Coppia aperta
di
Valeria29
genere
trio
Sono Valeria, ho 29 anni. Nella mia vita ho sempre cercato l’uomo con cui costruire un futuro, una famiglia. Ma una serie di delusioni mi ha segnato profondamente. A 18 anni mi fidanzai con Samuele, di un anno più grande. La nostra relazione durò quattro anni. Con lui scoprii il sesso, con tutte le incertezze e le emozioni di chi si affaccia per la prima volta a un’esperienza così intima. Poi, il tradimento con un’altra ragazza mise fine a tutto, in modo brusco e doloroso. Non mi persi d’animo e trovai un altro ragazzo. Con lui sembrava andare meglio: dopo tre anni di relazione, stavamo pianificando di sposarci, o almeno di convivere. Ma proprio quando eravamo pronti, andro in crisi, un ripensamento improvviso che mi lasciò senza parole. Anche quella storia prese una brutta piega, fino a quando ci lasciammo.
Rimasi quasi un anno a riflettere su me stessa e su come volevo vivere la mia vita. La mancanza di un uomo mi pesava, non lo nego. Imparai a masturbarmi, una cosa che prima rifiutavo categoricamente. Poi decisi di vivere alla giornata, senza aspettative di relazioni serie. Iniziai a frequentare persone non solo per avere supporto morale, ma soprattutto quello fisico. Mi resi conto di avere una dipendenza dal sesso: le occasioni non mi mancavano mai. A volte mi sentivo egoista, ma agli uomini piaceva questa mia disinvoltura, il mio modo di pormi senza freni.
Da qualche mese frequentavo Alex. Con lui stavo bene, di giorno e soprattutto di notte. Il sesso con lui era incredibile, un amante esperto, capace di soddisfarmi completamente. Eravamo una coppia aperta, senza legami: ognuno poteva vedere altre persone, vivere altre storie. Una sera, a casa sua, eravamo nel pieno di un rapporto appassionato. Stavamo scopando con intensità quando, all’improvviso, la porta della camera si spalancò. Sulla soglia è apparve suo fratello, Antonio. Rimase lì, incredulo, a fissarci, prima di uscire di corsa, borbottando delle scuse.
“Oh, scusatemi, non sapevo!” disse, chiudendo la porta.
Io e Alex ci guardammo e scoppiammo a ridere.
“Che figura!” esclamai.
“Non è niente, tranquilla,” rispose lui, sorridendo.
“Hai visto la sua faccia? Sembrava un pomodoro!”
“Potevamo invitarlo a unirsi a noi,” disse Alex, con un ghigno.
“Ma cosa dici, stupido!" ribattei, ridendo.
“Secondo me gli sarebbe piaciuto farci compagnia.”
“Non dire sciocchezze! Figurati se avrebbe accettato.”
“Io dico di sì. E poi, immagino che un’esperienza del genere non l’hai mai provata.”
“Ora lo chiamo!” mi disse, ignorando le mie proteste.
“No, non lo fare!” cercai di fermarlo, ma era troppo tardi.
“Antoniooo!” gridò a voce alta.
Dopo un attimo, dall’altra parte della porta: “Mi hai chiamato, Alex?”
“Sì, entra."
Guardai Alex con occhi minacciosi, ma lui se ne fregò. Quando Antonio entrò, Alex gli disse senza giri di parole: “Ti piacerebbe farci compagnia?”
Lui esitò , guardandomi. “Ma… non so se Valeria è d’accordo.”
“Tranquillo, ne abbiamo già parlato. Spogliati,” insistette Alex.
Feci una debole resistenza, ma Antonio si era già tolto i vestiti. Ho iniziato a elaborare la situazione: in effetti un’occasione simile non mi sarebbe mai più capitata. Quando ho visto il suo pene, capii che ne valeva davvero la pena. Lo feci avvicinare, prendendolo tra le mani, mentre Alex continuava a scoparmi. Ero accaldata, il cuore mi batteva forte. Sentire le loro mani sul mio corpo mi mandava in estasi. Tirai a me Antonio e presi il suo membro in bocca, iniziando a succhiarlo. I loro sguardi erano pieni di desiderio; anche per loro doveva essere una novità.
Ero travolta da orgasmi multipli, non sapevo ancora come gestire entrambi, ma mi lasciavo trasportare. Alex mi ha mise a pecorina, permettendomi di afferrare Antonio per i fianchi e continuare a succhiarlo, usando solo la bocca. A ogni spinta di Alex, il pene di Antonio mi arrivava fino in gola, quasi soffocandomi. Dopo una ventina di minuti di affondi e movimenti frenetici, un’ondata di piacere immensa mi travolse. Poco dopo, Alex venne, riversando il suo sperma sulla mia schiena. Ma io avevo ancora voglia. Mi sono fatta pulire e ho invitati Antonio a possedermi. Mi sdraiò di schiena, sollevando le gambe ed appoggiandole sulle sue spalle e mi entrò dentro con decisione. I suoi affondi mi lasciarono senza fiato, la sua forza mi travolgeva. Sentivo i suoi testicoli sbattere contro di me, un piacere puro, intenso.
Alex ci guardava, soddisfatto, mentre gli accarezzavo il suo pene, già di nuovo duro.
“Ti piace il mio fratellino?” mi chiese con un sorrisetto.
“Cazzo, potevi pensarci prima!” risposi, ansimando.
Con l'altra mano sul sedere di Antonio, accompagnavo il ritmo dei suoi affondi, che mi travolgevano senza sosta. Sentivo arrivare nuove contrazioni. Gli chiesi di accelerare, pregandolo di non venirmi dentro. E così fu: travolta da un altro orgasmo potente, i miei gemiti riempirono la stanza. Poco dopo, Antonio estrass il suo pene e venne sui miei seni.
Un’esperienza che mi ha lasciò senza fiato, qualcosa che non avrei mai immaginato di provare. Sdraiati sul letto, ci abbracciammo, già pensando a nuove avventure da vivere insieme.
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