La mamma della mia migliore amica

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confessioni

Sono Gianni, ho 52 anni, robusto, capelli corti con pizzo. Vivo con mia madre e un cane, ho un lavoro noioso e ripetitivo, non ho tanti amici. L'unica a cui tengo molto e di cui sono segretamente e pazzamente innamorato è Maria, ha 49 anni, siamo dello stesso paese, la conosco da una vita, come tutta la sua famiglia e ogni volta che la vedo il mio cuore batte all'impazzata.
E' sposata, con una figlia ormai più che maggiorenne. Circa quattro anni fa ha perso il papà e così sua madre, una donna di quasi settant'anni, sempre molto bella, simpatica e con un culo fuori misura, è rimasta sola nella sua casa di campagna.
Un sabato mattina Maria mi chiama e mi chiede se potevo andare a darle una mano a caricare della legna a casa della mamma, visto che il marito era fuori il fine settimana per lavoro.
Non mi sono fatto pregare e, all'incirca alle 10.30 ero nella casa di campagna. Parcheggio subito dentro il cancello che trovo aperto e busso alla porta di casa. Mi viene ad aprire Sofia, la madre di Maria, sempre sorridente e mi accoglie con un caloroso abbraccio. Mi dice di entrare e di accomodarmi, comunicandomi che Maria tarderà una mezz'ora in quanto doveva accompagnare la figlia in stazione.
Ci sediamo a un tavolo in cucina e mi offre un pò di tè freddo che beve anche lei. Comincia a parlarmi incentrando il discorso sul fatto di essere rimasta ormai sola da tempo, lodando sua figlia per tutto il tempo che cerca di passare con lei. Io annuisco dicendo che Maria è una ragazza eccezionale. Poi fa riferimento al fatto di esseresi iscritta a una scuola di ballo per uscire un pò e conoscere qualche amico con cui passare del tempo libero, ma purtroppo non ha trovato la persona che cercava. Nel dire questo si alza e si porta al lavandino per lavare i bicchieri da cui abbiamo bevuto e noto che ci rimane più del tempo necessario, senza dire una parola.
Non so cosa mi sia preso, mi sono alzato, mi sono messo in piedi dietro di lei, le mie mani sui suoi fianchi, le ho appoggiato il cazzo ormai duro sul suo grosso culo facendole sentire il pacco... siamo rimasti qualche secondo immobili e in silenzio... ha abbassato la testa all'indietro appoggiandola sul mio petto... l'ho baciata sul collo, dolcemente, una volta, poi due, poi tre, poi salendo con la lingua sul suo viso... l'ho girata, l'ho abbracciata e le ho ficcato la lingua in bocca, fino in gola.
Le mie mani cercavano il suo corpo, il suo seno... le alzo la gonna, cerco le sue mutande, ci ficco la mano dentro, sento i suoi peli bagnati fradici, la masturbo con una violenza pazzesca, la tengo stretta e le sussurro all'orecchio "ti voglio, qui, adesso".
La appoggio con forza sul tavolo, col culo completamente aperto davanti a me... tiro fuori il cazzo, duro, dritto, imponente... glielo appoggio sulla fica e con un colpo secco entro fino in fondo e comincia a fotterla a pecorina, sbattendola sempre più forte, tenendola per i fianchi. Lei geme, "amore... ti ho aspettato tanto... adesso ti voglio dentro di me...".
Al solo udire quelle parole sono impazzito, colpivo sempre più forte, il tavolo avanzava nella cucina, ma a me non interessava, volevo solo chiavarla "mi volevi da tempo?", "Si amore mio, ho sognato questo momento da anni", "E lo hai sognato anche in culo?".
La sua risposta non si è fatta attendere molto "oh amore mio... sono tua, fai quello che vuoi".
Mentre la scopavo ancora in fica, le ho ficcato prima due dita in culo, poi tre, spingendo con forza, aprendola, volevo farle male.
"Adesso... in culo... ti prego" con un movimento rapido ho estratto il cazzo ancora in tiro dalla fica e le ho sfondato quel culo grosso e flaccido, sbattendola, schiaffeggiandola "ti piace maiala?", "si amore mio, mi fai venire così" inizia a squirtare dalla fica una quantità di umori incredibile, sembrava una fontana "siiii, godoooo". Io continuo a farle il culo, senza pietà "ti scopo ancora troiona".
All'improvviso lo caccio e le sborro sulla schiena, tutto il mio nettare dietro di lei.
Lo raccolgo con le dita, un pò per volta e gliele metto in bocca "bevi tutto, è solo per te e lo sarà sempre". Mi lecca le dita con ingordigia, vuole tutta la mia sborra.
Ci baciamo "voglio scoparti tutte le volte che voglio", "certo tesoro, da ora sei il mio imperatore".
Maria è tornata qualche minuto dopo, ci ha trovati seduti al tavolo a bere ancora tè freddo.
scritto il
2026-09-24
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