La scuola nuova 2
di
Pienodiidee
genere
prime esperienze
Nessuna delle ragazze mi rivolse la parola fino al giorno seguente, quando al suonare della prima ricreazione stavano per uscire, ma Chiara si fermò e mi guardò con quei suoi occhioni azzurri e mi chiese:
«Vieni con noi?»
Io la guardai stupito, non capivo che cosa volesse.
«A fare cosa?»
«Ricreazione»
«Lascialo stare!» interruppe Denise.
«Ma perché? Se ne sta sempre da solo a ricreazione, facciamolo venire con noi!» replicò Chiara, prendendomi per il braccio e costringendomi ad alzarmi in piedi.
Io non protestai più di tanto, era vero che me ne stavo sempre in disparte, e mi faceva piacere poter passare del tempo insieme a qualcuno. Però mi preoccupava un po' per quello che era successo il giorno prima, anche se non sembrava che Chiara avesse cattive intenzioni, sembrava genuina.
Mi trascinò insieme alle altre tenendomi per il braccio tutta contenta. Mi quasi sfoggiò alle altre, che mi guardarono curiose senza dire niente, e andammo in cortile a passare una normale ricreazione, con Chiara che continuava a tenermi il braccio, come se fossi suo, o forse perché credeva che sarei scappato. Nessuna accennò ai fatti del giorno precedente, parlarono soltanto delle cose normali di cui immaginavo parlassero di solito. Tornammo in classe e passarono altre ore, fino alla seconda ricreazione, in cui Chiara mi prese di nuovo per braccio e mi trascinò con lei.
Stavolta Denise la fermò.
«Che c’è, adesso è amico nostro?»
Ci rimasi male.
«Eddai, non c'è niente di male se viene con noi!» mi difese Chiara.
«Ti sei innamorata?» la seccò Denise.
«N… no, è che sta sempre da solo»
«È un maniaco, ci guarda sempre le scollature!» ribatté Denise scocciata.
«Tutti i ragazzi guardano le ragazze, e poi pure noi abbiamo guardato lui»
Era bello vedere Chiara che mi difendeva, non me lo aspettavo, ma era molto carino da parte sua.
«Non è che te lo vuoi portare solo perché lo vuoi vedere di nuovo nudo?» la punzecchiò Denise.
Chiara non rispose e le sue guance pallide divennero tutte rosse per la vergogna.
«Non è che ci dispiacerebbe!» si intromise Jessica per alleggerire la situazione.
Risero tutte tranne Denise, che scuoteva la testa in disapprovazione.
«Basta chiedere!» aggiunsi io scherzando, anche se lo intendevo veramente. Avevo lanciato l’amo, ora dovevo solo sperare che abboccasse.
«La palestra è vuota, potremmo andare agli spogliatoi come ieri» intervenne Chiara.
Non ci credevo che lo volesse davvero, ma sembrava che tutte loro lo volessero, e probabilmente non avevano il coraggio di ammetterlo.
«Per me va bene se volete, in fondo sono curioso anche io» dissi.
Chiara mi guardò e fece un grosso sorriso.
«Andiamo!» disse iniziando a trascinarmi, con le altre al seguito.
Raggiunto lo spogliatoio, le ragazze mi si misero intorno e Denise mi ordinò «Spogliati!»
«Va bene» risposi iniziando a spogliarmi, «ma non sarebbe giusto se vi spogliaste anche voi? Oggi non sono in debito»
«Mi hai schizzato in faccia!» protestò Denise.
«Ha ragione, non sarebbe giusto» mi difese timidamente Laura, era la prima volta che la sentivo entrare nella questione.
Chiara fu la prima a togliersi la maglietta, poi si girò e mi chiese di toglierle il reggiseno. Ci riuscii immediatamente, con sorpresa mia e delle altre ragazze. Anche Jessica e Laura iniziarono a spogliarsi.
«Ti piacciono?» mi chiese Chiara, con quei suoi occhioni da cucciolotta, riferendosi ai suoi seni.
«Certo!»
«Però sono piccole» si lamentò toccandosi i capezzoli.
«Mi piacciono molto anche così, sono molto carine»
Lo dissi per tirarla su di morale, perché lei era stata gentile con me e non volevo essere da meno, però era vero che mi piacevano quei suoi capezzoli.
Adesso anche Jessica e Laura erano con le tette di fuori, allora Denise scosse la testa di nuovo in disapprovazione e poi si spogliò anche lei. Ormai anche io ero completamente nudo, e la visione di tutte quelle tette me lo fece diventare duro immediatamente, mi sembrava di stare in paradiso.
Chiara me lo prese in mano e iniziò a segarmi piano, dolcemente e con delicatezza, mettendosi di fianco a me per far vedere anche le altre. Io le passai il braccio dietro la schiena come ad abbracciarla, ma con la mano le andai a toccare il capezzolo destro. Lei sussultò, ma non disse niente. Laura prese a massaggiarmi le palle, mentre Jessica mi prese una mano e se la portò al seno per farsi toccare. Solo Denise guardava e basta, ormai me l'ero fatta nemica.
Emisi un gemito di piacere.
«Ti piace?» chiese Chiara.
«Sì, è bellissimo. Voi tutte siete bellissime» le risposi guardandola negli occhi.
Tolsi la mano dalla sua tetta e la feci scorrere sulla sua schiena, scendendo fino ai jeans e infilandola dentro per palparle il culo. Lei non disse niente, ma iniziava ad avere il fiato corto dall’eccitazione. Prese a segarmi con più vigore, facendo eccitare anche me.
Era bello toccarle il culo e stringerlo a mio piacimento, ma volevo spingermi oltre, così scesi ancora più in basso e le toccai la fica da dietro, facendola sobbalzare. Era bagnatissima e bollente.
«Sì» esclamò Chiara con voce sensuale, chiudendo gli occhi per abbandonarsi al piacere.
Le altre la guardavano incredule, ma si capiva che erano molto eccitate anche loro. Laura e persino Denise iniziarono a toccarsi dentro le mutande, mentre Jessica prese la mano che avevo sul suo seno e la portò in basso, dove mi feci da solo strada nelle sue mutandine e iniziai a sfregarle il clitoride.
«Basta!» esclamò Denise, togliendo le mani delle altre dal mio cazzo in tiro, poi si inginocchiò e lo prese in bocca, sotto gli occhi stupiti di tutti.
Era il mio primo pompino e mi stava piacendo da impazzire. Denise pompava su e giù lungo il mio cazzo a una voracità incredibile, si vedeva che aveva esperienza, ed infatti era l'unica del gruppo ad averne. Mi fece venire quasi subito, e stavolta bevve tutto senza far cadere nemmeno una goccia.
«Denise!» esclamò Jessica stupita, poi aggiunse «fine dei giochi!»
«No, posso continuare» risposi carico di eccitazione sessuale.
Mi inginocchiai e abbassai i pantaloni e le mutandine di Chiara in un solo colpo, e iniziai a baciarla tra le gambe.
Lei disse «No!» vergognandosi un po' di essere completamente nuda, ma si sedette su una delle panche tirandomi la mano per seguirla. Le allargai le gambe e rimasi fermo ad ammirarle la fica, era la prima volta che ne vedevo una dal vivo.
«Smettila di fissarla, è imbarazzante!» mi rimproverò lei con voce tremante.
Iniziai a baciare la sua fica cercando di trattenermi dall’avventarmici troppo, poi iniziai leccare dolcemente e ad assaporare i suoi umori con gusto, passando la lingua sul clitoride e sul resto. Lei sembrò andare in estasi e poco dopo iniziò a torturarsi il clitoride con una mano e un capezzolo con l'altra, mentre io la leccavo dentro.
Sentii un peso morbido sulla schiena, erano le tette di Jessica che mi si era appiccicata addosso per raggiungere il mio cazzo e tornare a segarlo, intanto le altre due si erano sedute a fianco a Chiara e si stavano masturbando, Laura le stava persino toccando un capezzolo. Suonò la campanella, quindi per sbrigarmi infilai due dita appena dentro Chiara, che ormai era un lago, e iniziai a masturbarla senza entrare troppo, perché avevo paura di romperle l'imene involontariamente, in fondo ero vergine anche io, e non ero affatto esperto, sapevo solo quello che avevo visto nei porno.
«Dobbiamo andare!» disse Denise, che era l'unica che sembrava avere abbastanza autocontrollo.
«Aspetta! Sto venendo! Sto venendo!» gemette Chiara col fiato spezzato, inarcando la schiena per il piacere, per poi ricadere sulla panca stremata.
Io mi fermai, avrei voluto scoparla lì e subito, ma non era possibile, se mancavamo in troppi a lezione ci avrebbero cercato e scoperti.
Ci rivestimmo tutti in fretta, tranne Chiara, che sembrava sconvolta.
«Iniziate ad andare, io vi raggiungo» disse, così ci incamminammo, anche se non volevo lasciarla lì, ma Denise insistette.
Chiara ci raggiunse poco dopo, a lezione appena incominciata e si sistemò al suo posto. Sembravano tutte e quattro come immobili, perse nei loro pensieri, e io non ero da meno, ne volevo di più, non volevo che finisse, volevo continuare a fare quelle cose con loro e scoparle una per volta, e non riuscivo a pensare ad altro.
Alla fine delle lezioni, quando suonò la campanella, Chiara mi si avvicinò e mi sussurrò «Domani continuiamo»
Voti e commenti possono essere d'aiuto per migliorare. Grazie
«Vieni con noi?»
Io la guardai stupito, non capivo che cosa volesse.
«A fare cosa?»
«Ricreazione»
«Lascialo stare!» interruppe Denise.
«Ma perché? Se ne sta sempre da solo a ricreazione, facciamolo venire con noi!» replicò Chiara, prendendomi per il braccio e costringendomi ad alzarmi in piedi.
Io non protestai più di tanto, era vero che me ne stavo sempre in disparte, e mi faceva piacere poter passare del tempo insieme a qualcuno. Però mi preoccupava un po' per quello che era successo il giorno prima, anche se non sembrava che Chiara avesse cattive intenzioni, sembrava genuina.
Mi trascinò insieme alle altre tenendomi per il braccio tutta contenta. Mi quasi sfoggiò alle altre, che mi guardarono curiose senza dire niente, e andammo in cortile a passare una normale ricreazione, con Chiara che continuava a tenermi il braccio, come se fossi suo, o forse perché credeva che sarei scappato. Nessuna accennò ai fatti del giorno precedente, parlarono soltanto delle cose normali di cui immaginavo parlassero di solito. Tornammo in classe e passarono altre ore, fino alla seconda ricreazione, in cui Chiara mi prese di nuovo per braccio e mi trascinò con lei.
Stavolta Denise la fermò.
«Che c’è, adesso è amico nostro?»
Ci rimasi male.
«Eddai, non c'è niente di male se viene con noi!» mi difese Chiara.
«Ti sei innamorata?» la seccò Denise.
«N… no, è che sta sempre da solo»
«È un maniaco, ci guarda sempre le scollature!» ribatté Denise scocciata.
«Tutti i ragazzi guardano le ragazze, e poi pure noi abbiamo guardato lui»
Era bello vedere Chiara che mi difendeva, non me lo aspettavo, ma era molto carino da parte sua.
«Non è che te lo vuoi portare solo perché lo vuoi vedere di nuovo nudo?» la punzecchiò Denise.
Chiara non rispose e le sue guance pallide divennero tutte rosse per la vergogna.
«Non è che ci dispiacerebbe!» si intromise Jessica per alleggerire la situazione.
Risero tutte tranne Denise, che scuoteva la testa in disapprovazione.
«Basta chiedere!» aggiunsi io scherzando, anche se lo intendevo veramente. Avevo lanciato l’amo, ora dovevo solo sperare che abboccasse.
«La palestra è vuota, potremmo andare agli spogliatoi come ieri» intervenne Chiara.
Non ci credevo che lo volesse davvero, ma sembrava che tutte loro lo volessero, e probabilmente non avevano il coraggio di ammetterlo.
«Per me va bene se volete, in fondo sono curioso anche io» dissi.
Chiara mi guardò e fece un grosso sorriso.
«Andiamo!» disse iniziando a trascinarmi, con le altre al seguito.
Raggiunto lo spogliatoio, le ragazze mi si misero intorno e Denise mi ordinò «Spogliati!»
«Va bene» risposi iniziando a spogliarmi, «ma non sarebbe giusto se vi spogliaste anche voi? Oggi non sono in debito»
«Mi hai schizzato in faccia!» protestò Denise.
«Ha ragione, non sarebbe giusto» mi difese timidamente Laura, era la prima volta che la sentivo entrare nella questione.
Chiara fu la prima a togliersi la maglietta, poi si girò e mi chiese di toglierle il reggiseno. Ci riuscii immediatamente, con sorpresa mia e delle altre ragazze. Anche Jessica e Laura iniziarono a spogliarsi.
«Ti piacciono?» mi chiese Chiara, con quei suoi occhioni da cucciolotta, riferendosi ai suoi seni.
«Certo!»
«Però sono piccole» si lamentò toccandosi i capezzoli.
«Mi piacciono molto anche così, sono molto carine»
Lo dissi per tirarla su di morale, perché lei era stata gentile con me e non volevo essere da meno, però era vero che mi piacevano quei suoi capezzoli.
Adesso anche Jessica e Laura erano con le tette di fuori, allora Denise scosse la testa di nuovo in disapprovazione e poi si spogliò anche lei. Ormai anche io ero completamente nudo, e la visione di tutte quelle tette me lo fece diventare duro immediatamente, mi sembrava di stare in paradiso.
Chiara me lo prese in mano e iniziò a segarmi piano, dolcemente e con delicatezza, mettendosi di fianco a me per far vedere anche le altre. Io le passai il braccio dietro la schiena come ad abbracciarla, ma con la mano le andai a toccare il capezzolo destro. Lei sussultò, ma non disse niente. Laura prese a massaggiarmi le palle, mentre Jessica mi prese una mano e se la portò al seno per farsi toccare. Solo Denise guardava e basta, ormai me l'ero fatta nemica.
Emisi un gemito di piacere.
«Ti piace?» chiese Chiara.
«Sì, è bellissimo. Voi tutte siete bellissime» le risposi guardandola negli occhi.
Tolsi la mano dalla sua tetta e la feci scorrere sulla sua schiena, scendendo fino ai jeans e infilandola dentro per palparle il culo. Lei non disse niente, ma iniziava ad avere il fiato corto dall’eccitazione. Prese a segarmi con più vigore, facendo eccitare anche me.
Era bello toccarle il culo e stringerlo a mio piacimento, ma volevo spingermi oltre, così scesi ancora più in basso e le toccai la fica da dietro, facendola sobbalzare. Era bagnatissima e bollente.
«Sì» esclamò Chiara con voce sensuale, chiudendo gli occhi per abbandonarsi al piacere.
Le altre la guardavano incredule, ma si capiva che erano molto eccitate anche loro. Laura e persino Denise iniziarono a toccarsi dentro le mutande, mentre Jessica prese la mano che avevo sul suo seno e la portò in basso, dove mi feci da solo strada nelle sue mutandine e iniziai a sfregarle il clitoride.
«Basta!» esclamò Denise, togliendo le mani delle altre dal mio cazzo in tiro, poi si inginocchiò e lo prese in bocca, sotto gli occhi stupiti di tutti.
Era il mio primo pompino e mi stava piacendo da impazzire. Denise pompava su e giù lungo il mio cazzo a una voracità incredibile, si vedeva che aveva esperienza, ed infatti era l'unica del gruppo ad averne. Mi fece venire quasi subito, e stavolta bevve tutto senza far cadere nemmeno una goccia.
«Denise!» esclamò Jessica stupita, poi aggiunse «fine dei giochi!»
«No, posso continuare» risposi carico di eccitazione sessuale.
Mi inginocchiai e abbassai i pantaloni e le mutandine di Chiara in un solo colpo, e iniziai a baciarla tra le gambe.
Lei disse «No!» vergognandosi un po' di essere completamente nuda, ma si sedette su una delle panche tirandomi la mano per seguirla. Le allargai le gambe e rimasi fermo ad ammirarle la fica, era la prima volta che ne vedevo una dal vivo.
«Smettila di fissarla, è imbarazzante!» mi rimproverò lei con voce tremante.
Iniziai a baciare la sua fica cercando di trattenermi dall’avventarmici troppo, poi iniziai leccare dolcemente e ad assaporare i suoi umori con gusto, passando la lingua sul clitoride e sul resto. Lei sembrò andare in estasi e poco dopo iniziò a torturarsi il clitoride con una mano e un capezzolo con l'altra, mentre io la leccavo dentro.
Sentii un peso morbido sulla schiena, erano le tette di Jessica che mi si era appiccicata addosso per raggiungere il mio cazzo e tornare a segarlo, intanto le altre due si erano sedute a fianco a Chiara e si stavano masturbando, Laura le stava persino toccando un capezzolo. Suonò la campanella, quindi per sbrigarmi infilai due dita appena dentro Chiara, che ormai era un lago, e iniziai a masturbarla senza entrare troppo, perché avevo paura di romperle l'imene involontariamente, in fondo ero vergine anche io, e non ero affatto esperto, sapevo solo quello che avevo visto nei porno.
«Dobbiamo andare!» disse Denise, che era l'unica che sembrava avere abbastanza autocontrollo.
«Aspetta! Sto venendo! Sto venendo!» gemette Chiara col fiato spezzato, inarcando la schiena per il piacere, per poi ricadere sulla panca stremata.
Io mi fermai, avrei voluto scoparla lì e subito, ma non era possibile, se mancavamo in troppi a lezione ci avrebbero cercato e scoperti.
Ci rivestimmo tutti in fretta, tranne Chiara, che sembrava sconvolta.
«Iniziate ad andare, io vi raggiungo» disse, così ci incamminammo, anche se non volevo lasciarla lì, ma Denise insistette.
Chiara ci raggiunse poco dopo, a lezione appena incominciata e si sistemò al suo posto. Sembravano tutte e quattro come immobili, perse nei loro pensieri, e io non ero da meno, ne volevo di più, non volevo che finisse, volevo continuare a fare quelle cose con loro e scoparle una per volta, e non riuscivo a pensare ad altro.
Alla fine delle lezioni, quando suonò la campanella, Chiara mi si avvicinò e mi sussurrò «Domani continuiamo»
Voti e commenti possono essere d'aiuto per migliorare. Grazie
17
voti
voti
valutazione
6.4
6.4
Continua a leggere racconti dello stesso autore
racconto precedente
La scuola nuova 1
Commenti dei lettori al racconto erotico