopato da Viagra che vorrebbe piantarmelo da per tutto.”
Marco: “Cavoli, ma non c’è la tua amica con te?”
Anna: “Si, se n’è andata” lasciandomi da sola con lui. ……… Ascolta, quando torno dobbiamo parlare di una cosa.”
Marco: “Vuoi parlarmene ora?”
Anna: “No, no, con calma.”
Marco: “Divertiti. Non vedo l’ora che torni.”
Anna: “Domani sono li da te.”
Marco: “Quando ci vediamo?”
Anna: “Verso ora di cena, ti va bene?”
Marco: “Top, a domani sera.”
Anna: “Ascolta, ma come ti organizzi con il fatto che sei sempre così impegnato e stiamo lontani?”
Marco: “Lavoro a manetta, pensando al tempo che passerò da te.”
Anna: “Addirittura? Quando pensi a me, cosa pensi di più?”
Marco: “Penso alle tue super tette, mi piacciono un casino.”
Anna: “Sei un porcone. Tanto sei romantico tanto sei porco.”
Marco: “L’amore è il gioco dell’amore, amore mio.”
Anna: “Ti voglio bene, sei importante per me.”
Marco: “Ti voglio solo mia.”
Anna: “Sei geloso? Hai paura?”
Marco: “Certo che ho paura, penso che avrai molti spasimanti.”
Anna: “Si, ma non sono veri uomini come te.”
Marco: “Grazie.”
A questo punto, chiusa la telefonata, il nostro Marco, aumentò la velocità del trattore per fare più lavoro, mentre Anna proseguì nel rilassarsi.
Il giorno seguente tutto filò liscio, fino a sera, quando Marco si recò da, Anna ad ora di cena, però vi trovò solo Zia Gemma.
Gemma, l’attese dentro casa.
Quando entrò la Zia, essendo sola in casa, si attaccò al collo di lui, che automaticamente la abbracciò e si baciarono.
Marco subito si staccò.
Marco: “Zia che fai? Anna potrebbe accorgersi.”
Zia: “Non si accorgerà perchè, non è a casa.”
Marco: “Non è a casa? Dove si trova?”
Zia: “E’ uscita vestita da zoccola, ma non so dove sia andata.”
Marco si staccò dalla Zia.
Marco: “Cavoli dove è andata?”
Zia: “Marco, eravate d’accordo che vi trovate qui, No?”
Marco: “Si! Ma vorrei sapere dove è andata.”
Zia: “Marco, magari aveva da trovarsi con qualcuno.”
Marco si mise a pensare.
Marco: “Ho paura.”
Zia: “Marco? E’ tua sorella, non puoi pensare che sia per sempre, potresti essere un diversivo.”
Marco: “L’importante è che non sia in pericolo.”
Zia: “Marco, semmai, puoi venire tra le mie cosce per scaldarti e per sfogarti.”
Marco: “Zia ti ringrazio per la disponibilità, ma io tengo a mia sorella e cercherò di non farmela portar via.”
Zia: “Va bene, va bene. Io esco con un’amica stasera. ………………….. Ricordati che non è detto che io resti gravida per una botta, magari ne servono di più.”
Marco: “Ok! Non preoccuparti, ci si può lavorare.”
Zia Gemma se ne andò.
Marco si era fatto sicuramente una bella scopata con la Zia, che sicuramente era una gran gnocca per la sua età, ma niente in confronto ad Anna che era una femmina giovane e molto erotica.
Rimase da solo in casa ad aspettare sua sorella.
Si mise a riflettere sul fatto che era uscita vestita da zoccola, dove era andata?
Possibile ad un incontro romantico?
Non poteva essere, il rapporto tra loro due era forte e stava crescendo giorno dopo giorno.
Prese il cellulare e controllò, tra i messaggi che si era scritto con Anna, per verificare di aver scritto giusto, ovvero che si sarebbero trovati quella sera.
I minuti passavano.
Decise di uscire e fare quattro passi nel cortile, per prendere aria e far passare il tempo.
Rimase nella zona adibita a residenza privata di Anna, non entrò nella zona adibita ad azienda.
Pensò alla Zia e a quello che era successo.
Ai suoi seni, ancora sodi e duri per l’età.
Seni molto pieni e a come avevano reagito tra le sue mani.
Era stato fantastico massaggiarli e sentire i capezzoli diventare sempre più duri.
Poi si mise a pensare ad Anna.
Al suo corpo e alla sua bocca, quando accoglieva il suo pene, allargandosi a sufficienza per farlo entrare bene dentro.
Bravissima nel farlo scivolare dentro, mentre con le mani accarezzava le sue palle come fossero scrigni preziosi.
Verso le 23 Anna rientrò.
Il portone si aprì e lasciò passare il Mercedes nero e con gli occhi lo seguì fino a parcheggiare vicino alla sua.
Uscì una donna fantastica, un vero miracolo della natura.
Capello castano piastrato, bello e liscio, un corpetto nero con brillantini argento che si sorreggeva con della spalline, niente reggiseno, cosa esplosiva visto che si vedevano i capezzoli duri di Anna a causa del condizionatore.
Proseguiva con minigonna in pelle nera.
Fantastica e poi finire ……………..
Calze autoreggenti nere setate che si sorreggevano con un merletto che si intravedeva dalle minigonne.
Scarpette con il tacco, nere e argento, per dare un tocco da donna cattiva.
Avrebbe fermato quel momento come una fotografia.
Anna si recò in casa e Marco la seguì senza parlare.
Arrivati in casa, Marco si rese conto che era arrabbiata, ma perchè?
In salotto con la luce soffusa ……………..
Anna posò la borsetta e si girò verso Marco.
Anna: “Cosa mi dici del Blue Moon?”
Marco: “Non so neanche cos’è?”
Anna: “Non sai cos’è? Veramente? Si trova a 20 Km da casa tua.”
Marco: “No, non so, non so niente.”
Anna: “Non sai che tuo Padre, quello che ti ha cresciuto, ti ha lasciato in eredità un Night Club?”
Marco: “Un NIght Club? Non ne so niente, te lo giuro.”
Anna: “Ma come fai a non sapere che hai in proprietà un troiaio.”
Marco: “Non lo so me lo stai dicendo tu. Ma in realtà perchè lo sai come hai fatto a sapere?”
Anna: “Il mio avvocato, conosceva tuo Padre e ha fatto dei controlli.”
Marco: “Te lo giuro Anna, non lo sapevo, te lo giuro, per me è una novità.”
Anna: “Non ci sei mai stato? Neanche da giovane?”
Marco: “No! No! Te lo giuro, non ci sono mai stato, né in quel Night né in altri.”
Anna: “Io sono stata li, questa sera e sono venuta via, prima che iniziasse ad arrivare troppa gente.”
Marco: “Cosa hai scoperto? Cosa ti hanno detto?”
Anna: “Mi hanno detto che effettivamente non ci sei mai stato, hai ragione, è che trovo difficile che tu non sappia.”
Marco: “Non sei l’unica a cui i propri cari hanno lasciato dei ricordini dopo la morte. ………….. ”
Anna: “Non l’ho fatto per controllarti o perchè non mi fido di te.”
Marco: “Perchè l’hai fatto?”
Anna: “Perchè mio fratello mi scopa. ……….. Ed io ne sono felice. ………. Sei una droga, sei diventato una droga.”
Marco: “Come è?”
Anna: “Cosa?”
Marco: “Quando ti scopo come me?”
Anna: “Oddio, non ero abituata alle tue dimensioni, ma cavoli quando mi entri dentro mi sento donna. Veramente, mi sento una donna completa.”
Marco: “Perchè?”
Anna: “Perchè oltre ad essere una grande imprenditrice, mi sento capace di riuscire a dominare un uomo come te e ti assicuro che io mi sento esplodere.”
Marco: “Non voglio perderti. Venderò il night club, non sarà più un problema.”
Anna: “Non venderai niente, perchè funziona e fa reddito.”
Marco: “Lo venderò.”
Anna: “Non venderai niente ho detto, funziona ed in più le ragazze che ci lavorano lo fanno perchè fa loro piacere, non lo fanno per forza. Vogliono solo essere più protette dal loro padrone. …….. In più alcune di loro non sono adeguatamente in regola. Devono essere sistemate.”
Marco: “Cosa consigli?”
Anna: “Consiglio di chiuderlo, e chiudere la società, per poi riaprirlo avendo sistemato il tutto.”
Marco: “Quanto tempo deve rimanere chiuso?”
Anna: “Il tempo di sistemare alcune cose.”
Marco: “Va bene, facciamo così, allora.”
Anna: “Ti va un goccio di vino?”
Marco: “Si!”
Marco attese in salotto, fino a quando Anna ritornò con una bottiglia di vino, due bicchieri, con il seno nudo, in perizoma e calze autoreggenti e le scarpe con il tacco che la rendeva cattivissima.
Il vino fu versato lentamente nei bicchieri, mentre si guardavano negli occhi.
Marco: “Domani parliamo bene su casa fare dopo la morte di Fabio.”
Anna con sguardo molto ammaliante …………….
Anna: “Domani parliamo bene di tutto, ora assaporiamo bene tutto.”
Marco: “Cosa intendi?”
Anna bevette tutto il vino e poi si alzò in piedi e si mise davanti a Marco.
Era dritta in piedi, divaricò leggermente le gambe e si fece scivolare per terra il perizoma.
Tutta la zona perianale era completamente depilata, liscia e pulita come quella di una bambina.
Marco trasalì, nel pensare al suo pene mentre penetrava quel pertugio.
Bevette il resto del vino, poi posò il bicchiere e prendendo la sorella dai fianchi si avvicinò con posò la bocca sulla vagina di Anna, cominciando a leccarla.
Anna era in piedi, con le gambe semi aperte, da subito, mentre Marco con la lingua raggiungeva la vagina e si intrufolava tra le grandi labbra.
Ad un certo punto posò il piedi destro sopra la seduta del divano, così da tenere le gambe più aperte.
Con le mani teneva la testa di Marco, mentre si concentrava su questa pratica.
Quando Marco la senti molto bagnata, e sent che si muoveva dal piacere, si staccò, si sollevò in piedi, si mise dietro la sorella, indicandole di mettersi a pecorina sul divano.
La seduta del divano era sufficientemente larga da permetterle di stare bene a quattro zampe.
Così successe.
Anna: “Marco, mi raccomando si delicato, in questa posizione sono completamente a disposizione e tu li hai un TIR.”
Marco: “Non preoccuparti.”
Appoggiò la cappella al pertugio di Anna e spinse delicamente fino a farlo entrare.
Anna: “Mmmmmm ……. Che grosso cavoli Mmmmmm …….Mmmmmm …….Mmmmmm …….”
Marco: “Vorrei scoparti anche il culo.”
Anna: “Mmmmmm …….Mmmmmm …….Mmmmmm …….No, per piacere no il culo, è troppo grosso Mmmmmm …….Mmmmmm …….Mmmmmm …….”
Marco: “Ne ho una voglia di parcheggiartelo dentro e satre li fermo, finchè non vengo.”
Anna: “No per piacere no Mmmmmm …….Mmmmmm …….Mmmmmm …….Mmmmmm …….Senti che cazzo, che cazzo Mmmmmm …….Mmmmmm …….Mmmmmm …….Mmmmmm …….Dai scopami scopami. Mmmmmm …….Mmmmmm …….Mmmmmm …….Mmmmmm …….”
Marco aiutò la sorella a sollevarsi, con il busto dritto, ma tenendo il sedere in fuori per accogliere bene il palo di Marco.
Mentre la pompava la spogliava del tutto e le palpava per bene i seni.
Poi la aiutò, mentre lui si sedette sul divano, lei rimase impalata, salendo con i piedi sulla seduta del divano e trovandosi inginocchiata sopra Marco, impalata con la schiena verso Marco.
Marco la sorreggeva con una mano posata sulla zona lombare e con l’altra su un fianco e così disse: “Dai amore, fammi vedere la puledra che c’è in te, cavalcami, più sei brava, prima ti liberi da questa morsa.”
Anna cominciò a salire e scendere praticando dei piccoli squat impalandosi da sola e alternando mugugni a piccoli e grandi urletti, quando si impalava più pesantemente quando esplodeva di piacere e senza volerlo faleva entrare più bene.
Senti venire Marco e si sentì innondare, si fermò.
Marco non era ancora sazio, così fece sdraiare Anna su di lui, le prese le gambe da dietro le cosce e le portò verso il busto di Anna e con il bacino cominciò a muoversi per impalarla per bene.
Anna: “Aaaaaaaa………… Mmmmmm ……. Mmmmmm ……. Aaaaaaaa …….. Mmmmmm …….Mmmmmm ……. MI stai devastando dal piacere, sono un tuo giocattolo. Scopami scopami Mmmmmm …….Mmmmmm …….Mmmmmm …….Mmmmmm …….Mmmmmm ……. Dai stallone dai stallone Mmmmmm …….Mmmmmm …….Mmmmmm …….Mmmmmm …….”
Marco infilò tutto il pene dentro Anna e questa urlò.
Anna: “Aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa”
Marco si portò in avanti e si sfilò da Anna che mettendosi in piedi, che senza volerlo cercò di allontanarsi.
Involontariamente, sicuramente, ma per prendere tempo, perchè il pene del fratellino la stava castigando per bene.
Passo dopo passo, cercò di uscire dal salotto, ma Marco la prese per mano e l riaccompagnò verso il divano.
Lui si sedette per primo e fece in modo che Anna vi si sedette sopra impalandosi per bene stando di fronte a lui.
Lui la premette verso di lui in modo da far entrare più pene possible e cominciò a baciarla con la bocca.
Con due dita la stuzzicava, così muovendosi, di qualche centimetro provocò a Marco un nuovo orgasmo che sentì quando il suo addome venne innondato nuovamente da un liquido caldo.
Dopo un pò si staccarono e Marco lasciò Anna libera per andarsi a riprendere.
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Anna: “”Ciao fratellino.”
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Marco: “Cerca di non pensarci Anna, è durato poco ed è tutto finito. Pensa a cose belle.”
Anna: “Guarda, è un signore sulla sessantina super dopato da Viagra che vorrebbe piantarmelo da per tutto.”
Marco: “Cavoli, ma non c’è la tua amica con te?”
Anna: “Si, se n’è andata” lasciandomi da sola con lui. ……… Ascolta, quando torno dobbiamo parlare di una cosa.”
Marco: “Vuoi parlarmene ora?”
Anna: “No, no, con calma.”
Marco: “Divertiti. Non vedo l’ora che torni.”
Anna: “Domani sono li da te.”
Marco: “Quando ci vediamo?”
Anna: “Verso ora di cena, ti va bene?”
Marco: “Top, a domani sera.”
Anna: “Ascolta, ma come ti organizzi con il fatto che sei sempre così impegnato e stiamo lontani?”
Marco: “Lavoro a manetta, pensando al tempo che passerò da te.”
Anna: “Addirittura? Quando pensi a me, cosa pensi di più?”
Marco: “Penso alle tue super tette, mi piacciono un casino.”
Anna: “Sei un porcone. Tanto sei romantico tanto sei porco.”
Marco: “L’amore è il gioco dell’amore, amore mio.”
Anna: “Ti voglio bene, sei importante per me.”
Marco: “Ti voglio solo mia.”
Anna: “Sei geloso? Hai paura?”
Marco: “Certo che ho paura, penso che avrai molti spasimanti.”
Anna: “Si, ma non sono veri uomini come te.”
Marco: “Grazie.”
A questo punto, chiusa la telefonata, il nostro Marco, aumentò la velocità del trattore per fare più lavoro, mentre Anna proseguì nel rilassarsi.
Il giorno seguente tutto filò liscio, fino a sera, quando Marco si recò da, Anna ad ora di cena, però vi trovò solo Zia Gemma.
Gemma, l’attese dentro casa.
Quando entrò la Zia, essendo sola in casa, si attaccò al collo di lui, che automaticamente la abbracciò e si baciarono.
Marco subito si staccò.
Marco: “Zia che fai? Anna potrebbe accorgersi.”
Zia: “Non si accorgerà perchè, non è a casa.”
Marco: “Non è a casa? Dove si trova?”
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Marco si staccò dalla Zia.
Marco: “Cavoli dove è andata?”
Zia: “Marco, eravate d’accordo che vi trovate qui, No?”
Marco: “Si! Ma vorrei sapere dove è andata.”
Zia: “Marco, magari aveva da trovarsi con qualcuno.”
Marco si mise a pensare.
Marco: “Ho paura.”
Zia: “Marco? E’ tua sorella, non puoi pensare che sia per sempre, potresti essere un diversivo.”
Marco: “L’importante è che non sia in pericolo.”
Zia: “Marco, semmai, puoi venire tra le mie cosce per scaldarti e per sfogarti.”
Marco: “Zia ti ringrazio per la disponibilità, ma io tengo a mia sorella e cercherò di non farmela portar via.”
Zia: “Va bene, va bene. Io esco con un’amica stasera. ………………….. Ricordati che non è detto che io resti gravida per una botta, magari ne servono di più.”
Marco: “Ok! Non preoccuparti, ci si può lavorare.”
Zia Gemma se ne andò.
Marco si era fatto sicuramente una bella scopata con la Zia, che sicuramente era una gran gnocca per la sua età, ma niente in confronto ad Anna che era una femmina giovane e molto erotica.
Rimase da solo in casa ad aspettare sua sorella.
Si mise a riflettere sul fatto che era uscita vestita da zoccola, dove era andata?
Possibile ad un incontro romantico?
Non poteva essere, il rapporto tra loro due era forte e stava crescendo giorno dopo giorno.
Prese il cellulare e controllò, tra i messaggi che si era scritto con Anna, per verificare di aver scritto giusto, ovvero che si sarebbero trovati quella sera.
I minuti passavano.
Decise di uscire e fare quattro passi nel cortile, per prendere aria e far passare il tempo.
Rimase nella zona adibita a residenza privata di Anna, non entrò nella zona adibita ad azienda.
Pensò alla Zia e a quello che era successo.
Ai suoi seni, ancora sodi e duri per l’età.
Seni molto pieni e a come avevano reagito tra le sue mani.
Era stato fantastico massaggiarli e sentire i capezzoli diventare sempre più duri.
Poi si mise a pensare ad Anna.
Al suo corpo e alla sua bocca, quando accoglieva il suo pene, allargandosi a sufficienza per farlo entrare bene dentro.
Bravissima nel farlo scivolare dentro, mentre con le mani accarezzava le sue palle come fossero scrigni preziosi.
Verso le 23 Anna rientrò.
Il portone si aprì e lasciò passare il Mercedes nero e con gli occhi lo seguì fino a parcheggiare vicino alla sua.
Uscì una donna fantastica, un vero miracolo della natura.
Capello castano piastrato, bello e liscio, un corpetto nero con brillantini argento che si sorreggeva con della spalline, niente reggiseno, cosa esplosiva visto che si vedevano i capezzoli duri di Anna a causa del condizionatore.
Proseguiva con minigonna in pelle nera.
Fantastica e poi finire ……………..
Calze autoreggenti nere setate che si sorreggevano con un merletto che si intravedeva dalle minigonne.
Scarpette con il tacco, nere e argento, per dare un tocco da donna cattiva.
Avrebbe fermato quel momento come una fotografia.
Anna si recò in casa e Marco la seguì senza parlare.
Arrivati in casa, Marco si rese conto che era arrabbiata, ma perchè?
In salotto con la luce soffusa ……………..
Anna posò la borsetta e si girò verso Marco.
Anna: “Cosa mi dici del Blue Moon?”
Marco: “Non so neanche cos’è?”
Anna: “Non sai cos’è? Veramente? Si trova a 20 Km da casa tua.”
Marco: “No, non so, non so niente.”
Anna: “Non sai che tuo Padre, quello che ti ha cresciuto, ti ha lasciato in eredità un Night Club?”
Marco: “Un NIght Club? Non ne so niente, te lo giuro.”
Anna: “Ma come fai a non sapere che hai in proprietà un troiaio.”
Marco: “Non lo so me lo stai dicendo tu. Ma in realtà perchè lo sai come hai fatto a sapere?”
Anna: “Il mio avvocato, conosceva tuo Padre e ha fatto dei controlli.”
Marco: “Te lo giuro Anna, non lo sapevo, te lo giuro, per me è una novità.”
Anna: “Non ci sei mai stato? Neanche da giovane?”
Marco: “No! No! Te lo giuro, non ci sono mai stato, né in quel Night né in altri.”
Anna: “Io sono stata li, questa sera e sono venuta via, prima che iniziasse ad arrivare troppa gente.”
Marco: “Cosa hai scoperto? Cosa ti hanno detto?”
Anna: “Mi hanno detto che effettivamente non ci sei mai stato, hai ragione, è che trovo difficile che tu non sappia.”
Marco: “Non sei l’unica a cui i propri cari hanno lasciato dei ricordini dopo la morte. ………….. ”
Anna: “Non l’ho fatto per controllarti o perchè non mi fido di te.”
Marco: “Perchè l’hai fatto?”
Anna: “Perchè mio fratello mi scopa. ……….. Ed io ne sono felice. ………. Sei una droga, sei diventato una droga.”
Marco: “Come è?”
Anna: “Cosa?”
Marco: “Quando ti scopo come me?”
Anna: “Oddio, non ero abituata alle tue dimensioni, ma cavoli quando mi entri dentro mi sento donna. Veramente, mi sento una donna completa.”
Marco: “Perchè?”
Anna: “Perchè oltre ad essere una grande imprenditrice, mi sento capace di riuscire a dominare un uomo come te e ti assicuro che io mi sento esplodere.”
Marco: “Non voglio perderti. Venderò il night club, non sarà più un problema.”
Anna: “Non venderai niente, perchè funziona e fa reddito.”
Marco: “Lo venderò.”
Anna: “Non venderai niente ho detto, funziona ed in più le ragazze che ci lavorano lo fanno perchè fa loro piacere, non lo fanno per forza. Vogliono solo essere più protette dal loro padrone. …….. In più alcune di loro non sono adeguatamente in regola. Devono essere sistemate.”
Marco: “Cosa consigli?”
Anna: “Consiglio di chiuderlo, e chiudere la società, per poi riaprirlo avendo sistemato il tutto.”
Marco: “Quanto tempo deve rimanere chiuso?”
Anna: “Il tempo di sistemare alcune cose.”
Marco: “Va bene, facciamo così, allora.”
Anna: “Ti va un goccio di vino?”
Marco: “Si!”
Marco attese in salotto, fino a quando Anna ritornò con una bottiglia di vino, due bicchieri, con il seno nudo, in perizoma e calze autoreggenti e le scarpe con il tacco che la rendeva cattivissima.
Il vino fu versato lentamente nei bicchieri, mentre si guardavano negli occhi.
Marco: “Domani parliamo bene su casa fare dopo la morte di Fabio.”
Anna con sguardo molto ammaliante …………….
Anna: “Domani parliamo bene di tutto, ora assaporiamo bene tutto.”
Marco: “Cosa intendi?”
Anna bevette tutto il vino e poi si alzò in piedi e si mise davanti a Marco.
Era dritta in piedi, divaricò leggermente le gambe e si fece scivolare per terra il perizoma.
Tutta la zona perianale era completamente depilata, liscia e pulita come quella di una bambina.
Marco trasalì, nel pensare al suo pene mentre penetrava quel pertugio.
Bevette il resto del vino, poi posò il bicchiere e prendendo la sorella dai fianchi si avvicinò con posò la bocca sulla vagina di Anna, cominciando a leccarla.
Anna era in piedi, con le gambe semi aperte, da subito, mentre Marco con la lingua raggiungeva la vagina e si intrufolava tra le grandi labbra.
Ad un certo punto posò il piedi destro sopra la seduta del divano, così da tenere le gambe più aperte.
Con le mani teneva la testa di Marco, mentre si concentrava su questa pratica.
Quando Marco la senti molto bagnata, e sent che si muoveva dal piacere, si staccò, si sollevò in piedi, si mise dietro la sorella, indicandole di mettersi a pecorina sul divano.
La seduta del divano era sufficientemente larga da permetterle di stare bene a quattro zampe.
Così successe.
Anna: “Marco, mi raccomando si delicato, in questa posizione sono completamente a disposizione e tu li hai un TIR.”
Marco: “Non preoccuparti.”
Appoggiò la cappella al pertugio di Anna e spinse delicamente fino a farlo entrare.
Anna: “Mmmmmm ……. Che grosso cavoli Mmmmmm …….Mmmmmm …….Mmmmmm …….”
Marco: “Vorrei scoparti anche il culo.”
Anna: “Mmmmmm …….Mmmmmm …….Mmmmmm …….No, per piacere no il culo, è troppo grosso Mmmmmm …….Mmmmmm …….Mmmmmm …….”
Marco: “Ne ho una voglia di parcheggiartelo dentro e satre li fermo, finchè non vengo.”
Anna: “No per piacere no Mmmmmm …….Mmmmmm …….Mmmmmm …….Mmmmmm …….Senti che cazzo, che cazzo Mmmmmm …….Mmmmmm …….Mmmmmm …….Mmmmmm …….Dai scopami scopami. Mmmmmm …….Mmmmmm …….Mmmmmm …….Mmmmmm …….”
Marco aiutò la sorella a sollevarsi, con il busto dritto, ma tenendo il sedere in fuori per accogliere bene il palo di Marco.
Mentre la pompava la spogliava del tutto e le palpava per bene i seni.
Poi la aiutò, mentre lui si sedette sul divano, lei rimase impalata, salendo con i piedi sulla seduta del divano e trovandosi inginocchiata sopra Marco, impalata con la schiena verso Marco.
Marco la sorreggeva con una mano posata sulla zona lombare e con l’altra su un fianco e così disse: “Dai amore, fammi vedere la puledra che c’è in te, cavalcami, più sei brava, prima ti liberi da questa morsa.”
Anna cominciò a salire e scendere praticando dei piccoli squat impalandosi da sola e alternando mugugni a piccoli e grandi urletti, quando si impalava più pesantemente quando esplodeva di piacere e senza volerlo faleva entrare più bene.
Senti venire Marco e si sentì innondare, si fermò.
Marco non era ancora sazio, così fece sdraiare Anna su di lui, le prese le gambe da dietro le cosce e le portò verso il busto di Anna e con il bacino cominciò a muoversi per impalarla per bene.
Anna: “Aaaaaaaa………… Mmmmmm ……. Mmmmmm ……. Aaaaaaaa …….. Mmmmmm …….Mmmmmm ……. MI stai devastando dal piacere, sono un tuo giocattolo. Scopami scopami Mmmmmm …….Mmmmmm …….Mmmmmm …….Mmmmmm …….Mmmmmm ……. Dai stallone dai stallone Mmmmmm …….Mmmmmm …….Mmmmmm …….Mmmmmm …….”
Marco infilò tutto il pene dentro Anna e questa urlò.
Anna: “Aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa”
Marco si portò in avanti e si sfilò da Anna che mettendosi in piedi, che senza volerlo cercò di allontanarsi.
Involontariamente, sicuramente, ma per prendere tempo, perchè il pene del fratellino la stava castigando per bene.
Passo dopo passo, cercò di uscire dal salotto, ma Marco la prese per mano e l riaccompagnò verso il divano.
Lui si sedette per primo e fece in modo che Anna vi si sedette sopra impalandosi per bene stando di fronte a lui.
Lui la premette verso di lui in modo da far entrare più pene possible e cominciò a baciarla con la bocca.
Con due dita la stuzzicava, così muovendosi, di qualche centimetro provocò a Marco un nuovo orgasmo che sentì quando il suo addome venne innondato nuovamente da un liquido caldo.
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