Quanto può puzzare un tombino di fogna e quanti sentimenti romantici può provocare.
scritto il 2026-10-24 tempo di lettura 3 min
di
Maktero
genere
feticismo
cura
A+
Siamo in tre, io, Giulia, un frocio, Marco, un maschio, e Lorena una femmina.
Amici di sempre.
Cosa accomuna in nostro eterogeneo trio?
La ricerca di depravazione.
Ci troviamo in una notte per accontentare le nostre perversioni.
Precedentemente abbiamo trovato un tombino fognario in un sito appartato presso un condominio.
Lo abbiamo esplorato preventivamente e lo abbiamo trovato eccitante per le nostre pervesioni.
Era pieno fin quasi all'orlo di liquame puzzollente.
Abbiamo fantasticato a lungo su quel tombino puzzolente e poi abbiamo deciso.
Nella notte siamo arrivati in quel luogo appartato, ci siamo spogliati, abbiamo aperto quel pozzo osceno del nostro desiderio ed abbiamo cominciato ad adorarlo.
La puzza era tremenda, nella luce lunare il colore era indefinibile.
Io cominciai per primo immergendo i miei piedi in quel liquido immondo; era tiepido e cominciai ad arraparmi.
Gli altri si entusiasmarono chiedendomi cosa provassi; io risposi con un sorriso di contentezza e mi precipitai in quella fogna.
Mi immersi in quella melma puzzolente fino al petto toccando con i piedi il fondo viscido.
Il mio cazzo era sempre più duro e cominciai a masturbarmi mentre ero immersa in quello schifo, tiepido ed immondo ma che sembrava un orrendo liquido amniotico.
Mentre erro immersa in quello schifo arrivai masturbandomi allo spasimo, arriavando ad un godimento mai provato prima ed agiungendo una grossa quantità del mio sperma alla melma putrida e puzzolente.
Gli altri due invidiosi del mio godimento mi tiraro bruscamente fuori per godere a loro volta di quello scellerato piacere.
Venni buttata sul prato brutalmente mentre sentivo Marco e Lorena litigare per il piacere di essere i primi ad immergersi in quello schifo.
Marco approffittandodo della sua mascolinità si immerse scavalcando Lorena che rimase delusa.
Anche Marco immersosi nella fogna cominciò a godere perversamente, ed a masturbarsi beatamente come se fosse stato in una splendida, limpida piscina invece che in una fogna.
Godette anche lui ed usci, solo dopo gli squillanti inviti di Lorena che pretendeva il suo turno di piacere.
Marco usci per porsi al mio fianco, mentre Lorena si immergeva a sua volta per godere della sua ossesione.
Godette furiosamente anche lei immergendosi fino alla bocca nella melma orrenda.
Poi uscì per adagiarsia accanto a noi.
Ci ritrovammo uno accanto all'altra, sdraiate sull'erba, coperte da liquami puzzolenti che stavano seccando sul nostro corpo.
Eravamo sessualmente sodisfatte, e cominciammo ad ammirare lo splendore delle stelle che ci sovrastavano.
Qualcuno cominciò a paroganare la purezza e la lucentezza delle stelle ai nostri corpi praticamente coperti di merda marcia.
Ci mettemmo a ridere per il paragone.
Poi continuaiomo a discutere su come ci siamo divertite con il liquame di fogna e su come ci piace assistere a quel cielo stellato.
Ci facciamo travolgere dai sentimenti contrastanti derivani dalla depravazione e dalla sublime ammirazione per le sfere stellate.
In quella splendida notte d'estate coperte dalla luce delle stelle e coperte dal liquame ci masturbiamo tutte assieme godendo di quei nostri sentimenti anomali.
Una volta ancora contente continiuamo a chiacchiericiare fino all'alba quando capiamo che è il momento di tornare a casa.
Raccogliamo i nostri vestiti e nude e sporche corriamo sorridenti e ridenti verso casa.
Per chi volesse commentare i miei racconti la mia e-mail è "riccalupa@gmail.com".
Amici di sempre.
Cosa accomuna in nostro eterogeneo trio?
La ricerca di depravazione.
Ci troviamo in una notte per accontentare le nostre perversioni.
Precedentemente abbiamo trovato un tombino fognario in un sito appartato presso un condominio.
Lo abbiamo esplorato preventivamente e lo abbiamo trovato eccitante per le nostre pervesioni.
Era pieno fin quasi all'orlo di liquame puzzollente.
Abbiamo fantasticato a lungo su quel tombino puzzolente e poi abbiamo deciso.
Nella notte siamo arrivati in quel luogo appartato, ci siamo spogliati, abbiamo aperto quel pozzo osceno del nostro desiderio ed abbiamo cominciato ad adorarlo.
La puzza era tremenda, nella luce lunare il colore era indefinibile.
Io cominciai per primo immergendo i miei piedi in quel liquido immondo; era tiepido e cominciai ad arraparmi.
Gli altri si entusiasmarono chiedendomi cosa provassi; io risposi con un sorriso di contentezza e mi precipitai in quella fogna.
Mi immersi in quella melma puzzolente fino al petto toccando con i piedi il fondo viscido.
Il mio cazzo era sempre più duro e cominciai a masturbarmi mentre ero immersa in quello schifo, tiepido ed immondo ma che sembrava un orrendo liquido amniotico.
Mentre erro immersa in quello schifo arrivai masturbandomi allo spasimo, arriavando ad un godimento mai provato prima ed agiungendo una grossa quantità del mio sperma alla melma putrida e puzzolente.
Gli altri due invidiosi del mio godimento mi tiraro bruscamente fuori per godere a loro volta di quello scellerato piacere.
Venni buttata sul prato brutalmente mentre sentivo Marco e Lorena litigare per il piacere di essere i primi ad immergersi in quello schifo.
Marco approffittandodo della sua mascolinità si immerse scavalcando Lorena che rimase delusa.
Anche Marco immersosi nella fogna cominciò a godere perversamente, ed a masturbarsi beatamente come se fosse stato in una splendida, limpida piscina invece che in una fogna.
Godette anche lui ed usci, solo dopo gli squillanti inviti di Lorena che pretendeva il suo turno di piacere.
Marco usci per porsi al mio fianco, mentre Lorena si immergeva a sua volta per godere della sua ossesione.
Godette furiosamente anche lei immergendosi fino alla bocca nella melma orrenda.
Poi uscì per adagiarsia accanto a noi.
Ci ritrovammo uno accanto all'altra, sdraiate sull'erba, coperte da liquami puzzolenti che stavano seccando sul nostro corpo.
Eravamo sessualmente sodisfatte, e cominciammo ad ammirare lo splendore delle stelle che ci sovrastavano.
Qualcuno cominciò a paroganare la purezza e la lucentezza delle stelle ai nostri corpi praticamente coperti di merda marcia.
Ci mettemmo a ridere per il paragone.
Poi continuaiomo a discutere su come ci siamo divertite con il liquame di fogna e su come ci piace assistere a quel cielo stellato.
Ci facciamo travolgere dai sentimenti contrastanti derivani dalla depravazione e dalla sublime ammirazione per le sfere stellate.
In quella splendida notte d'estate coperte dalla luce delle stelle e coperte dal liquame ci masturbiamo tutte assieme godendo di quei nostri sentimenti anomali.
Una volta ancora contente continiuamo a chiacchiericiare fino all'alba quando capiamo che è il momento di tornare a casa.
Raccogliamo i nostri vestiti e nude e sporche corriamo sorridenti e ridenti verso casa.
Per chi volesse commentare i miei racconti la mia e-mail è "riccalupa@gmail.com".
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