Esperienze autostradali

di
genere
voyeur

Stazione di servizio di Montevelino, ottobre 2023. Cielo parzialmente nuvoloso, sembra che debba piovere e non ho neanche l'ombrello.
Maledizione, gli ombrelli che compro in autostrada durano meno del tempo che ci metto per aprirli. Ma devo tentare, non posso permettermi di arrivare fradicio. Dopo circa 3 ore di viaggio decido di fermarmi per un caffè d'asporto ed una sigaretta, uno dei miei rituali preferiti. Prendo il caffè e me lo bevo fuori, nella zona dedicata ai fumatori che negli anni è diventata sempre più un piccolo ghetto per noi poveri disgraziati che ancora non ci siamo lasciati convincere del tutto che fumare fa male. Metto la freccia, e una volta parcheggiata l'auto faccio per aprire il mio pacchetto e.. cazzo, ne ho solo altre 3.
Apro il portaoggetti, spesso mi capita di avere il classico pacchetto di scorta.
Niente, le ho proprio finite. Devo necessariamente comprare almeno altri 3 pacchetti, così per un paio di giorni non ci penso. E forse riesco a tenermi anche la scorta. Forse.
Esco dall'auto e mi accendo una delle ultime due sigarette, approfittando della quiete della tarda serata autostradale. una volta che nelle gambe riprende la giusta circolazione sanguigna mi accorgo che ho bisogno di fare pipì, per cui getto la sigaretta ancora a metà e mi dirigo diretto verso il bagno. La stazione di servizio è piuttosto piccola, ma il bagno è particolarmente grande rispetto all'intera struttura. Mi lavo le mani e mi avvicino subito verso l'unica porta rimasta aperta, ma cambio immediatamente idea e mi giro verso l'urinatoio vicino all'ingresso. Tanto sono solo, non mi vede nessuno. Ed anche se dovesse vedermi qualcuno sono in una stazione di servizio in mezzo all'Italia, chi dovrebbe ricordarsi di me che sto pisciando?
Quando sto per finire il mio momento d'urgenza sento un piccolo gemito provenire dall'altra porta, che evidentemente non si chiude a chiave e che si muove leggermente.
"Ecco, allora c'è qualcun'altro" penso. "E magari sta anche cagando. Ma come fai a cagare in autostrada?".
Sento un altro rumore, ma non sembra quello di un uomo che sta cagando. Piuttosto sembra un gemito di piacere, poco più lungo del precedente.
"Ma dai, si sta segando?!" Esclamo sempre nella mia mente con ancora fra le mani il mio uccello pronto per la sgrullata finale, che eseguo temporeggiando un minimo. Devo capire se si sta davvero segando, sono curioso! Voglio sentire quel rumorino di umido sulle mani che andando su e giù inducono al piacere.
"Ah... Piano!" Sussurra con tono strozzato una voce femminile.
"Ah!!! ma quindi stanno scopando!!" Esclamo più forte di prima, con le sgrullate che ormai non si contano più. E che hanno assunto un tenore diverso, esattamente come il mio uccello che ora intende capire fin dove questi due intendono arrivare.
Ogni tanto provo a girarmi per capire se è possibile sbirciare qualcosina.. magari vedere da sotto la porta, e capire in che posizione stanno scopando questi due .
La porta che sarebbe dovuta restare del tutto chiusa ora è leggermente aperta, avranno pensato che sia andato via visto che dal momento del primo rantolìo sono stato completamente in silenzio. Invece mi accorgo che non ha proprio maniglia, non si può chiudere.
Mi sporgo piano per vedere meglio ed il mio sguardo incrocia immediatamente quello di una moretta di circa 40 anni, visetto pulito e coda di cavallo .
Mi giro immediatamente ed inizio a rimettermelo nei pantaloni, che figura di merda. Lei però non si scompone, prosegue nel farsi scopare noncurante della mia presenza. Anzi, in realtà ho la sensazione che sapermi lì possa non dispiacerle. Mi giro ancora e incrocio nuovamente il suo sguardo, che ora è fisso verso il mio e non accenna a lasciarmi andare. Mi guarda intensamente, con la bocca semiaperta e il respiro affannoso ma allo stesso tempo leggero, come per non volersi esprimere del tutto. Mi guarda, poi guarda il mio uccello che attraverso i pantaloni ormai ha raggiunto la piena erezione, e smania per poter uscire ancora una volta.
Guarda in quella direzione, e mordendosi un labbro voglioso e pieno socchiude gli occhi come in un godimento ancora più intenso.
"Ma mi sta chiedendo di tirarlo fuori?" Penso mentre il corpo non risponde più ai miei comandi, e libera il mio cazzo da una sofferenza che ormai doveva finire.
Mi assicuro che non arrivi nessuno, e che se per caso dovesse entrare qualcuno non mi becchi immediatamente con l'uccello in mano. Mi sego in maniera forsennata, non mi era mai capitato di (quasi) assistere ad una scopata!
Certo, ogni tanto in hotel senti delle coppie nelle stanze vicine che scopano. Oppure quando qualche weekend Giulia, la ragazza che vive accanto a me, si porta a casa per il dopocena qualche appuntamento che evidentemente doveva concludersi bene. Tra l'altro gli ultimi deve averli scelti in modo particolarmente accurato, poichè quando il tipo ci sa fare fa dei versi particolarmente secchi e acuti, finché non smette dopo aver emesso un lungo "siiii" strozzato nel suo stesso orgasmo tremolante. E il giorno dopo non è raro che prepari qualche dolce o qualche biscotto che ogni volta mi porta, felice di poter condividere attraverso lo zucchero il piacere del cazzo preso la notte precedente.
Ora che mi ha visto segarmi a lei non frega più nulla di me, voleva soltanto sapere che stavo lì, e che ero intento a menarmelo sapendo che era lì, e che si stava facendo scopare.
Il pantalone della tuta nero alle ginocchia e la felpa tirata su a mostrare parte della pancia. Il fisico piuttosto tonico, ed ora il respiro stava diventando più pesante.
Continuo a segarmi finché non vedo che lei si gira e si inginocchia verso di lui. Con la porta semiaperta non riesco a vedere la scena, ma vedo un pezzo di coda muoversi avanti e indietro. E soprattutto il rumore del cazzo che entra ed esce dalla bocca.
"Sborrami in gola" sussura piano, ma abbastanza forte da farsi sentire anche da me.
Non ce la faccio più, sentirlo mi manda fuori di testa... e sborro poco prima del fortunato col cazzo piantato nella sua gola, che faceva avanti e indietro scuotendo l'ondeggiante coda di cavallo. Nel mentre che i miei fiotti cadono pesantemente a terra sento ancora quei deliziosi suoni della bocca piena di lei, seguiti da un pesante respiro che preannuncia l'orgasmo del fortunato.
Prendo un fazzoletto e mi riavvicino all'urinatoio, fingendo di terminare la minzione in favore di un abbondante risciacquo di mani e viso. Che dire, non mi aspettavo una pausa caffè così eccitante.
Dopo essermi goduto la scena e ripreso un po' lascio i miei compagni di sega autostradale e passo dalla cassa dove faccio i miei acquisti, mi ricordo anche di comprare l'ombrello. Penso che ormai le stazioni di servizio sono diventare delle gioiellerie, e nel mentre che aspetto il mio caffè li vedo uscire finalmente dal bagno con aria piuttosto indifferente.
Lui persona che non ti aspetteresti in un contesto del genere. Faccia, movenze e addirittura occhiali tipici del ragionierino che nella vita non avrebbe neanche pensato di fare qualcosa di diverso.
Il che fa ancora più contrasto con lei, moretta di circa 1,60 con completo in tuta nero a bande rosse, aderente abbastanza da mostrare delle tette piuttosto grandi ma neanche troppo, ed un culetto piuttosto largo ma ancora più eccitante ai miei occhi.
Quelli di lei sono scuri come i capelli, ma quello che più mi ha riportato alle sensazioni vissute prima sono le labbra che la troietta si stava mordendo invitandomi a continuare quel gioco perverso. Piene, carnose, da succhiacazzi navigata. Probabilmente si farà il filler, sembrano troppo piene per essere naturalmente le sue. Con delle labbra così come puoi non pensare di farti spompinare in ogni luogo?
Presentano uno scontrino fatto sicuramente prima dello spettacolino, il che per un secondo mi sembra strano. Poi penso "beh è praticamente notte, siamo solo noi qui".
Esco dopo aver dato un'ultima occhiata a quel culo così bello e mi accendo una sigaretta poggiando per un attimo il caffè sul tavolino in legno a disposizione della clientela, a pochi metri dalla porta di uscita.
"Ciao. Avresti una sigaretta anche per me?". Mi giro di scatto, e vedo una ragazza di circa 25 anni con un cappellino tipo da baseball.
È una di quelle ragazze che non vedresti mai da sola in un posto come quello, specialmente a quell'ora. Ha un modo di parlare dolce, accomodante, un visetto truccato in modo non leggero ma al tempo stesso non da "puttanone in discoteca", come spesso il mio amico Sergio definisce le ragazze con cui spesso finisce le serate.
Più di tutto mi ha colpito la serie di piercing, sia alle orecchie che sul viso.
Mi accorgo di avere ormai una sola sigaretta nel pacchetto, così lo rimetto a posto ed apro uno dei pacchetti appena comprati. Vecchio retaggio che impone il non offrire l'ultima e la prima sigaretta di un pacchetto, chissà poi da dove viene sto rituale della minchia.
"Cos'è, quella è sporca di sborra?" Dice lei dopo essersi avvicinata e senza lasciarmi aprire il pacchetto nuovo.
Io la guardo con gli occhi sbarrati.
"Non preoccuparti, dammi il pacchetto. E dammi anche il telefono."
Non so cosa non mi abbia impedito di pensare che volesse rubarmelo, ma istintivamente mi fido di quegli occhietti da cerbiatta su fare molto meno casto.
"Si ma sbloccalo.."
"Ah sì giusto, scusami!"
Vedo che armeggia col mio Instagram, e si manda la richiesta.
"Giulia! Andiamo??"
"Magari la prossima volta ci penso io..." mi dice senza farsi sentire da nessuno nel raggio di mezzo metro e guardando verso il contenuto dei miei pantaloni nuovamente barzotto.
"Si si eccomi!! E quindi una volta che esci te la trovi a circa un chilometro sulla destra. Arrivoo!!" E mi lascia il telefono quasi lanciandomelo addosso.
Resto così, con la sigaretta in mano da una parte e il telefono dall'altra a guardare Giulia che si allontana e che si dirige verso una macchina nera parcheggiata molto male per essere guidata da un ragioniere.
Curioso, si chiama come la mia vicina. Evidentemente le ragazze che si chiamano Giulia hanno un po' questo lato neanche troppo nascosto da puttanelle nella loro sfera estetica da ragazzine apparentemente dolci e indifese.
Salendo sul lato posteriore passeggero e sporgendosi leggermente dal finestrino mi fa un sorriso, esattamente come fa la ragazza che siede già davanti e con cui scambia un piccolo abbraccio affettuoso prima di andarsene definitivamente.
Ma è lei!! È la spompinatrice!!!
Resto a guardare il mio telefono, e mi arriva immediatamente un messaggio.
"La prossima volta DEVO pensarci io..."
Giulia mi ha fatto venire voglia di sborrare ancora. Ma sono in ritardo, nell'albergo di merda dove ha prenotato l'azienda il check-in è possibile fino all'una.
Riparto con la mente ancora piuttosto frastornata, accorgendomi solo dopo qualche chilometro di aver lasciato ombrello e caffè sul tavolino della stazione di servizio. E sta iniziando a piovere.
Porca puttana...

Continua (?)
scritto il
2026-09-25
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