La scuola nuova 1
di
Pienodiidee
genere
prime esperienze
L'ultimo anno delle superiori dovetti cambiare scuola per motivi che non vi sto a raccontare, così ne scelsi una che aveva lo stesso indirizzo in un paesino vicino. Era difficile ambientarmi, tutti già si conoscevano e avevano formato i loro gruppi, ed anche perché finii in una classe in cui erano quasi tutte ragazze, tranne me e altri due ragazzi, che però avevano interessi completamente diversi dai miei, perciò non legammo per niente. Iniziavo a soffrire quella situazione, e me ne stavo sempre in disparte, finché un giorno non mi toccò fare per forza la lezione di ginnastica. Fino ad allora le avevo saltate, per svogliatezza e perché non indossavo mai tute, ma quel giorno il professore si era stufato e mi fece fare lezione coi jeans.
La lezione iniziò come al solito con lo stretching, quindi il professore faceva un esercizio e noi dovevamo copiarlo.
Ci dispose in tre file orizzontali e fece mettere noi maschi davanti, e pensai subito che probabilmente era per non farci guardare il culo alle ragazze. Così iniziammo a fare gli esercizi e piegamenti vari. Quando fu il momento di allargare le gambe e toccarsi le punte dei piedi, mi abbassai e pensai a quella cosa di non farci guardare il culo alle ragazze, ma che le ragazze potevano guardarlo a noi, così abbassai la testa e guardai verso la compagna che avevo dietro, Jessica, una bella ragazza dai capelli castani legati in una coda di cavallo.
Non stava guardando me, ma semplicemente verso il pavimento, piegata in avanti come me, per toccarsi i piedi tenuti larghi. Il mio occhio però cadde sulla sua scollatura, la maglietta era completamente staccata dal corpo e ricadeva verso terra. Non indossava il reggiseno, perciò riuscii a vedere perfettamente le sue tette e i suoi capezzoli che puntavano verso terra. Rimasi l'intera durata dell' esercizio a fissarle le tette e il cazzo mi si gonfiò nei pantaloni. Volevo smettere di guardarla, per paura di venire scoperto in quello stato, ma non riuscivo a staccarle gli occhi di dosso, perché era il primo paio di tette che avevo mai visto. Finito l'esercizio mi tirai su e fortunatamente nessuno si accorse di niente. Facemmo altri esercizi e ogni volta che ci piegavamo verso il basso avevo occasione di sbirciare le tette di Jessica, per cercare di imprimere bene quell'immagine nella mia mente.
Finito lo stretching, la lezione continuò tranquillamente e non ebbi ulteriori occasioni di vederle le tette, ma finita la lezione corsi in bagno a dedicarne una a Jessica.
Passarono i giorni e ci fu di nuovo la lezione di ginnastica. Stavolta indossai una tuta che avevo comprato per l'occasione, perché ci tenevo a fare lezione, nella speranza di vedere ancora le tette di Jessica. Stavolta però il professore mise dietro di me Denise, una biondina all’apparenza tutta carina ma che in classe era praticamente la capobanda. Fui deluso, ma iniziati gli esercizi di stretching, quando mi piegai sbirciai la sua scollatura e anche lei era senza reggiseno, donandomi una bella visione delle sue tette, che erano anche più grandi di quelle di Jessica e ballonzolavano a ogni suo movimento. Ero incantato da quella bellezza di poppe e le fissavo voglioso, quando Denise alzò la testa e mi vide. Io alzai la testa di scatto e sperai che non si fosse accorta che le stavo guardando le tette, ma lei non disse nulla e la lezione proseguì tranquillamente. Naturalmente anche a lei dedicai un pensiero più tardi nel bagno.
La lezione successiva toccò ad un altra compagna stare dietro di me, Laura. Per me era la più bella della classe, rossa e con una capigliatura lunga e ben curata, alta e con un bel fisico, belle gambe e tutte le curve al punto giusto, tranne le tette, che ce le aveva a malapena. Sembrava quasi una modella. Quando ci piegammo, provai a sbirciare anche lei, ma sapevo che indossava il reggiseno. Fortunatamente però, il reggiseno era troppo grande per le sue tettine, e riuscivo a vederle per bene quei suoi capezzoli belli gonfi, i più grandi se paragonati alle altre due, ma purtroppo non era altrettanto erotico guardarla. Non che questo mi fermò da segarmi pensando a lei a fine lezione.
La lezione successiva toccò di nuovo a Denise, che ancora una volta era senza reggiseno, e ancora una volta alzò la testa a guardarmi. Stavolta era ovvio che se ne era accorta ed ero sicuro che sarebbe successo qualcosa, ma per il momento non disse niente al professore.
Più tardi, durante un'altra lezione, andai in bagno, e quando uscii trovai ad aspettarmi Denise, lì nei corridoi vuoti.
Mi mise una mano sul petto e mi spinse al muro, bloccandomi. Probabilmente avrei potuto liberarmi, ma non mi sembrava il caso di fare una sceneggiata, perché se ci scopriva qualcuno lei avrebbe potuto spifferare tutto e mettermi nei guai.
«Ti ho visto in palestra che mi guardavi sotto la maglietta! Pure l'altra volta, e pure a Laura e chissà a chi altra!» mi rimproverò.
«S… scusa… io…» balbettai. Non sapevo che rispondere, né come tirarmi fuori dai guai.
«A chi altra le hai viste?»
Ci pensai un attimo e risposi un po' spaventato «Solo a voi due e a Jessica»
Lei mi guardò furiosa.
«Stammi a sentire bene» disse puntandomi un dito in faccia, «tu adesso fai quello che dico io o dico tutto ai professori!»
«V… va bene»
Accettai subito per togliermi almeno momentaneamente da quella situazione, avevo bisogno di tempo per pensare.
«Ci vediamo alla seconda ricreazione negli spogliatoi femminili, a quell'ora non c'è nessuno. Lì ne parleremo meglio»
Annuii e lei mi lasciò andare, io rientrai in classe, e lei andò in bagno. Mancava più di un ora alla seconda ricreazione, e per tutto il tempo mi sentii osservato da Denise. Lei non era proprio una bulletta, ma diciamo che era tipo l’alfa della classe, e aveva atteggiamenti più dominatori e aggressivi in confronto alle altre, quindi temevo che potesse ricattarmi e farmi fare chissà cosa, magari chiedermi soldi o se mi andava bene soltanto i compiti.
Arrivò la seconda ricreazione, aspettai qualche momento per far sfollare l'aula e mi diressi in palestra e visto che era vuota mi diressi nel piccolo corridoio che poi dava o verso lo spogliatoio maschile, o quello femminile.
Mi feci coraggio ed aprii lo spogliatoio femminile. Era praticamente uguale a quello degli uomini, con delle panche lunghe e degli armadietti per riporre gli oggetti. Non c'era nessuno, così entrai e chiusi la porta dietro di me. All’improvviso uscì dalla Denise dalla sezione delle docce, seguita da Jessica, Laura e Chiara.
Mi spaventai nel vederle tutte insieme, erano tutte le ragazze a cui avevo sbirciato sotto la maglietta e visto le tette, ad eccezione di Chiara, che immaginai fosse lì solo perché era il braccio destro di Denise. Chiara era la ricca della classe, lo sapevano tutti. Era di buona famiglia e indossava vestiti firmati, gioielli e un cerchietto azzurro in testa, a coronare i suoi capelli neri a caschetto e frangetta. Non era altezzosa e cercava di integrarsi con le altre, ma a volte diceva cose da ricchi con nonchalance dando per scontato che fosse lo stesso per noi.
Le quattro ragazze si pararono davanti a me, e Denise da brava capobanda, prese la parola.
«Allora, oggi siamo tutte qui perché tu hai sbirciato di continuo sotto le nostre magliette e ci hai visto le tette. Ti ho visto e lo hai anche ammesso»
«Scusate io…»
«Ah! Niente scuse, per farti perdonare meriti una punizione, giusto per stare pari. Altrimenti lo diciamo a tutti»
«Va bene» risposi cercando di rimanere calmo, «Che cosa devo fare?»
«È semplice, tu ci hai guardate e ora noi vogliamo guardare te. Spogliati»
Guardai Denise perplesso, poi diedi un occhiata alle altre, che non battevano ciglio. Ero in trappola e non sapevo che cosa sarebbe successo dopo, ma in testa avevo una leggera speranza che quella situazione si trasformasse in qualcosa che mi sarebbe piaciuto, magari erano solo curiose e mi avrebbero toccato e chissà cos'altro.
Mi spogliai completamente, sotto gli occhi increduli di tutte e quattro, che mi fissavano intensamente il pene, che si era già iniziato a risvegliare per via delle idee che mi stavo facendo.
«Tutto qui?» domandai fingendo sicurezza. Volevo che chiedessero di più.
«Faccelo vedere duro» disse Denise.
«È un po' difficile in questa situazione»
«Toccatelo, guardati un porno sul cellulare, fai tu, basta che te lo fai diventare duro»
Colsi l’occasione per portare la situazione a mio vantaggio.
«Qui davanti a me ci sono quattro belle ragazze, che vi ci vuole a farmelo diventare duro»
«Non ci provare!»
«Tanto vi ho già visto le tette, no? Fatemele vedere e divento duro in un attimo»
«Ti piacerebbe!»
«E allora niente»
Giocai il tutto per tutto, nella speranza che cedessero. Le compagne di Denise la guardarono in attesa di un esito.
«Va bene, facciamo così, ci avviciniamo e ci inginocchiamo, e tu puoi guardarci le scollature, ma niente di più»
«Se volevi guardarlo da vicino bastava dirlo»
«Sì, come no!» rispose Denise, avvicinandosi insieme alle altre e inginocchiandosi tutte davanti a me.
Presi a muovere su e giù la mano lungo il cazzo, guardando dritto negli occhi Denise, ormai c'era sfida fra noi. Iniziava a diventarmi duro, mentre io iniziavo a guardare tutte le altre, prima negli occhi e poi nelle scollature. Si coprirono tutte con la mano, tranne Denise che resisteva per dimostrarsi forte davanti alle altre.
Ero a cazzo dritto davanti a tutte e quattro, che lo guardavano incantate.
«Allora?» chiesi al gruppo.
«È enorme!» si lasciò sfuggire Chiara, e le altre concordarono, poi guardarono Denise, in attesa di sentenza.
«Va bene, è più grande del mio ragazzo. Tu Laura?»
«Io non gliel'ho ancora visto al mio ragazzo»
Le altre due non dissero nient'altro, il ché mi diede l'impressione che quello fosse il primo pene che vedevano.
«E adesso?» chiese Chiara.
Denise non sapeva che rispondere, continuava a fissare la mia cappella che puntava proprio verso di lei, quindi ne approfittai.
«A questo punto posso rivestirmi o lo potete toccare»
Avevano tutte e quattro la bava alla bocca per l'eccitazione.
«Possiamo?» chiese Chiara a Denise.
«Certo che potete» risposi io.
Chiara fu la prima ad allungare la mano, e la posò delicatamente sulla mia asta, con le altre che la guardavano incantate.
«Guarda che puoi muoverti, toccalo tranquillamente» la incoraggiai.
Lei mi diede una strofinata maldestra e poi mi toccò la cappella.
«Non fa male?» mi chiese delicatamente.
«No, anzi, mi piace. Puoi fare tranquillamente più forte, non è fragile»
Le presi la mano e la posizionai bene intorno al mio cazzo, poi la usai per segarmi.
«Ah, sì, brava!»
Lei si sentì incoraggiata e prese a segarmi più forte.
«Fa provare anche a noi!» la fermò Jessica, togliendo la mano di Chiara e mettendo la sua e riprendendo la sega.
Poi fece lo stesso anche Laura e le altre esclamarono «ma che fai? Hai il ragazzo!»
Lei le guardò imbarazzata.
«Sì ma non ci ho fatto ancora niente, quello dorme!»
Le altre sbottarono a ridere, mentre io mi godevo quella sega. Era la prima volta che me la faceva qualcun'altro.
A turno mi segarono tutte e massaggiarono anche le palle. Allungai una mano dentro la maglietta di Jessica che era la più vicina e oe afferrai una tetta.
«Ma che fai!» si lamentò lei mentre continuava a segarmi.
«Dai toglietevi le magliette e fatemi vedere le tette, così sborro»
Jessica non ci pensò due volte e alzò la maglietta quanto bastava a farmele vedere. Erano bellissime, il primo paio di tette che vedevo per bene, belle sode e coi capezzoli in tiro. Glie ne afferrai una di nuovo e lei emise un gemito. Anche Chiara si scoprì il seno, anche se praticamente non ce lo aveva. Le afferrai un capezzolo per non farcela rimanere male e mi piacque comunque.
Ormai al limite, non mi trattenni e sborrai un bel fiotto di sperma tutto addosso a Denise, che rimase un secondo pietrificata, poi iniziò ad arrabbiarsi e a insultarmi, giusto in tempo per essere coperta dalla campanella.
Mi rivestii in fretta e furia mentre Denise si puliva il mio seme dalla faccia. Le altre fecero finta di aiutarla con la sola scusa per toccare lo sperma e poi tornammo tutti in classe come se niente fosse.
Voti e commenti possono essere d'aiuto per migliorare. Grazie
La lezione iniziò come al solito con lo stretching, quindi il professore faceva un esercizio e noi dovevamo copiarlo.
Ci dispose in tre file orizzontali e fece mettere noi maschi davanti, e pensai subito che probabilmente era per non farci guardare il culo alle ragazze. Così iniziammo a fare gli esercizi e piegamenti vari. Quando fu il momento di allargare le gambe e toccarsi le punte dei piedi, mi abbassai e pensai a quella cosa di non farci guardare il culo alle ragazze, ma che le ragazze potevano guardarlo a noi, così abbassai la testa e guardai verso la compagna che avevo dietro, Jessica, una bella ragazza dai capelli castani legati in una coda di cavallo.
Non stava guardando me, ma semplicemente verso il pavimento, piegata in avanti come me, per toccarsi i piedi tenuti larghi. Il mio occhio però cadde sulla sua scollatura, la maglietta era completamente staccata dal corpo e ricadeva verso terra. Non indossava il reggiseno, perciò riuscii a vedere perfettamente le sue tette e i suoi capezzoli che puntavano verso terra. Rimasi l'intera durata dell' esercizio a fissarle le tette e il cazzo mi si gonfiò nei pantaloni. Volevo smettere di guardarla, per paura di venire scoperto in quello stato, ma non riuscivo a staccarle gli occhi di dosso, perché era il primo paio di tette che avevo mai visto. Finito l'esercizio mi tirai su e fortunatamente nessuno si accorse di niente. Facemmo altri esercizi e ogni volta che ci piegavamo verso il basso avevo occasione di sbirciare le tette di Jessica, per cercare di imprimere bene quell'immagine nella mia mente.
Finito lo stretching, la lezione continuò tranquillamente e non ebbi ulteriori occasioni di vederle le tette, ma finita la lezione corsi in bagno a dedicarne una a Jessica.
Passarono i giorni e ci fu di nuovo la lezione di ginnastica. Stavolta indossai una tuta che avevo comprato per l'occasione, perché ci tenevo a fare lezione, nella speranza di vedere ancora le tette di Jessica. Stavolta però il professore mise dietro di me Denise, una biondina all’apparenza tutta carina ma che in classe era praticamente la capobanda. Fui deluso, ma iniziati gli esercizi di stretching, quando mi piegai sbirciai la sua scollatura e anche lei era senza reggiseno, donandomi una bella visione delle sue tette, che erano anche più grandi di quelle di Jessica e ballonzolavano a ogni suo movimento. Ero incantato da quella bellezza di poppe e le fissavo voglioso, quando Denise alzò la testa e mi vide. Io alzai la testa di scatto e sperai che non si fosse accorta che le stavo guardando le tette, ma lei non disse nulla e la lezione proseguì tranquillamente. Naturalmente anche a lei dedicai un pensiero più tardi nel bagno.
La lezione successiva toccò ad un altra compagna stare dietro di me, Laura. Per me era la più bella della classe, rossa e con una capigliatura lunga e ben curata, alta e con un bel fisico, belle gambe e tutte le curve al punto giusto, tranne le tette, che ce le aveva a malapena. Sembrava quasi una modella. Quando ci piegammo, provai a sbirciare anche lei, ma sapevo che indossava il reggiseno. Fortunatamente però, il reggiseno era troppo grande per le sue tettine, e riuscivo a vederle per bene quei suoi capezzoli belli gonfi, i più grandi se paragonati alle altre due, ma purtroppo non era altrettanto erotico guardarla. Non che questo mi fermò da segarmi pensando a lei a fine lezione.
La lezione successiva toccò di nuovo a Denise, che ancora una volta era senza reggiseno, e ancora una volta alzò la testa a guardarmi. Stavolta era ovvio che se ne era accorta ed ero sicuro che sarebbe successo qualcosa, ma per il momento non disse niente al professore.
Più tardi, durante un'altra lezione, andai in bagno, e quando uscii trovai ad aspettarmi Denise, lì nei corridoi vuoti.
Mi mise una mano sul petto e mi spinse al muro, bloccandomi. Probabilmente avrei potuto liberarmi, ma non mi sembrava il caso di fare una sceneggiata, perché se ci scopriva qualcuno lei avrebbe potuto spifferare tutto e mettermi nei guai.
«Ti ho visto in palestra che mi guardavi sotto la maglietta! Pure l'altra volta, e pure a Laura e chissà a chi altra!» mi rimproverò.
«S… scusa… io…» balbettai. Non sapevo che rispondere, né come tirarmi fuori dai guai.
«A chi altra le hai viste?»
Ci pensai un attimo e risposi un po' spaventato «Solo a voi due e a Jessica»
Lei mi guardò furiosa.
«Stammi a sentire bene» disse puntandomi un dito in faccia, «tu adesso fai quello che dico io o dico tutto ai professori!»
«V… va bene»
Accettai subito per togliermi almeno momentaneamente da quella situazione, avevo bisogno di tempo per pensare.
«Ci vediamo alla seconda ricreazione negli spogliatoi femminili, a quell'ora non c'è nessuno. Lì ne parleremo meglio»
Annuii e lei mi lasciò andare, io rientrai in classe, e lei andò in bagno. Mancava più di un ora alla seconda ricreazione, e per tutto il tempo mi sentii osservato da Denise. Lei non era proprio una bulletta, ma diciamo che era tipo l’alfa della classe, e aveva atteggiamenti più dominatori e aggressivi in confronto alle altre, quindi temevo che potesse ricattarmi e farmi fare chissà cosa, magari chiedermi soldi o se mi andava bene soltanto i compiti.
Arrivò la seconda ricreazione, aspettai qualche momento per far sfollare l'aula e mi diressi in palestra e visto che era vuota mi diressi nel piccolo corridoio che poi dava o verso lo spogliatoio maschile, o quello femminile.
Mi feci coraggio ed aprii lo spogliatoio femminile. Era praticamente uguale a quello degli uomini, con delle panche lunghe e degli armadietti per riporre gli oggetti. Non c'era nessuno, così entrai e chiusi la porta dietro di me. All’improvviso uscì dalla Denise dalla sezione delle docce, seguita da Jessica, Laura e Chiara.
Mi spaventai nel vederle tutte insieme, erano tutte le ragazze a cui avevo sbirciato sotto la maglietta e visto le tette, ad eccezione di Chiara, che immaginai fosse lì solo perché era il braccio destro di Denise. Chiara era la ricca della classe, lo sapevano tutti. Era di buona famiglia e indossava vestiti firmati, gioielli e un cerchietto azzurro in testa, a coronare i suoi capelli neri a caschetto e frangetta. Non era altezzosa e cercava di integrarsi con le altre, ma a volte diceva cose da ricchi con nonchalance dando per scontato che fosse lo stesso per noi.
Le quattro ragazze si pararono davanti a me, e Denise da brava capobanda, prese la parola.
«Allora, oggi siamo tutte qui perché tu hai sbirciato di continuo sotto le nostre magliette e ci hai visto le tette. Ti ho visto e lo hai anche ammesso»
«Scusate io…»
«Ah! Niente scuse, per farti perdonare meriti una punizione, giusto per stare pari. Altrimenti lo diciamo a tutti»
«Va bene» risposi cercando di rimanere calmo, «Che cosa devo fare?»
«È semplice, tu ci hai guardate e ora noi vogliamo guardare te. Spogliati»
Guardai Denise perplesso, poi diedi un occhiata alle altre, che non battevano ciglio. Ero in trappola e non sapevo che cosa sarebbe successo dopo, ma in testa avevo una leggera speranza che quella situazione si trasformasse in qualcosa che mi sarebbe piaciuto, magari erano solo curiose e mi avrebbero toccato e chissà cos'altro.
Mi spogliai completamente, sotto gli occhi increduli di tutte e quattro, che mi fissavano intensamente il pene, che si era già iniziato a risvegliare per via delle idee che mi stavo facendo.
«Tutto qui?» domandai fingendo sicurezza. Volevo che chiedessero di più.
«Faccelo vedere duro» disse Denise.
«È un po' difficile in questa situazione»
«Toccatelo, guardati un porno sul cellulare, fai tu, basta che te lo fai diventare duro»
Colsi l’occasione per portare la situazione a mio vantaggio.
«Qui davanti a me ci sono quattro belle ragazze, che vi ci vuole a farmelo diventare duro»
«Non ci provare!»
«Tanto vi ho già visto le tette, no? Fatemele vedere e divento duro in un attimo»
«Ti piacerebbe!»
«E allora niente»
Giocai il tutto per tutto, nella speranza che cedessero. Le compagne di Denise la guardarono in attesa di un esito.
«Va bene, facciamo così, ci avviciniamo e ci inginocchiamo, e tu puoi guardarci le scollature, ma niente di più»
«Se volevi guardarlo da vicino bastava dirlo»
«Sì, come no!» rispose Denise, avvicinandosi insieme alle altre e inginocchiandosi tutte davanti a me.
Presi a muovere su e giù la mano lungo il cazzo, guardando dritto negli occhi Denise, ormai c'era sfida fra noi. Iniziava a diventarmi duro, mentre io iniziavo a guardare tutte le altre, prima negli occhi e poi nelle scollature. Si coprirono tutte con la mano, tranne Denise che resisteva per dimostrarsi forte davanti alle altre.
Ero a cazzo dritto davanti a tutte e quattro, che lo guardavano incantate.
«Allora?» chiesi al gruppo.
«È enorme!» si lasciò sfuggire Chiara, e le altre concordarono, poi guardarono Denise, in attesa di sentenza.
«Va bene, è più grande del mio ragazzo. Tu Laura?»
«Io non gliel'ho ancora visto al mio ragazzo»
Le altre due non dissero nient'altro, il ché mi diede l'impressione che quello fosse il primo pene che vedevano.
«E adesso?» chiese Chiara.
Denise non sapeva che rispondere, continuava a fissare la mia cappella che puntava proprio verso di lei, quindi ne approfittai.
«A questo punto posso rivestirmi o lo potete toccare»
Avevano tutte e quattro la bava alla bocca per l'eccitazione.
«Possiamo?» chiese Chiara a Denise.
«Certo che potete» risposi io.
Chiara fu la prima ad allungare la mano, e la posò delicatamente sulla mia asta, con le altre che la guardavano incantate.
«Guarda che puoi muoverti, toccalo tranquillamente» la incoraggiai.
Lei mi diede una strofinata maldestra e poi mi toccò la cappella.
«Non fa male?» mi chiese delicatamente.
«No, anzi, mi piace. Puoi fare tranquillamente più forte, non è fragile»
Le presi la mano e la posizionai bene intorno al mio cazzo, poi la usai per segarmi.
«Ah, sì, brava!»
Lei si sentì incoraggiata e prese a segarmi più forte.
«Fa provare anche a noi!» la fermò Jessica, togliendo la mano di Chiara e mettendo la sua e riprendendo la sega.
Poi fece lo stesso anche Laura e le altre esclamarono «ma che fai? Hai il ragazzo!»
Lei le guardò imbarazzata.
«Sì ma non ci ho fatto ancora niente, quello dorme!»
Le altre sbottarono a ridere, mentre io mi godevo quella sega. Era la prima volta che me la faceva qualcun'altro.
A turno mi segarono tutte e massaggiarono anche le palle. Allungai una mano dentro la maglietta di Jessica che era la più vicina e oe afferrai una tetta.
«Ma che fai!» si lamentò lei mentre continuava a segarmi.
«Dai toglietevi le magliette e fatemi vedere le tette, così sborro»
Jessica non ci pensò due volte e alzò la maglietta quanto bastava a farmele vedere. Erano bellissime, il primo paio di tette che vedevo per bene, belle sode e coi capezzoli in tiro. Glie ne afferrai una di nuovo e lei emise un gemito. Anche Chiara si scoprì il seno, anche se praticamente non ce lo aveva. Le afferrai un capezzolo per non farcela rimanere male e mi piacque comunque.
Ormai al limite, non mi trattenni e sborrai un bel fiotto di sperma tutto addosso a Denise, che rimase un secondo pietrificata, poi iniziò ad arrabbiarsi e a insultarmi, giusto in tempo per essere coperta dalla campanella.
Mi rivestii in fretta e furia mentre Denise si puliva il mio seme dalla faccia. Le altre fecero finta di aiutarla con la sola scusa per toccare lo sperma e poi tornammo tutti in classe come se niente fosse.
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