Escursione in motoscafo

di
genere
bisex

Eravamo andati a camminare sulla spiaggia io ed Eleonora, siamo usciti presto in modo da stare a casa per le nove, eravamo stati invitati a pranzo dai miei suoceri. Avevamo i costumi, lei aveva il solito bikini sdrucito ed una maglietta mia sopra, io avevo i pantaloncini. Al mare non c’era nessuno, abbiamo lasciato la maglietta sua ed i miei pantaloncini sotto la pedana dello stabilimento, un punto nascosto, avremmo camminato in costume. Dopocirca un’ora ci siamo trovati sul molo che si intrufola per circa duecento metri nel mare, c’era molto movimento, solo allora ci siamo accorti che stavano preparando la processione in mare di un santo molto venerato dai pescatori. Volevo tornare indietro, Eleonora voleva vedere l’organizzazione. Non che gli altri stessero più vestiti di noi, ma il bikini di Eleonora non mi dava tanta sicurezza, mentre camminava, siccome la stoffa elastica aveva perso la sua proprietà, si scopriva parte della figa, i seni poi erano scoperti appena fin sopra ai capezzoli. Cercavo di camminarle davanti per coprirla anche se il mio costume ormai logoro era quasi trasparente. Insomma ci eravamo
cacciati in un bel guaio. Ci sembrava difficile anche tornare sulla stessa strada che avevamo fatto però non avevamo scelta. La processione stava per partire, stavamo per rimetterci in cammino quando due ragazzi su un motoscafo ci dicono se vogliamo seguire la processione, io avrei detto no subito invece Eleonora per poco non saltava sul motoscafo, ci hanno detto di camminare qualche decina di metri che sul molo c’erano degli scalini che ci avrebbero consentito di salire sul natante. Cazzo i ragazzi ci hanno accolto veramente bene, due bei ragazzi molto simpatici che subito ci hanno proposto un percorso alternativo che portava in una zona chiamata Le scogliere, che conoscevamo, quindi abbiamo accettato. Quando non potevamo essere più visti, i ragazzi sono rimasti nudi invitandoci a fare la stessa cosa. Eleonora era già nuda, si era messa davanti al ragazzo
che guidava mentre io e l’altro ragazzo c’eravamo seduti sulla panca. Mentre il ragazzo che guidava il motoscafo aveva il cazzo dritto poggiato sul culo di Eleonora, l’altro seduto vicino a me aveva il cazzo moscio anche se di rilevante misura. Abbastanza eccitato da quello che vedevo davanti a noi pensavo che il ragazzo vicino a me prendesse l’iniziativa, visto che non succedeva ho fatto il primo passo, sembrava di piombo, era pesante. Ormai il cazzo di quello che guidava era nella figa di Eleonora che si muoveva per sentirlo bene, mi sono piegato l’ho preso con la bocca. Non eravamo nuovi io e lei a certe esperienze. Appena nella mia bocca quel cazzo è diventato enorme, un cenno ed i ragazzi si sono scambiati i posti. Eleonora è rimasta soggiogata da quel attrezzo ed io mi sono riservato di far sborrare. Lei sostenuta da quel cazzo nella figa non toccava i piedi a terra, era abbracciata al ragazzo torcendosi per sentirlo tutto dentro, l’altro con me ha sborrato mezzo litro nella mia bocca, mi sono fatto una sega, abbiamo deciso di raggiungere la processione, ci siamo rivestiti ed accodati. Siamo tornati dove avevamo lasciato la roba in quelle condizioni, lei aveva ancora tracce di sborra nella figa, io avevo ancora il sapore, la gente non si preoccupava di alcuni ci guardavano senza commentare, vedere Eleonora camminare con quel suo modo di atteggiarsi dire eccitante non rispecchia la verità, a me fa un effetto particolare. Questo lei lo sa, sa che è la mia parte debole, che in quel modo può fare tutto. Abbiamo ripreso la roba sotto la pedana, siamo tornati a casa in tempo per andare a pranzo dai suoceri. Quella esperienza ci è servita ad osare di più nelle nostre passeggiate. I ragazzi ci avevano dato dei riferimenti dove trovarli, non era vicinissimo, non siamo mai andati anche perché la minestra riscaldata non ci piace.
scritto il
2026-09-11
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