La scuola nuova 3
di
Pienodiidee
genere
prime esperienze
Il giorno dopo non arrivò mai abbastanza in fretta, e passai tutto il tempo a pensare e ripensare a quello che mi aspettava. Ero euforico ed eccitato e non vedevo l'ora di fare sesso con tutte e quattro le mie compagne di classe. Il giorno prima ci ero andato vicino con Chiara e avevo bene stampata l'immagine di lei sdraiata a gambe larghe. È vero, non aveva il seno, ma il suo corpo esile aveva un’eleganza da principessa, con quel suo viso delicato e gli occhi grandi e azzurri, azzurri come il cerchietto che portava sempre in testa. Avrei voluto masturbarmi pensando a lei, ma volevo trattenermi per il nostro prossimo incontro. Non riuscivo a crederci che ero passato da niente a fare cose del genere con quattro mie compagne. Avrei voluto fare tante cose con loro, ma la breve durata della ricreazione era piuttosto limitante.
Arrivato a scuola mi salutarono tutte e quattro, persino Denise, anche se con quella sua aria un po’ contrariata.
Era bello notare come il loro atteggiamento era cambiato in soli due giorni, prima mi ignoravano, adesso erano amichevoli. Mi sarebbe piaciuto avere delle amiche, a prescindere dal sesso, e iniziavo a sperare di poter essere loro amico.
Chiara mi guardava come se volesse mangiarmi, adesso aveva uno sguardo languido e mi faceva provare imbarazzo il suo contatto visivo. Anche le altre mi lanciavano continuamente delle occhiatine, ma cercavano di essere più discrete e se incrociavamo lo sguardo lo distoglievano subito. Era ovvio che provassero le stesse cose che stavo provando io e che erano altrettanto ansiose che arrivasse il momento di continuare la nostra esperienza di gruppo.
Alla prima ricreazione Chiara venne di nuovo a prendermi per il braccio, e con mio stupore, fece lo stesso anche Laura. Era bello averle vicine e sia il mio umore che il mio ego ne risentivano positivamente. L'unica cosa che mi preoccupava è che rischiavamo di dare troppo nell'occhio, era troppo evidente che c'era qualcosa di strano in quella situazione, e c'era pericolo che qualcuno iniziasse a parlarne alle nostre spalle e a mettere in giro voci.
La cosa preoccupava anche Denise, che disse apertamente a tutte le stesse cose che io stavo pensando.
«Quindi evitate di esagerare, e magari fate a turno a tenerlo per il braccio»
Quella frase mi fece sentire come se fossi il loro giocattolo. Non che mi dispiacesse.
«Non è giusto, l'ho iniziato io a prendere per il braccio! Voi nemmeno volevate portarlo con noi» protestò Chiara.
Era così bello vederla combattere per me, e lei era così graziosa e adorabile nel farlo, che avrei voluto sostenerla, ma Denise fu più veloce.
«È vero, hai ragione, ma già ieri te lo sei tenuto sotto braccio per due volte, potresti lasciarlo a Laura»
Chiara stava per replicare ma fu interrotta da Laura:
«Hai ragione Chiara, non voglio litigare per questo. Siamo amiche, sei stata tu a farlo per prima, quindi tocca a te. Magari io posso farlo alla prossima ricreazione»
Guardammo tutti in silenzio Laura. La ammirai per le sue parole e per come aveva messo pace, mi sarebbe dispiaciuto che fossi la causa di malumori fra loro, non volevo dividere il gruppo.
«Va bene, grazie!» fece Chiara a Laura, tutta trionfante.
Ci incamminammo verso il cortile, ma dopo qualche passo Chiara si fermò.
«Laura, prendilo tu» disse tenendomi a lei.
Non diede spiegazioni, ma capimmo tutti le sue intenzioni. Laura prima era stata una brava amica, e adesso Chiara voleva fare altrettanto.
«Sicura?»
«Sì»
Chiara mi lasciò e Laura mi prese per braccio. Tutte e due sorridevano e sembravano contente, era bello vederle andare così d'accordo come amiche.
In cortile, ci appartammo in un punto un po' più lontano dagli altri, e Denise prese la parola.
«Allora, per evitare discussioni, dobbiamo trovare un modo per stabilire dei turni su tutto. Non va bene che magari qualcuna di noi fa di più e qualcun'altra non fa niente»
Aveva ragione, se volevamo che la cosa durasse, bisognava stabilire delle regole, così passarono tutto il tempo a discuterne davanti a me. Era assurdo vederle discutere per chi avrebbe fatto cosa con me e come mi avrebbero diviso. Era evidente che tutte loro fossero eccitate e vogliose di sperimentare il sesso e davvero sembrava non importar loro che fosse con me, sembravano solo interessate a soddisfare le loro voglie, come se io fossi soltanto uno strumento per ottenere ciò che volevano. Non che c'era da lamentarsi, in fondo avrei potuto far sesso con tutte loro praticamente ogni giorno, per me era come essere morti e finiti in paradiso, ma non volevo darlo troppo a vedere.
Riuscirono a stabilire facilmente delle regole, che in pratica prevedevano semplicemente che ogni giorno fosse dedicato a una sola di loro, che decideva cosa fare, quando si andava negli spogliatoi partecipava tutto il gruppo, anche se dovevo concentrarmi sulla ragazza a cui toccava quel giorno e se una ragazza mancava durante il suo giorno, toccava alla successiva e si recuperava il giorno che rientrava.
L'unico momento di tensione ci fu alla fine, quando Chiara prese un bel respiro e disse a tutte nella maniera più seria possibile:
«Voglio essere io la prima!»
«Ma abbiamo stabilito che oggi tocca a me!» protestò Laura, e le altre risposero in coro «Già!»
«Non intendo quello» continuò Chiara schiarendosi la voce, «Oggi tocca a te, domani a Jessica e poi a Denise, io sono l'ultima perché ieri ho avuto più attenzioni. Mi sta bene. Ma voglio essere la prima a fare sesso con lui. Fino al mio turno potete fare solo preliminari»
La sua dichiarazione stupì tutto il gruppo.
«Perchè?» chiese Denise, che come al solito si faceva portavoce.
«Perchè sì! L'ho fatto venire io con noi ieri, e voglio essere la prima!» insistette Chiara.
«Ma se l'ho fatto venire io per la prima volta negli spogliatoi perché ci guardava in palestra. Tu nemmeno sei stata guardata!» replicò secca Denise.
Chiara si stava innervosendo e iniziava ad avere gli occhi lucidi.
«Denise, tu ci farai sicuramente sesso, perché hai già esperienza, ma non è giusto, tu già l'hai fatto e puoi farlo quando ti pare col tuo ragazzo. Anzi, non dovresti nemmeno fare questo, ma non è un problema per me. Però voglio essere io la prima a perdere la verginità con lui, anche lui è vergine e la prima volta voglio che sia con qualcuno per cui anche per lui è la prima volta»
Dire quelle parole doveva essere stato difficile per Chiara, perché era diventata tutta rossa e per tutto il tempo aveva avuto lo sguardo incollato a terra, incapace di riuscire a guardare le altre mentre ammetteva qualcosa di così personale.
Nessuna delle sue amiche riusciva a dire qualcosa, quindi rimanemmo per diversi secondi in silenzio, mentre guardavo Chiara che continuava a tenere lo sguardo a terra e i piedi puntati con determinazione. Probabilmente anche Jessica e Laura avrebbero voluto essere le prime, ma non riuscivo a replicare a così tanta fermezza da parte di Chiara, anche perché sembrava che sarebbe scoppiata in lacrime da un momento all'altro se non le avessero concesso quanto chiedeva. Ero preoccupato per lei, e speravo che la accontentassero, per farla sentire meglio.
«A me va bene» disse alla fine Denise»
«Va bene» ripeterono prima Laura e poi Jessica, anche se si poteva vedere che erano deluse dalla cosa.
«Comunque dovresti chiedere anche a lui se gli va bene, la verginità è pure sua» disse Denise a Chiara.
Chiara mi guardò negli occhi e abbassò immediatamente lo sguardo, poi lì rialzò e mi guardò di nuovo negli occhi con quei suoi occhioni grandi e lucidi dalle lacrime che aveva trattenuto. La sua bellezza mi colpì ancora una volta, facendomi arrossire di nuovo. Lei mosse le labbra come per dire qualcosa, ma non uscì niente. Era terribilmente in imbarazzo e lo ero anche io, ma per aiutarla ad uscire da quella situazione le dissi:
«A me sta bene, sei stata la prima ad essere gentile con me e sei sempre adorabile»
Nel dirlo mi resi conto che forse ero stato troppo sdolcinato e forse avrei dovuto dire meno.
Denise ne approfittò per prenderci in giro.
«Ohhh, abbiamo una nuova coppia qui!» disse ironicamente, smorzando la tensione.
Ci voleva, perché Chiara accennò una risata e allora anche io mi sentii sollevato.
Nessuno disse nient’altro, la situazione si era fatta un po' strana, ma fortunatamente suonò la campanella e dovemmo rientrare in classe. Nessuna mi prese per braccio e un po' mi dispiacque, ma per il momento era meglio così.
Aspettai trepidante la seconda ricreazione, anche se non potevo riuscire a non pensare a Chiara. Sarebbe stata la mia prima volta, avrei perso la verginità con lei e lei con me. Non sarebbe stato romantico o vagamente come lo immaginavo, visto che avrebbero presenziato anche le altre, ma comunque non vedevo l'ora. L'unica cosa che non riuscivo a capire, era se Chiara lo facesse veramente perché voleva farlo la prima volta con qualcuno che fosse vergine come lei, oppure se c'era qualcosa di più e magari le piacevo. Mi balzò in mente anche la brutta ipotesi che magari era solo un capriccio e che lei era abituata a ottenere quello che voleva perché era ricca e viziata. Mi dispiacque anche solo averla pensata una cosa del genere, e sperai davvero che non fosse così. In fondo, com me era stata sempre gentile, mi aveva invitato lei a far parte del gruppo, ed era sempre adorabile e zuccherosa come una vera principessina. Praticamente l'opposto di Denise. Veramente, anche Denise aveva un aspetto delicato e pulito, il problema è che quando parlava si capiva subito il suo carattere diciamo non altrettanto delicato. Poi c'era Laura, che sembrava volersi avvicinare a me anche lei, con quell’aria un po' ingenua, ma quell’aspetto da vera modella, alta e slanciata, con quella sua folta chioma rossa. Diciamo che forse era l'unica del gruppo, oltre a Chiara, per la quale avrei potuto veramente perdere la testa.
Infine c'era Jessica. Anche lei non era male, ma l'idea che mi aveva dato era che sembrava interessata a me solo per il sesso, come se volesse solo avere un passatempo o qualcosa di proibito da fare. Era quella del gruppo che più mi faceva sentire come se fossi il loro giocattolo, come se non fosse molto interessata a fare amicizia, ma non la conoscevo abbastanza da averne la certezza. Non conoscevo abbastanza nessuna di loro.
Suonò la campanella e andammo tutti insieme agli spogliatoi, ma trovammo la palestra occupata e non si poteva andare, così ci dirigemmo di nuovo in cortile, con delusione di tutte, soprattutto Laura, perché era il suo turno.
«Quindi domani tocca di nuovo a me o è andata persa?» disse al resto del gruppo.
«Boh» fece Denise.
Rimasero a pensarci, ma poi Laura se ne uscì con «e se ci mettiamo da qualche parte un po' più nascoste e magari ci fate muro?»
La guardammo tutti abbastanza spiazzati, e Denise rispose: «Non vorrai mica spogliarti all’aperto?!»
«No, però magari riusciamo a fare qualcosa»
A me andava benissimo, a patto che trovassimo il posto giusto, così girammo velocemente intorno alla scuola, fino a trovare un angolo nascosto che dava su un punto morto, che serviva come accesso alla caldaia della scuola, o come c’era scritto sul cartello che Denise lesse ad alta voce «“Locale pompe”, sembra fatto apposta!»
Scoppiammo tutti a ridere, poi le ragazze mi spinsero contro la porta e si misero tutte e quattro a davanti a me a fare barriera.
Laura era al centro e chiese «Posso?»
Senza però aspettare una mia risposta, mi infilò una mano nei pantaloni e poi nelle mutande. Ero già mezzo eccitato, quindi mi trovò già mezzo duro.
Iniziò a segarmi piano e mi disse di fare lo stesso con lei.
Le infilai le mani nelle mutandine e la trovai già leggermente bagnata. Esplorai la sua fica con la mano mentre lei continuava a masturbarmi, sotto gli occhi attenti delle altre.
«Possiamo toccarci?» chiese Jessica.
«Certo, potete fare quello che volete, ma il pisello è mio» rispose Laura.
Jessica mi sbottonò leggermente i Jeans per far vedere il mio cazzo a tutto il gruppo, poi con la mano destra prese a toccarmi le palle, mentre con l'altra mano si toccava le sue parti intime.
Erano tutte strette a me e potevo sentire la loro eccitazione salire insieme alla mia. Anche Chiara e Denise avevano preso a masturbarsi.
«Leccami come hai fatto ieri con Chiara»
Mi inginocchiai, le abbassai pantaloni e mutandine quanto bastava e presi a leccarle il clitoride mentre le infilavo leggermente due dita nella fica.
Lei iniziò a gemere e disse con poca voce «è bello».
Anche per me era bello poterle leccare la fica e bagnarmi la lingua dei suoi umori mentre la sentivo gemere. Avrei voluto penetrarla, ma non era possibile, perciò aumenta la foga con la quale la leccavo. Adoravo il sapore della sua fica e ormai ci ero appiccicato con tutta la bocca, usando le mie labbra per darle piacere.
Laura venne con un piccolo spasmo, poi con una voce carica d’erotismo disse:
«Chiara sbrigati a scoparlo che voglio scoparlo anche io»
Le altre risero, mentre Laura mi faceva mettere in piedi e poi si abbassava lei, mettendosi in ginocchio e prendendomi in mano il cazzo. Resto ferma a guardarlo per qualche secondo, poi si girò a guardare le amiche, incerta sul da farsi.
Tirò fuori la lingua e diede una leccata veloce alla mia cappella. Rimise la lingua in bocca e cercò di assaporare bene quel nuovo sapore, ma non ne aveva gustato abbastanza da farsi un idea. Allungò la lingua e la posò lentamente prima sul frenulo e poi sull’incavo dell'uretra e assaporò di nuovo.
«Devi metterlo tutto in bocca» la incoraggiò Denise.
Laura spalancò la bocca e si infilò tutta la mia cappella in bocca, toccandola con i denti.
«I denti» mi lasciai sfuggire.
Non volevo lamentarmi, per non scoraggiarla, ma avevo paura che mi ferisse.
Lei di rimando mi avvolse il cazzo con le sue labbra. Adesso riuscivo a gustarmi il momento, la sua bocca calda e bagnata sulla mia cappella, la lingua che incominciava a muoversi e a comporre movimenti circolari… era così piacevole che avrei voluto non finisse, e allo stesso tempo avrei voluto che se lo infilasse ancora di più in bocca per averne di più di quella sensazione.
«Vai più in fondo» le dissi, e lei fece scorrere le sue labbra lungo la mia verga, facendosi spingere la mia cappella sulle pareti della bocca, verso la gola, poi iniziò a muoversi su e giù molto lentamente, assaporandomi a lungo, facendomi godere della sensazione della bocca su di me.
«Com’è?» mi chiese Chiara con voce languida, continuando a toccarsi nelle mutande.
«Bellissimo» risposi con voce tremolante di piacere, poi allungai una mano verso Chiara e gliela infilai nelle mutande, insieme alla sua mano. La sua fica era completamente fradicia ed era bollente. Le infilai un dito dentro, ma lei mi afferrò la mano e prese le mie dita, poi se le portò al clitoride e le usò per masturbarsi. La guardai in viso mentre manifestava delle splendide espressioni di piacere, cariche di una bellezza estremamente erotica.
Laura intanto continuava a giocare con la sua bocca sul mio cazzo, e il mio piacere era ormai al culmine.
«Sto per venire» la avvisai.
Lei indietreggiò con la testa e si tolse il mio uccello dalla bocca. Fu comunque troppo tardi, perché iniziai a venire, schizzandole tutta la mia sborra sulla faccia, colpendola non solo sulle labbra, ma anche sul naso, sugli occhi e la fronte.
«Che schifo!» urlò lei istintivamente, passandosi le mani sulla faccia per pulirsi.
Voleva quasi passarsele sul vestito per pulirsi, ma si fermò all'idea di sporcarsi tutta di sperma.
«Ferma, ti conviene leccarla» le disse Denise.
Laura si portò le mani all’altezza degli occhi e rimase a rimuginare se leccare o meno le due mani piene di sborra. Gli occhi di tutti erano puntati su di lei, volevamo vederla farlo, come se il suo responso fosse il completamento di quel rito collettivo.
Alla fine diede una bella leccata alle sue dita, assaggiandone quanto bastava.
«Che sapore ha?» chiese Jessica.
«Non sa quasi di niente, è leggermente amara ma zuccherina. Assaggia» rispose allungando una mano verso di lei.
Jessica esitò un momento, ma poi le leccò la mano.
«Buono»
Anche Chiara volle assaggiare il mio sperma, e anche lei disse che le piaceva, guardandomi dritto negli occhi.
Infine Laura leccò ciò che rimaneva nelle sue mani e si rimise a posto i pantaloni, e io feci lo stesso. Stavamo per andarcene, tanto la campanella avrebbe suonato di lì a qualche secondo ormai, quando Denise afferrò la testa di Laura e la leccò tra l'occhio sinistro e la tempia.
«Ce n’era rimasta un po'. Ricordatevi che non dobbiamo lasciare tracce»
Voti, commenti e suggerimenti possono essere d'aiuto per migliorare. Grazie
Arrivato a scuola mi salutarono tutte e quattro, persino Denise, anche se con quella sua aria un po’ contrariata.
Era bello notare come il loro atteggiamento era cambiato in soli due giorni, prima mi ignoravano, adesso erano amichevoli. Mi sarebbe piaciuto avere delle amiche, a prescindere dal sesso, e iniziavo a sperare di poter essere loro amico.
Chiara mi guardava come se volesse mangiarmi, adesso aveva uno sguardo languido e mi faceva provare imbarazzo il suo contatto visivo. Anche le altre mi lanciavano continuamente delle occhiatine, ma cercavano di essere più discrete e se incrociavamo lo sguardo lo distoglievano subito. Era ovvio che provassero le stesse cose che stavo provando io e che erano altrettanto ansiose che arrivasse il momento di continuare la nostra esperienza di gruppo.
Alla prima ricreazione Chiara venne di nuovo a prendermi per il braccio, e con mio stupore, fece lo stesso anche Laura. Era bello averle vicine e sia il mio umore che il mio ego ne risentivano positivamente. L'unica cosa che mi preoccupava è che rischiavamo di dare troppo nell'occhio, era troppo evidente che c'era qualcosa di strano in quella situazione, e c'era pericolo che qualcuno iniziasse a parlarne alle nostre spalle e a mettere in giro voci.
La cosa preoccupava anche Denise, che disse apertamente a tutte le stesse cose che io stavo pensando.
«Quindi evitate di esagerare, e magari fate a turno a tenerlo per il braccio»
Quella frase mi fece sentire come se fossi il loro giocattolo. Non che mi dispiacesse.
«Non è giusto, l'ho iniziato io a prendere per il braccio! Voi nemmeno volevate portarlo con noi» protestò Chiara.
Era così bello vederla combattere per me, e lei era così graziosa e adorabile nel farlo, che avrei voluto sostenerla, ma Denise fu più veloce.
«È vero, hai ragione, ma già ieri te lo sei tenuto sotto braccio per due volte, potresti lasciarlo a Laura»
Chiara stava per replicare ma fu interrotta da Laura:
«Hai ragione Chiara, non voglio litigare per questo. Siamo amiche, sei stata tu a farlo per prima, quindi tocca a te. Magari io posso farlo alla prossima ricreazione»
Guardammo tutti in silenzio Laura. La ammirai per le sue parole e per come aveva messo pace, mi sarebbe dispiaciuto che fossi la causa di malumori fra loro, non volevo dividere il gruppo.
«Va bene, grazie!» fece Chiara a Laura, tutta trionfante.
Ci incamminammo verso il cortile, ma dopo qualche passo Chiara si fermò.
«Laura, prendilo tu» disse tenendomi a lei.
Non diede spiegazioni, ma capimmo tutti le sue intenzioni. Laura prima era stata una brava amica, e adesso Chiara voleva fare altrettanto.
«Sicura?»
«Sì»
Chiara mi lasciò e Laura mi prese per braccio. Tutte e due sorridevano e sembravano contente, era bello vederle andare così d'accordo come amiche.
In cortile, ci appartammo in un punto un po' più lontano dagli altri, e Denise prese la parola.
«Allora, per evitare discussioni, dobbiamo trovare un modo per stabilire dei turni su tutto. Non va bene che magari qualcuna di noi fa di più e qualcun'altra non fa niente»
Aveva ragione, se volevamo che la cosa durasse, bisognava stabilire delle regole, così passarono tutto il tempo a discuterne davanti a me. Era assurdo vederle discutere per chi avrebbe fatto cosa con me e come mi avrebbero diviso. Era evidente che tutte loro fossero eccitate e vogliose di sperimentare il sesso e davvero sembrava non importar loro che fosse con me, sembravano solo interessate a soddisfare le loro voglie, come se io fossi soltanto uno strumento per ottenere ciò che volevano. Non che c'era da lamentarsi, in fondo avrei potuto far sesso con tutte loro praticamente ogni giorno, per me era come essere morti e finiti in paradiso, ma non volevo darlo troppo a vedere.
Riuscirono a stabilire facilmente delle regole, che in pratica prevedevano semplicemente che ogni giorno fosse dedicato a una sola di loro, che decideva cosa fare, quando si andava negli spogliatoi partecipava tutto il gruppo, anche se dovevo concentrarmi sulla ragazza a cui toccava quel giorno e se una ragazza mancava durante il suo giorno, toccava alla successiva e si recuperava il giorno che rientrava.
L'unico momento di tensione ci fu alla fine, quando Chiara prese un bel respiro e disse a tutte nella maniera più seria possibile:
«Voglio essere io la prima!»
«Ma abbiamo stabilito che oggi tocca a me!» protestò Laura, e le altre risposero in coro «Già!»
«Non intendo quello» continuò Chiara schiarendosi la voce, «Oggi tocca a te, domani a Jessica e poi a Denise, io sono l'ultima perché ieri ho avuto più attenzioni. Mi sta bene. Ma voglio essere la prima a fare sesso con lui. Fino al mio turno potete fare solo preliminari»
La sua dichiarazione stupì tutto il gruppo.
«Perchè?» chiese Denise, che come al solito si faceva portavoce.
«Perchè sì! L'ho fatto venire io con noi ieri, e voglio essere la prima!» insistette Chiara.
«Ma se l'ho fatto venire io per la prima volta negli spogliatoi perché ci guardava in palestra. Tu nemmeno sei stata guardata!» replicò secca Denise.
Chiara si stava innervosendo e iniziava ad avere gli occhi lucidi.
«Denise, tu ci farai sicuramente sesso, perché hai già esperienza, ma non è giusto, tu già l'hai fatto e puoi farlo quando ti pare col tuo ragazzo. Anzi, non dovresti nemmeno fare questo, ma non è un problema per me. Però voglio essere io la prima a perdere la verginità con lui, anche lui è vergine e la prima volta voglio che sia con qualcuno per cui anche per lui è la prima volta»
Dire quelle parole doveva essere stato difficile per Chiara, perché era diventata tutta rossa e per tutto il tempo aveva avuto lo sguardo incollato a terra, incapace di riuscire a guardare le altre mentre ammetteva qualcosa di così personale.
Nessuna delle sue amiche riusciva a dire qualcosa, quindi rimanemmo per diversi secondi in silenzio, mentre guardavo Chiara che continuava a tenere lo sguardo a terra e i piedi puntati con determinazione. Probabilmente anche Jessica e Laura avrebbero voluto essere le prime, ma non riuscivo a replicare a così tanta fermezza da parte di Chiara, anche perché sembrava che sarebbe scoppiata in lacrime da un momento all'altro se non le avessero concesso quanto chiedeva. Ero preoccupato per lei, e speravo che la accontentassero, per farla sentire meglio.
«A me va bene» disse alla fine Denise»
«Va bene» ripeterono prima Laura e poi Jessica, anche se si poteva vedere che erano deluse dalla cosa.
«Comunque dovresti chiedere anche a lui se gli va bene, la verginità è pure sua» disse Denise a Chiara.
Chiara mi guardò negli occhi e abbassò immediatamente lo sguardo, poi lì rialzò e mi guardò di nuovo negli occhi con quei suoi occhioni grandi e lucidi dalle lacrime che aveva trattenuto. La sua bellezza mi colpì ancora una volta, facendomi arrossire di nuovo. Lei mosse le labbra come per dire qualcosa, ma non uscì niente. Era terribilmente in imbarazzo e lo ero anche io, ma per aiutarla ad uscire da quella situazione le dissi:
«A me sta bene, sei stata la prima ad essere gentile con me e sei sempre adorabile»
Nel dirlo mi resi conto che forse ero stato troppo sdolcinato e forse avrei dovuto dire meno.
Denise ne approfittò per prenderci in giro.
«Ohhh, abbiamo una nuova coppia qui!» disse ironicamente, smorzando la tensione.
Ci voleva, perché Chiara accennò una risata e allora anche io mi sentii sollevato.
Nessuno disse nient’altro, la situazione si era fatta un po' strana, ma fortunatamente suonò la campanella e dovemmo rientrare in classe. Nessuna mi prese per braccio e un po' mi dispiacque, ma per il momento era meglio così.
Aspettai trepidante la seconda ricreazione, anche se non potevo riuscire a non pensare a Chiara. Sarebbe stata la mia prima volta, avrei perso la verginità con lei e lei con me. Non sarebbe stato romantico o vagamente come lo immaginavo, visto che avrebbero presenziato anche le altre, ma comunque non vedevo l'ora. L'unica cosa che non riuscivo a capire, era se Chiara lo facesse veramente perché voleva farlo la prima volta con qualcuno che fosse vergine come lei, oppure se c'era qualcosa di più e magari le piacevo. Mi balzò in mente anche la brutta ipotesi che magari era solo un capriccio e che lei era abituata a ottenere quello che voleva perché era ricca e viziata. Mi dispiacque anche solo averla pensata una cosa del genere, e sperai davvero che non fosse così. In fondo, com me era stata sempre gentile, mi aveva invitato lei a far parte del gruppo, ed era sempre adorabile e zuccherosa come una vera principessina. Praticamente l'opposto di Denise. Veramente, anche Denise aveva un aspetto delicato e pulito, il problema è che quando parlava si capiva subito il suo carattere diciamo non altrettanto delicato. Poi c'era Laura, che sembrava volersi avvicinare a me anche lei, con quell’aria un po' ingenua, ma quell’aspetto da vera modella, alta e slanciata, con quella sua folta chioma rossa. Diciamo che forse era l'unica del gruppo, oltre a Chiara, per la quale avrei potuto veramente perdere la testa.
Infine c'era Jessica. Anche lei non era male, ma l'idea che mi aveva dato era che sembrava interessata a me solo per il sesso, come se volesse solo avere un passatempo o qualcosa di proibito da fare. Era quella del gruppo che più mi faceva sentire come se fossi il loro giocattolo, come se non fosse molto interessata a fare amicizia, ma non la conoscevo abbastanza da averne la certezza. Non conoscevo abbastanza nessuna di loro.
Suonò la campanella e andammo tutti insieme agli spogliatoi, ma trovammo la palestra occupata e non si poteva andare, così ci dirigemmo di nuovo in cortile, con delusione di tutte, soprattutto Laura, perché era il suo turno.
«Quindi domani tocca di nuovo a me o è andata persa?» disse al resto del gruppo.
«Boh» fece Denise.
Rimasero a pensarci, ma poi Laura se ne uscì con «e se ci mettiamo da qualche parte un po' più nascoste e magari ci fate muro?»
La guardammo tutti abbastanza spiazzati, e Denise rispose: «Non vorrai mica spogliarti all’aperto?!»
«No, però magari riusciamo a fare qualcosa»
A me andava benissimo, a patto che trovassimo il posto giusto, così girammo velocemente intorno alla scuola, fino a trovare un angolo nascosto che dava su un punto morto, che serviva come accesso alla caldaia della scuola, o come c’era scritto sul cartello che Denise lesse ad alta voce «“Locale pompe”, sembra fatto apposta!»
Scoppiammo tutti a ridere, poi le ragazze mi spinsero contro la porta e si misero tutte e quattro a davanti a me a fare barriera.
Laura era al centro e chiese «Posso?»
Senza però aspettare una mia risposta, mi infilò una mano nei pantaloni e poi nelle mutande. Ero già mezzo eccitato, quindi mi trovò già mezzo duro.
Iniziò a segarmi piano e mi disse di fare lo stesso con lei.
Le infilai le mani nelle mutandine e la trovai già leggermente bagnata. Esplorai la sua fica con la mano mentre lei continuava a masturbarmi, sotto gli occhi attenti delle altre.
«Possiamo toccarci?» chiese Jessica.
«Certo, potete fare quello che volete, ma il pisello è mio» rispose Laura.
Jessica mi sbottonò leggermente i Jeans per far vedere il mio cazzo a tutto il gruppo, poi con la mano destra prese a toccarmi le palle, mentre con l'altra mano si toccava le sue parti intime.
Erano tutte strette a me e potevo sentire la loro eccitazione salire insieme alla mia. Anche Chiara e Denise avevano preso a masturbarsi.
«Leccami come hai fatto ieri con Chiara»
Mi inginocchiai, le abbassai pantaloni e mutandine quanto bastava e presi a leccarle il clitoride mentre le infilavo leggermente due dita nella fica.
Lei iniziò a gemere e disse con poca voce «è bello».
Anche per me era bello poterle leccare la fica e bagnarmi la lingua dei suoi umori mentre la sentivo gemere. Avrei voluto penetrarla, ma non era possibile, perciò aumenta la foga con la quale la leccavo. Adoravo il sapore della sua fica e ormai ci ero appiccicato con tutta la bocca, usando le mie labbra per darle piacere.
Laura venne con un piccolo spasmo, poi con una voce carica d’erotismo disse:
«Chiara sbrigati a scoparlo che voglio scoparlo anche io»
Le altre risero, mentre Laura mi faceva mettere in piedi e poi si abbassava lei, mettendosi in ginocchio e prendendomi in mano il cazzo. Resto ferma a guardarlo per qualche secondo, poi si girò a guardare le amiche, incerta sul da farsi.
Tirò fuori la lingua e diede una leccata veloce alla mia cappella. Rimise la lingua in bocca e cercò di assaporare bene quel nuovo sapore, ma non ne aveva gustato abbastanza da farsi un idea. Allungò la lingua e la posò lentamente prima sul frenulo e poi sull’incavo dell'uretra e assaporò di nuovo.
«Devi metterlo tutto in bocca» la incoraggiò Denise.
Laura spalancò la bocca e si infilò tutta la mia cappella in bocca, toccandola con i denti.
«I denti» mi lasciai sfuggire.
Non volevo lamentarmi, per non scoraggiarla, ma avevo paura che mi ferisse.
Lei di rimando mi avvolse il cazzo con le sue labbra. Adesso riuscivo a gustarmi il momento, la sua bocca calda e bagnata sulla mia cappella, la lingua che incominciava a muoversi e a comporre movimenti circolari… era così piacevole che avrei voluto non finisse, e allo stesso tempo avrei voluto che se lo infilasse ancora di più in bocca per averne di più di quella sensazione.
«Vai più in fondo» le dissi, e lei fece scorrere le sue labbra lungo la mia verga, facendosi spingere la mia cappella sulle pareti della bocca, verso la gola, poi iniziò a muoversi su e giù molto lentamente, assaporandomi a lungo, facendomi godere della sensazione della bocca su di me.
«Com’è?» mi chiese Chiara con voce languida, continuando a toccarsi nelle mutande.
«Bellissimo» risposi con voce tremolante di piacere, poi allungai una mano verso Chiara e gliela infilai nelle mutande, insieme alla sua mano. La sua fica era completamente fradicia ed era bollente. Le infilai un dito dentro, ma lei mi afferrò la mano e prese le mie dita, poi se le portò al clitoride e le usò per masturbarsi. La guardai in viso mentre manifestava delle splendide espressioni di piacere, cariche di una bellezza estremamente erotica.
Laura intanto continuava a giocare con la sua bocca sul mio cazzo, e il mio piacere era ormai al culmine.
«Sto per venire» la avvisai.
Lei indietreggiò con la testa e si tolse il mio uccello dalla bocca. Fu comunque troppo tardi, perché iniziai a venire, schizzandole tutta la mia sborra sulla faccia, colpendola non solo sulle labbra, ma anche sul naso, sugli occhi e la fronte.
«Che schifo!» urlò lei istintivamente, passandosi le mani sulla faccia per pulirsi.
Voleva quasi passarsele sul vestito per pulirsi, ma si fermò all'idea di sporcarsi tutta di sperma.
«Ferma, ti conviene leccarla» le disse Denise.
Laura si portò le mani all’altezza degli occhi e rimase a rimuginare se leccare o meno le due mani piene di sborra. Gli occhi di tutti erano puntati su di lei, volevamo vederla farlo, come se il suo responso fosse il completamento di quel rito collettivo.
Alla fine diede una bella leccata alle sue dita, assaggiandone quanto bastava.
«Che sapore ha?» chiese Jessica.
«Non sa quasi di niente, è leggermente amara ma zuccherina. Assaggia» rispose allungando una mano verso di lei.
Jessica esitò un momento, ma poi le leccò la mano.
«Buono»
Anche Chiara volle assaggiare il mio sperma, e anche lei disse che le piaceva, guardandomi dritto negli occhi.
Infine Laura leccò ciò che rimaneva nelle sue mani e si rimise a posto i pantaloni, e io feci lo stesso. Stavamo per andarcene, tanto la campanella avrebbe suonato di lì a qualche secondo ormai, quando Denise afferrò la testa di Laura e la leccò tra l'occhio sinistro e la tempia.
«Ce n’era rimasta un po'. Ricordatevi che non dobbiamo lasciare tracce»
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