La scuola nuova 4

di
genere
prime esperienze

L'indomani fu il turno di Jessica. Alla prima ora avevamo palestra e lei si mise dietro di me durante lo stretching. Potei vedere di nuovo le sue tette attraverso la scollatura quando ci piegammo. Stavolta lei era consapevole che la guardassi, così mi guardò a sua volta e mi fece l'occhiolino. Iniziò a fare di proposito dei piccoli movimenti per far sobbalzare i suoi seni, per provocarmi. Era divertita dalla cosa, e mi guardava vogliosa di potermi avere a disposizione durante il suo turno.
Mi accorsi che anche le altre stavano guardando e sorridevano divertite. Era strano pensare che soltanto due settimane prima era iniziato tutto allo stesso modo, con me che sbirciavo il seno di Jessica, e ora lei me lo mostrava di proposito. Quello che era iniziato come un tabù da fare di nascosto, adesso era un gioco. L'unico problema è che non dovevo farmi fregare, perché era vero che mi piacevano quelle provocazioni, ma di quel passo avrei rischiato di essere scoperto davanti a tutta la classe con una bella erezione svettante nei pantaloni. Decisi di ignorarla, era bello guardarle le tette, ma era meglio non esagerare, tanto le avrei avute a portata di mano qualche ora dopo. Gliele avrei succhiate, l’avrei munta come una mucca anche se non sarebbe uscito niente, mi sarei divertito per bene con quelle tettone.
Così finì la lezione di ginnastica, e poi le altre fino alla prima ricreazione. Come al solito andai con le ragazze, che ormai avevano scelto che davanti la porta del Locale Pompe era il punto in cui avremmo passato tutte le prime ricreazioni d’ora in poi. Jessica non volle tenermi per il braccio, non era interessata, perciò Chiara ne approfittò subito per prendere il suo posto. Mi piaceva camminare con lei in quel modo, perché non era una cosa che aveva a che fare col sesso e quello che facevamo di nascosto, era semplicemente un gesto carino che le piaceva fare, anche un po' per pavoneggiarsi, perché vedevo come le piaceva essere vista abbracciata a me, era radiosa, era come se fossi il suo giocattolo.
Arrivati al nostro angolo nascosto, Jessica non perse tempo ad abbassarmi i pantaloni e prese subito a scappellarmi, facendomi diventare duro. Come mi ero ripromesso, le alzai la maglietta e le afferrai una tetta, e mi avventai sul suo capezzolo con la lingua. Con quanta più tetta possibile in bocca, cominciai a leccarle freneticamente il capezzolo, e poi a succhiarlo.
«Aspetta, voglio succhiarti il cazzo» mi disse lei eccitata.
Denise la fermò, «Ti conviene fartela leccare per prima, che se lo fai venire subito e poi ti lecca gli ritorna duro e non possiamo farlo andare in giro così»
La brava capobanda pensava sempre a tutto, era più ferma delle altre, che invece si lasciavano fregare dall'eccitazione del momento.
Jessica si abbassò pantaloni e mutande e senza lasciarle il capezzolo le infilai l'altra mano nelle sue parti intime, già belle umide.
Era scomodo doverlo per forza fare in piedi in quel posto, senza potersi sdraiare comodamente, ma non potevamo rischiare, così ci voleva un attimo a ricoprirsi nel caso fosse arrivato qualcuno, al massimo avrebbero pensato che ci stavamo facendo una canna di nascosto.
Mi inginocchiai e cominciai a leccarle la fica, anche questa era aveva quel sapore arrapante e mi feci prendere dalla smania. Jessica ansimava di più di Laura e la cosa mi eccitava moltissimo. Avevo la bocca piena dei suoi umori e lei sembrava non riuscirsi a controllare. Indietreggiò involontariamente e finì addosso a Laura, che come tutte le altre, si stava masturbando. Tutto il gruppo rimase stupito quando Laura afferrò Jessica per sorreggerla, e subito dopo le mise una mano sulla tetta che non avevo succhiato. Già l'altra volta aveva toccato un capezzolo di Chiara, ora anche di Jessica. Non c'era niente di male, ma nessuno se lo aspettava, come se non sapessimo che si potesse fare, come se fosse proibito. Ma in fondo, tutto quello che stavamo facendo in quella scuola era proibito.
Ci eravamo tutti fermati per un secondo, ma riprendemmo quando Jessica disse «Vai», dandole il suo benestare.
Laura prese a tastarle il seno e a giocare col capezzolo, mentre con l'altra mano continuava a masturbarsi. Incuriosite, anche Denise e Chiara presero a toccare le tette Jessica e a giocarci. Tutte e tre le sue amiche la stavano palpando, mentre io le leccavo la fica.
«Succhiatele i capezzoli» suggerii alle altre, staccandomi per un secondo da Jessica.
Senza pensarci, sia Chiara che Denise si avventarono con la bocca su ciascuno dei due capezzoli di Jessica, lasciando a bocca asciutta la povera Laura, che da dietro la sorreggeva.
I gemiti di Jessica si fecero più intensi e finalmente venì, con la mia testa fra le sue gambe. Inciampò appena, ma le altre la sostennero per bene.
«Voglio scopare» disse audacemente, guardando prima me e poi le altre.
«No!» fece prontamente Chiara.
«È vero, avevamo dei patti» aggiunse Denise.
«Voglio farlo, non voglio aspettare un'altra settimana!»
«No, tocca a me farlo per prima!» ribadì Chiara, e iniziò una discussione.
«Basta!» le interruppe alla fine Denise, «Facciamo così, il resto del turno se lo prende Chiara, così dopo possono farlo, e tu ti prendi la seconda parte del turno di Chiara dopodomani, così puoi farlo anche tu»
A me veniva un po' da ridere, perché comunque, qualsiasi cosa scegliessero di fare, io ne uscivo sempre vincitore. Però anche Denise era stata furba a proporre quell'accordo, il giorno dopo sarebbe toccato a lei, e così non si sarebbe dovuta accontentare di qualche semplice preliminare. Lei aveva già fatto sesso, e scommettevo che non vedeva l'ora di provare un pene che non fosse quello del suo ragazzo.
Jessica e Chiara ci pensarono un po', ma alla fine convennero che era la cosa migliore da fare.
«Nel frattempo però, questo è ancora il mio turno» disse Jessica, prima di inginocchiarsi davanti a me. Mi prese l’asta con la mano e la tirò in alto, poi prese a succhiarmi forte le palle mentre e a leccarle. Gemetti, era una sensazione meravigliosa, di quelle che senti direttamente nel cervello.
«Più forte» le disse con voce strozzata, e lei prese a succhiare più forte le mie palle, come per fare un succhiotto, quasi come se volesse lasciarmi il segno.
«Succhiatemi la cappella mentre lei pensa alle palle» riuscii a malapena a dire.
Chiara e Denise si piegarono insieme, ma Denise lasciò fare a Chiara e si rialzò.
Adesso la bocca di Chiara era sul mio cazzo, mentre quella di Jessica era sulle mie palle. Era la sensazione più intensa che avevo mai provato, stavo quasi per perdere l'equilibrio per il piacere. Chiara mi stava facendo un pompino fantastico e Jessica mi succhiava le palle amplificando al massimo il piacere. Smisi di respirare, tanto ero concentrato sulla sensazione che mi provocavano le loro bocche.
Jessica fece fare cambio a Chiara e ora era lei a succhiarmi il cazzo mentre l'altra mi ciucciava le palle. Era così bello che non riuscii nemmeno a trovare le parole per avvisare Jessica che stavo per venire, e le esplosi tutta la mia sborra in gola, facendola quasi strozzare.
Prese a tossire forte e le altre la soccorsero. Avevo sbagliato, ma non ero riuscito a farne a meno.
Quando Jessica si riprese, mi guardò e disse «La prossima volta avvisa!»
Non era arrabbiata, era divertita dalla cosa, forse persino soddisfatta, perché mi aveva procurato così tanto piacere da non riuscire a trattenermi.
«Scusa, è che era troppo bello»
Suonò la campanella e Denise ci ordinò di rivestirci e tornammo in classe.

L'ora prima della seconda ricreazione ci fu una gradevole sorpresa, mancava la professoressa che doveva tenere la lezione, quindi fu un’ora di buco.
Arrivò una supplente, che concesse alla classe di vedere un film, tanto in aula c'era una di quelle lavagne elettroniche, a cui la supplente attaccò il suo PC e ci fece scegliere un film tra quelli disponibili. La classe si dispose in vari gruppi, e Chiara mi prese e mi fece sedere tra lei e Denise, con le altre due ai lati.
Qualche compagna chiuse le tende, spense le luci e iniziò la proiezione.
Pensai subito che le ragazze avessero qualche brutta intenzione, con quell’aula semibuia e tutti concentrati sul film, ma dentro di me speravo di non dover correre quel rischio.
Chiara mise il braccio destro sul banco, proprio davanti a me, e mi chiese gentilmente «Me lo fai un grattino?»
Fui stupito della richiesta, ma non ci vedevo niente di male, così presi a grattare dolcemente con le unghie sul suo braccio. Mi accorsi che lei il film non lo stava neanche guardando, i suoi occhioni erano fissi su di me. La guardai e le sorrisi, ma dentro ero più nervoso di quando ero nudo di fronte a tutte le ragazze del gruppo.
«Mi accarezzi i capelli?» mi chiese ancora, con quel tono innocente. Fissai ogni movimento delle sue labbra mentre lo diceva.
Provai imbarazzo, ma le passai la mano sinistra, che avevo libera, dietro le sue spalle e cominciai a lisciarle i capelli a caschetto, senza smettere con l'altra mano di farle il grattino sul braccio.
Lei mi guardava con così tanta intensità che credevo si sarebbe messa a fare le fusa. Entrambi respiravamo piano, come per attenuare il nostro rumore, come se attenuasse allo stesso tempo il rumore di tutto il mondo.
Più tardi avremmo fatto sesso insieme, avremmo perso entrambi la verginità l'uno con l'altra, ma in questo momento, negli occhi di quello ragazza non vedevo soltanto voglia di sesso, lei mi desiderava, ma non solo carnalmente, vedevo in lei, in quella sua dolcezza, in quello sguardo intenso e in quella bocca semichiusa da quelle labbra rosse, la sua voglia di tenerezza. Avrebbe potuto chiedermi qualsiasi cosa, avrebbe potuto toccarmi o farsi toccare le parti intime, eppure mi chiese semplicemente di accarezzarla dolcemente. Non aveva soltanto voglia di sesso, aveva voglia di affetto, e in fondo, anche io sapevo di volerne. Lei continuava a guardarmi e io avrei voluto baciarla, ma se lo avessi fatto, probabilmente se ne sarebbe accorta tutta la classe.
Continuai a tenerle la mano nei capelli e ad accarezzarla dolcemente, ero così preso da lei e dal tepore di quel momento, che nemmeno me ne accorsi di quanto era passata in fretta quell'ora. Al suono della campanella le tolsi la mano dai capelli e ci ricomponemmo, come svegliati da un lungo sonno. Sapevo che adesso ci aspettava il sesso, ma quasi avrei preferito restare in quella maniera con lei.
Probabilmente se ne erano accorti tutti, soprattutto Denise, che ci prese subito in giro con un «Sveglia piccioncini, dobbiamo andare»
Ci dirigemmo negli spogliatoi femminili come in precedenza, ma stavolta Chiara non mi prese per il braccio. Era pensierosa, e non mi guardava nemmeno.
Non sapevo cosa pensare, se fosse dovuto all'ansia di ciò che stavamo per fare o se era per qualcos'altro. Magari mi stavo soltanto facendo dei film mentali tutti miei, ma adesso la situazione era diventata strana.
Negli spogliatoi nessuno aveva il coraggio di parlare per primo, e purtroppo, col senno di poi, mi rendo conto che non ebbi la maturità necessaria a gestire quella situazione nella maniera giusta.
Denise ci fece spogliare, sfilai la maglietta a Chiara, prendendola dal basso e facendola salire in alto coprendole la faccia in una maniera dolcemente buffa. Gliela sfilai completamente e lei rimase in quel reggiseno troppo grande per i suoi seni appena accennati.
Anche lei mi sfilò la maglietta, lasciandomi a petto nudo, poi io le tolsi anche il reggiseno. Lei mi posò delicatamente una mano sulla spalla, e ci fissammo negli occhi. Non servì altro. Ci avvicinammo contemporaneamente l'uno all'altra e ci baciammo con convinzione. Una delle altre ragazze si lasciò sfuggire un «Woah!», ma ero troppo preso dalle labbra di Chiara per capire quale di loro fosse stata.
Le nostre lingue si intrecciavano furiosamente, come per scaricare la tensione che avevamo accumulato finora. Sembravamo volerci mangiare a vicenda, spingendo le nostre lingue fra loro come se fosse una battaglia per dimostrare chi dei due desiderasse di più l'altro. Lei mi stringeva forte le sue mani sulle mie braccia, mentre io scorrevo nervosamente le mie mani sul suo corpo. Riuscivo a respirare a malapena, tanto ero preso da quel bacio, finché entrambi non ci staccammo per riprendere aria. Ci guardammo intensamente negli occhi, come se volessimo sfidarci, come si ci stesse attendendo una battaglia. Ci avventammo di nuovo l'uno sull'altra e dalla bocca scesi a baciarle il collo, facendola ansimare. Scesi ancora più giù, sul petto e sul seno, poi verso l'ombelico e ancora più giù. Le afferrai i pantaloni ai lati con entrambe le mani e glieli portai a terra. Lei se li sfilò nella maniera goffa di chi è troppo eccitato per fare le cose con calma. Mi spogliai completamente anche io e rimanemmo entrambi solo con i calzini. Tornai a baciarla intensamente e la feci appoggiare su una delle panche dello spogliatoio. Le altre ci guardavano rapite dalla scena, mentre noi sfregavamo i nostri corpi nudi in un movimento passionale. Le sue braccia erano intorno a me e io ero fra le sue gambe. Il suo corpo era bollente e doveva esserlo anche il mio, perché incominciavo a sudare.
«Mettimelo dentro» mi disse lei a mezza voce, mentre le baciavo il labbro inferiore.
La fissai negli occhi, carica di voglia, mentre prendevo il mio pene in mano e cercavo smaniosamente il punto in cui sarebbe entrato. Era calda e bagnata e riuscii a far scivolare facilmente la mia cappella appena dentro di lei.
Continuando a guardarla negli occhi, le chiesi «sei pronta?»
Lei annuì leggermente, e io incominciai a spingermi lentamente dentro di lei. Era strettissima e facevo fatica ad andare in profondità. Lei stava trattenendo il fiato e si mordeva le labbra in un'espressione di dolore. Ero spaventato, non volevo farle male, ma sapevo, per sentito dire, che era solo una cosa momentanea. Spinsi il mio cazzo più a fondo e trovai resistenza, ma feci forza e riuscii ad entrare fino in fondo. Lei inspirò a pieni polmoni e rimase ferma. Rimasi fermo anche io per darle il tempo di abituarsi, e quando riprese a respirare correttamente iniziai a muovermi piano dentro di lei. Era sensazione estremamente piacevole, calda e intima, e per un momento mi dimenticai del resto, c'eravamo solo io e lei, c'eravamo solo noi, uniti in un corpo solo. Mi ritraevo indietro e poi glielo spingevo di nuovo a fondo, lentamente, nella sua splendida fica. A ogni spinta lei apriva completamente la bocca e prendeva aria emettendo un piccolo gemito, in un’espressione dolcemente erotica. Sembrava sia compiaciuta che scandalizzata da quello che stavamo facendo. A ogni colpo cercavo di spingermi più a fondo, schiacciandomi contro il corpo di Chiara. Ero felice, davvero felice, e già mi sentivo assuefatto dalla sensazione della sua fica calda e bagnata che avvolgeva il mio cazzo. Chiara era bellissima, più bella di quanto l’avessi mai vista, con il viso arrossato, i suoi occhioni azzurri più intensi che mai, e la sua bocca carica di eros.
Aumentai il ritmo dei colpi e ogni volta la facevo sobbalzare e gemere piano. Lei cercava di trattenersi, ma ci riusciva a malapena. Entrambi avevamo il fiatone e io iniziai a preoccuparmi di quanto presto sarei venuto. Iniziai a penetrarla più a fondo e velocemente possibile, nella speranza di farla venire prima di me. Adesso i suoi gemiti erano troppo forti e Denise corse ad avvicinarsi e a mettergli una mano sulla bocca per non farci scoprire. Chiara spalancò gli occhi dalla sorpresa e poi aprì la bocca e si mise a succhiare le dita di Denise, continuando a gemere a ondate. Riuscii a farla venire, lo capii da come si contrasse e da come morse le dita di Denise, che tolse subito la mano dolorante e imprecò. Mi fermai, non ero ancora venuto, ma non ce la facevo più a stare in quella posizione e non ero abituato a quei movimenti più faticosi di quanto credevo. Chiara sembrava paralizzata in estasi. Non diceva una parola e non faceva un movimento. Era imbarazzata, si capiva, e anche io non ero da meno, ma volevo continuare a fare sesso.
«Tu non sei venuto?» mi chiese dolcemente.
«No, ma ci sono quasi»
«Puoi continuare se vuoi»
«Sì ma non ce la faccio così, cambiamo posizione?»
Lei mi guardò preoccupata, non sapeva cosa fare.
«Ti metti sopra?» lei annuì e ci scambiammo di posto.
Mi montò sopra e si infilò con attenzione il mio pene eretto dentro di lei, e iniziò a soffiare intensamente aria con la bocca, come per controllare il dolore. La ammirai per bene sopra di me in tutta la sua bellezza, e poi mi guardai intorno, solo adesso avevo notato che le altre ragazze si erano spogliate e si stavano masturbando sedute vicino a noi mentre ci guardavano.
Chiara trovò la forza di muoversi e iniziò a cavalcarmi piano su e giù. Era una sensazione completamente diversa rispetto a prima, ma altrettanto piacevole, e potevo concentrarmi meglio sulla sensazione della sua vagina che si muoveva sul mio cazzo.
Preso confidenza con quel movimento, lei si piegò e prese a baciarmi in bocca di nuovo. Sembrava godere molto in quella posizione, mentre io sentivo il piacere calare, ma almeno sarei durato un po' di più. Non volevo che finisse, e a lei sembrava piacere, quindi non mi lamentai, anzi, finsi piacere, così da farla eccitare di più. Mi piaceva sentire il suo peso su di me, il suo corpo caldo appiccicato a me, mentre muoveva il bacino per dare piacere ad entrambi. Le mie mani incollate sulle sue chiappe accompagnavano ogni suo movimento, mentre d’istinto cercavo di toccarla il più possibile, e spingendomi verso l'interno presi ad accarezzarle delicatamente il buco del culo, senza spingere, perché non volevo esagerare, essendo la prima volta. Mi scioglieva sentire la sua bocca sulla mia e le nostre lingue che si intrecciavano morbide in una sorta di ballo passionale.
«La ricreazione sta per finire» ci fece sapere Denise, che si stava già rivestendo. Aveva il fiatone, ne dedussi che era venuta guardandoci, e non doveva essere la sola.
Provai ad alzarmi e lei si scostò preoccupata e delusa di non avermi fatto venire.
«Scusa io…»
«Tranquilla, mettiti così e forse finiamo più in fretta» le dissi imbarazzato anche io, prendendola per i fianchi e facendola mettere a pecorina, con la faccia rivolta verso le altre, che la guardavano intensamente, cercando di immaginare cosa avrebbero provato stando al suo posto.
Prima di rimettergli il cazzo dentro, mi abbassai a dare una leccata veloce alla sua fica, per lubrificarla, e già che c'ero le leccai anche il buco del culo, tanto per assaggiarlo. La feci trasalire e disse «Wow, è stato bellissimo» poi si rivolse alle altre, «mi ha leccato il buco del culo»
Non le diedi il tempo di dire altro che le infilai fi forza tutto il mio cazzo dentro la fica, fino in fondo, e presi a martellarla intensamente, ormai non voleva solo farla godere, volevo venire anche io e ricoprirla di sborra su quel bel culetto che stringevo fra le mani. Le diedi uno schiaffo sul culo senza esagerare, e lei emise un gemito di piacere più forte degli altri. Denise si avvicinò di nuovo e le disse di non fare rumore. Mi eccitava vederle vicine, così dissi anche alle altre di avvicinarsi e toccarci. Jessica venne praticamente ad abbracciarmi, poggiandomi la tetta destra addosso e con una mano prese ad accarezzarmi il culo mentre con l'altra accarezzava quello di Chiara. Succhiai l'altra tetta di Jessica mentre continuavo a scopare Chiara, ormai ero al limite, ma riuscii a resistere appena il tempo di notare uno spettacolo che non mi sarei aspettato: Chiara aveva preso a baciare Denise, forse entrambe colte dall’eccitazione. Poco dopo Denise si spostò per fare spazio a Federica, che prese il suo posto a limonare Chiara. Io tirai fuori il cazzo da Chiara giusto in tempo e le schizzai sul culo e sulla schiena più sborra di quanta ne avevo mai fatta. Rimasi immobile, ero esausto dalla mia prima scopata. Era stato bello e mi era piaciuto poterlo fare con Chiara, che era sempre stata gentile con me. Anche a lei ci volle qualche momento per riprendersi, mentre Denise mi porgeva dei fazzoletti, sia per pulirmi, che per pulire Chiara. Adesso che ero più lucido mi accorsi che avevamo sporcato parecchio e c'erano anche leggere tracce di sangue addosso a entrambi, che ovviamente doveva essere dovuto alla rottura dell'imene di Chiara.
Prima che potessi pulirmi il pisello, Chiara si girò verso di me e disse «Voglio farlo io», e prese delicatamente a pulirmi. Quella stimolazione mi fece tornare appena barzotto e allora presi Chiara per la testa e la avvicinai piano a me. Lei non fece storie e io glielo infilai in bocca, voglioso di continuare. Mentre lei ciucciava, notai Denise e Federica che ridevano, indicando col dito il culo di Chiara, che era vicinissimo alle loro facce.
«Leccagliela» ordinai a Denise con un tono autoritario che nemmeno io sapevo da dove era uscito.
Lei mi guardò con aria di sfida, mise le mani su entrambe le chiappe di Chiara e le allargò, per tuffarcisi in mezzo con la faccia.
Purtroppo suonò la campanella proprio in quel momento, e lei si staccò subito.
Chiara si staccò da me e si girò verso Denise per dirle in tono scandalizzato «Ma che cosa hai fatto?»
«Sta zitta che ti è piaciuto!» rispose l'amica lanciandole adosso i vestiti che Chiara si doveva rimettere.
Risero entrambe e Denise le diede una mano a finire di pulirsi e a rivestire.
Le altre erano già pronte e aspettavano solo noi, anzi, aspettavo di sentire il verdetto di Chiara.
«Come è stato?» le chiese Denise quando Chiara ebbe finito di rivestirsi.
«Spettacolare!» esordì Chiara, per poi lanciarsi nella descrizione dei dettagli, chiacchierando come se niente fosse mentre uscivano dagli spogliatoi.
Prese dal momento, praticamente si dimenticarono di me, che le seguii in classe in silenzio, ascoltando ciò che Chiara aveva da dire.
Era esaltata, ma soprattutto soddisfatta. Era felice e su di giri, si poteva vedere da un chilometro. Io, di mio, ero felice di vederla così, ed ero felice che fosse per merito mio. Entrambi avevamo fatto sesso per la prima volta ed era stato bellissimo. Adesso però, una era andata, ora toccava alle altre. I giorni a venire avrei preso la verginità anche di Jessica e Federica, e avrei fatto sesso con Denise. Avremmo provato, sperimentato e giocato tutti insieme. Tutto questo non era di certo nella mia cartellina del bingo quando avevo iniziato a frequentare quella nuova scuola, ma ero felicissimo di poter fare quelle esperienze con loro.



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scritto il
2026-09-30
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