Una ragazza frigida casa lavoro

scritto il 2026-11-08 tempo di lettura 15 min

di
genere
Tradimenti
cura
B+

Questo capirlo della mia vita
Ha un peso particolare,
Ho compreso la mia vera natura,
E mio marito ha accettato la mia situazione per amore.
Mamma moglie e donna di chiesa
Questa era la sua visione.
Con Un evento ha avuto un evoluzione crescente,
Da trasformarmi col tempo
in una troia divoratrice di uomini.
Lavorando in un luogo puramente maschile ero soggetta ad avance velate e avvolte dirette.
Che io rispedisco al mittente
Questo mi porta ad avere un sinonimo di frigida e casta.
Lavoravo in un magazzino di materiali edili come segretaria.
Ho contatto continuo col il sesso opposto.
Come detto in precedenza ho mille corteggiatori
Dal ragazzo ventenne al vecchietto 70 enne.
Io in quel periodo avevo 24 anni fidanzata felicemente e non ero così interessata al sesso.
Facevo la mia parte di donna senza molta euforia.
Ha lui stava bene e figurati io
Il sesso era programmato
Ogni sabato sera dopo una cenetta un evento tipo teatro cinema stadio.
Il tutto durava 10 -20 minuti.
Io non avevo ancora conosciuto il vero significato di godere,
ho scoperto che non ho mai avuto un vero orgasmo.
Questo lo ho compreso in quel evento.
Avevo sempre evitato cene aziendali di Natale,
Ma quel anno non ho potuto rifiutare
La cena era stata organizzata dall azienda
Quindi ero d’obbligo partecipare.
In azienda era arrivato un nuovo assunto.
Umberto un uomo di 57 anni
Sì dal primo momento ho avuto un disgusto verso i suoi confronti.
Per lui le donne avevano solo un compito
Soddisfare l’uomo.
Lo esternava raccontando le sue vittime del weekend.
Essendo un vicino di scrivania
Sentivo tutte le porcherie che faceva con le donne che cadevano nella sua ragnatela e le racconta ai colleghi vantandosi di come le facesse urlare di piacere.
Io diventavo di mille colori sentendo tutte quelle schifezze.
Io conoscevo solo
La posizione della missionaria.
Lui racontava dei 69
Delle pecorina
Dei smorza candela
del trombone ecc ecc.
Era un enciclopedia del sesso.
E non comprendo come quelle donne si sottoponevo in umiliazioni del genere,
Sì per me era umiliante essere trattata come un oggetto sessuale senza un minimo di rispetto.
Quei discorsi mi schifafa.
Era consuetudine il lunedì mattina sentire dalla sua bocca cosa aveva subito la vittima di turno.
Un giorno dichiara che si era scopata la moglie del custode
Mentre era di turno di notte
e la figlia la domenica pomeriggio.
I commenti non si sprecarono chi diceva che la maggior parte dei suoi raconti erano surreali altri invece erano eccitati chiedendogli particolari dettaglianti.
E io ero vittima di quei discorsi obbrobri.
Al punto che un camionista lo sfida ad sedurmi.
Lui rise di gusto con chi la frigida
Figurati se gli do il cazzo dovrò mettere un avvocato per riaverlo.
Tutte le donne sono troie basta trovare il pulsante giusto.
Il camionista lo sfida dicendo che aveva partita persa con me.
Tutto questo accade in mia presenza
Ero atterrita da essere un punto di discussione.
Al punto disse basta che usciamo una sera e ti garantisco che poi te la farò scopare.
Io ero viola è arrabbiata per il mancanza di rispetto.
Tutto finisce in stretta di mano tra loro due.
Con una scommessa in denaro.
Così l’unica occasione per uscire con me era la cena aziendale.
Per una coincidenza
Il mio ragazzo quel weekend era in una trasferta di lavoro
Era impegnato in una fiera dov’è la sua ditta era presente.
Quindi non essendo patentata ho dovuto accettare un passaggio dai colleghi.
Ho evitato che sia lui a venirmi a prendere
Quando scendo me lo trovo sotto casa
Con un sorrisetto mi dice che l’altro collega ha avuto un contrattempo
E lui si è offerto di prendermi.
Avevo un vestito da sera elegante comprato per l’occasione
Visto che la serata si svolgeva in un ristorante stellato.
Quando lo ho visto a primo impatto mi son sentita in pericolo
Il cuore mi batteva forte
E ho avuto una sensazione di umido tra le gambe.
Era la prima volta che provo una sensazione del genere.
Credo che lui si accorse del mio stato d’animo.
Mi apre lo sportello commentando la mia bellezza ed eleganza.
Aveva un auto sportiva un Audi 8
Io ero lì impietrita sapendo della scommessa.
E chiarisco subito
Che no mi piace trovarmi con lui in auto.
Lui rise perché di che hai paura ?
Partiamo e mi riempie di storie
Ha un certo punto intervengo
Ma tu non hai altro da parlare oltre dí porcherie?
Sei malato hai bisogno di un psicologo.
Dai cosa c’è di più bello del sesso?
Avere una famiglia avere dei figli creare un futuro.
Dio dovrei vivere una vita intera con la stessa fica
Sai che noia
Dopo un po diventa monotono
E come una minestra riscaldata.
Ma dimmi cosa cambia
una fica è una fica
Già come dire un cazzo vale l’altro è non è cossi.
Basta con questi discorsi siamo arrivati.
Lui scendendo si aggiusta il cazzo davanti a tutti.
Tutti sorridono
E parlottano tra loro.
Questo mi dà fastidio
Chissà cosa staranno pensando
Io una frigida in auto con un puttaniere.
Il datore è lì che ci aspetta al tavolo
C’è ne avete messo del tempo cazzo
Mezz’ora di ritardo
Lui sorridendo risponde
Sai capo c’è stato un imprevisto
Comunque mi scuso a nome di tutte e due
Il capo mi guarda un po’ sorpreso che sono arrivata con lui.
La cena scorre serena c’è allegria
Alla fine non è stata male anzi mi son anche divertita.
Non mi ero accorta che il mio fidanzato mi aveva cercata
Tra la confusione non ho sentito il cellulare.
Per tornare a casa mi da sempre lui un passaggio.
Ma stavolta non sono sola ma con atri tre colleghi.
E mi ritrovo dietro tra due.
Mando un sms al mio fidanzato rassicurandolo che sto tornando a casa.
Mi sento la testa pesante ho un po’ esagerato con alcool
Poi di colpo l’auto perde potenza
Siamo su un valico
Non ce linea per non farci mancare nulla sta nevischiando.
Per fortuna troviamo un distruttore h24
Ci fermiamo
Chiediamo informazioni per l’assistenza
Ci comunica che per le festività
L’officina riapre dopo natale.
Siamo venerdì 22 dicembre
Il 24 mattina rientra il mio ragazzo e dobbiamo partire per raggiungere la sua famiglia.
Mi agito chiedendo un modo per raggiungere un treno una stazione di bus.
Il signore mi spiega che fino a domani mattina non c’è nulla che possa fare.
Impreco e maledico la cena.
Ho una crisi isterica
I colleghi cercano di rasserenarmi
Che tutto si aggiusterà per il meglio,
Che ora è inutile agitarsi
Che domani mattina prendiamo la corriera e raggiungeremo in tempo le nostre case.
L’unico inconveniente è che la neve cade più armoniosa
Ed è stata una fortuna che abbiamo trovato un riparo.
Il gestore ci offre il vin brune
Per riscaldarci
Col passare il tempo si mettono a giocare a carte
Io mi sento strana ho un senso di calore sarà il vin brûlé
I cinque mi guardano e parlottano tra loro.
Il gestore si alza mi porge la mano
Ti va di concedermi questo ballo?
Ha messo della musica,
Fuori nevica che è una bellezza,
Dai balliamo
Ha me piace tanto ballare ma il mio ragazzo è tropo geloso per portarmi a ballare.
Il gestore è insistente e con la complicità della musica e del vin brûlé
Cedo e ballo una l’ambata con lui.
Ha una 60 anni ma se la cava divinamente
È un ottimo ballerino.
Qualcosa succede in me sarà il continuo strusciare mi sono umidità
I nostri corpi sono sempre più ha contatto.
Tra un cavaliere e l’altro
E vari Brindisi
L’atmosfera si riscalda
Le loro mani ormai si impossessano
Del mio corpo
I cinque ci sanno fare mi stanno eccitando sempre più.
Con Umberto in un lento scopre il mio punto debole il lobo del orecchio.
Me lo mordicchia me lo prende tra le labbra.
Al punto che mi ritrovo sul divano a limonare con lui.
Ho un seno di fuori è il gestore si è attaccato come un lattante.
Ho un fiume in piena tra le gambe,
Piano piano mi sto sciogliendo.
Il gestore attacca l’altro lobo del orecchio,
I due stanno distringendo tutte le mie residue difese.
I due mi lavorano i lobi
due si sono attaccati ai miei capezzoli.
Il quinto lo ho tra le gambe che mi lavora la fica a colpi di lingua.
Senza accorgermi sono mezza nuda
Mi ritrovo il cazzo di Umberto in mano che lo sto segando.
Non sono più in me,
Mi fanno bere della tequila direttamente dalla bottiglia.
Questa è la mia capitolazione
Ormai non c’è più freno.
Il primo a penetrarmi e Umberto
Alla pecorina
E il gestore mi dà il cazzo da succhiare,
Non ho mai fatto un pompino
E lo nota
Uso troppo i denti e gli faccio male.
Ma non demorde anzi i 5 si eccitano sapendo che sono tutta da svezzare.
Umberto mi viene dentro
Non faccio in tempo a protestare che il gestore lo avanza dicendo ora tocca a me
Si porta le mie gambe al petto penetrandomi
Lo ha più grosso di Umberto
Mi sento dilatare
Anche lui rimarca che sono stretta
Che gli sto mungendo il cazzo.
Ho il mio primo vero orgasmo mentre mi sollecita il clitoride col il pollice.
Mi da colpi lenti ma profondi
Si sfila venendo con uno schizzo che mi arriva sotto al collo,
I altri si alternano in questa maratona di sesso.
Ho perso il conto dei orgasmi
Tutti loro si sono presi il loro piacere,
Rimango lì sdraiata sul divano con chiari segni del orgia.
Il gestore è Umberto si dedicano a preparare una cena.
I altri tre mi tengono sempre impegnata
Chi me lo fa succhiare chi si accontenta di una sega.
Ormai anch’io ho perso la razionalità
Mi piace godere e far godere.
Umberto mi scatta delle foto per sancire la vittoria della scommessa
Mi immortala mentre ho un cazzo in bocca e due tra le mani.
Poi dice la cena è pronta
Ci sediamo tutti nudi a tavola ha mangiare la pasta alla puttanesca
E annaffiato da un bel vino rosso pugliese
Il nero di troia
Per rimanere in tema della serata.
Ormai non ho più freni inibitori
Umberto mi prende per mano portandomi in una stanza sdebita per riposare c’è un letto ad una piazza.
Mi bacia sa farmi accendere
Gli sussurro di non prendersi la mia ultima verginità.
Sa che in questo istante potrebbe farmi di tutto.
Ma mi rassicura che per questa volta è salva
Ma che lui dovrà essere il primo ad entrare nel mio lato B
Mi fa conoscere il 69
Ne sono rimasta affascinata dal piacere ricevuto
Ed ho fatto il mio primo ingoio.
Si alza soddisfatto ed esce dalla stanza,
Sto per alzarmi
Entra il gestore
Ora tocca a me nella
Mi sale sopra alla missionaria
Mi bacia scoprendo che ho fatto venire Umberto in bocca,
Questo non lo ha infastidito
Mi ha scopata con vigore
Poi si è seduto sul mio ventre mettendo il cazzo tra i seni
E mi ha fatto conoscere la spagnola
Non l’avevo mai fatta e vedere il cazzo uscire ed entrare tra i seni
Mi ha incuriosita
E con la lingua cercavo di leccare la cappella
Poi ho sentito una lingua lavorarmi la fica
Poi mi ha penetrata con un colpo secco
Il gestore è venuto come un idrante
Avevo il volto tutto ricoperto di sborra bollente
E le sue dita la raccolgono portandomela in bocca
Io succhio avidamente quel dito
Mi son sentita riempire la fica
Era venuto dentro il bastardo
Non ho avuto tempo di protestare che mi hanno rigirata a pecora
Uno me lo ha messo in bocca e l’altro mi ha penetrata in fica
È durato poco dal eccitazione della scena che si presenta
Un mix di sborra era invasa la mia fica
E ho ricevuto nello stomaco un’altra immensa sborrata.
Tutti eravamo esausti
L’aria che ancheggio nella stanza era satura del odore di sesso.
Cadiamo in un sonno profondo.
Ci risvegliamo all alba sotto un cumulo di neve.
Rendendoci conto che eravamo isolati dal mondo.
Più di due metri di neve.
Per poter guardare fuori siamo dovuti salire al piano superiore,
Lo spettacolo che si presenta era in parte stupendo ma in parte preoccupante
Non si notava più né la strada e i alberi in alcuni punti uscivano in parte dalla neve.
Il gestore ci comunica che in questi casi
se ci saranno gelate
i soccorsi non avranno vita facile per aprire un varco che ci possa permettere
di tornare a casa.
Che sicuramente avremo passato le feste lì isolati.
Le comunicazioni erano interrotte
Campo per il cell era inesistente.
La corrente era saltata
E quindi avremmo passato una notte nel gelo.
Ho paura ora
Non mi son mai trovata in una situazione del genere.
Il gestore mi abbraccia cercando di tranquillizzarmi.
Scende il sole e ora il freddo inizia a farsi sentire.
La mancanza del elettricità non possiamo accendere la pompa di calore
Umberto l’unica soluzione è scaldarci tra noi
Lo dice guardandomi
Si avvicina attirandomi a se
Cara questo compito aspetta a te
Mi spinge sul letto
Ti prego sono esausta
Ssss tranquilla
Andrà tutto bene
Mi porge un bicchiere di whisky
Questo ci aiuterà
Lo bevo d’un sorso
Ho una vampata di calore
Lo bacio attirandolo a me
Mi penetra
Non so cosa mi sta succedendo
Lo bacio con passione
Mi sento sua
Mi scapa un ti amo
Lo so troia
Alla parola troia
Ho un orgasmo lo stringo coi talloni
Baciandolo
Mi batte con vigore
E viene dentro di me
Lo tengo saldo coi talloni
non voglio che esca da me.
Si sfila
Non faccio in tempo che un’altro prende il suo posto
Lo guardo
Lui mi fa l’occhiolino
Gli tendo la mano
Me la tiene
Mi da un bacio sulla fronte
Ed esce dalla stanza.
Uno a uno si riscaldano con me
Sono sfinita esausta
Se continua così morirò di sesso.
La notte passa lenta
Con me si fanno due giri
È l’alba
Sono svuotata ma non ho freddo l’alcool è il sesso ci hanno aiutati ha passare questa notte.
Un’altra non credo riuscirei a sopportarla.
Il mio volto porta chiari i segni di una notte in bianco.
Non ho la forza di alzarmi da quel letto.
Vado in un sonno profondo.
Vengo svegliata
Da Umberto mi comunica che i soccorsi si stanno avvicinando,
Dal piano superiore si vedono i mezzi spala neve
Li abbraccio felice di poter tornare a casa.
Umberto mi sussurra all orecchio che se non era per me saremmo morti tutti assiderati.
E ho cancellato la foto
Lo bacio ringraziandolo.
Quando i soccorsi ci raggiungono
Con loro c’è il mio ragazzo
Ho un attimo di esitazione
Ma poi gli corro incontro abbracciandolo
Lui si sincera della mia salute
Nota che sono provata
Lo stringo dicendogli che ho avuto paura di non rivederlo,
E che grazie al supporto morale dei miei compagni di sventura sarei crollata in uno stato isterico .
Lui li ringrazia di avermi aiutata ha superare quei momenti brutti.
Umberto gli stringe la mano dicendogli che è fortunato ad avere una ragazza come me e di non lasciartela scappare.
Ci dividiamo io torno con il mio ragazzo e loro aspetteranno i altri soccorritori.
Mentre andavo via mi son girata più volte verso quella stazione di servizio.
Li ho lasciato un’altra Juliana
E ora non saprei quella nuova sé saprà gestire una vita di coppia tradizionale.
Con la scusa della brutta esperienza evito di fare l’amore con il mio ragazzo per due settimane.
Poi alla Befana faccio l’amore con lui
Ma la mente era sempre in quella stazione di servizio
Al sol pensiero ho dei orgasmi che il mio ragazzo pensa che sia lui ha donarmeli.
Dopo un mese scopro che sono in uno stato interessante
E con l’aiuto del ginecologo faccio credere al mio ragazzo che sia suo.
Truccando il concepimento cambiando la data
Facendo sì che corrisponda con il nostro ultimo accoppiamento.
Certo il sesso mi sta mancando
Da quella volta non ho più avuto rapporti con Umberto.
Non è facile lavorare spalla a spalla facendo finta che tutto sia tornato come prima.
Lui continua con le sue conquiste
Ed io faccio la parte indignata
Ma dentro di me ho una gelosia maniacale
Che fatico ad nascondere.
Il mio ragazzo mi chiede in sposa
Per regolare la mia gravidanza.
Sono al 5 mese.
Non resisto più
Chiedo sfacciatamente ad Umberto di incontraci.
Voglio parlare di noi e del nostro rapporto.
Approfitto di una trasferta del mio futuro marito,
Per incontrare Umberto
Lo invito a cena nella nuova casa che abbiamo comprato.
E ho consumato nella nuova casa inaugurando la nuova camera matrimoniale la prima notte con Umberto.
Un weekend di sesso che mi era mancato.
Non è stato violento come avrei desiderato
Ma per la nascitura
Abbiamo fatto sesso ma più cauto.
In compenso gli ho donato la mia verginità anale,
Pensavo che sarebbe stato più doloroso visto anche la sua dotazione.
Ma con un esperienza ventennale di culi aperti non mi ha fatto soffrire più di tanto.
Ed devo anche ammettere che mi sono persa nella vita un orgasmo differente ma molto più intenso.
Alla nascita della bimba è stato il padrino sia Umberto che il gestore della pompa di servizio
E poi anche entrambi i miei testimoni di nozze.
Anche col gestore ho riaperto una relazione extraconiugale.
Lo so penserete male
non posso farci niente ormai fanno parte della mia vita.
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