Sonia venduta ai depravati

scritto il 2026-11-07 tempo di lettura 6 min

di
genere
Bisex, Dominazione, Sadomaso
cura
B+

Con Sonia ci rechiamo in un club di pervertiti; un circolo di persone che ama sensazioni particolari che abbiamo conosciuto in rete.
Gente disposta a pagare bene per accontentare i loro desideri degradati.
Arriviamo al luogo del club; scendiamo dalla macchina, accolti da un tizio che ci fa entrare in una in una stanzetta dove veniamo invitate a spogliarci.
Il tizio ci giudica, io gli ricordo i termini degli accordi stabiliti in rete; Sonia sarà offerta per i desideri dei membri del club, dietro il compenso concordato., mentre io sarò libero di assistere allo spettacolo.
Il tizio, che ci disse di chiamarsi Mario; ci scrutò e giudicò; affermò che Sonia valeva i soldi previsti, ma chiese scrutandomi profondamente negli occhi, se Sonia era disposta a subire ciò che l'aspettava.
Sonia mi guardo e dallo sguardo compresi che mi delegava a parlare per lei.
Risposi a Mario che la troia era disposta a subire di tutto!
Mario, convinto, mi pagò la generosa cifra concordata, io presi i soldi e li nascosi nel mio portafoglio all'interno dei pantaloni abbandonati su una sedia nel vestibolo.

Poi dopo esserci concordati usciamo dal vestibolo; noi nude, precedute da Mario vestito.
Entriamo in un ampio salotto dove vediamo un gruppo numeroso di uomini e donne seduti su divani e poltrone, qualcuno per terra; sono tutti nudi.
Io e Sonia ci entusiasmiamo a quello spettacolo di persone che sono lì per noi; o meglio per Sonia i cui occhi luccicano per l'emozione dal vedere così tanti maschi nudi che presto si approfitteranno di lei.
Mario ci presenta, o meglio presenta Sonia; descrivendo il suo corpo nudo che sollevava commenti eccitati da parte degli astanti.

Poi Mario mi porse una benda nera con cui accecai gli occhi di Sonia; poi mi porse delle corde con cui legai la donna con le mani dietro la schiena in maniera da renderla impotente a reagire in qualunque modo.

Poi Mari mi invitò a sedermi tra gli astanti mentre spinse gentilmente Sonia al centro del salotto dicendo che chi voleva poteva cominciare a divertirsi.

Qualcuno cominciò ad avvicinarsi timidamente a Sonia per poi posare le sue mani sul suo corpo, lei reagì a quei primi tocchi respingendoli.
Ma poi quando le carezze divennero più numerose, si lasciò andare al suo destino.
Erano in quattro o cinque che la toccavano, mentre lei ogni tanto provava un moto di repulsione verso quelle avances.
Ma poi cominciò a scaldarsi soprattutto mentre venne fatta sdraiare e le carezze cominciarono a divenire sempre più intime.
Alle mani si aggiunsero le lingue, che calde ed umide coprivano la sua pelle.
Sonia cominciò a sciogliersi sempre di più inconsapevole di chi la stesse palpando, di chi la stesse leccando.
Cominciava a gemere di piacere, la porca stava cominciando a godere.
Io guardai Mario che intanto si era spogliato e commentammo il comportamento da troia di Sonia, che continuava a gemere sempre più intensamente mentre le attenzioni degli ignoti si facevano sempre più audaci, dalle mani cominciarono a strusciare i loro cazzi eretti sul suo corpo.
Tette, cosce, culo, faccia divennero l'obiettivo di quei pervertiti.

Sonia apprezzo sempre di più quelle sconce attenzioni; mentre io notai Mario che accanto a me si stava masturbando.
Gli chiesi se potevo aiutarlo nel suo godimento.
Lui allontanando le mani mi disse di accomodarmi.
Mi sprofondai con la bocca sul suo cazzo cominciando a spompinarlo.

Intanto mentre io mi divertivo con il cazzo di Mario, con la coda dell'occhio vedevo che i pervertiti avevano cominciato a penetrare Sonia che godeva come una bestia mentre accecata ed impotente sentiva dei cazzi di sconosciuti entrarli dentro.
Mentre spompinavo il cazzo di Mario pensavo a quanto stava godendo Sonia che ha sempre desiderato essere solamente un pezzo di carne bucato a disposizione di chi voglia utilizzarlo.
Adesso stava realizzando i suo sogni.
Mentre concludevo questa considerazione sentii lo sperma di Mario che cominciava a risalire sull'asta del suo cazzo per pi esplodere nella mia bocca.
Ingoia avidamente quello splendido liquido guardando negli occhi Mario.
Intanto il carnevale di Sonia và avanti e se la sbattono in continuazione.
Uno di loro dopo aver accarezzato la figa fradicia di godimento di Sonia la alza come se fosse un trofeo, ruotandola e dicendo quanta sborra femminile venga fuori dalla figa di quella troia.
Poi il porco costringe la bendata Sonia leccare i suoi umori dalla sua mano.
A quella vista pervertita seguono una serie di commenti osceni, in cui Sonia viene considerata come la peggiore delle troie, delle puttane; risate ed altri insulti si susseguono mentre Sonia continua ad essere chiavata in ogni modo.
Dopo alcune ore gli uomini presenti finiscono di sfogare i loro cazzi nel corpo di Sonia che esausta si abbandona a terra.

Ma la sua passione non finisce qui le donne dei pervertiti che si sono divertiti con il suo corpo, si sentono fomentate da una ipocrita ed impostata gelosia per la cui vogliono vendicarsi con Sonia lo sborratoio dei cazzi dei loro uomini.
Cominciano a divertirsi sputandogli addosso e prendendola a calci mentre lei sempre bendata e legata subisce gemendo per i colpi.
Poi cominciano ad unire i calci e gli sputi a pisciate per ricoprire il corpo che ha fatto godere i loro uomini con i loro rifiuti organici.

Quei porci dopo aver visto l'eccitazione con cui le loro donne maltrattano Sonia si rivolgono a me; e cominciano a loro volta a prendermi a calci e pugni.
Nella sarabanda di botte riesco in qualche modo a far presente a Mario che questo non era previsto nell'accordo, e mentre lui mi sferra un feroce calcio nei coglioni, mi dice che pagherà un surplus ad un magnaccia di meda come me.
Accetto il nuovo compenso, che avrebbe compreso tutte le botte che mi avrebbero dato.
Sorridendo Mario mi riprese a calci nei coglioni mentre gli altri mi massacravano di calci e pugni.
Dopo non so quanto tempo di quel trattamento mi scaraventarono nuda fuori dal club, mi pisciarono addosso e mi buttarono accanto i miei vestiti e i miei soldi.
Mi accorsi che accanto me c'era sdraiata Sonia, con i suoi vestiti accanto.
Ci volle mezzora o forse anche di più perché ci riprendessimo, ci alzassimo da terra e ci vestissimo.
Io raccolsi tutti i soldi e contenta della cifra che avevamo guadagnato ci avviammo sfinite ed esauste alla macchina per dirigerci verso casa.


Per chi volesse commentare i miei racconti la mia e-mail è "riccalupa@gmail.com".
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