Elvira e Terry un osso per due
di
Bastino9
genere
etero
Sto per citofonare ma il portone si apre ed esce una persona, prima che si chiuda mi intrufolo prendo l’ascensore poi le ultime rampe le faccio a piedi.
Le pulsazioni sono a mille, ho paura, quale sarà la reazione di Elvira quando mi vedrà? Mi accoglierà a braccia aperte? Ma conoscendo la tipa mi dirà brutalmente e adesso cosa vuoi? che faccio ridiscendo le scale con la coda tra le gambe? suono, mi apre la porta una giovane donna: non è Elvira.
Rimaniamo entrambi interdetti, la prima a parlare è lei come d’altronde deve essere;
-Terry.: prima di tutto come ha fatto ad arrivare fino a qui? mi dica chi è e cosa vuole
- João.: prima di tutto chiedo scusa, effettivamente lei ha ragione ha il diritto ed il dovere di sbattermi la porta in faccia senza continuare questo dialogo, prima però mi permetta che le faccia una richiesta: vorrei parlare con la signora Elvira, ci conosciamo.
Non finisco di parlare che la vedo rimanere impietrita ma anche curiosa.
-Terry.: lei conosce mia madre?
- João.: SI! un anno fa occasionalmente ebbi la fortunata circostanza di incontrarla, quando ci lasciammo lei mi disse che se fossi ritornato sarebbe stata contenta di rivedermi; tutto qui.
Lei è sempre più incuriosita ma anche più diffidente.
-Terry.: lei come si chiama? dice di essere stato suo ospite per un week-end?
- João.: João, mi chiamo João . sono partito il giorno prima del suo rientro a casa
-Terry.: attenda devo avere conferme mi scusi se non la faccio entrare.
Sono rimasto seduto sullo scalino della rampa quasi un’ora alla fine stavo per rinunciare.
La porta si spalanca e la faccia di Terry ha un sorriso,
-Terry.: mia madre è rimasta prima muta ma la descrizione che ho fatto di lei, mi ha confermato: è João, mi ha detto di trattenerlo, di sistemarlo in mansarda fino al suo arrivo la prossima settimana
Entra, ma dovrai parlarmi di te abbastanza per conoscerti.
Insieme passiamo lungo il corridoio, di scorcio vedo la camera da letto: quanti ricordi e tante sensazioni.
-Terry.: possiamo darci del tu siamo della stessa generazione
- João.: più o meno,
-Terry.: di che cosa hai bisogno adesso? Un bagno, uno spuntino o se vuoi possiamo più tardi cenare insieme? poi ti darò le chiavi della mansarda.
- João.:ora sono sopraffatto dai ricordi, tanto breve quanto fulminante fu il rendez-vous con tua madre ma altrettanto devastante positivamente.
Sono nel salotto.
Terry ha fatto preparare la mansarda e mi accompagna.
-Terry.: sistemati, sarai stanco, quante ore di volo?
- João.: Quasi diciotto compresi gli scali da Campo Grande poi São Paulo e ora qui
-Terry.: non soffri di saudade?
- João.: Si, ma ho la certezza che da vecchio tornerò per morirci, ma adesso viviamo il presente.
Mi alzo le vado incontro per la buonanotte, mi apre le braccia e ci affondo beatamente percepisco quello stesso odore corporeo della madre che attivò in me un desiderio sessuale intenso.
Terry mi guarda perplessa poi mi dice io e te dovremo fare un lungo colloquio chiarificatore.
La notte è stata breve il giorno è avanzato da tempo, rimango ancora sotto il lenzuolo crogiolandomi, penso ad Elvira mi tira la voglia.
Un dubbio mi disturba, come sarà la convivenza presente anche la figlia? Sarà una notevole fonte di disturbo?
Tutto sarebbe più semplice se lei avesse una radicata relazione con un uomo allora io sarei ininfluente.
Sento entrare qualcuno mi tiro il lenzuolo fino al collo: sono il bello l’addormentato; la voce è quella di Terry continuo a fare il finto assonnato però distendendomi supino faccio scivolare lenzuolo.
Prima si blocca nel centro della stanza però poi si accosta nei pressi del letto ma non avanza più di tanto.
Sorride.
Prima che se ne vada mi ribalto faccio la finta dell’ignaro, con una velocità gestita al rallentatore recupero il lenzuolo coprendomi.
- João.: Terry perdonami per avermi fatto trovare ancora insonnolito e impresentabile davanti ad una donna,
-Terry.: sono io che ho sbagliato ad entrare senza nessuna precauzione
- João.: scusami se ti chiedo di passarmi una vestaglia? Così posso alzarmi.
Si accosta ancora di più per allungarmi i vestiti, prendo lo slip con nonchalance, lascio cadere il lenzuolo indosso lo slip .
-Terry.: sono sfacciata nel dirti: a stavi meglio prima che non adesso con quel ridicolo slip.
- João.: Terry… Terry…adesso mi hai messo su una griglia infuocata senza via di uscita. Dammela tu
-Terry.: vuoi rimanere fedele a mia madre? Vuoi cambiare cavalla? Vuoi rimanere con un piede in due scarpe?
- João.: non mi sei stata di nessuno aiuto anzi mi sento di cadere dalla padella alla brace. Non ho mai ipotizzato questa situazione volevo crearmi una vita con Elvira, stando le cose così è finito ”tutto a puttane”, non apro le valigie e torno indietro.
Tu riferirai a tua madre che io non sono più quello di una volta.
La mia decisione è onesta e ci crederò fino alla fine.
Non pensavo che finisse in questo modo.
Sto finendo di vestirmi quando ricevo una telefonata.
-Elvira.: João meu amor, adesso ti amo e ti rispetto ancora più di prima, resta.
Io adesso so e tu sai che io so, quello che conta è quello che c’è tra noi e nessuno lo metterà in discussione, tutto l’altro è solo un semplice accidente.
Non preoccuparti mia figlia non sarà mai un problema tra noi siamo tutti adulti e soprattutto siamo “open mind” l’unica cosa giusta mai offendersi a vicenda.
Aspettami, mi sei mancato amore mio, stallone, siamo una coppia chiusa ma non per tutti, un’eccezione è solo tale, mi capisci? per essere chiara te lo spiego nella tua lingua
Esperame, senti sua falta, meu amor, garanhão, somos um casal fechado, não para todos, só por uma exceção, você me entende?.
- João.: Elvira tu non finisci di stupirmi forse non ti merito.
Non ho finita la conversione che Terry sale, questa volta bussa, entra è dinamica allegra.
- João.: sei pimpante e positiva, ho fame devo sistemare la mia posizione per il soggiorno non voglio ripetere l’errore fatto,
-Terry.: sicuramente lunedì ci muoveremo, adesso renditi presentabile poi andiamo a pranzo, adesso contatto una persona.
Salta come una bambina giuliva, tra una volta e l’altra sparisce dandomi un’ora di tempo per essere presentabile.
-Terry.: Nel box mi chiede sai guidare una moto?
- João.: SI. mio zio aveva una meravigliosa Harley l’ho pregato mi sono messo ai suoi piedi come un tappeto, non mi ha mai fatto salire neanche da ferma, capitò l’occasione che lui partisse un mese per lavoro. Per tutto il mese usai la moto per andare all’Università e non solo, dopo aver preso confidenza con quella bestia me la sono goduta alla grande facevo salire solo le garotas: una goduria, facevo salire solo quelle disposte a farsi scopare in sella.
-Terry.: fallo anche con me, dai ti prego non deludermi, a pochi chilometri c’è un’area riservata per auto e moto. Andiamo dai!!!
- João.: NO!!! sei terribile ma niente da dire ad Elvira.
Con quella moto torno indietro di dieci anni, la stronzina invece di abbraciarmi in vita mi stringe in basso tastandomi tra le gambe,
- João.: Terry ragazzina terribile se non la smetti andiamo a finire contro un albero o ci schiantiamo in una siepe, adesso torniamo mi fai mangiare?
Rientrai nella mansarda mi buttai subito nella vasca, c’era il silenzio assoluto almeno per quel momento ero libero dei pensieri e mi venne la voglia di masturbarmi.
-Terry.: dove sei? rispondi
Per poco la porta non salta:
- João.: resta dove sei che arrivo
-Terry.: ahhh… ti stai masturbando per aver goduto dopo aver montato la Harley. Ora ci penso io!!!
Non sono lesto ad uscire che lei salta dentro con indosso il tanga.
-Terry.: domani ci facciamo un altro giro ma devi spingere meglio
- João.: No,
-Terry.: dai Jo non fare il padre, tra poco torna mia madre e addio.
Tu con mia madre avete il vostro registro tu con me devi averni un altro, dai Jo per favore, a fine mese arriva luigi quel mezzo finocchio che devo sposare.
Sono rimasto in fondo alla vasca allibito, in questo stato sento che il suo piede sale tra le gambe fino a schiacciarmi i testicoli ed il pene.
- João.: Terry ma che cazzo fai mi schiacci tutto
-Terry.: voglio essere sverginata come si comanda, Luigi, con il cazzino come quello del mio barboncino, mi ha fatto il solletico, lo devo sposare per ragione di affari ma lui l’ha già capito che sarà un cornuto.
Erge dalla vasca, la pelle bianca è lucida, stupende le mammelle uguali alla madre la differenza sta nel loro turgore, si gira per prendere il sapone mi sbatta in faccia un paio di natiche da fare impallidire quelle brasiliane: sto per venire.
Si affianca accanto a me non resisto la bacio, la bocca profuma di dentifricio, gli succhio la lingua, sono infoiato se non mi contengo mando tutto in aria.
Le prendo tra le dita i capezzoli la sento fremere, continuo la vasca non ci contiene più esco e la sollevo, nello stesso bagno la stendo su un soffice tappeto, ora si che le strizzo le mammelle lei geme:
-João.:,zitta puttanella se continui ti pianto qui e ti abbondono alle tue masturbazioni.
Si azzittisce ma è tutto un fremito è attaccata a me come una cozza vuole godere e l’aiuto.
La mano scivola lungo il corpo arrivo alla vagina l’accarezzo un clitoride gonfio che spunta in cima alla vulva, è pronta per essere penetrata ma non lo faccio la masturbo succhiandole i capezzoli gode ma non mi fermo continuo a masturbarla finché lei non si esaurisce.
Torniamo nella vasca l’acqua è tiepida lentamente faccio fluire acqua fredda: è così fredda da spegnere i nostri bollori.
-Teryy.: tu non devi trattarmi come una ragazzina viziata devi trattarmi per quello che sono una donna.
-João.:,NO!!! devi capire che io amo tua madre mettitelo bene in testa, se Luigi non ti basta trovati un un altro mandingo afro,
-Teryy.: non voglio togliere l’osso dalla bocca di mia madre,
-João.:, Terry stai parlando come una stronza arrapata, tu mi consideri solo l’osso bene ti sbatto come vuoi ma tutto finisce qui.
Se vuoi un pezzo di carne che sventri te lo posso procurare troia!.
Finiamo nella mansarda.
Ci adagiamo sul letto me la tiro a me, sento le sue mammelle puntute che scorrono sulla mia pelle mi piace, lei mi si offre in modo dolce ed io continuo ad eccitarmi ora il mio pene mi fa quasi male tanto che è turgido.
Lei sta supina con le gambe divaricate sotto un piccolo ciuffi di peli neri si intravedono le grandi labbra, le dita scivolano lentamente ogni tanto affondano o giocano con il clitoride la vagina è umida e pronta e lei è tutta in attesa come se fosse una vergine da stuprare.
Il glande non entra facile sentendo quel piacere non resisto e affondo lei emette un gridolino e quando mi muovo dentro di lei grida con tono più alto.
-Terry.: mi fai male ma non fermarti ti voglio, aiutami a provare piacere.
Le sue unghiette graffiano le mie natiche sto per eiaculare lo tiro fuori, il mio sperma si spande sul ventre sono troppo eccitato non mi basta, voglio di più.
Le sollevo le gambe me le poggio sulle spalle metto due cuscini sotto i reni dilato le natiche e dinanzi a me un meraviglioso un palpitante ano roseo, il residuo dello sperma lo uso come lubrificante in più uso la saliva e poi un colpetto e parte dell’anno passa.
Terry si contorce e grida:
-Terry.: fermati, fermati…non spingere ancora, esci João esci
-João.: stai zitta, non esco anzi più ti rifiuti più chiavo, più ti apro il culo facciamoci una magnifica scopata con questo culo vergine poi me lo richiederai allora ti sentirai di morire per il piacere.
Mentre la coccolo lei si rilassa ed io scivolo ormai anche lei si è acquietata anzi è desiderosa di essere presa così.
-Terry.: Mi hai stuprata vero? per me è stata la prima esperienza ma adesso la trovo fantastica.
L’ho presa in diverse posizioni e lei si è offerta generosamente tanto da svuotarmi completamente i testicoli.
Siamo soddisfatti entrambi.
-João.: sei stata grande mi hai saputo prendermi, hai avuto quello che volevi, ti manca solo una esperienza di non facile esecuzione ma proviamoci.
-Terry.: adesso? Facciamolo ora che sono calda sono pronta a tutto!
Mi sento indifeso nello stesso tempo voglio affrontare questa giovane che vuole tutto e subito.
-João.:Terry prima tu ti offrivi a me ed io ti prendevo ora sarai tu ad avere me io mi offro a te.
Mi stupisce per la dolcezza e l’inesperienza ma riesce ad eccitarmi tanto che ho subito una erezione.
La semplicità con la quale si prende cura oralmente del mio pene mi sconvolge, la lingua che gira intorno al glande è gradevolissima, mordicchiarmi i testicoli mi procura solletico che lei me lo trasforma in eccitazione si avventura con la lingua e con l’unghia fino al mio ano non mi trattengo eiaculo con fatica anche lei si accascia su di me per dare sfogo al suo orgasmo. Mai avuta un simile performan
Le pulsazioni sono a mille, ho paura, quale sarà la reazione di Elvira quando mi vedrà? Mi accoglierà a braccia aperte? Ma conoscendo la tipa mi dirà brutalmente e adesso cosa vuoi? che faccio ridiscendo le scale con la coda tra le gambe? suono, mi apre la porta una giovane donna: non è Elvira.
Rimaniamo entrambi interdetti, la prima a parlare è lei come d’altronde deve essere;
-Terry.: prima di tutto come ha fatto ad arrivare fino a qui? mi dica chi è e cosa vuole
- João.: prima di tutto chiedo scusa, effettivamente lei ha ragione ha il diritto ed il dovere di sbattermi la porta in faccia senza continuare questo dialogo, prima però mi permetta che le faccia una richiesta: vorrei parlare con la signora Elvira, ci conosciamo.
Non finisco di parlare che la vedo rimanere impietrita ma anche curiosa.
-Terry.: lei conosce mia madre?
- João.: SI! un anno fa occasionalmente ebbi la fortunata circostanza di incontrarla, quando ci lasciammo lei mi disse che se fossi ritornato sarebbe stata contenta di rivedermi; tutto qui.
Lei è sempre più incuriosita ma anche più diffidente.
-Terry.: lei come si chiama? dice di essere stato suo ospite per un week-end?
- João.: João, mi chiamo João . sono partito il giorno prima del suo rientro a casa
-Terry.: attenda devo avere conferme mi scusi se non la faccio entrare.
Sono rimasto seduto sullo scalino della rampa quasi un’ora alla fine stavo per rinunciare.
La porta si spalanca e la faccia di Terry ha un sorriso,
-Terry.: mia madre è rimasta prima muta ma la descrizione che ho fatto di lei, mi ha confermato: è João, mi ha detto di trattenerlo, di sistemarlo in mansarda fino al suo arrivo la prossima settimana
Entra, ma dovrai parlarmi di te abbastanza per conoscerti.
Insieme passiamo lungo il corridoio, di scorcio vedo la camera da letto: quanti ricordi e tante sensazioni.
-Terry.: possiamo darci del tu siamo della stessa generazione
- João.: più o meno,
-Terry.: di che cosa hai bisogno adesso? Un bagno, uno spuntino o se vuoi possiamo più tardi cenare insieme? poi ti darò le chiavi della mansarda.
- João.:ora sono sopraffatto dai ricordi, tanto breve quanto fulminante fu il rendez-vous con tua madre ma altrettanto devastante positivamente.
Sono nel salotto.
Terry ha fatto preparare la mansarda e mi accompagna.
-Terry.: sistemati, sarai stanco, quante ore di volo?
- João.: Quasi diciotto compresi gli scali da Campo Grande poi São Paulo e ora qui
-Terry.: non soffri di saudade?
- João.: Si, ma ho la certezza che da vecchio tornerò per morirci, ma adesso viviamo il presente.
Mi alzo le vado incontro per la buonanotte, mi apre le braccia e ci affondo beatamente percepisco quello stesso odore corporeo della madre che attivò in me un desiderio sessuale intenso.
Terry mi guarda perplessa poi mi dice io e te dovremo fare un lungo colloquio chiarificatore.
La notte è stata breve il giorno è avanzato da tempo, rimango ancora sotto il lenzuolo crogiolandomi, penso ad Elvira mi tira la voglia.
Un dubbio mi disturba, come sarà la convivenza presente anche la figlia? Sarà una notevole fonte di disturbo?
Tutto sarebbe più semplice se lei avesse una radicata relazione con un uomo allora io sarei ininfluente.
Sento entrare qualcuno mi tiro il lenzuolo fino al collo: sono il bello l’addormentato; la voce è quella di Terry continuo a fare il finto assonnato però distendendomi supino faccio scivolare lenzuolo.
Prima si blocca nel centro della stanza però poi si accosta nei pressi del letto ma non avanza più di tanto.
Sorride.
Prima che se ne vada mi ribalto faccio la finta dell’ignaro, con una velocità gestita al rallentatore recupero il lenzuolo coprendomi.
- João.: Terry perdonami per avermi fatto trovare ancora insonnolito e impresentabile davanti ad una donna,
-Terry.: sono io che ho sbagliato ad entrare senza nessuna precauzione
- João.: scusami se ti chiedo di passarmi una vestaglia? Così posso alzarmi.
Si accosta ancora di più per allungarmi i vestiti, prendo lo slip con nonchalance, lascio cadere il lenzuolo indosso lo slip .
-Terry.: sono sfacciata nel dirti: a stavi meglio prima che non adesso con quel ridicolo slip.
- João.: Terry… Terry…adesso mi hai messo su una griglia infuocata senza via di uscita. Dammela tu
-Terry.: vuoi rimanere fedele a mia madre? Vuoi cambiare cavalla? Vuoi rimanere con un piede in due scarpe?
- João.: non mi sei stata di nessuno aiuto anzi mi sento di cadere dalla padella alla brace. Non ho mai ipotizzato questa situazione volevo crearmi una vita con Elvira, stando le cose così è finito ”tutto a puttane”, non apro le valigie e torno indietro.
Tu riferirai a tua madre che io non sono più quello di una volta.
La mia decisione è onesta e ci crederò fino alla fine.
Non pensavo che finisse in questo modo.
Sto finendo di vestirmi quando ricevo una telefonata.
-Elvira.: João meu amor, adesso ti amo e ti rispetto ancora più di prima, resta.
Io adesso so e tu sai che io so, quello che conta è quello che c’è tra noi e nessuno lo metterà in discussione, tutto l’altro è solo un semplice accidente.
Non preoccuparti mia figlia non sarà mai un problema tra noi siamo tutti adulti e soprattutto siamo “open mind” l’unica cosa giusta mai offendersi a vicenda.
Aspettami, mi sei mancato amore mio, stallone, siamo una coppia chiusa ma non per tutti, un’eccezione è solo tale, mi capisci? per essere chiara te lo spiego nella tua lingua
Esperame, senti sua falta, meu amor, garanhão, somos um casal fechado, não para todos, só por uma exceção, você me entende?.
- João.: Elvira tu non finisci di stupirmi forse non ti merito.
Non ho finita la conversione che Terry sale, questa volta bussa, entra è dinamica allegra.
- João.: sei pimpante e positiva, ho fame devo sistemare la mia posizione per il soggiorno non voglio ripetere l’errore fatto,
-Terry.: sicuramente lunedì ci muoveremo, adesso renditi presentabile poi andiamo a pranzo, adesso contatto una persona.
Salta come una bambina giuliva, tra una volta e l’altra sparisce dandomi un’ora di tempo per essere presentabile.
-Terry.: Nel box mi chiede sai guidare una moto?
- João.: SI. mio zio aveva una meravigliosa Harley l’ho pregato mi sono messo ai suoi piedi come un tappeto, non mi ha mai fatto salire neanche da ferma, capitò l’occasione che lui partisse un mese per lavoro. Per tutto il mese usai la moto per andare all’Università e non solo, dopo aver preso confidenza con quella bestia me la sono goduta alla grande facevo salire solo le garotas: una goduria, facevo salire solo quelle disposte a farsi scopare in sella.
-Terry.: fallo anche con me, dai ti prego non deludermi, a pochi chilometri c’è un’area riservata per auto e moto. Andiamo dai!!!
- João.: NO!!! sei terribile ma niente da dire ad Elvira.
Con quella moto torno indietro di dieci anni, la stronzina invece di abbraciarmi in vita mi stringe in basso tastandomi tra le gambe,
- João.: Terry ragazzina terribile se non la smetti andiamo a finire contro un albero o ci schiantiamo in una siepe, adesso torniamo mi fai mangiare?
Rientrai nella mansarda mi buttai subito nella vasca, c’era il silenzio assoluto almeno per quel momento ero libero dei pensieri e mi venne la voglia di masturbarmi.
-Terry.: dove sei? rispondi
Per poco la porta non salta:
- João.: resta dove sei che arrivo
-Terry.: ahhh… ti stai masturbando per aver goduto dopo aver montato la Harley. Ora ci penso io!!!
Non sono lesto ad uscire che lei salta dentro con indosso il tanga.
-Terry.: domani ci facciamo un altro giro ma devi spingere meglio
- João.: No,
-Terry.: dai Jo non fare il padre, tra poco torna mia madre e addio.
Tu con mia madre avete il vostro registro tu con me devi averni un altro, dai Jo per favore, a fine mese arriva luigi quel mezzo finocchio che devo sposare.
Sono rimasto in fondo alla vasca allibito, in questo stato sento che il suo piede sale tra le gambe fino a schiacciarmi i testicoli ed il pene.
- João.: Terry ma che cazzo fai mi schiacci tutto
-Terry.: voglio essere sverginata come si comanda, Luigi, con il cazzino come quello del mio barboncino, mi ha fatto il solletico, lo devo sposare per ragione di affari ma lui l’ha già capito che sarà un cornuto.
Erge dalla vasca, la pelle bianca è lucida, stupende le mammelle uguali alla madre la differenza sta nel loro turgore, si gira per prendere il sapone mi sbatta in faccia un paio di natiche da fare impallidire quelle brasiliane: sto per venire.
Si affianca accanto a me non resisto la bacio, la bocca profuma di dentifricio, gli succhio la lingua, sono infoiato se non mi contengo mando tutto in aria.
Le prendo tra le dita i capezzoli la sento fremere, continuo la vasca non ci contiene più esco e la sollevo, nello stesso bagno la stendo su un soffice tappeto, ora si che le strizzo le mammelle lei geme:
-João.:,zitta puttanella se continui ti pianto qui e ti abbondono alle tue masturbazioni.
Si azzittisce ma è tutto un fremito è attaccata a me come una cozza vuole godere e l’aiuto.
La mano scivola lungo il corpo arrivo alla vagina l’accarezzo un clitoride gonfio che spunta in cima alla vulva, è pronta per essere penetrata ma non lo faccio la masturbo succhiandole i capezzoli gode ma non mi fermo continuo a masturbarla finché lei non si esaurisce.
Torniamo nella vasca l’acqua è tiepida lentamente faccio fluire acqua fredda: è così fredda da spegnere i nostri bollori.
-Teryy.: tu non devi trattarmi come una ragazzina viziata devi trattarmi per quello che sono una donna.
-João.:,NO!!! devi capire che io amo tua madre mettitelo bene in testa, se Luigi non ti basta trovati un un altro mandingo afro,
-Teryy.: non voglio togliere l’osso dalla bocca di mia madre,
-João.:, Terry stai parlando come una stronza arrapata, tu mi consideri solo l’osso bene ti sbatto come vuoi ma tutto finisce qui.
Se vuoi un pezzo di carne che sventri te lo posso procurare troia!.
Finiamo nella mansarda.
Ci adagiamo sul letto me la tiro a me, sento le sue mammelle puntute che scorrono sulla mia pelle mi piace, lei mi si offre in modo dolce ed io continuo ad eccitarmi ora il mio pene mi fa quasi male tanto che è turgido.
Lei sta supina con le gambe divaricate sotto un piccolo ciuffi di peli neri si intravedono le grandi labbra, le dita scivolano lentamente ogni tanto affondano o giocano con il clitoride la vagina è umida e pronta e lei è tutta in attesa come se fosse una vergine da stuprare.
Il glande non entra facile sentendo quel piacere non resisto e affondo lei emette un gridolino e quando mi muovo dentro di lei grida con tono più alto.
-Terry.: mi fai male ma non fermarti ti voglio, aiutami a provare piacere.
Le sue unghiette graffiano le mie natiche sto per eiaculare lo tiro fuori, il mio sperma si spande sul ventre sono troppo eccitato non mi basta, voglio di più.
Le sollevo le gambe me le poggio sulle spalle metto due cuscini sotto i reni dilato le natiche e dinanzi a me un meraviglioso un palpitante ano roseo, il residuo dello sperma lo uso come lubrificante in più uso la saliva e poi un colpetto e parte dell’anno passa.
Terry si contorce e grida:
-Terry.: fermati, fermati…non spingere ancora, esci João esci
-João.: stai zitta, non esco anzi più ti rifiuti più chiavo, più ti apro il culo facciamoci una magnifica scopata con questo culo vergine poi me lo richiederai allora ti sentirai di morire per il piacere.
Mentre la coccolo lei si rilassa ed io scivolo ormai anche lei si è acquietata anzi è desiderosa di essere presa così.
-Terry.: Mi hai stuprata vero? per me è stata la prima esperienza ma adesso la trovo fantastica.
L’ho presa in diverse posizioni e lei si è offerta generosamente tanto da svuotarmi completamente i testicoli.
Siamo soddisfatti entrambi.
-João.: sei stata grande mi hai saputo prendermi, hai avuto quello che volevi, ti manca solo una esperienza di non facile esecuzione ma proviamoci.
-Terry.: adesso? Facciamolo ora che sono calda sono pronta a tutto!
Mi sento indifeso nello stesso tempo voglio affrontare questa giovane che vuole tutto e subito.
-João.:Terry prima tu ti offrivi a me ed io ti prendevo ora sarai tu ad avere me io mi offro a te.
Mi stupisce per la dolcezza e l’inesperienza ma riesce ad eccitarmi tanto che ho subito una erezione.
La semplicità con la quale si prende cura oralmente del mio pene mi sconvolge, la lingua che gira intorno al glande è gradevolissima, mordicchiarmi i testicoli mi procura solletico che lei me lo trasforma in eccitazione si avventura con la lingua e con l’unghia fino al mio ano non mi trattengo eiaculo con fatica anche lei si accascia su di me per dare sfogo al suo orgasmo. Mai avuta un simile performan
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