Sotto la Tua guida - Capitolo 17 - Parte 1

di
genere
dominazione

2 Luglio 2026

C'era qualcosa di diverso quella mattina. Non era cambiato nulla, eppure avevo la sensazione di essere entrata in una fase nuova. Forse perché il primo mese del contratto era finito.
Trenta giorni prima avevo varcato quella porta senza sapere davvero cosa mi aspettasse. Da allora erano cambiate molte più cose di quante avrei creduto possibili. Il primo era servito a costruire qualcosa, ma il secondo ancora non sapevo cosa mi avrebbe insegnato.

***
La sera prima.

Mi rivestii lentamente, ancora leggermente scossa da quello che era appena successo. Quando uscii dalla stanza, lo trovai in cucina, appoggiato al piano dell’isola, lo sguardo alla portafinestra, intento a bere un qualche liquido. Mi presi un attimo per osservarlo, senza farmi beccare.
«Padrone…» sussurrai una volta nella stanza.
Si voltò verso di me non appena sentì la mia voce.
«Vieni» mi disse indicandomi uno sgabello dell'isola. «Siediti qui»
Obbedii.
«Dall'ultimo programma che mi hai mandato ho visto che partirai il cinque»
«Sì, Padrone. Andrò a Cipro con amici»
Lui si limitò ad annuire. «Ci resterai una settimana?»
«No Padrone, saranno 5 giorni»
Abbassò lo sguardo sul bicchiere che teneva tra le mani, facendolo ruotare lentamente il liquido.
«Ho visto anche che, due giorni dopo il tuo rientro, ripartirai»
«Sì, andrò al mare con i miei genitori»
«Per un'altra settimana»
«Esatto, Padrone» confermai.
Marco rimase qualche secondo in silenzio. «Anche io sarò via in quel periodo»
Sollevai lo sguardo. «Per quanto tempo?» chiesi subito.
«Due settimane»
Quelle parole mi lasciarono interdetta. Due settimane. Era molto più di quanto fossimo mai rimasti lontani. Lui sembrò accorgersene.
«Il rapporto non si interrompe» Lo disse con la stessa naturalezza con cui avrebbe ricordato un appuntamento già fissato. «Continuerai con gli esercizi che ti lascerò prima di partire»
«Va bene, Padrone»
«Nei prossimi giorni preparerò una serie di compiti, che riceverai prima che io parta»
Sentii crescere immediatamente la curiosità.
«Li eseguirai esattamente come hai fatto finora»
Mi limitai ad annuire. «Sì, Padrone»
«Ogni tanto mi farò sentire, stai serena. Ma non sarà costante, è pur sempre una vacanza e ci sarà mia moglie con me» annuii. «Ma sarà sufficiente a mantenere il ritmo»
Quelle parole mi fecero capire che non sarebbe stata una semplice vacanza, la mia. Sarebbe stato un altro modo di mettermi alla prova.
Rimasi in silenzio ancora qualche secondo, poi trovai il coraggio di chiedere: «E tu, Padrone? Dove andrai?»
Marco mi osservò, per qualche istante ebbi la sensazione che stesse decidendo quante informazioni concedermi. Poi rispose semplicemente: «Fuori dall'Italia»
Nient'altro. Compresi che non avrebbe aggiunto altro e non insistetti.

***


3 Luglio 2026

Quella sera, poco prima di andare a dormire, il telefono vibrò.

M. Marco:
"Questi saranno i compiti che seguirai durante la mia assenza, non dovrò ripetermi:
1. Indosserai sempre il collare, anche in spiaggia.
2. Domani mi invierai una foto di tutti i costumi che porterai con te. Voglio vederli prima della partenza.
3. Ogni volta che ti preparerai per andare in spiaggia, mi mostrerai il costume che avrai scelto d'indossare. Lo farai prima di uscire.
4. Ti astieni dalla masturbazione.
5. Ti astieni da qualsiasi rapporto sessuale e da qualunque altra forma di 'omaggio'.
6. Bere, mangiare in modo adeguato, e prenderti cura della pelle saranno una priorità quotidiana.
7. Continui a pubblicare il racconto ogni giorno. Cerca di essere costante con l'orario.

Lessi l'elenco una prima volta, poi una seconda. Mi soffermai soprattutto sul terzo punto. Avrei dovuto prepararmi con un certo anticipo ogni mattina, prima ancora delle mie amiche, per mostrargli il costume scelto. Era una richiesta semplice, eppure rendeva evidente che, anche a centinaia di chilometri di distanza, lui avrebbe continuato a far parte della mia routine.

Anche il quarto punto attirò la mia attenzione. Per un istante mi domandai cosa intendesse esattamente con "qualunque omaggio". Bastarono pochi secondi perché ne comprendessi il significato e sentii il viso scaldarsi leggermente.
In fondo, però, nessuna di quelle richieste mi sorprese davvero. Erano semplicemente il modo in cui Marco aveva deciso di accompagnarmi anche durante quelle settimane lontani.
Inspirai lentamente e risposi.

Alice:
"Li eseguirò tutti, Padrone"


4 Luglio 2026

Quella mattina avevo un'ultima cosa da fare prima della partenza. In realtà l'avevo organizzata già qualche giorno prima.
Sapendo che con Monica avevamo fissato il nostro appuntamento direttamente al mio rientro, avevo chiamato la mia vecchia estetista, quella da cui ero andata per anni prima di conoscerla.
Da quando avevo iniziato il percorso con Monica non avevo più preso appuntamenti altrove. Marco aveva preferito così e, col tempo, quella scelta era diventata semplicemente parte della mia routine. Questa volta, però, era diverso. Partire per quasi due settimane senza sistemarmi non aveva alcun senso.
Per questo avevo deciso, solo per quella volta, avevo deciso di fare un'eccezione e di tornare dalla ragazza da cui ero sempre andata. In fin dei conti non riguardava il Marco, ne il nostro percorso insieme, era soltanto una necessità pratica.
Quando entrai nel centro estetico, mi accolse con il solito sorriso, sorpresa di rivedermi dopo tanto tempo.
«Era da un po' che non ti vedevo»
Sorrisi. «Sì... ultimamente mi sono organizzata diversamente da sola» non aggiunsi altro.
Quando uscii, passai ancora in farmacia e poi in profumeria per comprare le ultime cose che mi mancavano: crema solare, doposole e qualche prodotto da viaggio.

Dopo pranzo iniziai finalmente a preparare la valigia. La parte più semplice avrebbe dovuto essere scegliere i costumi, invece finii per svuotare mezzo armadio sul letto. Li sistemai tutti sul copriletto, cercando di disporli ordinatamente e li osservai: alcuni erano molto semplici, altri un po' più particolari. Alla fine ne scelsi sei, insieme a tre copricostume, scattai una foto e la inviai.

Alice:
"Questi sono i costumi che porterò con me, Padrone"

Mentre aspettavo la sua risposta, il mio sguardo tornò sulla foto appena inviata.
Avevo scelto un bikini con una stampa a ciliegie, col top a triangolo abbinato a uno slip rosso ed era quello che mi metteva sempre di buon umore. Accanto avevo sistemato il bikini completamente rosso con la leggera balza sul reggiseno e gli slip con i laccetti, decisamente più femminile. Poco più in là c'era il bikini bianco rifinito in merletto, delicato ma capace di risaltare l'abbronzatura, insieme a quello a righe bianche e marroni e al verde con i piccoli decori a forma di conchiglia.
Per gli interi avevo scelto due modelli completamente diversi: il nero, con la schiena completamente scoperta e un taglio che da un lato ricordava quasi un bikini, e quello color panna, anch'esso con la schiena nuda e un piccolo dettaglio a forma di conchiglia sul davanti.
Accanto ai costumi avevo piegato anche tre copricostume: una lunga camicia azzurra, un abitino corto traforato con piccole conchiglie sul fondo e un vestito in uncinetto a righe.
Li osservai ancora una volta. Avevo cercato di trovare un equilibrio: alcuni erano semplici, altri un po' più particolari. In fondo sarei stata una ragazza in vacanza con i suoi amici e mi sembrava normale voler portare con me anche qualcosa di più carino.
La risposta arrivò subito.

M. Marco:
"Approvati tutti senza riserve, eccetto il bianco e il nero intero"

Lessi il messaggio e rimasi confusa. Non mi aspettavo una proibizione del genere.

Alice:
"Posso chiederle perché, Padrone?"

M. Marco:
"Il bianco è troppo trasparente quando è bagnato. Lo indosserai solo se te lo dirò io.
L'altro perché non lo porti per stare comoda, ma perché sai che attira lo sguardo"

Sentii le guance scaldarsi. In fin dei conti erano vere entrambe le osservazioni.
Esitai qualche secondo prima di rispondere.

Alice:
"Capisco, Padrone... però sono quasi tutti costumi nuovi e… sono una ragazza di ventitré anni, non vorrei sembrare una monaca in spiaggia"

M. Marco:
"E infatti non te l'ho chiesto. Portalo pure in valigia, ma resterà lì. Non si discute"

Il cuore mi fece un piccolo balzo.

M. Marco:
"Durante questa vacanza non mi interessa che tu venga osservata, mi interessa che tu ti diverta. C'è una differenza"

Mi voltai di nuovo verso il letto. Ripassai con lo sguardo tutti i costumi che avevo scelto, sperando di trovarne uno che gli sembrasse più adatto. Aprii un altro cassetto dell'armadio e mi ricordai di un costume che avevo comprato l'anno prima e che avevo indossato una sola volta. Lo tirai fuori: era un intero color marrone, molto più essenziale degli altri. Copriva completamente i fianchi e lasciava la parte alta della schiena nuda, seguendo le linee del corpo senza essere appariscente. L'unico dettaglio particolare era una piccola apertura sotto il seno che collegava il reggiseno semplice alla parte inferiore del costume.

Lo appoggiai sul letto, scattai una foto e gliela inviai.

Alice:
"E questo, Padrone?"

La risposta arrivò quasi subito.

M. Marco:
"Questo va bene. È elegante e valorizza il tuo corpo senza chiedere l'attenzione di chi ti sta intorno"

Mi rilassai immediatamente.

M. Marco:
"Porta questo al posto di quello nero"

Alice:
"Sì, Padrone"


5 Luglio 2026
Mi svegliai con un sorriso che mi attraversò il viso da una parte all'altra. Finalmente si partiva. Erano settimane parlavamo di quei cinque giorni a Cipro. Spiagge, mare, locali, serate... tutto sembrava già deciso da mesi.
Mi alzai con calma, la valigia era già pronta vicino alla porta della camera. Mancavano soltanto le ultime cose: il beauty, il caricabatterie e il collare.
Quest'ultimo lo presi dal comodino, lo osservai qualche secondo tra le mani. Solo poche settimane prima sarebbe stato impensabile immaginare di portarlo con me in una vacanza con gli amici. Eppure adesso mi sembrava la cosa più naturale del mondo.
Lo allacciai lentamente al collo, non per abitudine, ma quel gesto ormai aveva assunto un significato preciso. La mia appartenenza a lui.

La sera prima di uscire di casa aprii la chat, scattai una foto veloce davanti allo specchio. Solo io, con i vestiti da viaggio, lo zaino sulle spalle, la valigia accanto e il collare ben in vista.

Alice:
"Sto uscendo di casa, Padrone. Tra poco parto"

Questa volta non aspettai una risposta, avevo imparato che non sarebbe arrivata sempre. Una volta in aeroporto, mentre aspettavamo d'imbarcarci, il telefono vibrò.

M. Marco:
"Buon viaggio. Da questo momento iniziano i tuoi compiti"
scritto il
2026-07-22
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