Tra bicchieri di vino cresce un amore 15' Capitolo

di
genere
incesti

CAPITOLO 15°
La sveglia suonò presto per i nostri amici, perchè la giornata andava presa dal verso giusto.
Si misero a parlare a letto.
Anna: “Allora partiamo e sistemiamo i nostri lavori ed impegni, ci vediamo ad ora di cena al Night con le ragazze.”
Marco: “Non so neanche come sono?”
Anna: “Sono belle e giovani, hanno massimo 35 anni.”
Marco: “La nostra età, ti senti in competizione?”
Anna: “Posso sentirmi in competizione, se sapessi che ci sei andato, ma non ci sei mai andato e stanotte ho potuto assaporare ancora come il tuo corpo desideri il mio.”
Marco: “Te lo assicuro Anna voglio solo te.”
Anna: “Ascolta ci sono i soldi che dovevo dare a Fabio per il licenziamento, come li posso giustificare?”
Marco: “Ascolta quei soldi e i soldi del night, non ci servono, faremo qualcosa per le donne vittime di violenza.”
Anna: “Cosa?”
Marco: “Attiveremo un servizio per le donne vittime di violenza, le aiuteremo ad uscire dalla situazione in cui si trovano per trovare una nuova strada.”
Anna: “Mi piace l’idea. Ce ne sono di associazioni dedicate”
Marco: “No! Ne apriremo una nostra, perchè sono particolari i fondi che useremo, non devono entrarci estranei.”
Anna: “Ok!”
Si baciarono e poi si alzarono dal letto e cominciarono a prepararsi.
Mentre si vestivano e facevano colazione ………….
Anna: “Allora come è andata con mia Zia?”
Marco: “Bè è una donna dalle mie risorse, ti lascia a bocca aperta.”
Anna: “Come si è vestita?”
Marco: “Con un vestito molto succinto e andando verso Caorle ha messo e piedi sul parabrezza, facendo salire le minigonne, così ho fatto il viaggio con la frittola di tua Zia davanti agli occhi.”
Anna: “Incredibile. …….. Lo sai che è attratta da te?”
Marco: “Addirittura.”
Anna: “Lo sai che si frequenta con una donna?”
Marco: “Una donna non un uomo?”
Anna: “No! Ha detto che gli uomini non li vuole più.”
Marco: “Addirittura. A me è sembrata molto carica.”
Anna: “Perchè le piaci.”
Marco: “Io voglio te.”
Anna: “Bè non si discute su chi desideri.”
Marco la prese dai fianchi, la abbracciò e la baciò.
Molto delicatamente ma molto appassionatamente.
Anna: “Mi lasci senza parole.”
Marco: “Anche tu.”
Anna: “Dai vai a casa che stai lontano e non voglio che il mio stallone si faccia male.”
Marco: “Va bene parto.”
La giornata volò via velocemente, ma il cervello di Marco era parzialmente impegnato pensando a quello che era successo con la Zia.
Alla fine le telefonò.
Zia Gemma: “Ciao stallone, come stai?”
Marco: “Bene e tu?”
Zia Gemma: “Io sto bene, tu hai già voglia di provare ad inseminarmi ancora?”
Marco: “Non mi hai detto che ti frequenti con una donna.”
Zia Gemma: “E’ importante?”
Marco: “Ma potresti avere problemi se rimani incinta?”
Zia Gemma: “Non penso, perchè ho intenzione di dirglielo e di parlarle.”
Marco: “Io non dico ad Anna che sai di noi due e che hai delle foto, ma tu non rovinare il rapporto che c’è tra noi.”
Zia Gemma: “Non farò male a mia nipote, ma anche tu non farlo.”
Marco: “Ok! ”
Zia Gemma: “Va bene, ci sentiamo più avanti, vediamo se i tuoi spermatozoi fanno il loro lavoro.”
Marco: “Auguri.”
La telefonata si chiuse.
Arrivati a sera, ad ora di cena si ritrovarono al Night con le ragazze.
Marco, rimase sbalordito, nel capire di cosa era proprietario senza sapere niente.
Parlò con tutte le ragazze, come si fa di solito in uno di quei incontri in cui a turno tutti si presentano.
Non era un Night di quelli in cui le ragazze si sfruttano, li erano tutte felici di esserci e di fare quel lavoro.
Non si faceva sesso dentro il locale, ma solo una sexi lapdance molto calda.
Le ragazze erano brave.
Venne deciso che sarebbe stato chiuso alcuni giorni per dargli una bella ripulita, così le ragazze avrebbero potuto fare un pò di ferie, sarebbe stata sistemata la denominazione societaria e tutti i contratti di lavoro in modo che tutto fosse perfettamente in regola.
Mentre Anna e Marco ritornarono verso casa di Marco, che si trovava più vicina parlarono in generale.
Anna: “Ascolta, se pensassimo di convertire il Night in un sexi resturant?”
Marco: “Cosa intendi?”
Anna: “Io vendo del buonissimo vino e tu produci della buonissima carne. Convertiamo il Night in un ristorante dove tu vendi la tua carne ed io il mio vino. Senza fare pubblicità esplicita alle nostre attività, ma per avere un maggior profitto.”
Marco: “Non sarebbe una cattiva idea.”
Anna: “Perchè è bella l’idea di usare i proventi del night per le donne vittime di violenza, ma noi potremmo guadagnarci dalla vendita dei nostri prodotti al Night, come una partita di giro.”
Marco: “MI piace l’idea, ma occorre avere il personale giusto dentro che lavori, e da quello che abbiamo capito le ragazze, sono capaci di fare quello che fanno, ma non di cucinare ad alto livello.”
Anna: “Potremmo cercare donne disponibili a lavorare in queste situazioni fidate.”
Marco: “Vuoi chiedere a donne o ragazze che fanno tutt’altro di infilarsi dentro un night a cucinare e quando devono uscire tra i clienti presentarsi mezze nude?”
Anna: “No, non potrebbe essere così, perchè in cucina serve un pò di decoro e pulizia, però l’idea di cercare tra donne fidate si, potrebbe starci.”
Marco: “E’ una cosa che devi fare tu, non posso chiedere io ad una donna di infilarsi dentro un night, equivale a chiederle di fare la prostituta.”
Anna: “Si! Si, hai ragione, con calma ci penso io, di carne al fuoco ce n’è anche troppa.”
Marco: “Andiamo a casa mia, allora?”
Anna: “Si, ma porta pazienza se questa sera la mia passera chiede un giorno di riposo. Lo so che ogni lasciata è persa, ma tu hai un tir con la targa.”
Marco: “Ok.”
Arrivati a casa da Marco, Anna si preparò per la notte, indossando solo un completino sexi a due pezzi.
Prima di andare a letto si recò in cucina a preparare un Aperol Spritz.
Marco la raggiunse e la abbracciò da dietro, cominciando ad accarezzarla dai fianchi, all’addome, fino al seno, mentre le baciava il collo con piccoli bacetti.
Anna: “Dai fai il bravo, e tieni il tir in parcheggio, questa sera il negozio è chiuso.”
Marco: “Ma io ho voglia di te!”, continuando con le mani a massaggiarle i seni avidamente.
Anna: “Lo so che hai voglia di me e sono felice di questo, ma ti assicuro che il tuo coso si sente bene, quando si fa strada.”
Marco con una mano scese tra le gambe di Anna e vi entrò con due dita, fino a trovarsi tra le grandi labbra e accarezzare le piccole.
Marco: “Cavoli che bella passerina che hai.”
Anna appoggiò tutte e due le mani sul bancone della cucina finchè suo fratello continuava a stimolarla.
Anna: “Cavoli se sei bravo.”, diceva mentre muoveva il pube stimolata dalle dita.
Marco: “Sei sicura di non volere stasera?”
Anna: “Adesso così, tra due piedi con due dita infilate in vagina non so cosa rispondere.”
Marco: “Facciamo così.”
Anna: “Come.”
Marco fece girare la sorella e la fece sedere sul bancone della cucina.
Anna: “Guarda che non ti ho detto di si. Se continui si prefigura una violenza sessuale bella e buona.”
Marco: “Non voglio violentarti.”
Una volta seduta Anna, prese un coltello e la liberò dagli slip, mentre la baciava con la lingua.
Anna: “Cazzo che maschio che sei.”
Marco: “Io sono il tuo maschio, il tuo solo maschio ed tu sei a mia puledrina.”
Anna: “Perchè quando scopiamo sembri più vecchio di me ed io una ragazzina.”
Marco: “Perchè è brutto da dire, ma noi uomini vi dominiamo e a voi piace essere dominate e vi piace essere e sentirvi inferiori, perchè ti senti una ragazzina che scopa.”
Una volta liberata dagli slip, Marco si abbassò e cominciò a leccare Anna avidamente tra le gambe e proseguì fino a farla venire più volte.
Anna godeva di questo ed aiutata da Marco teneva le gambe alzate e piegate in modo da mettere in evidenza perfettamente la sua gattina.
Chiuse gli occhi più volte e si stirò dal piacere, finchè non si sentì bagnata all’inverosimile.
Ad un certo punto Marco smise e si sollevò, prese il suo Aperol Spritz e lo sorseggiò guardando Anna compiaciuta.
Il suo pene era evidentemente in tiro, ma lo mantenne dentro gli slip.
Anna: “Cosa vuoi farmi? Come ti senti ad avere tua sorella qui seduta con le gambe aperte a disposizione? Con la passera che chiede solo di essere bene aperta.”
Marco: “Mi sento di essere un tuo schiavo, mi sento che il mio cuore batte solo per te, batte solo per il tuo cuore. Voglio andare all’infermo, ma voglio farlo amandoti e desiderandoti.”
Anna: “Sono tua Marco!”, trasalendo e deglutendo, “Sono venuta anche questa sera per te, sono tutta bagnata per te. Nessuno ha una sorella che desidera essere scopata forte da suo fratello.”
Marco: “Questa sera no, non è giusto, mi hai chiesto di stare buono e ti rispetto.”
Anna: “Grazie.”
Finito di bere, prese Anna in braccio e la portò a letto per dormire.
Anna: “Mi porti a letto come una bambina?”
Marco: “Voglio che ti riposi.”
Anna prese il fratello dalla testa e lo baciò, piantandogli la lingua in bocca. Voleva stimolare il più possibile per vedere fino dove sarebbe arrivato, fino dove l’avrebbe rispettata.
Il pene era perfettamente duro e lei era praticamente pronta ad accoglierlo, ma Marco la posò a letto e si posizionò pronto per dormire anche lui.

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UN ABBRACCIO e buona lettura.
scritto il
2026-07-24
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