Tutti contenti

di
genere
bisex

Ho sostenuto l’esame finale del liceo, c’è stata una vivace discussione con mio padre per quanto riguarda il prosieguo universitario.
Gli espongo il mio progetto.
Vorrei trasferirmi a Parigi e frequentare una facoltà in scienze ambientali nelle università della Sorbone o dell’ École Polytechnique.
Mi sono rivolta alla zia Sophie tua sorella la quale si messa subito a disposizione mi accoglierebbe a braccia aperte.
Logicamente volevo concludere con mio padre ma non mi ha fatto continuare perché al nome di Sophie è esploso con una violenza verbale inaudita: hai parlato alle mie spalle con quella puttana!?.
Mia madre mi ha messa al corrente del passato tra il marito e la sorella.
Adélie devi sapere, comincia mia madre, Sophie è sempre stata una ragazza vivace, aveva sempre espresso il desiderio di trasferirsi dalla nonna Geneviève sempre chiamata Evie che viveva a Parigi.
Veramente più che un trasferimento sarebbe stato una fuga in quanto Sophie durante un soggiorno dalla nonna appena a sedici anni si fece mettere incinta da un algerino.
Tu, cara figlia mia non conosci la mentalità della famiglia di tuo padre, parlare con loro di persone che non siano ariane e meno che meno di ebrei significa scatenare una guerra senza prigionieri.
Solo Evie abbracciò la ragazza la tenne con lei le fece portare avanti la gravidanza e prima che nascesse, il frutto del peccato
la nonna Evie, non so quali marchingegni mise in atto, Sophie sposò l’algerino.
L’unico a non sotterrare l’ascia di guerra è stato ed è tuo padre.
Adélie non farti condizionare scegli quella strada se è quella che giusta per te; combatti e resisti.
L’afa picchia i miei decidono il week-end al lago con mio fratello, non entusiasta, al seguito.
All’alba sola non sapevo cosa fare ho preso la bicicletta sono andata da Anna la mia amica e compagna di scuola, l’ho messa al corrente del mio progetto universitario e mio padre ha ingoiato il rospo e mi sto preparando.
- Anna: così perdo la mia migliore amica dall’asilo,
- Adélie: seguimi "Paris vaut bien une messe”
- Anna: mi aiuti oggi a pranzo, la facoltà l’ho già scelta.
A pranzo con la famiglia di Anna con molta nonchalance lei butta sul tavolo il suo programma, c’è un momento di assoluto silenzio, alla fine il padre parla, fammi un dettagliato programma compreso punto virgola e tutto il resto, sarà dura molto dura a convincermi ma provaci Anna.
Quando decisi di tornare a casa presi la bicicletta pedalavo con allegria non sarei rimasta sola a Parigi, pedalavo giuliva.
Quasi vicino casa ho bucata la camera d’aria, mi guardo intorno non c’ è un cane solo una specie di casolare.
Meglio che niente.
Mi avvio con il mezzo, arrivo mi sento preoccupata, mi prende il panico quando si apre la porta spunta un tipo venticinquenne afro ma non quelli proprio nero nero, imbambolata guardavo il suo viso fisando il profilo del naso non camuso.
-A: vedi si è bucata la ruota della mia bici
-S: che devo fare? soffio per gonfiare, ti porto in città a cavalluccio?
-A: non ce la faccio a fare 15 e più chilometri a piedi con la bicicletta da trainare. hai da bere?
-S: sei una ciclista della domenica? Se fai la passeggiata in bicicletta sul piantone devi tenere il gonfiatore, nella borsetta una camera d’aria.
-A: cosa è il pintone, l’acqua per favore
- S: questo si chiama piantone, per l’acqua entra
-A: che cosa ci fai qui in mezzo al deserto?
-S: vuoi he ti racconti la mia vita dalla nascita fino ad oggi giorno dopo giorno. Cappuccetto rosso non hai paura dell’uomo nero?
A: mentre lui continua a parlare telefono a mio fratello.
Romeo non dire niente a nessuno ho bucato sono rimasta in panne a quindici chilometri da casa ora sono qui in una casa in mezzo alla campagna c’è una persona che mi aiuta.
-R: non posso scendere, se devo scendere adesso devo dire tutto a tutti sai cosa significa questo? Nostro padre potrebbe mobilitare l’esercito.
Riesci a passare la notte nel capanno, comunque stai lontano dall’uomo nero, domani mattina vengo a prenderti OK! ciao.
-S: senti Giulietta resti a dormire con me nel lettone grande? quello piccolo non te lo consiglio però se vuoi è quello.
-A: chi è Giulietta? Stupido mio fratello si chiama Romeo è una persona speciale, per te non sono Giuletta ma Adélie.
-S: Mademoiselle excusez-moi le pauvre nègre. Adesso ci facciamo una cenetta a base di uova strapazzate, ripuliamo il frigo, tanto domani forse partirò consegno il motorino ad un amico e bye ..bye a questa città, ho vissuto per due anni, prima che me lo chiedi ho ventiquattro anni sono de la Côte d'Ivoire, ho
un permesso di soggiorno temporaneo in attesa che arrivi l’OK dalla Francia.
Senti Adélie non dormire sul limite del bordo se non me la vuoi non me la prendo con la forza, certo ti perdi un occasione per goderti un bel pezzo di carne. proposito mi chiamo Sékou.
Si gira dall’altra parte come se volesse dormire.
-S: non posso dartela, non voglio darla via al primo che incontro mi giro verso di lui ti basta una limonata?
Si gira anche lui.
-S: ti ammiro perché sei stata sincera ed onesta.
Francamente una limonata è troppo poco, ci sono tante cose che puoi concedermi. Il patto: tutto eccetto la micetta ti va bene.
Mi attira il suo corpo caldo provo una vampata di eccitazione, mi accuccio tra le sue braccia dandogli le spalle.
Sento la sua mano che alza la mia coscia infila tra le due cosce il suo membro lubrificato dal precum, lo sento vicino all’ano, palpito questa volta è diversa dalle altre fatte con i ragazzini, Sékou è un uomo fatto e che uomo!.
-A: fallo ma fammi diventare e sentire donna
-S: ci provo piccola dolce Adélie aiutami anche tu, sprigiona la tua voglia che ti palpita dentro.
Due spinte leggere, sento il dolore ma anche il piacere, è una dolce progressione che mi sembra non finisca, la botta che mi dà è forte decisa, si slarga l’ano ora il piacere prevale sul dolore, l’eccitazione sale mi sconvolge sentirmi piena, comincia il movimento che diventa sempre più rapido che scatena in me un'esperienza profonda che mi sta coinvolgendo dandomi forti emozioni.
Adesso ti farò volare.
Due dita frugano tra le labbra della vagina, carezzano il clitoride che si gonfia si irrigidisce, Adélie non fermarti ti aiuterò.
Mi sta prendendo proprio con forza mi aiuta toccando i miei punti caldi, Sékou ci sono, aiutami Sékou, esplodo, lui continua, ora la sua bocca è sul mio clitoride mi sta facendo morire, sono una farfallina impazzita.
Amore mi sussurra nell’orecchio.
-A: basta ti prego sto morendo dal piacere, ti prego riempimi.
Mi respinge, mi porta sotto la doccia basta ragazzina, vai dormire nel letto di qua dormo io. Sono talmente fuso se resti vicino non so se riesco a trattenermi.
Mi sveglio ancora in uno stato confusionale, mi telefona Romeo: sto arrivando.
-A: cosa dico a mio fratello? lui è più grande di tre anni,
-S: la verità ho fatto sesso. Sono sempre vergine, ho avuto più di un orgasmo, mi ha riempito di sperma l’ano. Non ha voluto la mia “ciccina” sono ancora vergine. che peccato.
L’auto si ferma quasi davanti alla porta scende Romeo, Sékou se lo squadra se aggredisce la sorella me lo porto in casa e gli do una ripassata che gli farò odiare la figa sempreché l’abbia mai vista, l’osserva ancora di più, entrano in casa mentre Adélie attende in auto.
Nel pranzo la famiglia è tutta riunita, il padre è molto conciliativo, ho parlato con il padre di Anna anche lei va a Parigi farete una bella coppia, prenderete una abitazione mansardata e starete bene.
-A: papà lo sapevo che sei il migliore di tutti, ti voglio tanto bene.
Romeo frettoloso si alza da tavola scusandosi se ne va, nel box prende la moto e sfreccia per raggiungere il casolare di Sékou.
-S: credevo che fosse solo una sbruffonata la tua ma ho sbagliato,
facciamoci una birra. Poi vediamo a chi molla primo.
Due fighi che si stendono sul letto, tutto in un lampo si scatenano, si abbracciano, si combattono sessualmente senza risparmio i loro membri duri passavano da una bocca all’altra i loro corpi sono lucidi per il sudore.
La sfida la lancia Sékou la posta per chi si arrende paga il pegno di un deep-throat.
Sékou sbatte alla pecorina Romeo che grida e geme, lo sta violentando con piacere, se lo mette a gambe in aria e ora glielo infila fino in fondo, è riuscito a domarlo.
Tutto rientra in una scopata tranquilla dove uno si gode l’altro.
-R: è stata una bellissima battaglia ha vinto il migliore, vincerò alla prossima.
-S: non vuoi pagare pegno ma il debito resta.
-R: quando mi darai la rivincita e pagare il debito?.
-S: Tu lo sai che ho rispettato tua sorella, mi ha promesso che quando deciderà di farsi sverginare, che non sarò io, ma sarò il primo a farla divertire.
Ma io dovrò sistemare la mia vita.
-R: non ti pagherò il debito voglio restare il tuo debitore sine die.
Domami vieni a questo indirizzo puoi restarci fino a quando vuoi, comodo per essere a pochi passi da quella sistemazione più che dignitosa che cerchi.
Si abbracciano come due fratelli si baciano come due amanti.
Sékou e Adélie riusciranno a prendersi tutto l’uno dell’altro?
Sékou e Romeo due torelli troveranno il punto di equilibrio?
Peut être que oui
scritto il
2026-07-17
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