Sotto la Tua guida - Capitolo 25 • II (continuo)

scritto il 2026-11-01 tempo di lettura 11 min

di
genere
Dominazione
cura
A

Capitolo 25 • II (continuo)

1 Ottobre 2026

Quella notte dormii male. Mi svegliai più volte senza un vero motivo e ogni volta che riaprivo gli occhi, mi tornavano in mente le immagini della stanza del sexy shop. Rivedevo le persone, le due donne.
Provavo a cambiare posizione e a richiudere gli occhi, ma dopo pochi minuti quelle immagini tornavano. Non riuscivo a capire perché mi avessero colpita così tanto, forse era stata la sorpresa o forse il fatto di aver visto qualcosa che non avevo mai immaginato di poter vedere dal vivo.
Mi chiedevo, soprattutto, perché mi avesse portata proprio in quella stanza. Era evidente che la conoscesse e sapeva cosa ci fosse oltre quella porta e cosa avrei trovato.
E poi c'era stata la domanda che aveva fatto una volta usciti. Perché gli interessava così tanto?
Continuavo a pensarci, senza riuscire a trovare una risposta. Più ci riflettevo, più mi convincevo che Marco non mi avesse portata lì per caso e forse era proprio questa idea a mettermi più in difficoltà.

Quando finalmente arrivò il mattino, ero più stanca del solito. La giornata però trascorse senza particolari avvenimenti.
Alla fine, nonostante non ero così in forma, decisi di andare in palestra. Avevo bisogno di scaricare un po' di quei pensieri.
Mi allenai per circa un'ora, cercando di concentrarmi soltanto su quello che stavo facendo.
Quando uscii, mi sentivo più tranquilla. Tornai a casa, feci una doccia e poi pranzai con calma.
Nel primo pomeriggio mi preparai per andare al lavoro. Quel giorno avevo il turno serale, quindi uscii poco dopo e raggiunsi il negozio.
Quando finalmente tornai a casa, la sera, ero stanca e avevo soltanto voglia di dormire, così andai a letto presto.
Speravo che quella notte sarebbe andata meglio. Speravo soprattutto di riuscire, finalmente, a dormire senza riaprire continuamente gli occhi con quelle immagini ancora davanti.

2 Ottobre 2026

La mattina la passai a lavoro. Entrai alle nove e rimasi in negozio fino alle quattordici.
Quando tornai a casa, pranzai velocemente e mi presi un'oretta per riposarmi. A disturbarmi dal mio riposo fu la chiamata di Lorenzo.
«Stasera andiamo in piscina?» chiese «Ho voglia di batterti in vasca» rise.
Sorrisi. «Stasera proprio non riesco»
«Hai già qualcosa?» sentì il tono cambiare.
«Sì. Ho un impegno e non farei in tempo»
Lorenzo rimase in silenzio per qualche secondo, forse ci rimase un po'.
«Va bene. Facciamo la prossima settimana?»
«Sì, volentieri»
Ci salutammo poco dopo.
In effetti quella sera avevo già un appuntamento con Monica. Era stata lei stessa a darmi l'ultimo orario disponibile, così non avrei dovuto correre e avrebbe potuto dedicarmi tutto il tempo necessario.
Dopo quello che era successo la volta precedente, preferì avere la calma necessaria per fare il trattamento senza dover guardare continuamente l'orologio.
Nel tardo pomeriggio iniziai a prepararmi. Indossai un paio di jeans, una canotta e sopra una camicia scozzese. Ai piedi infilai le sneakers. Appena le guardai, mi tornò in mente la sculacciata che avevo preso per averle indossate andando da Marco.
Mi scappò un sorriso.
«Per queste scarpe...» mormorai.
Presi la borsa e uscii. Alle 18:20 arrivai da Monica.
Entrai e una delle commesse mi venne incontro.
«Ciao»
«Ciao»
«Monica ha quasi finito con la cliente prima di te» mi informò.
«Va bene, aspetto qui» mi accomodai sul divanetto in sala e presi una rivista da sfogliare, lasciando che quei pochi minuti passassero tranquilli.
Dopo qualche minuto vidi Monica uscire dalla stanza insieme alla cliente precedente.
«Eccoci»
La accompagnò verso la cassa e, una volta fatta pagare, si rivolse alla sua collaboratrice.
«Puoi andare tranquilla, qui ci penso io»
La ragazza annuì, salutò entrambe e lasciò il centro.
Monica tornò da me con un sorriso. «Vieni, Alice»
La seguii nella stanza dove avrebbe fatto i trattamenti.
«Puoi spogliarti e sistemarti sul lettino» mi disse mentre sistemava.
Annuii. Tolsi i vestiti e li appoggiai su una sedia. Rimasi in intimo e mi sdraiai sul lettino, aspettando che Monica fosse pronta.
Nel frattempo preparò tutto il necessario per il trattamento. Quando ebbe sistemato ogni cosa, si avvicinò e iniziò a detergermi il viso. Fu proprio in quel momento che suonò il campanello.
Monica si fermò e rimase per un attimo perplessa.
«Scusami un secondo»
Si allontanò e andò verso l'ingresso. Io continuai a rimanere immobile sul lettino. Con la musica accesa non riuscivo a sentire cosa stesse succedendo dall'altra parte del negozio. Sentii soltanto la porta richiudersi e dopo qualche minuto Monica tornò.
«Era una delle ragazze. Aveva dimenticato la borsa con le chiavi della macchina» mi spiegò.
Annuii. «Ah, ok. Capita quando si ha solo voglia di tornare a casa» risposi.
Fece il giro del lettino e si posizionò dalla parte opposta, dando la visuale sulla porta.
«Mantieni gli occhi chiusi, così riesco a lavorare meglio sul viso»
Obbedii. Non era la prima volta che facevo quel trattamento e conoscevo già i vari passaggi.
Rimasi quindi ferma mentre Monica continuava con la pulizia e con gli altri prodotti, passando da un passaggio all'altro con calma.
Dopo qualche minuto arrivò alla maschera. La applicò sul viso con attenzione.
«Questa la lasciamo un po' in posa»
Preparò l'olio e iniziò a sistemare il necessario per il massaggio. «Adesso pensiamo al corpo»
Annuii.
«Visto che oggi siamo sole, che ne dici se per il massaggio, togliamo anche l'intimo? Per te sarebbe un problema?»
Rimasi sorpresa. Non me lo aveva mai chiesto prima.
Monica si accorse immediatamente della mia espressione.
«Te lo chiedo solo perché così riesco a lavorare meglio. Ma se ti mette a disagio, nessun problema. Posso anche coprirti bene con gli asciugamani e togliere solo quello che serve, quando serve»
Ci pensai per qualche secondo. Ero imbarazzata, ma sapevo che eravamo sole e che Monica stava cercando semplicemente di fare il trattamento nel modo più comodo possibile.
Alla fine annuii. «Va bene»
Feci per toglierli da sola, ma Monica mi fermò.
«Ti aiuto io, se per te non è un problema»
La guardai per un istante, poi annuii di nuovo. Mi sollevai appena con il busto, così che potesse sganciare il reggiseno.
Monica lo sfilò con naturalezza e lo appoggiò sulla sedia insieme agli altri vestiti.
Poi mi aiutò con il resto dell'intimo. Quando ebbe finito, prese subito due asciugamani e li sistemò con cura su di me. Uno sul seno, uno sul pube.
«Così va meglio?»
«Sì, grazie»
Monica sorrise. «Perfetto. Adesso rilassati»
«Prima di iniziare il massaggio ti metto questa maschera rinfrescante sugli occhi. Ho notato che sono un po' stanchi» e mentre la prese, mi chiese «Hai dormito poco ultimamente?»
Ripensai immediatamente alla notte precedente. Le immagini della stanza continuavano a tornarmi in mente e avevo dormito molto meno del solito.
«Sì. Ultimamente non sto riposando benissimo» ammisi.
Monica mi guardò per qualche secondo.
«C'entra Marco?»
Sentii il viso scaldarsi. «No, no» risposi velocemente.
Monica capì e non fece altre domande. Sorrise soltanto e appoggiò delicatamente la maschera sugli occhi.
«Va bene. Rilassati»
Poi prese l'olio e ne versò una piccola quantità sulle mani. Iniziò a massaggiarmi partendo dai piedi. Le sue mani salirono lentamente lungo una gamba e poi tornarono indietro, prima di passare all'altra. Il massaggio era lento e rilassante.
Dopo qualche minuto mi fece allargare leggermente una gamba e sollevò il telo.
«Voglio controllare com'è la situazione. Magari hai bisogno di un piccolo ritocco alla ceretta»
Annuii, anche se mi sentivo improvvisamente molto più in imbarazzo. Di solito non mi faceva aprire le gambe e mi lasciava uno slip monouso addosso.
Monica controllò mentre continuò a massaggiare, lavorando con attenzione sulla parte interna delle cosce, vicino le grandi labbra. Sentii un piccolo brivido, accompagnato da un po' di calore e lasciai uscire un leggero mugolio, coperto sperai dalla musica di sottofondo.
«È proprio bella» si lasciò sfuggire tra sé Monica.
Mi si scaldò immediatamente il viso, anche perché la sentivo umida, quindi immaginai si vedesse pure. Dopo qualche minuto sembrò tornare completamente al trattamento.
«Va bene così. Per ora non servono ritocchi»
Mi ricoprì con l'asciugamano e passò alla parte superiore del corpo. Lavorò prima sull'addome, poi sulle spalle e sul collo, mantenendo movimenti lenti e regolari.
«Qui sei un po' contratta»
Non avevo nemmeno fatto caso a quanto fossi rigida. Provò a sciogliere la tensione con movimenti più mirati. «Devi rilassarti un po'»
«Adesso girati» mi disse poco dopo.
Istintivamente portai una mano verso il viso per togliere la maschera, ma Monica mi bloccò.
«Aspetta, lasciala ancora un po', così farà più effetto. Ti aiuto io a girarti»
Annuii e mi voltai col suo aiuto. Tolse del tutto i due asciugamani, ma provai a fermarla con le mani.
«Siamo sole e io vedo tantissimi corpi ogni giorno. Non hai motivo di vergognarti» mi rassicurò. Percepii l'aria sfiorarmi i glutei e sentii immediatamente il viso scaldarsi. Mi resi conto di quanto mi sentissi esposta.
Riprese quindi il massaggio dalla parte posteriore del corpo. Iniziò nuovamente dai piedi, seguendo l'ordine di prima.
Le sue mani salirono lentamente lungo le gambe, quando arrivò più in alto, sfiorò delicatamente i glutei.
Istintivamente contrassi i muscoli, quasi come se volessi proteggermi da quel contatto.
Monica se ne accorse. «Rilassati»
La sua voce mi ricordò quella di Marco, quando mi diceva di rilassarmi, mentre lui mi sfiorava.
«Comunque hai un bel fisico» e sentii la sua voce sorridere «E hai anche un bel sedere. Capisco perché ci tieni tanto a fare sport»
Mi imbarazzai. «Grazie» mormorai.
Poi passò alla schiena. Le sue mani risalirono lungo la colonna e raggiunsero le spalle. Dopo pochi movimenti si fermò.
«Ecco. Sei ancora molto contratta qui»
Continuò a lavorare lentamente sulla zona, cercando di sciogliere la tensione che avevo accumulato. Io rimasi immobile, cercando finalmente di lasciarmi andare.

Dopo aver terminato anche il massaggio, Monica si allontanò dal lettino.
«Puoi rivestirti»
Annuii. Prima di alzarmi, mi sfilai finalmente la maschera dal viso e la porsi a Monica.
«Grazie»
La prese e la poggiò da parte.
«Io vado a prendere del materiale nell'altra stanza» fece qualche passo verso la porta, poi si voltò con un sorriso. «Se vuoi puoi anche restare nuda»
Rise. Mentre io diventai rossa.
«Scherzo» continuò.
Uscì prima che potessi rispondere.
Rimasi per qualche secondo ferma sul lettino, col viso rosso. Non sapevo nemmeno cosa mi avesse imbarazzata di più: la battuta in sé o il modo assolutamente naturale con cui Monica l'aveva detta.
Iniziai a rivestirmi, cercando di non pensarci troppo. In fondo Monica mi aveva vista in tutte le condizioni possibili durante quei trattamenti. Eppure, nonostante questo, riusciva ancora a farmi sentire in imbarazzo con una semplice battuta.
Mi infilai lentamente i vestiti e aspettai che tornasse.

Poco dopo sentii una porta chiudersi. Alzai lo sguardo verso l'ingresso della stanza, per qualche secondo rimasi ad ascoltare. Poi Monica ricomparve con del materiale per la pedicure.
«È arrivato qualcuno?» chiesi.
Monica mi guardò sorpresa.
«No. Come mai lo chiedi?»
Scossi la testa. «No, è che ho sentito una porta chiudersi»
Monica sorrise. «Ero io. Ho chiuso la porta dell'altra stanza quando sono uscita»
Annuii. «Ah, ok»
Mi sentii quasi sciocca per averlo chiesto.
Monica preparò il necessario.
«Dai, siediti qui»
Mi sistemai come mi indicò. Iniziò a preparare gli strumenti per il pedicure, per poi procedere.
La musica continuava a suonare in sottofondo e, poco alla volta, tornai a rilassarmi.

Quando terminammo ci alzammo. Monica raccolse il materiale e mi accompagnò verso l'ingresso.
Mentre attraversavamo il negozio, sentii improvvisamente un profumo familiare e forte. Mi fermai quasi per un istante.
Lo riconoscevo, ma scossi subito la testa.
Non poteva essere quel profumo. Cercai di non pensarci.
Quando arrivammo all'ingresso, guardai fuori. Era già buio.
Controllai l'ora sul telefono. Erano le 20.30.
«Se vuoi posso aspettarti» dissi a Monica. «Così quando chiudi possiamo andare»
Monica mi sorrise. «Davvero?»
«Certo, tanto non ho fretta»
«Grazie, Alice»
Rimasi lì ad aspettarla mentre terminava le ultime cose.
Pochi minuti dopo spense le luci, controllò che fosse tutto a posto e chiuse il negozio.
Uscimmo insieme e ci salutammo davanti all'ingresso.
«Buona serata, Alice»
«Buona serata, Monica. A presto»
Poi ognuna si avviò verso la propria macchina.
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