Tra bicchieri di vino cresce un amore 17° Capitolo

di
genere
incesti

CAPITOLO 17°
Marco se ne andò via e Gemma rimase sola con Claudia.
Tutte e due andarono a rinfrescarsi e poi a bere qualcosa.
Gemma: “Allora dimmi qualche cosa su Marco.”
Claudia: “Bè, maschio è maschio e poi ha tutti i muscoli al posto giusto e non solo.”
Gemma: “E’ un vero toro da monta, dillo che ti piacere fartelo.”
Claudia: “E’ un toro che ti ha scopata con forza e non si è fermato quando gli hai chiesto di farlo. Questo sono gli uomini.”
Gemma: “Claudia, gli uomini, fanno gli uomini e noi le donne.”
Claudia: “Ascolta Gemma, il nostro rapporto è nato perchè fossi stanca degli uomini e poi ti trovo disponibile a farti montare.”
Gemma: “E’ un bel maschio.”
Claudia: “E’ tuo nipote. Nipote, perchè ti fai scopare da tuo Nipote?”
Gemma: “Voglio provare a rimanere incinta, da quando mia nipote Anna ha trovato l’amore vero, a me è venuta la voglia di avere un figlio.”
Claudia: “E non lo dici a me? Con chi si è messa tua Nipote?”
Gemma: “Con Marco suo fratello.”
Claudia: “Con suo fratello? Marco è suo fratello? Ma cosa sta succedendo? Cosa centri tu?”
Gemma: “Mia nipote è una donna affermata e conosciuta, ho scoperto tutto e ho parlato a Marco della mia volontà di avere un figlio, così lui è disponibile a scoparmi così io non parlo.”
Claudia: “Ma tu hai un’età per cui è complicato avere figli e pericoloso, sei sicura?”
Gemma: “Proviamo, se non funziona basta.”
Claudia: “Sicura che ti basterà la mia lingua dopo quel mandingo?”
Gemma: “Certo non preoccuparti.”
Gemma abbracciò Claudia e si baciarono.
Si abbracciarono, ambe e due nude e le loro lingue si unirono, quasi subito in una danza molto romantica.
Claudia: “Ok! Ok! Aveva delle dita incredibili, avrei voluto urlare dal piacere, quando sono venuta, tutte le volte che sono venuta avrei voluto la sua lingua nella mia patata.”
Gemma: “No! Avresti voluto il suo arnese scivolarti dentro.”
Claudia: “Ok! Va bene! Quando sono venuta la seconda volta e le sue dita non mollavano avrei voluto il suo cazzo dentro.”
Gemma: “Ecco, sono felice.”
A parte tutto questo, la sistemazione del Night proseguiva.
Durante una notte, mentre tutti erano nelle proprie case a dormire, Anna telefonò a Marco.
Anna: “Ciao fratellino, come stai?”
Marco: “Sento la tua mancanza amore mio.”
Anna: “Anche io, e per mancanza mi riferisco anche tra le mie gambe.”
Marco: “Addirittura?”
Anna: “Si! Tu sei un pezzo di merda, mi hai drogata con il tuo cazzo e bastano alcuni giorni senza per farmi impazzire.”
Marco: “Vieni qui da me, allora.”
Anna: “Ascolta, per ora non posso, ti ho telefonato perchè c’è un problema.”
Marco: “Che problema?”
Anna: “Sai che le ragazze, si tengono in contatto con me, così mi hanno chiamato, perchè sono andate a fare un giro oggi al NIght e hanno visto che qualcuno ha cercato di entrare con la forza.”
Marco: “Hanno cercato di entrare nel Night?”
Anna: “Si!”
Marco: “Chi è stato?”
Anna: “Hanno detto che è da qualche tempo che nel night girano facce strane e forse hanno nascosto qualcosa dentro.”
Marco: “Addirittura. …… E’ il caso che andiamo noi a vedere e capire cosa potessero cercare.”
Anna: “Si! E’ il caso che lo facciamo noi, per correttezza verso le ragazze.”
Marco: “Domani!”
Anna: “Domani mattina subito.”
Marco: “Ho voglia di baciarti Anna, ho voglia di stringerti tra le braccia. Sei un fiore sei il paradiso.”
Anna: “Ci sono Marco, non ci lasceremo mai. A domani.”
Isacco, il ragazzo che aveva visto Marco baciare la sorella, abitava con la madre Micaela.
Micaela era separata ed abitava con il figlio Isacco.
Micaela, era alta 1 metro e 65, capelli corti rossi con i riccioli.
Era una piccola bomba sexi con una bella terza di seno.
Due capezzoli grossi che dicevano succhiateci succhiateci.
Il culetto era piccolo e ben formato che a fatica nascondeva la sua bellissima gattina.
In piena notte Isacco aveva un desiderio in testa molto intenso.
Si recò in stanza della sorella e mentre dormiva le tolse il lenzuolo di dosso.
Era abituata, a dormire senza reggiseno, nuda sopra e con le mutandine.
Era uno sballo, la guardò a lungo.
La desiderava.
Doveva fare qualcosa per averla.
Doveva pensarci bene.
Se ne ritornò a letto.
Durante la notte Isacco, la sognò.
Lui era bloccato a letto per delle fratture così era nell’impossibilità di fare anche le cose più elementari.
Si trovava a letto.
Lei entrò in camera vestita molto provocante, lo aiutò a fare la pipi e poi gli pulì il pene facendo i movimenti di un sega.
La visione della mamma vestita così, che quando si piegava le si vedevano bene le tette il pene gli divenne duro.
Micaela: “Cavoli come ti ho fatto bene.”
Isacco: “Dai copri per piacere, è imbarazzante.”
Micaela: “Imbarazzante perchè?”
Isacco: “Perchè io ce l’ho duro e tu sei vestita così, si vedono le tette.”
Micaela: “Ti piacciono?”
Isacco: “Posso dire di no?”
Micaela: “E’ da tanto che non ti fanno un pompino le ragazze?”
Isacco: “Si!”
Micaela: “Allora vuoi questo?”
Micaela si mise velocemente a pecorina a lato, sul letto, prese il pene in mano lo raddrizzò in verticale e lo prese in bocca.
Isacco: “Che fai, no no non voglio.”
Cominciò a succhiarsi per bene la cappella e poi piano piano a farlo entrare ed uscire dalla bocca, molto lentamente, chiudendo le labbra con più o meno forza.
Poi cominciò a stantuffarlo per bene senza mai smettere.
Sentiva il pene contrarsi e lui muoversi perchè il pene entrava bene nella calda bocca della mamma, finchè esplose.
Lui emise un grugnito e guardò mamma continuare e bere il suo seme.
Isacco: “Cazzo, hai delle tette bellissime e che bocca. Dai allora continua finchè non mi diventa mollo.”
Con la mano sinistra, provò a intrufolarsi nel vestito per sentire le tette e ci riuscì a stimolare i capezzoli con le dita.
Isacco: “Cazzo che tette che hai, sei una gran vacca. Che capezzoli, che capezzoli senti che duri che sono.”
Lo fece venire ancora e si bevette di nuovo tutto quanto.
Poi per alzarsi dal letto si spostò a quattro zampe in fondo al letto girando il sedere verso il figlio, e mettendo in bella mostra sia la figa che il culo.
Isacco, allungò una mano e con due dita riuscì a toccargli le grandi labbra.
Micaela: “Ehi brutto sporcaccione, non vorrai entrare qua?”
Isacco unì due dita le allungò ed entrò nella vagina.
Micaela: “Ehi, nove mesi per uscire e ora vuoi entrare nella mia?”
Isacco, si svegliò di soprassalto, tutto sudato con pene durissimo.
Tra un impegno e l’altro, Marco e Anna si ritrovarono al Night verso le 11, ovviamente da soli.
Marco: “Non ci credo che è mio, come non credo che fosse di mio Zio.”
Anna: “Ma ascolta, vuoi dirmi che vi hanno tenuto tutto nascosto?”
Marco: “Io non ne ho mai saputo nulla Anna. Mio padre aveva in proprietà un Alberghetto a Peschiera che alla sua morte ho venduto per potenziare la mia azienda, altro non so.”
Anna: “Cavoli caro mio, ma tutto quello che ti arriva tra le mani tu vendi. ………… Un albergo a Peschiera hai venduto? Ma Zio Porco, come si fa.”
Marco: “Anna come parli?”
Anna: “Come parli? Ma tu più delle vacche e della merda che produce energia elettrica non vedi. Un albergo a Peschiera vendi, è come dire che ricevo in dote un cavò pieno d’oro e lo vendo senza contare l’oro.”
Marco: “Mi sembrava di fare la cosa giusta.”
Anna: “Almeno, hai comprato qualcosa con i soldi che hai guadagnato o li hai tenuti fermi in banca.”
Marco: “Ho comprato della terra.”
Anna: “Della terra, nuda.”
Marco: “Dei campi di terra, da coltivare.”
Anna: “Si, mi domando perchè ti faccio domande del genere. ………….. Dai, ho io le chiavi del tuo NIght, entriamo.”
Entrarono e la prima cosa che fecero fu un bel giro di perlustrazione in tutti i locali e privè.
Marco era stupito, pur avendo 50 anni, si comportava come se fosse la prima volta che entrava in un night.
Saliva e scendeva dai vari palchetti e si aggirava attorno ai banconi.
Anna: “Come si sembra.”
Marco: “Dentro alle discoteche ci sono stato e questo sembra a tutti gli effetti una discoteca, ma non realizzo che sia mio.”
Anna: “Guarda che le ragazze che ci lavorano non sono puttane, sono artiste. In questo momento stanno vivendo la loro vita, stanno facendo la spesa, accompagnando i loro cari all’ospedale, stanno vivendo una vita e sono contente di avere questo come lavoro, ……….. Devi vederci le potenzialità e se realizziamo un sexi ristorante di potenzialità ne avrà tante.”
Marco: “Da dove iniziamo a cercare.”
Anna: “Se hanno nascosto qualcosa secondo me lo hanno fatto qui nella zona comune o nei privè, dubito nei locali del personale, quindi io comincerei da qua.”
Marco: “Ok!”
La ricerca fu minuziosa senza tralasciare niente.
Spostarono divanetti e controllarono se i palchi avevano dei doppi fondi.
Marco: “Ma scusa, come possono non essersi accorte di niente le ragazze.”
Anna: “Quando servi al bar sei impegnato, quando balli sei concentrata, quando fai la smorfiosa dei fargli diventare duro l’uccello e quando sei nel privè devi stare attenta che non ti stuprino. Le ragazze sono sempre impegnate.”
Marco: “Trovato.”
Marco sollevò del tutto un divanetto e sotto vi trovò nascosto un zainetto.
Lo estrasse e lo mise sopra un tavolino-
Anna: “Aspetta a metterci le mani, metti i guanti.”
Marco: “Per le impronte?”
Anna: “Certo, è meglio che non lo sporchiamo con le nostre impronte.”
Quella sera Isacco, mentre mangiava con mamma Micaela, aveva messo nel cibo del tranquillante, così alle 22 era già addormentata a letto.
Questa volta quando entrò, la trovò sdraiata sulla schiena vestita con una canottiera ed degli slip fini.
Piano piano salì sul letto e la fece girare di lato, sul lato sinistro.
Ora con la mano destra, si portò sul sedere e da subito cominciò a toccarlo, ma vedendo che lei non reagiva, infilandosi negli slip raggiunse da dietro la gattina molto lentamente.
Ben presto con due dita raggiunse le grandi labbra e cominciò a muoverle.
MIcaela, nel sonno si sentì stimolata e cominciò a muoversi, aprendo da prima di più le gambe e poi muovendo il sedere e mettendosi a pancia in giù.
Isacco cominciò a massaggiare le grandi labbra.
A causa del sonnifero non si svegliò ma muoveva sempre di più il sedere e alzava il bacino, aprendo le gambe.
Isacco spostò a lato gli slip, scoprendo la vagina del tutto e a colpi ritmici picchiettò la vagina che si eccittava sempre di più.
Delicatamente la massaggiava e la mamma si muoveva come se si stesse per svegliare, ma cotta dal sonnifero godeva nel sonno.
Fremeva quando le veniva nella mano che si fermava per vederla in quei momenti.
Ad un certo punto si mise a mugolare e gemere, finchè si mise a quattro zampe.
Isacco si spaventò, ma quando si accorse che stava ancora dormendo, in relatà, riappoggiò le dita e continuò a massaggiarla, finchè si appoggiò con le labbra e la leccò con la lingua, fino a farla venire ancora.
Smise dopo un ulteriore orgasmo.
Rimase poi a guardare, avrebbe potuto scoparla, ma non voleva, prese e se ne ritornò in camera propria.
Anna e Marco tornati dal Night a tarda sera si misero a mangiare e poi si dedicarono a se stessi.
Lei era stesa sul divano a pancia in giù mezza nuda che lo aspettava.
Lui cominciò a spogliarsi, togliendosi da prima la camicia, e rimanendo a torso nudo.
Si sbottonò poi i pantaloni facendoli scendere e cadere a terra.
Si spostò un pò, era vestito solo dei boxer e dei calzini.
Si tolse i calzini e i boxer.
Il pene cominciava a diventare duro vedendo quella bella creatura li a disposizione.
Si abbassò verso di lei e appoggiando una mano sul divano, con l’altra le sistemò i capelli, facendoli scendere sulla schiena.
Il divano aveva una seduta molto larga, sembrava un letto quasi ad una piazza.
Ora con una mano, entrò dentro gli slip da dietro e si intrufolò tra le sue gambe andando con due dita tra e sue grandi labbra.
Anna si sollevò mettendosi a 90, mentre lui con la mano le fece scendere le mutandine del tutto, fino alle ginocchia e con due dita la penetrò, finchè si posizionò bene dietro di lei.
Marco: “Ti voglio con tutto il mio cuore, ne ho una voglia incredibile.”
Sentì uscire le dita e appoggiarsi la grossa cappella che ovviamente non ebbe difficoltà ad entrare.
Cominciò a pompare, messa perfettamente a 90 sul divano, con le mani sul poggia gomito e le ginocchia ben appoggiate alla seduta del divano.
Ogni tanto si incurvava e abbassava quando le entrava tutto dentro.
Lui le prese un braccio e lo sollevò dietro la schiena, facendo si che si sorreggesse solo con uno.
Era fantastico vedere le sue tette coperte ballare.
Anna: “Mmmm ………. Mmmm ………. Mmmm ………. Mmmm ………. Mmmm ………. Mmmm ………. Cazzo neanche mio marito mi scopava così Mmmm ………. Mmmm ………. Mmmm ………. Mmmm ………. Mmmm ………. Dai dai stallone mio, fai vibrare la tua puledra Mmmm ………. Mmmm ………. Mmmm ………. Mmmm ………. Dai dai fammi sentire ancora giovane Mmmm ………. Mmmm ………. Mmmm ………. Mmmm ……….”, si voltò verso di lui mentre l’aveva penetrata profondamente e le si svuotava dentro.
Lui le prese il viso tra le mani e si avvicinò per baciarla, continuando a pomparla come se ci fosse altro cazzo che doveva entrare, in realtà, portava Anna in avanti e quando indietreggiava le usciva un pò e poi le rientrava dentro ancora.
Marco: “Ti faccio male sorellona?””
Anna: “Si un pò si””
Marco: “Cazzo sei una gran figa incredibile ho voglia di spaccartelo dentro. Dai dai …………… bella cavalla da monta dai godi ……………”
Anna: “Ahi ………… Ahi ……….. Mmmm ……… Mmmm …… Ahi …….. Piano Marco piano, non sono una giovincella.”
Marco le strappò il reggiseno lasciandole le tette nude e le prese a piene mani.
Marco: “Cazzo che tette che hai, cazzo che tette.”
Anna: “Mmmm ………. Mmmm ………. Mmmm ………. Mmmm ………. Mmmm ………. Mmmm ………. Cazzo nostra madre si rivolterà nella tomba per vedermi godere Mmmm ………. Mmmm ………. Mmmm ………. Mmmm ……….”
Marco: “Aaaaaaaaaaaaaa siiiiiiiiiiiii sono venuto ancora.”
Marco rimanedole dentro si palpava per bene le tette e sentiva bene la durezza dei capezzoli.
Anna: “Ho soddisfatto il mio stallone stasera? Mmmm ………. Mmmm ………. Mmmm ………. Mmmm ………. Mmmm ………. Mmmm ………. Cazzo Marco mi sa che o muoio o dovrò darti la figa finche non passo a miglior vita ………… ”
Anna percepì che il fratello si stava nuovamente svuotando dentro di lei.
Le uscì, la prese per una mano e la accompagnò a letto.
Lei si distese a pancia in su, lui vi si distese vicino e cominciò a baciarla con la lingua molto appassionatamente, lei lo abbracciò e lo lasciò fare.


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UN ABBRACCIO e buona lettura.
scritto il
2026-08-05
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