Da qualche mese

di
genere
etero

Da qualche mese c’è una nuova persona che abita nel nostro stabile.
L’ho più volte incontrato nell’ascensore, lui educatamente mi ha sempre salutato con un semplice buongiorno pronunciato con un accento straniero.
Mi sono fatta l’idea che sia un giovane tra i ventidue/ventitré ma non oltre i primissimi trent’ anni, straniero avendo la pelle ambrata, una capigliatura folta e riccioluta inoltre mi ha colpito la corporatura alta prestante caratterizzata da un fisico solido, vigoroso, ben strutturato.
Incuriosita ho chiesto al nostro portiere chi sia quel nuovo abitante, la mia curiosità è stata abbondantemente soddisfatta. Abita da tre settimane è stato accompagnato da una signora di una agenzia immobiliare la quale è ritornata più volte nei giorni successivi ad orari diversi, si è trattenuta a casa del nuovo inquilino mediamente per qualche ora forse anche di più, altro non mi ha saputo dire, però mi ha sommessamente riferito che durante le giornate questo giovane equamente riceve diverse visite maschili e femminili, si intrattengono sia nel pomeriggio ma di più nella tarda notte.
Esaurita la curiosità ho rimosso completamente la voglia di ulteriori particolari avendo inquadrato il tipo, il mio ex marito mi diceva che sono una donna intrigante, inoltre, stavo inculcando questa caratteristica anche a Terry la nostra diciassettenne figlia.
Quando il matrimonio funzionava in pieno c’era un benessere economico elevato, acquistammo questo appartamento al penultimo piano compresa una mansarda indipendente, il nuovo stabile si trova in pieno centro dotato di tutti i confort compresa una fermata personale dell’ascensore.
Tutto questo è durato relativamente poco.
L’attività economica di mio marito andò nel vero senso della parola “a puttane” sia per gli affari bruciati sia perché mio marito bruciava i soldi “a puttane”, arrivò il momento del divorzio, per la separazione dei beni a me è rimasta la casa mentre di lui ho perso letteralmente le tracce.
Mi sono rimboccata le maniche ho ripreso il mio lavoro di brava consulente aziendale, soprattutto curo mia figlia e me stessa da single.
Da due giorni in portineria sono depositati uno zaino, un borsone e una valigia dall’aspetto consunto.
Mi soffermo a parlare con il portiere e chiedo informazioni, vengo a sapere che quel tipo che incontravo fino a qualche giorno fa nell’ascensore ha disdettato la locazione e ha lasciato i bagagli che dovrebbe ritirare al più presto.
La settimana di lavoro si è esaurita rientro a casa per il week-end, nel mentre accedo all’ascensore vedo avvicinarsi il tipo:
-João.: posso salire insieme a lei?
-Elvira.: perché no! io sono all’ultimo piano
- João.: io mi fermo al piano quinto, veramente ero l’inquilino del quinto piano
- Elvira.: perché non abita più qui?
- João.: non posso più sostenere l’affitto.
Il mio sguardo indagatore lo metto in difficoltà, insisto nelle domande, gli chiedo: lascia se non ha più il lavoro, se ha problemi di soggiorno o altro?.
-João.: non mi è stato prolungato il soggiorno turistico se non parto divento irregolare… non voglio essere espulso.
- Elvira.: Avrebbe dovuto pensarci prima, è sua intenzione prolungare “sine die” il permesso? allora avrebbe dovuto cercare un lavoro sempreché lo voglia trovare o cerca solo clienti?
- João.: lei ha già capito qual’è il mio lavoro?
- Elvira.: Forse! per esperienza conosco persone come lei che cerco solo per il week-end, sempre che ne valga la pena
- João.:se per questo fine settimana cerca mi creda sulla parola: valgo la pena.
Non entrammo in casa ma ci accomodammo nella mansarda.
- Elvira.: veniamo al dunque, per me il week-end dura trentasei ore da adesso fino a domenica mattina mezzogiorno. Tu come partner con l’attrezzatura come sei piazzato? quali limiti hai, quanto sei resistente?
- João.: Io, anche se sono un garoto de programa sono pur sempre un essere umano non una sex-máquina ou uma besta”, se mi tratti così io ti dico che non resisto nemmeno trentasei secondi. Quello che cerchi in me ne troverai in abbondanza.
-Elvira.: tu non sei il primo né l’ultimo escort o garoto, preferisco patti chiari e definiti se la tua richiesta sarà compatibile con il mio budget sarai il mio uomo, rispetterò del tutto la tua persona
anche oltre.
Un sorriso ha sciolto qualsiasi incomprensione.
- Elvira.: adesso questa è la chiave del ripostiglio della portineria prendi i bagagli portali qui lascia in portineria questo biglietto per il portiere.
Solo per consiglio ti avverto che la portineria è sotto videosorvegliata perciò prendi solo i tuoi bagagli.
- João.: lei signora è sempre così umana? O è sempre così bastarda?
Poco dopo il brasileiro torna gli faccio poggiare i bagagli nella camera lo invito ad usare la doccia e tutto quello che serve poi andiamo a cena e torneremo qui.
Lo lascio solo non mi preoccupo in quanto quella mansarda l’ho trasformata in uno scannatoio elegante.
Risalgo verso nove lo trovo rimesso a nuovo migliorato come aspetto e come fragranza mentre andiamo a cena abbiamo stabilito un dialogo gradevole.
- Elvira.: da quale parte del Brasile vieni?
- João.: dal Nordest, sei mai stata in Brasile?
- Elvira.: turista: Foz di iguazu - un incanto della natura - risalendo fino a Salvador, São Luís, Fernando de Noronha poi tutto il resto: que maravilha!
Lui mi guarda stupito e ammirato si siede vicino, dolcemente la mano si posa sul mio viso per attrarmi a lui, gli offro la bocca aperta che viene occupata dalla sua lingua vivace: ci sa fare, mi toglie il reggiseno il viso liscio si adagia tra le mammelle, le dita mi prendono i capezzoli ho una piacevole sensazione quando li stringe, l’abbraccio con passione torna a baciarmi corrispondo.
Siamo nudi scivoliamo dal divano sul tappeto, appoggio le spalle alla base del sofà: divarico le gambe più che posso mi viene incontro piazzandosi in mezzo, le sue gambe mi cingono il bacino.
Il seno che gli mostro non è né svuotato nè floscio ma un seno florido, sono soddisfatta quando lui è attratto, mi spingo in avanti perché possa palpeggiarlo anzi si piega mordicchia i capezzoli, mi slingua l’areola.
È bravo non lo fa da mestierante ma perché gli piace partecipare così sale la mia pressione sessuale nel vedere la sua eccitazione, vorrei che mi penetrasse subito invece le dita della mano scivolano lungo le labbra delle vulva fino ad afferrare la punta del clitoride, bagna quelle dita nell’umidità della vagina per riprendere il clitoride solleticandolo fino a che io mi affloscio godendo, lo guardo mi sorride l’ultima contrazione pone fine all’orgasmo.
Diventa un problema stendersi per rialzarsi, facile per me sprofondarmi sul divano lui resta in piedi al mio fianco, lo ammiro e mi viene una discutibile risibile considerazione: Michelangelo se avesse potuto vedere João in questa posizione al David non glielo avrebbe fatto un pisello così piccolo.
Glielo dico scoppia in una risata spontanea e coinvolgente.
Mi chiedo perché non mi prende non mi sbatta il pendente nella vulva, si avventura a trovare i miei punti altamente erotici, ci stimoliamo in un reciproco accarezzarci ed abbracciarci, mi fa scivolare il glande umido di precum sulle labbra, scende e si diverte con il mio clitoride, mi seduce stimolando la mia attrazione sessuale per lui, le gambe sulle spalle, stimola le labbra della vulva che è diventata bagnata, sussulto quando infila le dita contemporaneamente nella vagina e nell’ano mi sta facendo deliziare ancora, ora la lingua gira intorno al clitoride gioisco mentre lo succhia, non mi trattengo la mie mani battono in modo frenetico sulle sue spalle, sgraffigno quelle estetiche natiche alla fine appagata tengo stretto il turgido pene nelle mano: lo ammiro.
- Elvira.: quando mi prenderai
- João.: voglio conoscerti, voglio tirarti fuori tutto, ti voglio convincere che con te non sono il garoto ma sono João come un adolescente affascinato.
Sono presa da questo João lo seguo quando mi prende per mano e andiamo giù a casa e ci infiliamo nella vasca per un idromassaggio rilassante.
Sono stanca mi sento spremuta e senza più stimoli, lui è di fronte a me lo guardo mi piace ma non devo dimenticare chi è: João il GdP.
Gli consegno le chiavi della mansarda.
- João.: perché me le dai? non vuoi che resto qui con te? io sono quello che sono voglio convincerti che con te non sono quello che sono.
Solo per trentasei ore mi piacerebbe di non essere il garoto ma l’uomo che potrebbe provare a vivere come un uomo con una donna che non mi paga ma che resta vicino per l’uomo.
- Elvira.: João, ognuno di noi si tracina dietro il suo bagaglio dovremmo abbandonarlo per ricominciare a viaggiare leggeri: ci riusciamo mai!!!.
Ci alziamo recuperiamo la mia stanza da letto proviamo a dormire anche se l’alba è prossima.
Averlo nudo vicino anzi stretto a me mette uno stato particolarmente piacente, sentire il suo respiro sul collo e la mano sulla mammella mi portava indietro nel tempo quando era una ragazza e godevo vivere col mio ex marito.
Non riuscivo prendere sonno palpitavo.
-João.: non dormi? Perché? girati voglio vederti in viso
-Elvira.: eccomi, sono qui -esplodo in una sincera risata.
-João.: quando ridi sei più bella, mi piaci.
Si stringe ancora di più a me mi solleva una gamba e nello spazio infila la sua, ora il suo pene è tra le labbra della vagina, lo sento crescere mi sistemo meglio per godermelo, mi eccito con contrazioni sempre più ripetute senza che possa controllarle.
È diventato eretto con il glande roseo inumidito dal precum, con impeto comincia a strofinarlo
lungo la vagina ormai bagnata, fa una pausa e poi deciso spinge senza pause fino in fondo.
A quel punto emetto un grido che si trasforma in un mugolio, spinge ancora mi sento piena dolente ed arrapata l’intruso comincia a muoversi con movimenti rapidi che assecondo con movimenti del bacino.
I nostri corpi sudati hanno formato un unico scivoloso.
-Elvira.: se continui così non avrò più una vagina ma una cesta sfondata ma non è quello che voglio ma vorrei rimanere ancora una volta incinta
-João.: anch’io è questo che voglio così non dovrai mai dimenticarmi.
-Elvira.: Non sono pronta
-João.: NO! anche se mi stanno scoppiando i testicoli la figa mi fa sbarellare ma non voglio fermarmi, voglio conquistarla e sentirla mia
-Elvira.: João io non reggo più sento solo dolore e il tuo cazzo mi sventra non puoi farlo
-João.: chi meglio di me che ti sta facendo sentire una troia goduriosa…………..
-Elvira.: come una vacca….dillo…dillo che lo pensi, fottimi…fottimi come e quando vuoi
È come se avessi dato fuoco ad un pagliaio.
Senza controllo, cerchiamo di sopraffarci, ogni posizione è bella alla pecorina lo sento tutto ma godo di più quando i colpi sono secchi perché mi sconvolgono ma ancora di più quando João fa una pausa, resto in trepidazione per ricevere il colpo che mi attizza, siamo scivolati dal letto sono finita prona con lui che me l’ha infilato di botto “BASTARDO”.
A questo punto sento il suo pene contrarsi rapidamente sta eiaculando.
Torniamo sul letto ci guardiamo in silenzio.
Rimbomba una voce: signora Eliviraaaaaaaa!!!
-João.: chi è?
-Elvira.: madonna!!!!!! ho dimenticato che oggi è il giorno della donna delle pulizie che faccio?
-João.: niente ci facciamo trovare come prima infoiati a scopare.
La chiamo oggi vai su in mansarda la devi mettere a posto perché ieri è venuto un ospite e poiché lui resta ancora non si quando andrà via poi si vedrà, le chiavi lasciale sul tavolo.
-João.: perché oggi?
-Elvira.: perché in setimana viene mia figlia….
-João.: quanti anni ha?
-Elvira.: hai convinta me ma non tocchi mia figlia lei ha diciannove anni. Piuttosto mi sacrifico io
-João.: cosa vuoi sacrificare?!, fino a domani non avrai più niente da salvare perché non lasci scegliere a lei d'altronde scelta migliore non ne ha, tu puoi testimoniare.
Guarda che noi due lasciamo ancora tante cose in sospeso.
-Elvira.: Faccio sistemare la casa, noi andiamo a pranzo, tu hai fatto i preparativi per la partenza?
-João.: non mi devi ricordare niente, io…..
Elvira.: non ti devi offendere, sei stato fino adesso una persona affidabile ma la tua situazione non ti offre soluzioni in così pochi giorni
-João.: grazie, sei stata meglio di quanto mi aspettassi, tra noi c’è stata una sintonia sessuale che non mi aspettavo.
Tu non mi crederai ma parlando di te si risveglia “o pau,”
-Elvira.: vogliamo uscire?
-João.: No, ho voglia.
Così dicendo mi prende per la mano e si dirige verso la camera da letto
-João.: prima voglio fare l’amore, poi voglio fare una cosa che ho fatto poche volte perché non mi piace se non con la persona con la quale il desiderio e la sintonia è totale; con te la voglio fare.
Mentre parla mi spoglia mi solleva tra le braccia mi adagia sul letto, nudo mi si è seduto accanto, lui sa fare il sesso, ma ora da come mi prende come mi tocca mi bacia e tutta un’altra cosa lo sento, lui mi chiede ed io eseguo, non mi penetra ma mi porta all’eccitazione mi procura un godimento che mi dà un piacere profondo c’è stato amore, mi lubrifica l’ano capisco ma immediatamente mi irrigidisco lo rifiuto, ho paura del dolore.
-João.: da come sei improvvisamente diventata tesa non voglio convincerti ti chiedo solo proviamoci.
João invece di insistere abbandona il tentativo si stende al mio fianco in silenzio poi mi sussurra: sarai tu a decidere, scusami Elvira.
-Elvira.: João in meno di trentasei ora mi hai dimostrato che non sei solo quello che sei, io ti faccio questa promessa: ovunque tu sia, qualunque necessità tu abbia bussa a questa porta ed io l’aprirò all’uomo João.
- Elvira.: Estarei com saudades de você
scritto il
2026-03-13
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