Casting con sorpresa
di
miaomiao7171
genere
prime esperienze
Questa sera mi sento stanca, voglio rilassarmi con una bella doccia e poi stendermi sul divano a cazzeggiare.
Sento le gambe e i piedi molto stanchi, fatico perfino a stare in piedi.
Hanno provato a coinvolgermi per un’apericena in un locale piuttosto in di Milano, ma, cortesemente, ho declinato l’invito e ho chiamato un taxi.
Arriva in circa 10 minuti, giusto il tempo di bere un caffè al bar sotto l’ufficio.
- Dove la porto, signora? – mi chiese la ragazza al volante.
Restai immobile per qualche istante, ad osservarla, sembrava una di quelle finte bamboline ben truccate che si vedono spesso su X.
Bionda, con capelli raccolti dietro, occhi azzurri ben valorizzati da un trucco a dir poco esemplare e labbra ben evidenziate da un color rosa molto acceso.
Indossa una canotta attillatissima, di quelle che non lasciano molto al caso, si intravede chiaro il push-up che valorizza il piccolo seno.
Sono estasiata e affascinata dalla sua bellezza, dalla sua semplicità.
- Signora, dove la devo portare? – stavolta con voce leggermente più altisonante
- Mi scusi, mi porti in via Cesare Battisti 123, perfavore - risposi con un lieve imbarazzo.
Mi accomodo sul sedile anteriore e richiudo lentamente lo sportello, senza sbatterlo.
Riparte subito dopo aver attivato il tassametro, immettendosi, con non poca difficoltà, nel caotico traffico che ogni sera riempie il corso.
Continuo a fissare il suo viso, sono rimasta davvero colpita dalla semplicità di quei lineamenti così perfetti e ne apprezzo soprattutto la pulizia della pelle.
Mi piace molto come il trucco, poco invasivo, ma molto accattivante, le valorizza la bellezza.
Trovo alquanto strano che una taxista così giovane giri per le vie di Milano, non certo la più sicura città d’Italia, così ben acconciata e, soprattutto, tutta sola e così esposta ai molti rischi che una donna, in questa città, corre.
Il mio sguardo cade inevitabilmente anche un po’ più in basso e noto che indossa dei cortissimi e attillatissimi short, di quelli che spesso si vedono nelle palestre.
H un corpo da fare invidia ad una modella e un leggero fremito di eccitazione scuote completamente il mio corpo.
- Sa che è la prima volta che vengo servita da una tassista donna? Eppure prendo il taxi quasi ogni giorno, per lavoro.
È nuova di queste parti?
- A dire il vero si, ho preso servizio giusto ieri, vengo da Roma - si affrettò a rispondermi con un modo di fare davvero aggraziato, ma deciso.
Ma forse sono io che la voglio vedere così.
- Da Roma a Milano, direi che le piace vivere nel traffico intenso delle grandi città?
Accenna un piccolo sorriso e prova a spiegarsi, quasi timidamente.
- In effetti devo sembrare davvero una sprovveduta, ai suoi occhi, per aver fatto questa scelta, ma non è certo questo il lavoro che vorrei fare, in futuro. Spero di riuscire ad entrare nel giro che conta in poco tempo, ho provato più e più volte a farmi notare, a Roma, come modella, ma nessuno è mai andato oltre all’offerta di un provino, ovviamente nella stanza da letto di casa sua.
Apprezzo molto quel suo modo di essere schietta e diretta e le do ad intendere che capisco perfettamente il suo stato d’animo, ci sono passata.
- Penso che non avrà certo difficoltà a farsi notare, qui a Milano, con la sua, e scusi se mi permetto, innocente bellezza. Qui le belle ragazze non passano certo inosservate e sono sicura che non farà fatica a farsi notare.
Girò leggermente la testa verso di me e annuì.
Non mi è mai capitato, in tutti questi anni, di restare così colpita da una ragazza che non avevo mai visto prima, e grazie al mio lavoro ne vedo a centinaia e centinaia ogni anno, ma lei aveva qualcosa che mi lasciava decisamente senza fiato, catturava la mia curiosità e, soprattutto, mi eccitava sotto.
- Sa che forse potrei aiutarla? Sono la titolare di un’agenzia pubblicitaria con sede qui a Milano e potrei proporla per un provino con uno dei più bravi fotografi di Milano, se ne avesse piacere.
- Dice sul serio o anche lei è la solita furbetta che vuole portarmi a letto? - si affrettò a rispondermi, stavolta con un fare molto più serio - Certo che mi farebbe piacere. Ma forse sarebbe meglio che prima ci conoscessimo un po’ meglio, non crede?
Ecco la risposta perfetta, esattamente quello che mi sarei aspettata da lei.
- Guardi, se vuole io sarei libera già tra un’oretta e potrei farle incontrare la mia miglior fotografa. Pensa di potersi liberare?
- Ci può giurare, che mi posso liberare, ma come posso essere certa che non mi stia prendendo in giro? Sa com’è di questi tempi non ci si può fidare quasi di nessuno
- Le lascio il mio biglietto da visita: qui trova i vari numeri dell’agenzia e anche mail e sito internet. Lei valuti il tutto e poi mi chiami, se pensa di potersi affidare alle mie mani
- Ottimo allora vedrò di farmi sentire, se le cose vanno come spero. Il mio nome è Karin, comunque. Piacere.
Allunga la mano verso la mia. La stringo con forza e contraccambio la presentazione, senza lasciar trasparire l’eccitazione che già provo nel poterla rivedere. Cerco di restare il più professionale possibile.
Poi resto in silenzio per il resto del viaggio e mi limito, qua e la, a scrutarla attentamente. Ha un corpo che mi fa impazzire e la passera continua ad inumidirsi.
Durante il tragitto cerco di attirare la sua attenzione con qualche mossa accattivante, voglio capire se le piacciono le donne, così da non fare una gaffe se dovesse accettare la mia proposta.
Arriviamo a destinazione in circa 30 minuti, pago la tariffa, compresa di mancia, e la saluto con l’augurio di risentirci presto.
Ammetto che ho una gran voglia di rivederla e nella mia mente, offuscata dalla sua bellezza, spero davvero che si faccia sentire al più presto.
Entro in casa e mi infilo direttamente nella doccia.
Continuo a rivedere e rivedere quel suo visino delizioso e la mano scivola, quasi meccanicamente, tra le mie cosce.
Comincio ad insaponarmi, e, dopo una breve massaggio a tette e capezzoli, scendo velocemente verso la mia fighetta.
Sfrego delicatamente il clitoride già visibilmente eretto, accarezzo delicatamente, più e più volte, le grandi labbra e poi le spalanco delicatamente.
Prima una e poi due dita riempirono finalmente la mia calda vagina. L’acqua accentua il mio piacere, ho la doccetta ben puntata sul clitoride.
Aumento il ritmo della penetrazione e in men che non si dica l’orgasmo esplode, divino!! Schizzo che è un piacere!
Le gambe mi tremano così intensamente che devo assolutamente sedermi.
L’acqua ora scroscia sui miei capelli e per qualche minuto mi lascio avvolgere dal suo candore.
Soddisfatta dal piacere che mi sono appena data mi alzo e prendo nuovamente ad insaporare tutto il corpo.
Gioco ancora un pochino con le mie tette e ma stavolta mi soffermo più e più volte sui capezzoli, voglio sentire quella scarica di piacere che solo le mie dita sanno farmi provare.
Mi sciacquo per bene e, dopo essermi asciugata, raccolgo delicatamente i capelli nell’asciugamano.
Coperta dal solo asciugamano, con vagina e culo liberi di respirare, mi reco poi in soggiorno, afferro un calice dal mobile bar e lo riempio con un fresco prosecco regalatomi da un’amica.
Un paio di sorsi e poi mi adagio finalmente sul comodo e ampio divano.
Sono davvero spossata, l’intenso godimento appena provato nella doccia mi ha tagliato le gambe.
Per qualche istante chiudo gli occhi e respiro profondamente. Altri due sorsi di vino e afferro lo smartphone.
Inizio a scrollare, quasi senza interesse e annoiata, le pagine dei vari social.
Leggo i messaggi e le mail ma nulla attira la mia attenzione, nemmeno la foto degli amici che si stanno divertendo senza di me, al locale.
In pochi minuti gli occhi si chiudono e mi lascio abbracciare dalle braccia di Morfeo. Ma non dura molto.
Verso le 20 squilla il telefono.
Sono tentata di non rispondere, sul display appare la scritta “numero sconosciuto”, ma lo faccio, spero che dall’altra parte ci sia lei, la bellissima biondina che poco prima, se pur solo nella mie fantasie, mi ha spinto a masturbarmi così intensamente.
- Salve, sono Karin, si ricorda di me? Ci siamo conosciute nel taxi, poche ore fa
Lascio passare qualche istante, non voglio farle credere che sono felice di risentire la sua voce, cerco di restare professionale.
- Salve, certo che mi ricordo di lei. Ha pensato alla mia offerta, pensa di voler fare il provino che le ho proposto?
- Si, si, la chiamavo proprio per questo. Mi piacerebbe incontrare lei e la sua fotografa. Ho sbirciato il sito internet della sua agenzia e l’ho trovata molto interessante. Davvero professionale. Ho visto che avete un parco ampissimo di modelle di tutte le etnie, alcune le conosco pure e ammetto di averne sentita qualcuna. Quando possiamo vederci, sono davvero eccitata all’idea di fare questo casting.
Vorrei urlarle di fiondarsi immediatamente a casa mia ma cerco di trattenere la mia euforia e le rispondo pacatamente, quasi distaccatamente.
- Guardi – continuo a darle del lei - io sarei libera stasera verso le 21, dopo cena, quindi se volesse raggiungermi qui, nel mio studio, al civico a cui mi ha accompagnato oggi, potrei già farle un casting. Pensa di potermi raggiungere, per quell’ora, o vuole che rimandiamo ad altro giorno?
Restò in silenzio per qualche istante, pensavo volesse darmi buca, ma poi mi da appuntamento per le 21.30, mi dice che prima non riesce ad essere da me, deve farsi una doccia e prepararsi accuratamente.
Accetto senza la minima esitazione e la saluto.
Mi sento una ragazzina alle prime armi, da quanto fremo al solo pensiero che presto sarà stata qui, tutta per me, a fare tutto quello che le chiederò.
Alla mia età, sono sulla quarantina, non avrei mai pensato di sentirmi così eccitata, così vulnerabile.
Avevo già deciso che quella sera me la sarei scopata.
Non potevo assolutamente lasciarmi scappare questa occasione.
Sistemo i capelli e poi inizio a frugare nell’armadio.
Opto per un paio di short molto corti e per una morbida camicia di seta bianca leggermente scollata, da indossare rigorosamente senza reggiseno, non voglio essere troppo provocante, potrebbe insospettirsi, ma nemmeno troppo casta.
Cerco di non esagerare con il trucco ma il rossetto deve essere di un rosso molto acceso, deve assolutamente far risaltare le mie labbra, voglio che le venga voglia di assaporarle.
Da anni non ho una compagna fissa ma ammetto che qualche scopatina me la sono fatta, non mi dispiace portarmi a letto qualche amica o qualche modella, ogni tanto.
Non sono mai stata una di quelle che cerca a tutti i costi di fare sesso con chiunque catturi la mia attenzione, non mi ritengo certo una troietta dai facili costumi, ma ammetto che quando voglio passare una bella nottata di sesso ci metto poco a trovare il/la partner ideale, grazie alla mia bella presenza e alla posizione sociale che mi sono creata qui a Milano.
Il culo è sempre stato il mio punto di forza e in molti si sono divertiti a strapazzarlo, adoro farmi inculare, ma pochi hanno potuto sfondarmi l’ano e nessuno è mai riuscito a farmi godere, prendendomi da dietro, nemmeno il cazzo o il dildo più grosso.
Ho un seno poco prosperoso, una seconda abbondante, ma ho dei capezzoli così gonfi che è impossibile non restarne affascinati. Farmeli succhiare dalle labbra di una donna, però, è molto più gratificante del farseli succhiare dalla bocca di un’uomo, su questo non ho il minimo dubbio.
Uso la lingua in modo magistrale (non sono certo io a dirlo) e molti uomini sono durati decisamente molto poco quando ho preso in bocca la loro cappella.
Le donne, invece, raggiungono orgasmi incredibili quando lecco loro le fighette e spesso squirtano nella mia bocca dopo che ho giocato a lungo con i loro clitoridi.
Amo la figa più del cazzo e voglio assaporare il piacere che mi danno separatamente, mai insieme. Ho scopato anche con più donne e più uomini insieme, ma mai ho cercato il mix tra le due cose.
Il cazzo mi piace solo quando è molto grosso, meglio se nero e di almeno 20 cm, mentre la fighetta la preferisco stretta e ben sigillata, da verginella, diciamo.
Suona in citofono. È lei. Puntualissima.
Rispondo e le indico il piano e l’interno.
Prendo dal frigo la bottiglia di prosecco fresco e poi verso su un piattino delle olive all’ascolana appena scaldate in microonde. Sistemo tutto, con ordine, sul tavolino davanti al divano e attraverso tutto il corridoio fino a giungere davanti al portoncino d’entrata. Le luci sono leggermente soffuse e nell’aria si sente forte la fragranza dell’incenso che più amo.
Le gambe sono molli e mi sento accaldata, mi sembra chiaro che l’eccitazione sta per prendere il sopravvento e spero che Karin non lo noti, almeno non subito, vorrei che capisca subito le mie intenzioni.
Apro la porta nel momento in cui lei sta per premere il pulsante del campanello.
È davanti a me, un corpo stupendo fasciato da un top fucsia che copre appena il seno e lascia scoperto l’ombelico e il basso ventre.
Un cortissimo golfino di cashmere bianco copre le sue spalle ma, aperto sul davanti, lascia intendere che sotto non porta reggiseno e i capezzoli già duri sono li a dimostrarlo.
Penso tra me e me che la piccola sia già piuttosto eccitata all’idea del provino che le farà a breve la fotografa e già fremo all’idea di quello che la piccola mi mostrerà..
Allungo la mano per farla accomodare, bacio entrambe le sue guance, ricambiata, e la conduco verso il soggiorno.
L’aiuto a sfilarsi il golfino, posizionandomi tatticamente dietro di lei, e mi soffermo ad osservare lo splendido fondo schiena che si ritrova, ingabbiato dalla strettissima mini, di jersey, che indossa.
La invito a sedersi sul divano e verso da bere per entrambe.
Mi accomodo a pochi centimetri da lei, ne sento distintamente il respiro, e accavallo le gambe. Lei fa lo stesso e per la prima volta riesco a scorgere un lembo del perizoma rosa che porta sotto la mini.
Parliamo per qualche minuto, tra un sorso e l’altro e assaporando anche qualche oliva ancora calda, del più e del meno.
Si lascia finalmente andare e mi racconta alcuni aneddoti molto intimi della sua vita. Mi parla della sua infanzia trascorsa felicemente in famiglia ma anche degli amori finiti male, per via della sua confusione sessuale.
Percepisco chiaramente che in molti abbiano cercato di approfittarsi di lei e questa cosa mi rattrista molto, non lo merita.
Dopo aver sorseggiato qualche calice di vino inizio a farle qualche domanda inerente alla mia professione.
- Dimmi Karin, quanti anni hai e cosa ti aspetti da questo provino, pensi di poter assecondare tutte le richieste che ti farò?
Mi guarda diritta negli occhi e sorseggia un’altro goccio di vino, giusto per schiarirsi la voce e bagnarsi le labbra, con quel modo di fare che mi ha catturato fin da subito.
Poi, deliziando i miei occhi, sistema leggermente la gonna, scavallando le gambe, permettendomi così di sbirciare nuovamente tra le sue cosce.
- Ho 22 anni e mezzo e sono prontissima per farmi guidare da te in questo casting. Non è la prima volta che lo faccio ma è la prima occasione di farne uno con una donna.
- Ora, però, vorrei essere io a chiederti una cosa, se me lo permetti. Vivi qui da sola o devo aspettarmi che da quella porta arrivi la tua dolce metà?
Mi sembra chiaro che la ragazza non è sciocca e intuisco che comincia ad interessarsi a me in modo non solo professionale.
Più volte a cercato di attirare la mia attenzione sulle sue cosce e anche lei non si è certo tirata indietro quando le ho permesso di sbirciare tra le mie.
- L’ultima storia che ho avuto è durata poco più di due anni e non era certo con un lui – e così dicendo la fissai diritta nei suo meravigliosi occhi azzurri – vivo sola da quando me ne sono andata dalla casa dei miei genitori e adesso sono libera e posso divertirmi come meglio credo. Ma non mescolo mai il piacere al lavoro, questo voglio che sia chiaro, Karin.
Scoppiamo in una fragorosa risata, nessuna delle due crede davvero a questa mia precisazione, e riprendiamo a sorseggiare dell’altro vino.
- Bene, dopo questi piccoli convenevoli direi sia ora di parlare di lavoro e devo farti conoscere la mia fotografa, l’unica altra figura presente nell’appartamento oltre a noi
Mi alzo dal divano e, scusandomi, mi reco nello studio che ho allestito in casa mia. Afferro la macchina, sistemo accuratamente l’obiettivo, e ritorno nel soggiorno.
Le arrivo da dietro, lei non si accorta che sono sola e poi le porgo la mano:
- piacere, sono Melissa, la fotografa che ti farà il casting, questa sera. Devo ammettere che la mia direttrice non sbagliava affatto sulla tua bellezza e sono molto felice ti abbia incontrata, oggi – Le sorrisi e poi mi lasciai sfuggire sottovoce:
- Sei stupita?
Si pone in piedi davanti a me, si porta il calice alla bocca e lo vuota con un unico sorso.
Lo appoggia sul tavolino e poi risponde alla mia domanda, senza nessuna titubanza, sorridendo:
- Devo dire che sei davvero una tipa strana, Melissa, ma ammetto che mi sei piaciuta fin da subito e sono davvero felice che sarai tu a farmi il provino. Ora sono già più rilassata e direi che possiamo iniziare con le foto, se ti va bene.
Annuisco e, prendendola delicatamente per una mano, la accompagno nello studio.
- Bene, possiamo iniziare, mostrami quello che sai fare.
Per ora voglio solo vedere come ti muovi. I vestiti che hai sono perfetti quindi lasciati andare e sposa la macchina fotografica, come se volessi farla innamorare di te
Per 20 minuti lascio che sia lei a decidere come atteggiarsi, ha un viso che cattura l’obiettivo e muove il suo corpo come una veterana del set. Non capisco come, a Roma, non sia riuscita sfondare, sinceramente.
- Devo ammettere che mi sei piaciuta molto, sei davvero spontanea. Adesso, però, voglio che resti con solo l’intimo addosso. Passiamo alle foto un po’ più intime. Penso tu sappia da sola che un booklet fotografico non è completo se non lasci vedere quelle parti più nascoste di te.
Non ho nemmeno finito di dirlo che me la ritrovo davanti in tutto il suo splendore:
il rosa del perizoma, ben piantato dentro il suo splendido fondoschiena, risalta splendidamente sulla sua carnagione chiara e i suoi lunghi capelli biondi, perfettamente lisci, arrivano ad accarezzarlo delicatamente.
I suoi seni sono splendidi e i capezzoli, di un rosa chiarissimo, fanno grande sfoggio di se e sono perfettamente eretti.
La invito a girarsi totalmente verso di me e qui arriva, inaspettata, la sorpresa della giornata:
dal velo trasparente del suo perizoma rosa si intravede distintamente un piccolo cazzetto tutto ringrinzito.
Scosto la macchina fotografica dal viso e penso, li per li, di aver avuto un’abbaglio, così mi avvicino a lei per controllare meglio, non mi aspettavo certo che la donna che vorrei scoparmi stasera sia in realtà una splendida trans.
Non mi sono affatto sbagliata, dietro quel perizoma c’è davvero un bel cazzetto e questo mi manda in visibilio.
Vorrei allungare subito la mano, per sentirlo crescere, ma cerco di trattenermi.
Nella sua voce non avevo riscontrato nulla che presagisse a questo e mai avrei pensato di ritrovarmi con una donna dotata di manganello, nello studio.
È la prima trans in assoluto che varca l’uscio di casa mia, e la ho davanti a me, mezza nuda, in tutto il suo splendore.
Sento la vagina inumidirsi e pulsare più che mai.
Quella visione mi ha letteralmente fatto schizzare l’eccitazione a mille. Le sorrido e le faccio intendere che apprezzo, la sorpresa, passandomi la lingua sulle labbra.
- Ora si mi è tutto chiaro, ora capisco perfettamente perchè a Roma non hai sfondato e, soprattutto, comprendo il motivo per cui tutti volevano portarti a letto - e scoppiai a ridere come una ragazzina.
Accompagnò la mia risata con un fare visibilmente soddisfatto e poi si avvicinò a me, con passo molto sensuale, fissandomi negli occhi.
- Quindi pensi che potrei comunque far parte della tua agenzia, anche se sono donna da poco tempo, o pensi che posso diventare solo bambolina con cui giocare quando sei eccitata, come stasera? - e così dicendo mi infilò, a sorpresa, la lingua in bocca.
Ovviamente corrispondo il suo azzardo e assecondo tutti i suoi movimenti di lingua, ora non mi devo più nascondere.
Lascio che riempia la mia bocca con la sua lingua per un po’ e poi prendo a giocare con le sue labbra, le succhio e le mordicchio voracemente, hanno un gusto irresistibile.
La sollevo con forza, l’eccitazione è talmente forte che non sento alcuna fatica, e la sbatto sul divano, quello che solitamente uso per i casting, non per fare sesso.
Sfilo il suo top ed inizio a titillare i suoi capezzoli già duri, esattamente come il cazzo che sento tra le sue gambe.
Li mordo fino a quando non accenna un urletto di dolore e poi mi fiondo a giocare con la sua lingua. Nella mano ho già il suo cazzo, lo sto massaggiando attraverso il perizoma. Ora è una roccia, non è enorme, ma ha una cappella davvero possente, gonfia come mai avevo visto prima. La forma del suo cazzo è particolare e questo non fa altro che accentuare la mia voglia di prenderlo in bocca.
Ora è lei che vuole prendere l’iniziativa e mi spinge con forza di lato.
Cerca nuovamente la mia bocca ed inizia a slacciare la camicetta. Non porto reggiseno e le tette sono subito libere, pronte per essere assaporate.
Lecca e succhia come una donna d’esperienza, mi stà facendo davvero godere, sento gli umori riempirmi le mutandine.
Il suo cazzo stà ora spingendo con forza, così le scosto da un lato e lascio che la sua cappella cerchi la porta d’entrata.
Lo strofina più e più volte sulla mia fighetta, spinge quel che basta per farmi sentire il piacere che la sua cappella mi da nel penetrarmi, ma non va a fondo, mi stuzzica all’inverosimile.
Poi, senza alcun preavviso, un colpo secco sfonda il mio ano.
Urlo!
Mai nessuno aveva osato sfondarmi il culo al primo appuntamento, ma non oso fermarla.
Impassibile al mio dolore comincia a spingere sempre più in profondità, con forza. Ora il mio ano si è adattato al suo meraviglioso cazzo ed inizio a godere come una troia.
La mia mano stuzzica meravigliosamente il clitoride e in breve schizzo pipì ovunque, ma questo non la distrae e mi incula con una foga incredibile.
All’improvviso l’ano si svuota e mi sbatte di forza, con la schiena sul pavimento, vuole che il mio culo risplenda nei suoi occhi in tutta la sua magnificenza. Sollevo le gambe e un sorriso appare sulle sue labbra: mentre sfonda nuovamente il mio culo succhia, la sua bocca si occupa delle dita dei miei piedini, una cosa mai provata prima. Sto godendo dal culo, nessuno è mai riuscito a farmi venire sfondandomi l’ano.
Il calore divampa in tutto il ventre ed esplodo in un magnifico orgasmo. Schizzo nuovamente su di lei, sento il calore della mia piscia avvolgere la figa e il suo cazzo, che però non smette mai di sbattermi.
Finalmente il suo ansimare cresce di intensità e si lascia andare ad un urletto di piacere. Sento lo sperma riempirmi totalmente le viscere! Sono completamente piena della sua calda sborra!
Entra ed esce più volte, oramai non trova più nessuna resistenza.
Quattro o cinque colpetti decisi e poi mi invita a ripulirle il cazzo con la lingua. Non me lo faccio ripetere, è già pronto davanti alla mia bocca; lo prendo tra le labbra ed inizio a succhiarle la cappella oramai prossima al rilassamento.
Lecco tutto lo sperma e mi gusto quella parte di umori anali che ancora si trovano sul suo pene, poi la bacio.
Ora sono io che voglio essere ripulita e spingo il suo viso nel mio culo.
Spalanco bene l’ano e spingo fino a quando il suo caldo seme non ne fuoriesce, riempendole la bocca.
La prendo con forza, l’avvicino al mio viso e le ficco la lingua nuovamente in bocca.
Giochiamo con il suo sperma per qualche istante e poi lascio che il tutto scivoli libero nella mia gola. Lei fa lo stesso.
Il tutto senza che nessuna delle due distolga mai lo sguardo dall’altra. Fantastico!
Amo sentire il sapore dello sperma nella bocca, così come sono deliziata dagli umori delle donne, soprattutto se squirtano nel godere.
Siamo esauste.
Ci accoccoliamo sul divano, nel più profondo silenzio, siamo entrambe soddisfatte e vogliamo godere serenamente di quelle sensazioni appena provate. Restiamo così per un tempo indefinito poi mi viene spontaneo dirle alcune parole:
- Sai, penso che oggi sia nata una proficua collaborazione, bellezza, che spero non si limiterà al solo rapporto di lavoro. Il tuo meraviglioso cazzo mi ha fatto godere come mai mi era successo e con te mi piacerebbe finalmente ritrovare quelle sensazioni che solo una storia seria possono dare.
Pensi di essere poter soddisfare i desideri del tuo nuovo capo? – e la bacio sulle labbra, con tenerezza.
Delicatamente afferra tra le mani il mio viso ed inizia a cercare nuovamente la lingua, ma stavolta lo fa con una passione diversa da quella che aveva scatenato la scopata di poco fa.
Ha ancora quel sapore di sperma contaminato dai miei umori, una delizia!
L’istinto meccanico riporta la mia mano sul suo cazzetto moscio e riprendo delicatamente a massaggiarlo.
Lo sento appiccicoso e questo fa fremere la mia fighetta.
Ci vuole poco a fargli riprendere vigore e quando la sua grossa cappella raggiunge la dimensione che mi più soddisfa, infilo il suo cazzo duro nella mia vagina già ben lubrificata.
Decido che è ora di recarci in camera da letto e la sbatto sul letto.
Prendo dal cassetto del comodino il dildo con cui mi soddisfo ogni qualvolta ne ho necessità e glielo infilo delicatamente nel culo.
La mia abilità nello scopare le donne, il modo con cui lecco il suo ano e come mi occupo del suo cazzo, la fa venire velocemente, ma non voglio sprecare nemmeno una goccia del suo sperma per cui prendo la sua cappella tra le labbra prima che lei esploda.
Bevo tutto con gusto, assaporo ogni singola goccia del suo bianco nettare. Non perde tempo e mi bacia appassionatamente.
Per tutta la notte continuiamo a soddisfare le nostre voglie, poi cadiamo esauste e ci addormentiamo abbracciate.
Poche ore dopo, davanti ad una rigenerante colazione, finalmente riesce a dirmi qualche parola:
- Stai pur certa che non ti lascerò scappare da me, oggi iniziamo una nuova avventura, insieme! Vuoi?
Le sorrido me annuisco, sono finalmente felice.
Sento le gambe e i piedi molto stanchi, fatico perfino a stare in piedi.
Hanno provato a coinvolgermi per un’apericena in un locale piuttosto in di Milano, ma, cortesemente, ho declinato l’invito e ho chiamato un taxi.
Arriva in circa 10 minuti, giusto il tempo di bere un caffè al bar sotto l’ufficio.
- Dove la porto, signora? – mi chiese la ragazza al volante.
Restai immobile per qualche istante, ad osservarla, sembrava una di quelle finte bamboline ben truccate che si vedono spesso su X.
Bionda, con capelli raccolti dietro, occhi azzurri ben valorizzati da un trucco a dir poco esemplare e labbra ben evidenziate da un color rosa molto acceso.
Indossa una canotta attillatissima, di quelle che non lasciano molto al caso, si intravede chiaro il push-up che valorizza il piccolo seno.
Sono estasiata e affascinata dalla sua bellezza, dalla sua semplicità.
- Signora, dove la devo portare? – stavolta con voce leggermente più altisonante
- Mi scusi, mi porti in via Cesare Battisti 123, perfavore - risposi con un lieve imbarazzo.
Mi accomodo sul sedile anteriore e richiudo lentamente lo sportello, senza sbatterlo.
Riparte subito dopo aver attivato il tassametro, immettendosi, con non poca difficoltà, nel caotico traffico che ogni sera riempie il corso.
Continuo a fissare il suo viso, sono rimasta davvero colpita dalla semplicità di quei lineamenti così perfetti e ne apprezzo soprattutto la pulizia della pelle.
Mi piace molto come il trucco, poco invasivo, ma molto accattivante, le valorizza la bellezza.
Trovo alquanto strano che una taxista così giovane giri per le vie di Milano, non certo la più sicura città d’Italia, così ben acconciata e, soprattutto, tutta sola e così esposta ai molti rischi che una donna, in questa città, corre.
Il mio sguardo cade inevitabilmente anche un po’ più in basso e noto che indossa dei cortissimi e attillatissimi short, di quelli che spesso si vedono nelle palestre.
H un corpo da fare invidia ad una modella e un leggero fremito di eccitazione scuote completamente il mio corpo.
- Sa che è la prima volta che vengo servita da una tassista donna? Eppure prendo il taxi quasi ogni giorno, per lavoro.
È nuova di queste parti?
- A dire il vero si, ho preso servizio giusto ieri, vengo da Roma - si affrettò a rispondermi con un modo di fare davvero aggraziato, ma deciso.
Ma forse sono io che la voglio vedere così.
- Da Roma a Milano, direi che le piace vivere nel traffico intenso delle grandi città?
Accenna un piccolo sorriso e prova a spiegarsi, quasi timidamente.
- In effetti devo sembrare davvero una sprovveduta, ai suoi occhi, per aver fatto questa scelta, ma non è certo questo il lavoro che vorrei fare, in futuro. Spero di riuscire ad entrare nel giro che conta in poco tempo, ho provato più e più volte a farmi notare, a Roma, come modella, ma nessuno è mai andato oltre all’offerta di un provino, ovviamente nella stanza da letto di casa sua.
Apprezzo molto quel suo modo di essere schietta e diretta e le do ad intendere che capisco perfettamente il suo stato d’animo, ci sono passata.
- Penso che non avrà certo difficoltà a farsi notare, qui a Milano, con la sua, e scusi se mi permetto, innocente bellezza. Qui le belle ragazze non passano certo inosservate e sono sicura che non farà fatica a farsi notare.
Girò leggermente la testa verso di me e annuì.
Non mi è mai capitato, in tutti questi anni, di restare così colpita da una ragazza che non avevo mai visto prima, e grazie al mio lavoro ne vedo a centinaia e centinaia ogni anno, ma lei aveva qualcosa che mi lasciava decisamente senza fiato, catturava la mia curiosità e, soprattutto, mi eccitava sotto.
- Sa che forse potrei aiutarla? Sono la titolare di un’agenzia pubblicitaria con sede qui a Milano e potrei proporla per un provino con uno dei più bravi fotografi di Milano, se ne avesse piacere.
- Dice sul serio o anche lei è la solita furbetta che vuole portarmi a letto? - si affrettò a rispondermi, stavolta con un fare molto più serio - Certo che mi farebbe piacere. Ma forse sarebbe meglio che prima ci conoscessimo un po’ meglio, non crede?
Ecco la risposta perfetta, esattamente quello che mi sarei aspettata da lei.
- Guardi, se vuole io sarei libera già tra un’oretta e potrei farle incontrare la mia miglior fotografa. Pensa di potersi liberare?
- Ci può giurare, che mi posso liberare, ma come posso essere certa che non mi stia prendendo in giro? Sa com’è di questi tempi non ci si può fidare quasi di nessuno
- Le lascio il mio biglietto da visita: qui trova i vari numeri dell’agenzia e anche mail e sito internet. Lei valuti il tutto e poi mi chiami, se pensa di potersi affidare alle mie mani
- Ottimo allora vedrò di farmi sentire, se le cose vanno come spero. Il mio nome è Karin, comunque. Piacere.
Allunga la mano verso la mia. La stringo con forza e contraccambio la presentazione, senza lasciar trasparire l’eccitazione che già provo nel poterla rivedere. Cerco di restare il più professionale possibile.
Poi resto in silenzio per il resto del viaggio e mi limito, qua e la, a scrutarla attentamente. Ha un corpo che mi fa impazzire e la passera continua ad inumidirsi.
Durante il tragitto cerco di attirare la sua attenzione con qualche mossa accattivante, voglio capire se le piacciono le donne, così da non fare una gaffe se dovesse accettare la mia proposta.
Arriviamo a destinazione in circa 30 minuti, pago la tariffa, compresa di mancia, e la saluto con l’augurio di risentirci presto.
Ammetto che ho una gran voglia di rivederla e nella mia mente, offuscata dalla sua bellezza, spero davvero che si faccia sentire al più presto.
Entro in casa e mi infilo direttamente nella doccia.
Continuo a rivedere e rivedere quel suo visino delizioso e la mano scivola, quasi meccanicamente, tra le mie cosce.
Comincio ad insaponarmi, e, dopo una breve massaggio a tette e capezzoli, scendo velocemente verso la mia fighetta.
Sfrego delicatamente il clitoride già visibilmente eretto, accarezzo delicatamente, più e più volte, le grandi labbra e poi le spalanco delicatamente.
Prima una e poi due dita riempirono finalmente la mia calda vagina. L’acqua accentua il mio piacere, ho la doccetta ben puntata sul clitoride.
Aumento il ritmo della penetrazione e in men che non si dica l’orgasmo esplode, divino!! Schizzo che è un piacere!
Le gambe mi tremano così intensamente che devo assolutamente sedermi.
L’acqua ora scroscia sui miei capelli e per qualche minuto mi lascio avvolgere dal suo candore.
Soddisfatta dal piacere che mi sono appena data mi alzo e prendo nuovamente ad insaporare tutto il corpo.
Gioco ancora un pochino con le mie tette e ma stavolta mi soffermo più e più volte sui capezzoli, voglio sentire quella scarica di piacere che solo le mie dita sanno farmi provare.
Mi sciacquo per bene e, dopo essermi asciugata, raccolgo delicatamente i capelli nell’asciugamano.
Coperta dal solo asciugamano, con vagina e culo liberi di respirare, mi reco poi in soggiorno, afferro un calice dal mobile bar e lo riempio con un fresco prosecco regalatomi da un’amica.
Un paio di sorsi e poi mi adagio finalmente sul comodo e ampio divano.
Sono davvero spossata, l’intenso godimento appena provato nella doccia mi ha tagliato le gambe.
Per qualche istante chiudo gli occhi e respiro profondamente. Altri due sorsi di vino e afferro lo smartphone.
Inizio a scrollare, quasi senza interesse e annoiata, le pagine dei vari social.
Leggo i messaggi e le mail ma nulla attira la mia attenzione, nemmeno la foto degli amici che si stanno divertendo senza di me, al locale.
In pochi minuti gli occhi si chiudono e mi lascio abbracciare dalle braccia di Morfeo. Ma non dura molto.
Verso le 20 squilla il telefono.
Sono tentata di non rispondere, sul display appare la scritta “numero sconosciuto”, ma lo faccio, spero che dall’altra parte ci sia lei, la bellissima biondina che poco prima, se pur solo nella mie fantasie, mi ha spinto a masturbarmi così intensamente.
- Salve, sono Karin, si ricorda di me? Ci siamo conosciute nel taxi, poche ore fa
Lascio passare qualche istante, non voglio farle credere che sono felice di risentire la sua voce, cerco di restare professionale.
- Salve, certo che mi ricordo di lei. Ha pensato alla mia offerta, pensa di voler fare il provino che le ho proposto?
- Si, si, la chiamavo proprio per questo. Mi piacerebbe incontrare lei e la sua fotografa. Ho sbirciato il sito internet della sua agenzia e l’ho trovata molto interessante. Davvero professionale. Ho visto che avete un parco ampissimo di modelle di tutte le etnie, alcune le conosco pure e ammetto di averne sentita qualcuna. Quando possiamo vederci, sono davvero eccitata all’idea di fare questo casting.
Vorrei urlarle di fiondarsi immediatamente a casa mia ma cerco di trattenere la mia euforia e le rispondo pacatamente, quasi distaccatamente.
- Guardi – continuo a darle del lei - io sarei libera stasera verso le 21, dopo cena, quindi se volesse raggiungermi qui, nel mio studio, al civico a cui mi ha accompagnato oggi, potrei già farle un casting. Pensa di potermi raggiungere, per quell’ora, o vuole che rimandiamo ad altro giorno?
Restò in silenzio per qualche istante, pensavo volesse darmi buca, ma poi mi da appuntamento per le 21.30, mi dice che prima non riesce ad essere da me, deve farsi una doccia e prepararsi accuratamente.
Accetto senza la minima esitazione e la saluto.
Mi sento una ragazzina alle prime armi, da quanto fremo al solo pensiero che presto sarà stata qui, tutta per me, a fare tutto quello che le chiederò.
Alla mia età, sono sulla quarantina, non avrei mai pensato di sentirmi così eccitata, così vulnerabile.
Avevo già deciso che quella sera me la sarei scopata.
Non potevo assolutamente lasciarmi scappare questa occasione.
Sistemo i capelli e poi inizio a frugare nell’armadio.
Opto per un paio di short molto corti e per una morbida camicia di seta bianca leggermente scollata, da indossare rigorosamente senza reggiseno, non voglio essere troppo provocante, potrebbe insospettirsi, ma nemmeno troppo casta.
Cerco di non esagerare con il trucco ma il rossetto deve essere di un rosso molto acceso, deve assolutamente far risaltare le mie labbra, voglio che le venga voglia di assaporarle.
Da anni non ho una compagna fissa ma ammetto che qualche scopatina me la sono fatta, non mi dispiace portarmi a letto qualche amica o qualche modella, ogni tanto.
Non sono mai stata una di quelle che cerca a tutti i costi di fare sesso con chiunque catturi la mia attenzione, non mi ritengo certo una troietta dai facili costumi, ma ammetto che quando voglio passare una bella nottata di sesso ci metto poco a trovare il/la partner ideale, grazie alla mia bella presenza e alla posizione sociale che mi sono creata qui a Milano.
Il culo è sempre stato il mio punto di forza e in molti si sono divertiti a strapazzarlo, adoro farmi inculare, ma pochi hanno potuto sfondarmi l’ano e nessuno è mai riuscito a farmi godere, prendendomi da dietro, nemmeno il cazzo o il dildo più grosso.
Ho un seno poco prosperoso, una seconda abbondante, ma ho dei capezzoli così gonfi che è impossibile non restarne affascinati. Farmeli succhiare dalle labbra di una donna, però, è molto più gratificante del farseli succhiare dalla bocca di un’uomo, su questo non ho il minimo dubbio.
Uso la lingua in modo magistrale (non sono certo io a dirlo) e molti uomini sono durati decisamente molto poco quando ho preso in bocca la loro cappella.
Le donne, invece, raggiungono orgasmi incredibili quando lecco loro le fighette e spesso squirtano nella mia bocca dopo che ho giocato a lungo con i loro clitoridi.
Amo la figa più del cazzo e voglio assaporare il piacere che mi danno separatamente, mai insieme. Ho scopato anche con più donne e più uomini insieme, ma mai ho cercato il mix tra le due cose.
Il cazzo mi piace solo quando è molto grosso, meglio se nero e di almeno 20 cm, mentre la fighetta la preferisco stretta e ben sigillata, da verginella, diciamo.
Suona in citofono. È lei. Puntualissima.
Rispondo e le indico il piano e l’interno.
Prendo dal frigo la bottiglia di prosecco fresco e poi verso su un piattino delle olive all’ascolana appena scaldate in microonde. Sistemo tutto, con ordine, sul tavolino davanti al divano e attraverso tutto il corridoio fino a giungere davanti al portoncino d’entrata. Le luci sono leggermente soffuse e nell’aria si sente forte la fragranza dell’incenso che più amo.
Le gambe sono molli e mi sento accaldata, mi sembra chiaro che l’eccitazione sta per prendere il sopravvento e spero che Karin non lo noti, almeno non subito, vorrei che capisca subito le mie intenzioni.
Apro la porta nel momento in cui lei sta per premere il pulsante del campanello.
È davanti a me, un corpo stupendo fasciato da un top fucsia che copre appena il seno e lascia scoperto l’ombelico e il basso ventre.
Un cortissimo golfino di cashmere bianco copre le sue spalle ma, aperto sul davanti, lascia intendere che sotto non porta reggiseno e i capezzoli già duri sono li a dimostrarlo.
Penso tra me e me che la piccola sia già piuttosto eccitata all’idea del provino che le farà a breve la fotografa e già fremo all’idea di quello che la piccola mi mostrerà..
Allungo la mano per farla accomodare, bacio entrambe le sue guance, ricambiata, e la conduco verso il soggiorno.
L’aiuto a sfilarsi il golfino, posizionandomi tatticamente dietro di lei, e mi soffermo ad osservare lo splendido fondo schiena che si ritrova, ingabbiato dalla strettissima mini, di jersey, che indossa.
La invito a sedersi sul divano e verso da bere per entrambe.
Mi accomodo a pochi centimetri da lei, ne sento distintamente il respiro, e accavallo le gambe. Lei fa lo stesso e per la prima volta riesco a scorgere un lembo del perizoma rosa che porta sotto la mini.
Parliamo per qualche minuto, tra un sorso e l’altro e assaporando anche qualche oliva ancora calda, del più e del meno.
Si lascia finalmente andare e mi racconta alcuni aneddoti molto intimi della sua vita. Mi parla della sua infanzia trascorsa felicemente in famiglia ma anche degli amori finiti male, per via della sua confusione sessuale.
Percepisco chiaramente che in molti abbiano cercato di approfittarsi di lei e questa cosa mi rattrista molto, non lo merita.
Dopo aver sorseggiato qualche calice di vino inizio a farle qualche domanda inerente alla mia professione.
- Dimmi Karin, quanti anni hai e cosa ti aspetti da questo provino, pensi di poter assecondare tutte le richieste che ti farò?
Mi guarda diritta negli occhi e sorseggia un’altro goccio di vino, giusto per schiarirsi la voce e bagnarsi le labbra, con quel modo di fare che mi ha catturato fin da subito.
Poi, deliziando i miei occhi, sistema leggermente la gonna, scavallando le gambe, permettendomi così di sbirciare nuovamente tra le sue cosce.
- Ho 22 anni e mezzo e sono prontissima per farmi guidare da te in questo casting. Non è la prima volta che lo faccio ma è la prima occasione di farne uno con una donna.
- Ora, però, vorrei essere io a chiederti una cosa, se me lo permetti. Vivi qui da sola o devo aspettarmi che da quella porta arrivi la tua dolce metà?
Mi sembra chiaro che la ragazza non è sciocca e intuisco che comincia ad interessarsi a me in modo non solo professionale.
Più volte a cercato di attirare la mia attenzione sulle sue cosce e anche lei non si è certo tirata indietro quando le ho permesso di sbirciare tra le mie.
- L’ultima storia che ho avuto è durata poco più di due anni e non era certo con un lui – e così dicendo la fissai diritta nei suo meravigliosi occhi azzurri – vivo sola da quando me ne sono andata dalla casa dei miei genitori e adesso sono libera e posso divertirmi come meglio credo. Ma non mescolo mai il piacere al lavoro, questo voglio che sia chiaro, Karin.
Scoppiamo in una fragorosa risata, nessuna delle due crede davvero a questa mia precisazione, e riprendiamo a sorseggiare dell’altro vino.
- Bene, dopo questi piccoli convenevoli direi sia ora di parlare di lavoro e devo farti conoscere la mia fotografa, l’unica altra figura presente nell’appartamento oltre a noi
Mi alzo dal divano e, scusandomi, mi reco nello studio che ho allestito in casa mia. Afferro la macchina, sistemo accuratamente l’obiettivo, e ritorno nel soggiorno.
Le arrivo da dietro, lei non si accorta che sono sola e poi le porgo la mano:
- piacere, sono Melissa, la fotografa che ti farà il casting, questa sera. Devo ammettere che la mia direttrice non sbagliava affatto sulla tua bellezza e sono molto felice ti abbia incontrata, oggi – Le sorrisi e poi mi lasciai sfuggire sottovoce:
- Sei stupita?
Si pone in piedi davanti a me, si porta il calice alla bocca e lo vuota con un unico sorso.
Lo appoggia sul tavolino e poi risponde alla mia domanda, senza nessuna titubanza, sorridendo:
- Devo dire che sei davvero una tipa strana, Melissa, ma ammetto che mi sei piaciuta fin da subito e sono davvero felice che sarai tu a farmi il provino. Ora sono già più rilassata e direi che possiamo iniziare con le foto, se ti va bene.
Annuisco e, prendendola delicatamente per una mano, la accompagno nello studio.
- Bene, possiamo iniziare, mostrami quello che sai fare.
Per ora voglio solo vedere come ti muovi. I vestiti che hai sono perfetti quindi lasciati andare e sposa la macchina fotografica, come se volessi farla innamorare di te
Per 20 minuti lascio che sia lei a decidere come atteggiarsi, ha un viso che cattura l’obiettivo e muove il suo corpo come una veterana del set. Non capisco come, a Roma, non sia riuscita sfondare, sinceramente.
- Devo ammettere che mi sei piaciuta molto, sei davvero spontanea. Adesso, però, voglio che resti con solo l’intimo addosso. Passiamo alle foto un po’ più intime. Penso tu sappia da sola che un booklet fotografico non è completo se non lasci vedere quelle parti più nascoste di te.
Non ho nemmeno finito di dirlo che me la ritrovo davanti in tutto il suo splendore:
il rosa del perizoma, ben piantato dentro il suo splendido fondoschiena, risalta splendidamente sulla sua carnagione chiara e i suoi lunghi capelli biondi, perfettamente lisci, arrivano ad accarezzarlo delicatamente.
I suoi seni sono splendidi e i capezzoli, di un rosa chiarissimo, fanno grande sfoggio di se e sono perfettamente eretti.
La invito a girarsi totalmente verso di me e qui arriva, inaspettata, la sorpresa della giornata:
dal velo trasparente del suo perizoma rosa si intravede distintamente un piccolo cazzetto tutto ringrinzito.
Scosto la macchina fotografica dal viso e penso, li per li, di aver avuto un’abbaglio, così mi avvicino a lei per controllare meglio, non mi aspettavo certo che la donna che vorrei scoparmi stasera sia in realtà una splendida trans.
Non mi sono affatto sbagliata, dietro quel perizoma c’è davvero un bel cazzetto e questo mi manda in visibilio.
Vorrei allungare subito la mano, per sentirlo crescere, ma cerco di trattenermi.
Nella sua voce non avevo riscontrato nulla che presagisse a questo e mai avrei pensato di ritrovarmi con una donna dotata di manganello, nello studio.
È la prima trans in assoluto che varca l’uscio di casa mia, e la ho davanti a me, mezza nuda, in tutto il suo splendore.
Sento la vagina inumidirsi e pulsare più che mai.
Quella visione mi ha letteralmente fatto schizzare l’eccitazione a mille. Le sorrido e le faccio intendere che apprezzo, la sorpresa, passandomi la lingua sulle labbra.
- Ora si mi è tutto chiaro, ora capisco perfettamente perchè a Roma non hai sfondato e, soprattutto, comprendo il motivo per cui tutti volevano portarti a letto - e scoppiai a ridere come una ragazzina.
Accompagnò la mia risata con un fare visibilmente soddisfatto e poi si avvicinò a me, con passo molto sensuale, fissandomi negli occhi.
- Quindi pensi che potrei comunque far parte della tua agenzia, anche se sono donna da poco tempo, o pensi che posso diventare solo bambolina con cui giocare quando sei eccitata, come stasera? - e così dicendo mi infilò, a sorpresa, la lingua in bocca.
Ovviamente corrispondo il suo azzardo e assecondo tutti i suoi movimenti di lingua, ora non mi devo più nascondere.
Lascio che riempia la mia bocca con la sua lingua per un po’ e poi prendo a giocare con le sue labbra, le succhio e le mordicchio voracemente, hanno un gusto irresistibile.
La sollevo con forza, l’eccitazione è talmente forte che non sento alcuna fatica, e la sbatto sul divano, quello che solitamente uso per i casting, non per fare sesso.
Sfilo il suo top ed inizio a titillare i suoi capezzoli già duri, esattamente come il cazzo che sento tra le sue gambe.
Li mordo fino a quando non accenna un urletto di dolore e poi mi fiondo a giocare con la sua lingua. Nella mano ho già il suo cazzo, lo sto massaggiando attraverso il perizoma. Ora è una roccia, non è enorme, ma ha una cappella davvero possente, gonfia come mai avevo visto prima. La forma del suo cazzo è particolare e questo non fa altro che accentuare la mia voglia di prenderlo in bocca.
Ora è lei che vuole prendere l’iniziativa e mi spinge con forza di lato.
Cerca nuovamente la mia bocca ed inizia a slacciare la camicetta. Non porto reggiseno e le tette sono subito libere, pronte per essere assaporate.
Lecca e succhia come una donna d’esperienza, mi stà facendo davvero godere, sento gli umori riempirmi le mutandine.
Il suo cazzo stà ora spingendo con forza, così le scosto da un lato e lascio che la sua cappella cerchi la porta d’entrata.
Lo strofina più e più volte sulla mia fighetta, spinge quel che basta per farmi sentire il piacere che la sua cappella mi da nel penetrarmi, ma non va a fondo, mi stuzzica all’inverosimile.
Poi, senza alcun preavviso, un colpo secco sfonda il mio ano.
Urlo!
Mai nessuno aveva osato sfondarmi il culo al primo appuntamento, ma non oso fermarla.
Impassibile al mio dolore comincia a spingere sempre più in profondità, con forza. Ora il mio ano si è adattato al suo meraviglioso cazzo ed inizio a godere come una troia.
La mia mano stuzzica meravigliosamente il clitoride e in breve schizzo pipì ovunque, ma questo non la distrae e mi incula con una foga incredibile.
All’improvviso l’ano si svuota e mi sbatte di forza, con la schiena sul pavimento, vuole che il mio culo risplenda nei suoi occhi in tutta la sua magnificenza. Sollevo le gambe e un sorriso appare sulle sue labbra: mentre sfonda nuovamente il mio culo succhia, la sua bocca si occupa delle dita dei miei piedini, una cosa mai provata prima. Sto godendo dal culo, nessuno è mai riuscito a farmi venire sfondandomi l’ano.
Il calore divampa in tutto il ventre ed esplodo in un magnifico orgasmo. Schizzo nuovamente su di lei, sento il calore della mia piscia avvolgere la figa e il suo cazzo, che però non smette mai di sbattermi.
Finalmente il suo ansimare cresce di intensità e si lascia andare ad un urletto di piacere. Sento lo sperma riempirmi totalmente le viscere! Sono completamente piena della sua calda sborra!
Entra ed esce più volte, oramai non trova più nessuna resistenza.
Quattro o cinque colpetti decisi e poi mi invita a ripulirle il cazzo con la lingua. Non me lo faccio ripetere, è già pronto davanti alla mia bocca; lo prendo tra le labbra ed inizio a succhiarle la cappella oramai prossima al rilassamento.
Lecco tutto lo sperma e mi gusto quella parte di umori anali che ancora si trovano sul suo pene, poi la bacio.
Ora sono io che voglio essere ripulita e spingo il suo viso nel mio culo.
Spalanco bene l’ano e spingo fino a quando il suo caldo seme non ne fuoriesce, riempendole la bocca.
La prendo con forza, l’avvicino al mio viso e le ficco la lingua nuovamente in bocca.
Giochiamo con il suo sperma per qualche istante e poi lascio che il tutto scivoli libero nella mia gola. Lei fa lo stesso.
Il tutto senza che nessuna delle due distolga mai lo sguardo dall’altra. Fantastico!
Amo sentire il sapore dello sperma nella bocca, così come sono deliziata dagli umori delle donne, soprattutto se squirtano nel godere.
Siamo esauste.
Ci accoccoliamo sul divano, nel più profondo silenzio, siamo entrambe soddisfatte e vogliamo godere serenamente di quelle sensazioni appena provate. Restiamo così per un tempo indefinito poi mi viene spontaneo dirle alcune parole:
- Sai, penso che oggi sia nata una proficua collaborazione, bellezza, che spero non si limiterà al solo rapporto di lavoro. Il tuo meraviglioso cazzo mi ha fatto godere come mai mi era successo e con te mi piacerebbe finalmente ritrovare quelle sensazioni che solo una storia seria possono dare.
Pensi di essere poter soddisfare i desideri del tuo nuovo capo? – e la bacio sulle labbra, con tenerezza.
Delicatamente afferra tra le mani il mio viso ed inizia a cercare nuovamente la lingua, ma stavolta lo fa con una passione diversa da quella che aveva scatenato la scopata di poco fa.
Ha ancora quel sapore di sperma contaminato dai miei umori, una delizia!
L’istinto meccanico riporta la mia mano sul suo cazzetto moscio e riprendo delicatamente a massaggiarlo.
Lo sento appiccicoso e questo fa fremere la mia fighetta.
Ci vuole poco a fargli riprendere vigore e quando la sua grossa cappella raggiunge la dimensione che mi più soddisfa, infilo il suo cazzo duro nella mia vagina già ben lubrificata.
Decido che è ora di recarci in camera da letto e la sbatto sul letto.
Prendo dal cassetto del comodino il dildo con cui mi soddisfo ogni qualvolta ne ho necessità e glielo infilo delicatamente nel culo.
La mia abilità nello scopare le donne, il modo con cui lecco il suo ano e come mi occupo del suo cazzo, la fa venire velocemente, ma non voglio sprecare nemmeno una goccia del suo sperma per cui prendo la sua cappella tra le labbra prima che lei esploda.
Bevo tutto con gusto, assaporo ogni singola goccia del suo bianco nettare. Non perde tempo e mi bacia appassionatamente.
Per tutta la notte continuiamo a soddisfare le nostre voglie, poi cadiamo esauste e ci addormentiamo abbracciate.
Poche ore dopo, davanti ad una rigenerante colazione, finalmente riesce a dirmi qualche parola:
- Stai pur certa che non ti lascerò scappare da me, oggi iniziamo una nuova avventura, insieme! Vuoi?
Le sorrido me annuisco, sono finalmente felice.
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