Le nuove tette di mia sorella Sara 2

scritto il 2026-10-15 tempo di lettura 12 min

di
genere
incesti
cura
A

La mattina dopo fu strano a colazione. Mia sorella Sara si presentò a tavola come al solito indossando soltanto mutandine e canottiera, ma stavolta non dovetti guardarla di nascosto e mi assicurai che notasse che la stavo guardando da cima a piedi in ogni sua curva. Normalmente lei era altezzosa e spocchiosa, ma adesso sembrava più tranquilla del solito e quando mi guardava distoglieva subito lo sguardo. Si stava vergognando. Provava vergogna perché ora sapeva che conoscevo quel lato di lei, quel lato da troia che aveva. Probabilmente temeva anche qualche mia azione che l’avrebbe messa nei guai, ma non era affatto mia intenzione metterla nei guai, in fondo, volevo continuare a scoparmela e usarla come mio personale sfogo sessuale. Mangiammo in silenzio e lei tenne tutto il tempo gli occhi bassi. Persino nostro padre lo notò, ma lei disse semplicemente di non sentirsi in forma e aver dormito poco. Nostro padre si alzò per primo e nostra madre lo seguì, lasciandoci soli in cucina. Sarà si affrettò a sparecchiare la sua parte e io la seguii al lavandino. Mi misi appiccicato accanto a lei e le misi una mano sul culo coperto solo in parte dalle mutandine.
«Che fai?» mi chiese preoccupata, guardandosi intorno per accertarsi che non ci fossero i nostri genitori.
«Niente, tu?» risposi tranquillamente, facendo scivolare le dita sotto la stoffa delle mutandine e cercando i suoi buchi.
«Non possiamo» protestò lei senza convinzione, gemendo quando le infilai un dito nella sua fessura bagnata.
«Adesso sei mia» le sussurrai eroticamente, affondando il dito dentro di lei e stingendo la sua chiappa col resto della mano.
Lei girò la testa verso di me e mi fissò le labbra. Sembrava quasi che volesse mordermele.
«Credevo che mi odiassi» confessò lei timidamente.
«Perché mai dovrei odiarti? Sei la mia sorellona»
Non l'avevo mai chiamata sorellona, era soltanto un tentativo di sembrare dolce, era vero che non la sopportassi, ma questo era prima che lei fosse oggetto dei miei desideri erotici, e adesso dovevo convincerla a continuare a fare sesso. Le diedi un bacio sulla guancia e poi le leccai l'orecchio, il primo per essere dolce, il secondo per farla eccitare. Lei mi guardò con occhi languidi, sembrava essere convinta. Allora non lo sapevo ma lei aveva sempre desiderato avere un buon rapporto con me. Non di questo tipo, certo, ma per lei questa era un' occasione di legarsi a me.
«Tu mi vuoi?» domandò lei con un filo di voce, come se temesse di essere respinta.
«Io ti desidero sorellona, sei così bella e sexy, mi fai sempre eccitare»
Le presi la mano e gliela misi sulle mie mutande, per farle sentire il bozzo rigonfio a causa sua, mentre con l'altra mano tenevo ancora un dito dentro di lei.
«Non ti da fastidio quello che mi hai beccato a fare ieri sera? Il porno intendo»
Le diedi un altro bacetto, stavolta sulle labbra.
«Ma no, sorellona. Mi piace che sei zoccola, e mi piace ancora di più se lo sei con me»
A quel punto lei non resistette più e mi infilò la mano nelle mutande e prese a farmi una sega. Anche io feci lo stesso con lei, affondandole due dita nella fica mentre le premevo il pollice sul buco del culo. Lei era molto tesa, potevo sentirla stringere le pareti della sua fica sulle mie dita. Era tesa sia per la situazione che perché temeva arrivassero i nostri genitori.
«Non possiamo, potrebbero scoprirci»
«Allora facciamo in fretta»
Volevo continuare a farle il ditalino, ma lei si abbassò e mi tirò fuori il cazzo dalle mutande.
«Fai in fretta» mi disse mettendosi a bocca aperta, schiena al mobile del lavandino.
Le infilai il cazzo in bocca e sentii immediatamente le sue labbra avvolgermi. Era bella calda e viscida, ma lei non si mosse. Capii che voleva che le scopassi la bocca, così iniziai a muovermi io dentro e fuori la sua bocca. La mia cappella le sbatteva sul palato e poi le scivolava verso le tonsille a ripetizione. Più affondavo e più la bocca di mia sorella era stretta e piacevole. Ero durissimo e le scopavo la gola più velocemente che potevo. Lei aveva tirato fuori la lingua e potevo sentire la sua punta bagnarmi le palle quando le affondavo il cazzo in gola. Doveva averlo già fatto perché sembrava fin troppo esperta in ciò che stava facendo e sembrava non avere nemmeno i conati di vomito nonostante tutto. Si fermò solo qualche secondo per prendere respiro e poi le rinfilai a forza il cazzo in gola. La bocca di mia sorella era così piacevole che non ci volle molto a farmi venire, soprattutto a quel ritmo veloce. Le sborrai direttamente in gola un bel getto di sperma, facendola quasi strozzare. Sarà cominciò a tossire forte e sentii i passi veloci dei miei genitori venire verso la cucina, così mi rimisi il cazzo nelle mutande e feci finta di soccorrere Sara.
«Che succede?» chiese nostra madre.
Sara si riprese e rispose con la voce spezzata «Niente, mi è andata l’acqua di traverso»
Sollevati da quella risposta, sia mamma che papà lasciarono la stanza.
«Sarà meglio continuare un’altra volta» disse Sara a bassa voce.
«Ti aspetto stasera quando torni»
Lei mi guardò per qualche secondo e poi mi chiese «Davvero ti faccio?»
«Certo, sorellona» le risposi facendole sorridendole.
«Posso darti un bacio?» chiese timidamente.
«Certo, non serve chiedere»
Lei mi baciò sulle labbra, si staccò e sorrise. Sembrava molto sollevata, si era appena tolta i dubbi che l'avevano tenuta sveglia la notte precedente, adesso sentiva che c'era complicità tra noi. Lasciò la cucina sculettando allegramente, era al settimo cielo per la gioia. Aveva trovato l’amore che aveva sempre desiderato da me come fratello, e inoltre poteva soddisfare le sue continue voglie sessuali quando poteva. Quella mattina Sara aveva vinto due volte.

La rincontrai la sera che stava per andare a poggiare il borsone della palestra in camera sua. Era appena tornata dall’allenamento ed era completamente sudata. Il sudore le aveva bagnato quasi completamente il top sportivo che indossava. Le copriva giusto quelle tette enormi che aveva, lasciando scoperto il resto della pancia, lucida di sudore. Mi guardò incerta e la salutai con un caloroso sorriso. Lei sembrò pensarci e poi si avvicinò cauta e mi diede un bacetto sulla guancia. Fu strano, perché ancora non si era abituata all’idea del nostro nuovo rapporto e lei sembrò parecchio rigida, come se fosse insicura sul fatto che anche quel semplice bacetto avrebbe potuto darmi fastidio. La colpa era anche mia, perché anche se eravamo fratello e sorella, non eravamo mai stati affettuosi l’un l'altro, ma devo ammettere mi faceva piacere ricevere un po' di affetto da lei.
«Ci vediamo dopo in camera da me? Devo farti vedere una cosa» sussurrò mia sorella in maniera piuttosto sensuale.
«Mamma e papà sono a cena fuori, ne potremmo approfittare ora»
Lei mi guardò carica di desiderio.
«Fammi prima lavare, sono tutta sudata»
«Vengo con te»
«No dai, senti come puzzo, ci metto cinque minuti e ti raggiungo»
«Eddai sorellona! Mi sei mancata tanto e voglio stare con te… fammi guardare mentre ti fai la doccia»
Avevo il sospetto che non riuscisse a resistermi quando la chiamavo sorellona, perciò la chiamai così per testare la mia teoria. Avevo ragione, perché annuì e mi prese per mano, trascinandomi in bagno.
Si fermò al solito punto davanti allo specchio, dove tante volte l’avevo spiata dalla telecamera nascosta, e anche stavolta l’avevo accesa appena l’avevo sentita entrare.
Sembrava quasi incerta sul da farsi, eppure scopava in giro e faceva video porno. Ero io che le facevo provare vergogna, perciò presi l’iniziativa, andando ad afferrare la zip del suo top, proprio vicino al suo collo, e tirai giù la lampo, liberando quelle due enormi e magnifiche tette abbronzate. Erano completamente bagnate e lucide di sudore, a pochi centimetri da me. Avevo desiderato tante volte di essere in quel bagno con lei e senza indugiare le strinsi una tetta e la alzai, per poi avvicinarmi con la lingua a leccare da dove iniziava la piega inferiore del seno, per salire lentamente verso il capezzolo e succhiarglielo. Il suo sapore salato scorreva su tutta la mia lingua, facendomi eccitare come non mai. La sua pelle sudata era per me il migliore afrodisiaco.
«Fratellino, che fai? Sono tutta sudata»
Non fu un rimprovero, anche lei era eccitata e per la prima volta mi aveva chiamato fratellino. Era la prova che le stava piacendo essere leccata da suo fratello, tutta sudata com’era.
Non le risposi, ma le feci capire che mi stava piacendo leccarla sudata, andando ad alzarle il braccio e salendo con la lingua fino alla sua ascella completamente bagnata e forte del suo odore. Avevo già il cazzo duro e lo tirai fuori e presi a segarmi mentre le leccavo l’ascella. Anche lei fu completamente eccitata dalla cosa, perché con la mano libera si abbassò un po' i pantaloni elasticizzati della palestra, sotto niente mutandine, e iniziò a masturbarsi anche lei. Eravamo entrambi inebriati dall'erotismo del momento, dalla mia lingua sulla sua pelle, dal suo sapore acidulo e intenso e dalla voglia che avevamo l'uno dell'altra.
Le diedi un'ultima leccata assaporandola per bene e dissi a mia sorella, guardandola negli occhi:
«Amo il tuo sapore, il sapore del tuo corpo»
Lei spalancò la bocca e inspirò a fondo, in estasi, come se avesse appena respirato le mie parole. Affondò le sue dita nella fica e poi portò la mano davanti a me, avvicinando quelle dita bagnate dei suoi umori alla mia bocca, e le spinse dolcemente dentro. Gliele succhiai provando piacere, passandole la lingua fra ognuna delle tre dita che avevo in bocca, assaporando su di esse il sapore della sua fica, mentre ci guardavamo negli occhi, carichi di voglia.
Comandato dall'eccitazione, tolsi la sua mani dalla bocca e mi avvicinai a lei, ma non la baciai, le leccai le labbra. Lei rispose alla mia leccata tirando fuori la lingua e cominciammo a leccarci a vicenda le lingue, scambiandoci ogni goccia di saliva. L’espressione sul volto di mia sorella tralasciava vedere la sua eccitazione, era rossa e sudata, e non solo per la palestra, il suo corpo era ormai bollente di desiderio. Vederla così era troppo, volevo farla mia immediatamente, ma prima scesi su di lei per assaporare il suo sesso colmo di eccitazione, umori e sudore. Era la fica più buona che avessi mai assaggiato e la voglia di lei era così tanta che resistetti solo per qualche leccata prima di alzarmi, girare mia sorella, abbassarle i pantaloncini e infilarglielo dentro da dietro, tutto in una volta. Fu questione di un’istante e lei si ritrovò penetrata, con me dentro di lei, che iniziavo a spingere furiosamente. Lei non riuscì nemmeno a parlare, che cominciò a godere e gemere. La sua vagina era calda e così bagnata da farmi scivolare dentro di lei perfettamente. Le misi una mano sulla bocca per non farle fare rumore, ma poi mi ricordai che eravamo soli in casa, così la afferrai saldamente per i fianchi e spinsi al massimo il nostro ritmo. Sbattevo violentemente il mio corpo contro il suo sedere, facendolo rimbalzare in una maniera così erotica che mi spingeva a scoparla ancora più forte. I suoi gemiti ormai erano continue urla di piacere, finché venne, tremando appena e sostenendosi al lavandino con tutto il corpo superiore, per evitare che le gambe le cedessero. Le sue tette erano completamente nel lavandino e d’istinto aprii il rubinetto dell' acqua calda, che cominciò a riempire il lavandino. Continuavo a scopare mia sorella e a ogni mio colpo adesso le sue tette rimbalzavano nell'acqua del lavandino, schizzando ovunque. Lei era senza fiato e io stavo per venire. Sara non riuscì a dirmi di non venirle dentro, ma me ne ricordai, tirando fuori il mio cazzo all'ultimo e sborrandole sul culo.
Lei prese due grosse boccate d’aria e disse soltanto «Wow!»
Chiuse il lavandino e si girò verso di me, con le tette che gocciolavano acqua.
Scaricata la voglia e passata l'eccitazione dopo averle eiaculato addosso, non sapevo cosa dirle.
Lei sorrise divertita e mi abbracciò, schiacciandomi addosso le sue belle tettone, e accarezzandomi i capelli.
«E bravo il mio fratellino!» scherzò lei.
«Sei magnifica, sorellona!» le dissi flirtando.
La baciai sulle labbra e lei si staccò da me.
«Fammi lavare adesso, che sono tutta un casino»
Annuii e la guardai spogliarsi completamente ed entrare nella doccia. Mi sedetti sulla tazza a guardarla e anche lei mi guardò tutto il tempo mentre si bagnava, insaponava e lavava. Vederla passarsi le mani insaponate su quel corpo magnifico mi fece tornare l’erezione e cominciai a masturbarmi guardandola. Lei fece di proposito ogni movimento erotico le venisse in mente, facendo crescere il mio desiderio mentre mi segavo su di lei. Finito di lavarsi, uscì dalla doccia, si asciugò velocemente e venne verso di me. Piegandosi, mi prese il cazzo in mano e proseguì lei a segarmi.
Guardandomi negli occhi disse:
«Dimmi che mi ami»
La accontentai.
«Ti amo, sorellona»
Lei sembrò soddisfatta dalla mia risposta, e disse:
«Ancora, dimmelo ancora» aumentando il ritmo della sega.
«Ti amo, sorellona!»
«Ancora, dimmi che ami tua sorella!» ordinò lei inebriata.
«Amo mia sorella! Amo mia sor…!» esclamai venendo una seconda volta.
«Bravo!» si complimentò lei, leccando lo sperma che era finito sulla sua mano.
«Adesso però vestiamoci e andiamo a preparare la cena, che mi hai messo una gran fame»
«Ok» le risposi alzandomi.
Le diedi un bacetto sulla guancia e lei ne sembrò felice.
Ci rivestimmo e sistemammo il bagno, prima di scendere in cucina a preparare la cena.




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