La vita di Patty Ultimo capitolo
scritto il 2026-10-25 tempo di lettura 13 min
di
Davide Sebastiani
genere
dominazione
cura
A+
Eccoci giunti alla fine di questo viaggio. Questo è l'ultimo episodio di questa saga. Ringrazio tutti coloro che l'hanno letta, anche quelli che l'hanno massacrata a colpi di brutti voti senza nemmeno capire di cosa parlava.
Io sono particolarmente fiero di questo racconto. Sapevo che non era facile, sapevo che i lettori di questo sito hanno gusti diversi, ma mi interessava comunque farlo conoscere. Se cercassi migliaia di visualizzazione mi basterebbe scrivere una cazzata incestuosa e sarei ripagato. A me interessano altre cose, m'interessa sviluppare una storia lunga e articolata. Alla fine devo essere io ad essere soddisfatto, anche se non nego che i feedback positivi mi hanno fatto immensamente piacere.
Buona lettura di quest'ultimo episodio, quindi. E agli haters... continuate a mettere uno. Se questa è la vostra soddisfazione...
E così, tornai a fare la moglie dominante, senza abbandonare più quei panni
nemmeno per un secondo, tranne ovviamente quando ci trovavamo davanti ad altri
che conoscevamo e, soprattutto, quando mi trovavo di fronte alle mie figlie. Non fu facile. Mi ci volle quasi un mese per tornare di nuovo quella di una volta: dura, spietata e autoritaria. Ricominciai anche a giocare con il mio sex appeal e a vestirmi a seconda delle situazioni, cercando quasi sempre gli sguardi maschili, senza rinunciare quindi a nulla di ciò che facevo prima. Ma, in realtà, era cambiato molto. Sentivo che dentro di me dovevo equilibrare il gioco con la vita vera, e non dimenticai mai più che il primo che dovevo far felice era proprio mio marito. Il primo e l’ultimo. Sì, perché se è vero che ritrovai ben presto il piacere di essere guardata, è altrettanto vero che io invece non guardai più nessun uomo con la voglia di farlo mio schiavo e, tantomeno, di portarmelo a letto.
Sono trascorsi quattro anni e mezzo da quella sera in cui io tornai a essere la padrona di mio marito, e oltre quindici dal giorno in cui ricevetti quella telefonata di Alessandra. Quanta acqua è passata sotto i ponti da quel momento, da quella semplice offerta di lavoro da parte di mia cugina. Vi ricordate? E prima ancora, quando ero una teenager bella e spocchiosa che credeva che tutto le fosse concesso ma che, quando si ritrovò innamorata di un ragazzo per la prima volta nella sua vita, perse automaticamente quasi tutta la sua consapevolezza.
Mi ricordo come fosse ieri il momento dolcissimo del primo bacio con Marco, mentre Claudio Baglioni cantava “Questo piccolo grande amore”, la prima volta con lui, quando scoprii di essere incinta, il mio matrimonio e la nascita delle mie bambine. Ma mi ricordo anche il mio lento ma inesorabile ingrassare, la perdita di interesse da parte di mio marito nei miei confronti. E poi la rinascita. Dapprima la cura dimagrante, poi la palestra, e infine quelle strane e morbose attenzioni di Marco. Poi venne la prima lotta con lui, la vittoria che credevo fosse dovuta alla mia superiorità, e che invece era solo una messa in scena da parte di mio marito, fino a giungere e all'inevitabile scoperta: lui
era un uomo che adorava la dominazione femminile. Ma fu proprio in quell'occasione che ebbi il mio primo vero scontro fisico con lui, e la certezza che ero davvero più forte di lui e che potevo realmente dominarlo, al di là dei suoi stessi desideri. Non fu quindi difficile adattarsi a quella nuova vita per me, e divenni quindi la donna forte e autoritaria che lui voleva, la bella moglie capace di dare ordini e di andare in giro vestita sempre impeccabilmente, spesso addirittura sexy. Venne poi la scoperta dell'abbigliamento fetish, il graduale aumento della mia dominazione e, di conseguenza, dell’enorme potere che detenevo nei suoi confronti, fino al punto di ritenermi quasi in dovere di tradirlo con un numero impressionante di altri uomini. Tanta acqua sotto i ponti e la certezza assoluta che questa è la mia vita ancora oggi. A parte i tradimenti. Alcune cose sono cambiate ovviamente. Io ormai ho 42 anni, ma grazie al cielo devo dire di essermi mantenuta molto bene. Anzi, posso affermare che chi mi conosce mi trova molto più attraente di prima. Forse devo ringraziare i miei geni, ma un grazie particolare lo devo sicuramente ai miei allenamenti che ripresi immediatamente dopo e che poi non ho mai più abbandonato e che, oltre ad avermi resa ora sicuramente molto più brava e più forte di quanto lo fossi quando ho descritto quegli avvenimenti che hanno caratterizzato la mia vita, mi hanno sicuramente agevolato nel mantenere il mio corpo agile e scattante al pari di una trentenne. Per continuare a dominare Marco e renderlo veramente sottomesso, come lui ha sempre desiderato, devo dimostrarmi nettamente più forte di lui, e la cosa mi riesce facilissima perché la differenza di forza tra noi due è diventata abissale. Potrei anche fare delle gare a un buon livello, sia nel sollevamento che nelle arti marziali. Ma a me interessa solo eccitare mio marito, vedere nei suoi occhi la meraviglia. Perché solo così lui può amarmi come io desidero.
Naturalmente anche le mie figlie sono cresciute e sono ora due splendide ragazze, due studentesse universitarie con tanto di fidanzati, bellissime e intelligenti. Dire che con loro il rapporto è sempre stato semplice sarebbe mentire, ma sicuramente nel prosieguo della mia vita, dal momento della malattia in poi, ho dedicato molta più attenzione a loro di quanta ne avessi avuta in precedenza. Forse non hanno mai compreso appieno cosa fanno la loro mamma e il loro papà nella loro intimità, ma qualcosa hanno ovviamente percepito. Essendo due ragazze appunto di notevole intelligenza, non hanno mai voluto approfondire, forse per evitare risposte imbarazzanti, pur sapendo che i loro genitori non erano e non sono due genitori normali. Immagino che loro pensino a un gioco, a qualcosa che serve per dare brio al nostro matrimonio. Cosa che non si discosta molto dalla realtà. Ma quello che conta è che ho saputo riacquistare la loro stima. Se le mie figlie qualcosa hanno intuito, gli altri parenti e i nostri conoscenti sono rimasti sempre all'oscuro di tutto. In tutti questi anni siamo sempre riusciti a nascondere la nostra vera vita agli occhi indagatori di chi ci circonda. Non è stato facile ma ce l'abbiamo fatta. Cosa penseranno di noi rimane anche per me un mistero. Ma forse in un mondo che è sempre più fatto a uso e consumo femminile, anche alcuni miei comportamenti sopra le righe possono somigliare semplicemente a quelli di una donna dei nostri tempi, una donna moderna che ama vestire sempre attuale, una donna che lavora e che è, se non più giovanissima, sicuramente giovanile. E molto attraente. Sì, la bellezza è ancora importante per me. Ma lo è perché anche grazie al mio aspetto fisico posso dominare mio marito e fargli elemosinare la mia attenzione, il mio amore, e farlo vivere per me. Come lui ha sempre desiderato.
Ho avuto dunque una vita molto particolare e appagante, anche se probabilmente c’è ancora un desiderio che mi è rimasto inespresso. Forse l'unico, a dir la
verità, ed è quello di non aver potuto vivere la mia vita completamente alla luce del sole. Né io né Marco siamo riusciti a fare outing, malgrado l’avremmo voluto con tutte le nostre forze. Ma troppi problemi avrebbero condizionato questa eventuale decisione, e alla fine abbiamo deciso di non farlo, accontentandoci di vivere questo desiderio soltanto durante le nostre vacanze e in brevi week-end che, appena si presenta l’occasione, ancora facciamo. Possiamo considerarlo un piacevole diversivo in cui mi diverto a vestirmi in modo sexy per provocare, e per vivere, almeno per pochi giorni, o addirittura per poche ore, la mia vita da dominatrice sotto gli occhi di altre persone. E anche in questo il mio modo di fare concorda pienamente con quello di mio marito, fiero e orgoglioso di potersi sottomettere a sua moglie, obbedirmi, e in alcuni casi anche a prendersi dei ceffoni, davanti allo sguardo divertito di altre persone, con il risultato di andare nella nostra camera ancora più vogliosi e desiderosi l’uno dell’altra.
Insomma, tutto si può dire del nostro matrimonio tranne che sia noioso e che ci manchi la fantasia che serve per accendere il nostro erotismo. Ancora adesso, dopo 22 anni da quando ci siamo sposati, il sesso rimane una delle armi vincenti della nostra unione, e i nostri momenti intimi hanno ancora la medesima intensità di prima. Avere una moglie dominante è per Marco un toccasana per la sua virilità. Ancora adesso posso eccitarlo come e quando voglio semplicemente con un mio ordine o con una dimostrazione della mia forza. Con mio grandissimo piacere, ovviamente. E lui è naturalmente felicissimo di tutto questo. Ma devo aggiungere anche che negli anni che hanno seguito la malattia di mia figlia, e quindi dal ripristino della mia dominazione su di lui, ho sempre fatto tesoro degli insegnamenti del passato, e ho sempre agito nel modo in cui mi ero proposta. Dominazione sì, ma con criterio, senza lasciarmi andare a durissime punizioni troppo umilianti. Non ne ha bisogno. Sa benissimo chi è la più forte e chi comanda. Era quello che desiderava fin da bambino, e si considera l'uomo più fortunato al mondo per aver visto esauditi tutti i suoi sogni. E ancora adesso, mentre sto scrivendo le ultime parole di questo mio diario, di questo mio racconto, anzi, del nostro racconto, lui è ai miei piedi, e non in senso metaforico. Sta massaggiando dolcemente i piedi alla sua padrona dandomi le solite dolcissime sensazioni. E sì, è bella la vita da dominatrice. Ma è ancora più bella quella di moglie dominante, e anch'io posso ritenermi la donna più fortunata al mondo per aver potuto assaporare tutte quelle piacevoli sensazioni che il mio ruolo mi ha dato, e che spero continuerà a darmi nel prosieguo della mia vita. Soprattutto perché a darmi questo potere immenso c’è l’unico uomo che avrei voluto fosse accanto a me.
Ancora mi sento giovane e in piena forma, e non so per quanto tempo ancora
potrò essere in grado di mantenere questo ruolo, ma sicuramente fino a che mi
sentirò attraente, fino a che potrò andare in palestra ad allenarmi, e fino a
che avrò la forza di dare un ordine a mio marito e vedere in lui le stesse
emozioni che gli provoco ora, proseguirò a farlo. Perché Marco mi conosce
meglio di chiunque altro. Aveva ragione su tante cose, ma soprattutto sul
fatto che io fossi destinata a essere una vera dominatrice. Sì, mi ci sono
subito sentita, mi ci sento attualmente, ma sono sicura che mi ci sentirò per
tutta la mia vita.
Intanto, mentre sto scrivendo la parola fine, lui è ancora intento a massaggiarmi i piedi. E' quello il suo posto, il suo ruolo.
Alza gli occhi verso di me, con quel suo solito sguardo adorante e mi sorride teneramente.
"Ancora, Padrona bellissima?"
"Sì, ancora, fino a che non ti darò il permesso di alzarti."
Il permesso glielo darò, prima o poi, perché so essere una padrona anche molto comprensiva, ma forse dopo lo picchierò, o meglio, senza fargli eccessivamente male gli dimostrerò con i fatti la mia forza fisica, fino a vedere nei suoi occhi la consapevolezza della sua inferiorità. Esattamente ciò che lui vuole. E poi lo ecciterò come solo io so fare con lui, con le giuste frasi, con le giuste movenze, ben sapendo che anche a me verrà un’eccitazione smisurata che poche donne possono dire di provare quotidianamente come provo io. A quel punto farò poi l'amore con lui, anzi, lo scoperò come piace a me. E come piace a lui. In quei momenti la mia anima si scurisce prepotentemente, ma solo per poco, senza mai diventare del tutto nera, per poi schiarirsi, diventare di un grigio antracite e poi tramutarsi in grigio perla. E’ questo ormai il colore definitivo della mia anima, il colore dell’anima di una dominatrice innamorata del proprio schiavo. E qualunque cosa accada tra di noi nel futuro, non posso non ringraziarlo per questa vita che ho scoperto solo grazie a lui, e che mi ha regalato sensazioni semplicemente meravigliose, quelle sensazioni che solo chi ha provato almeno una volta questo stile di vita può riuscire a comprendere.
Ordino a mio marito di alzarsi e lui prontamente obbedisce. China la testa di lato, come un cagnolino in attesa del premio dalla sua padrona. Nessuno direbbe in questo momento che quell’uomo, così apparentemente debole, così bisognoso di affetto e di tenerezza, così succube della propria donna, sia in realtà un uomo vero, un uomo che, all’occorrenza, è ancora in grado di prendere in mano le redini della propria famiglia, se e quando dovesse capitare di nuovo l’occasione. Ma spero proprio che ciò non accada mai.
“Vieni qui di fronte a me”, gli ordino, per poi baciarlo sensualmente, esplorando la sua bocca con la mia lingua, quasi a rafforzare definitivamente il mio senso di possesso su di lui.
“Ti amo”, gli dico poi sorridendogli.
“E io amo immensamente lei, mia Padrona.” Era quello che cercava: la totale ed estrema inversione dei ruoli in ambito domestico, essere a disposizione di una moglie bella e forte. Marco è perciò finalmente riuscito nel suo intento, e ha a fianco la donna dei suoi sogni, ma anch’io posso dire di essere felice di questa scelta. Ho impiegato un bel po’ di tempo a capire cosa volessi realmente, ma finalmente posso dire di essere riuscita a raggiungere quell’equilibrio che più volte auspicavo, ma che non riuscivo a trovare. Il potere nei confronti degli altri non mi manca più, e posso farne tranquillamente a meno. Mi basta sapere che, se volessi, potrei averlo di nuovo. Il mondo è pieno di uomini disposti a tutto pur di farsi dominare da una donna come me, ma che senso avrebbe ormai?
Il potere che mi fa provare mio marito invece, è qualcosa che non accenna a diminuire, e che mi pervade ogni giorno, ogni ora, ogni istante della mia vita, un potere che ho però imparato a gestire nel modo che ritengo giusto. Forse l’unico modo esistente per una donna che scopre la grandezza reale che tale potere genera.
Questo è l'atto conclusivo quindi, ma la mia vita prosegue, per fortuna, e lotterò con tutte le mie forze per fare in modo che prosegua proprio in questa direzione, facendo in modo che sia sempre e comunque una vita particolare, una vita senza dubbio differente da quella di ogni altra donna, una vita che spero mi regali le stesse emozioni provate fino ad ora. Insomma, una vita da padrona, la mia vita.
FINE
Io sono particolarmente fiero di questo racconto. Sapevo che non era facile, sapevo che i lettori di questo sito hanno gusti diversi, ma mi interessava comunque farlo conoscere. Se cercassi migliaia di visualizzazione mi basterebbe scrivere una cazzata incestuosa e sarei ripagato. A me interessano altre cose, m'interessa sviluppare una storia lunga e articolata. Alla fine devo essere io ad essere soddisfatto, anche se non nego che i feedback positivi mi hanno fatto immensamente piacere.
Buona lettura di quest'ultimo episodio, quindi. E agli haters... continuate a mettere uno. Se questa è la vostra soddisfazione...
E così, tornai a fare la moglie dominante, senza abbandonare più quei panni
nemmeno per un secondo, tranne ovviamente quando ci trovavamo davanti ad altri
che conoscevamo e, soprattutto, quando mi trovavo di fronte alle mie figlie. Non fu facile. Mi ci volle quasi un mese per tornare di nuovo quella di una volta: dura, spietata e autoritaria. Ricominciai anche a giocare con il mio sex appeal e a vestirmi a seconda delle situazioni, cercando quasi sempre gli sguardi maschili, senza rinunciare quindi a nulla di ciò che facevo prima. Ma, in realtà, era cambiato molto. Sentivo che dentro di me dovevo equilibrare il gioco con la vita vera, e non dimenticai mai più che il primo che dovevo far felice era proprio mio marito. Il primo e l’ultimo. Sì, perché se è vero che ritrovai ben presto il piacere di essere guardata, è altrettanto vero che io invece non guardai più nessun uomo con la voglia di farlo mio schiavo e, tantomeno, di portarmelo a letto.
Sono trascorsi quattro anni e mezzo da quella sera in cui io tornai a essere la padrona di mio marito, e oltre quindici dal giorno in cui ricevetti quella telefonata di Alessandra. Quanta acqua è passata sotto i ponti da quel momento, da quella semplice offerta di lavoro da parte di mia cugina. Vi ricordate? E prima ancora, quando ero una teenager bella e spocchiosa che credeva che tutto le fosse concesso ma che, quando si ritrovò innamorata di un ragazzo per la prima volta nella sua vita, perse automaticamente quasi tutta la sua consapevolezza.
Mi ricordo come fosse ieri il momento dolcissimo del primo bacio con Marco, mentre Claudio Baglioni cantava “Questo piccolo grande amore”, la prima volta con lui, quando scoprii di essere incinta, il mio matrimonio e la nascita delle mie bambine. Ma mi ricordo anche il mio lento ma inesorabile ingrassare, la perdita di interesse da parte di mio marito nei miei confronti. E poi la rinascita. Dapprima la cura dimagrante, poi la palestra, e infine quelle strane e morbose attenzioni di Marco. Poi venne la prima lotta con lui, la vittoria che credevo fosse dovuta alla mia superiorità, e che invece era solo una messa in scena da parte di mio marito, fino a giungere e all'inevitabile scoperta: lui
era un uomo che adorava la dominazione femminile. Ma fu proprio in quell'occasione che ebbi il mio primo vero scontro fisico con lui, e la certezza che ero davvero più forte di lui e che potevo realmente dominarlo, al di là dei suoi stessi desideri. Non fu quindi difficile adattarsi a quella nuova vita per me, e divenni quindi la donna forte e autoritaria che lui voleva, la bella moglie capace di dare ordini e di andare in giro vestita sempre impeccabilmente, spesso addirittura sexy. Venne poi la scoperta dell'abbigliamento fetish, il graduale aumento della mia dominazione e, di conseguenza, dell’enorme potere che detenevo nei suoi confronti, fino al punto di ritenermi quasi in dovere di tradirlo con un numero impressionante di altri uomini. Tanta acqua sotto i ponti e la certezza assoluta che questa è la mia vita ancora oggi. A parte i tradimenti. Alcune cose sono cambiate ovviamente. Io ormai ho 42 anni, ma grazie al cielo devo dire di essermi mantenuta molto bene. Anzi, posso affermare che chi mi conosce mi trova molto più attraente di prima. Forse devo ringraziare i miei geni, ma un grazie particolare lo devo sicuramente ai miei allenamenti che ripresi immediatamente dopo e che poi non ho mai più abbandonato e che, oltre ad avermi resa ora sicuramente molto più brava e più forte di quanto lo fossi quando ho descritto quegli avvenimenti che hanno caratterizzato la mia vita, mi hanno sicuramente agevolato nel mantenere il mio corpo agile e scattante al pari di una trentenne. Per continuare a dominare Marco e renderlo veramente sottomesso, come lui ha sempre desiderato, devo dimostrarmi nettamente più forte di lui, e la cosa mi riesce facilissima perché la differenza di forza tra noi due è diventata abissale. Potrei anche fare delle gare a un buon livello, sia nel sollevamento che nelle arti marziali. Ma a me interessa solo eccitare mio marito, vedere nei suoi occhi la meraviglia. Perché solo così lui può amarmi come io desidero.
Naturalmente anche le mie figlie sono cresciute e sono ora due splendide ragazze, due studentesse universitarie con tanto di fidanzati, bellissime e intelligenti. Dire che con loro il rapporto è sempre stato semplice sarebbe mentire, ma sicuramente nel prosieguo della mia vita, dal momento della malattia in poi, ho dedicato molta più attenzione a loro di quanta ne avessi avuta in precedenza. Forse non hanno mai compreso appieno cosa fanno la loro mamma e il loro papà nella loro intimità, ma qualcosa hanno ovviamente percepito. Essendo due ragazze appunto di notevole intelligenza, non hanno mai voluto approfondire, forse per evitare risposte imbarazzanti, pur sapendo che i loro genitori non erano e non sono due genitori normali. Immagino che loro pensino a un gioco, a qualcosa che serve per dare brio al nostro matrimonio. Cosa che non si discosta molto dalla realtà. Ma quello che conta è che ho saputo riacquistare la loro stima. Se le mie figlie qualcosa hanno intuito, gli altri parenti e i nostri conoscenti sono rimasti sempre all'oscuro di tutto. In tutti questi anni siamo sempre riusciti a nascondere la nostra vera vita agli occhi indagatori di chi ci circonda. Non è stato facile ma ce l'abbiamo fatta. Cosa penseranno di noi rimane anche per me un mistero. Ma forse in un mondo che è sempre più fatto a uso e consumo femminile, anche alcuni miei comportamenti sopra le righe possono somigliare semplicemente a quelli di una donna dei nostri tempi, una donna moderna che ama vestire sempre attuale, una donna che lavora e che è, se non più giovanissima, sicuramente giovanile. E molto attraente. Sì, la bellezza è ancora importante per me. Ma lo è perché anche grazie al mio aspetto fisico posso dominare mio marito e fargli elemosinare la mia attenzione, il mio amore, e farlo vivere per me. Come lui ha sempre desiderato.
Ho avuto dunque una vita molto particolare e appagante, anche se probabilmente c’è ancora un desiderio che mi è rimasto inespresso. Forse l'unico, a dir la
verità, ed è quello di non aver potuto vivere la mia vita completamente alla luce del sole. Né io né Marco siamo riusciti a fare outing, malgrado l’avremmo voluto con tutte le nostre forze. Ma troppi problemi avrebbero condizionato questa eventuale decisione, e alla fine abbiamo deciso di non farlo, accontentandoci di vivere questo desiderio soltanto durante le nostre vacanze e in brevi week-end che, appena si presenta l’occasione, ancora facciamo. Possiamo considerarlo un piacevole diversivo in cui mi diverto a vestirmi in modo sexy per provocare, e per vivere, almeno per pochi giorni, o addirittura per poche ore, la mia vita da dominatrice sotto gli occhi di altre persone. E anche in questo il mio modo di fare concorda pienamente con quello di mio marito, fiero e orgoglioso di potersi sottomettere a sua moglie, obbedirmi, e in alcuni casi anche a prendersi dei ceffoni, davanti allo sguardo divertito di altre persone, con il risultato di andare nella nostra camera ancora più vogliosi e desiderosi l’uno dell’altra.
Insomma, tutto si può dire del nostro matrimonio tranne che sia noioso e che ci manchi la fantasia che serve per accendere il nostro erotismo. Ancora adesso, dopo 22 anni da quando ci siamo sposati, il sesso rimane una delle armi vincenti della nostra unione, e i nostri momenti intimi hanno ancora la medesima intensità di prima. Avere una moglie dominante è per Marco un toccasana per la sua virilità. Ancora adesso posso eccitarlo come e quando voglio semplicemente con un mio ordine o con una dimostrazione della mia forza. Con mio grandissimo piacere, ovviamente. E lui è naturalmente felicissimo di tutto questo. Ma devo aggiungere anche che negli anni che hanno seguito la malattia di mia figlia, e quindi dal ripristino della mia dominazione su di lui, ho sempre fatto tesoro degli insegnamenti del passato, e ho sempre agito nel modo in cui mi ero proposta. Dominazione sì, ma con criterio, senza lasciarmi andare a durissime punizioni troppo umilianti. Non ne ha bisogno. Sa benissimo chi è la più forte e chi comanda. Era quello che desiderava fin da bambino, e si considera l'uomo più fortunato al mondo per aver visto esauditi tutti i suoi sogni. E ancora adesso, mentre sto scrivendo le ultime parole di questo mio diario, di questo mio racconto, anzi, del nostro racconto, lui è ai miei piedi, e non in senso metaforico. Sta massaggiando dolcemente i piedi alla sua padrona dandomi le solite dolcissime sensazioni. E sì, è bella la vita da dominatrice. Ma è ancora più bella quella di moglie dominante, e anch'io posso ritenermi la donna più fortunata al mondo per aver potuto assaporare tutte quelle piacevoli sensazioni che il mio ruolo mi ha dato, e che spero continuerà a darmi nel prosieguo della mia vita. Soprattutto perché a darmi questo potere immenso c’è l’unico uomo che avrei voluto fosse accanto a me.
Ancora mi sento giovane e in piena forma, e non so per quanto tempo ancora
potrò essere in grado di mantenere questo ruolo, ma sicuramente fino a che mi
sentirò attraente, fino a che potrò andare in palestra ad allenarmi, e fino a
che avrò la forza di dare un ordine a mio marito e vedere in lui le stesse
emozioni che gli provoco ora, proseguirò a farlo. Perché Marco mi conosce
meglio di chiunque altro. Aveva ragione su tante cose, ma soprattutto sul
fatto che io fossi destinata a essere una vera dominatrice. Sì, mi ci sono
subito sentita, mi ci sento attualmente, ma sono sicura che mi ci sentirò per
tutta la mia vita.
Intanto, mentre sto scrivendo la parola fine, lui è ancora intento a massaggiarmi i piedi. E' quello il suo posto, il suo ruolo.
Alza gli occhi verso di me, con quel suo solito sguardo adorante e mi sorride teneramente.
"Ancora, Padrona bellissima?"
"Sì, ancora, fino a che non ti darò il permesso di alzarti."
Il permesso glielo darò, prima o poi, perché so essere una padrona anche molto comprensiva, ma forse dopo lo picchierò, o meglio, senza fargli eccessivamente male gli dimostrerò con i fatti la mia forza fisica, fino a vedere nei suoi occhi la consapevolezza della sua inferiorità. Esattamente ciò che lui vuole. E poi lo ecciterò come solo io so fare con lui, con le giuste frasi, con le giuste movenze, ben sapendo che anche a me verrà un’eccitazione smisurata che poche donne possono dire di provare quotidianamente come provo io. A quel punto farò poi l'amore con lui, anzi, lo scoperò come piace a me. E come piace a lui. In quei momenti la mia anima si scurisce prepotentemente, ma solo per poco, senza mai diventare del tutto nera, per poi schiarirsi, diventare di un grigio antracite e poi tramutarsi in grigio perla. E’ questo ormai il colore definitivo della mia anima, il colore dell’anima di una dominatrice innamorata del proprio schiavo. E qualunque cosa accada tra di noi nel futuro, non posso non ringraziarlo per questa vita che ho scoperto solo grazie a lui, e che mi ha regalato sensazioni semplicemente meravigliose, quelle sensazioni che solo chi ha provato almeno una volta questo stile di vita può riuscire a comprendere.
Ordino a mio marito di alzarsi e lui prontamente obbedisce. China la testa di lato, come un cagnolino in attesa del premio dalla sua padrona. Nessuno direbbe in questo momento che quell’uomo, così apparentemente debole, così bisognoso di affetto e di tenerezza, così succube della propria donna, sia in realtà un uomo vero, un uomo che, all’occorrenza, è ancora in grado di prendere in mano le redini della propria famiglia, se e quando dovesse capitare di nuovo l’occasione. Ma spero proprio che ciò non accada mai.
“Vieni qui di fronte a me”, gli ordino, per poi baciarlo sensualmente, esplorando la sua bocca con la mia lingua, quasi a rafforzare definitivamente il mio senso di possesso su di lui.
“Ti amo”, gli dico poi sorridendogli.
“E io amo immensamente lei, mia Padrona.” Era quello che cercava: la totale ed estrema inversione dei ruoli in ambito domestico, essere a disposizione di una moglie bella e forte. Marco è perciò finalmente riuscito nel suo intento, e ha a fianco la donna dei suoi sogni, ma anch’io posso dire di essere felice di questa scelta. Ho impiegato un bel po’ di tempo a capire cosa volessi realmente, ma finalmente posso dire di essere riuscita a raggiungere quell’equilibrio che più volte auspicavo, ma che non riuscivo a trovare. Il potere nei confronti degli altri non mi manca più, e posso farne tranquillamente a meno. Mi basta sapere che, se volessi, potrei averlo di nuovo. Il mondo è pieno di uomini disposti a tutto pur di farsi dominare da una donna come me, ma che senso avrebbe ormai?
Il potere che mi fa provare mio marito invece, è qualcosa che non accenna a diminuire, e che mi pervade ogni giorno, ogni ora, ogni istante della mia vita, un potere che ho però imparato a gestire nel modo che ritengo giusto. Forse l’unico modo esistente per una donna che scopre la grandezza reale che tale potere genera.
Questo è l'atto conclusivo quindi, ma la mia vita prosegue, per fortuna, e lotterò con tutte le mie forze per fare in modo che prosegua proprio in questa direzione, facendo in modo che sia sempre e comunque una vita particolare, una vita senza dubbio differente da quella di ogni altra donna, una vita che spero mi regali le stesse emozioni provate fino ad ora. Insomma, una vita da padrona, la mia vita.
FINE
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