Quando meno te l'aspetti
di
Bastino9
genere
gay
È uno di quei pomeriggi settembrini di fine estate noiosi, il vantaggio è l’assenza del caldo afoso massacrante, raccolgo le mie ciabatte chiudo la sdraio trascinandola fino alla cabina, sto portando la chiave della cabina ma il bagnino Rino mi sta passando vicino:
-Ettore: fammi la cortesia vuoi portare questa chiave a Giuseppe?, continuo per chiedere: quando cominciate a smantellare le cabine dello stabilimento?
-R: si comincia dall’ultima settimana di Settembre, ci vediamo ancora?
-E: Inshallah!!!. Ci vediamo.
Abito in un casermone che tanti anni fa era uno stabile imponente ma ora si è invecchiato come me, con un colpo di tacco chiudo la porta mentre felix mi viene incontro per annusare cosa ci sia nel borsone, appurato che non c’è niente che lo soddisfa se ne va; non cambia mai questo gatto egoista; siamo due egoisti.
La casa mi accoglie in solitudine silenziosa come sempre, non sono mai riuscito a creare intorno a me una rete resistente di conoscenze e meno che mai di quelle amicizie che servono a supportare la pesantezza della vita, ed ora con l’avvicinarsi della senilità mi riconosco in tutto e per tutto nel personaggio della canzone "Un uomo o quello che si dice"..."di Aznavour.
Quanto apprezzo quella lirica in musica.
Nel corso di questi ultimi due/tre anni c’è stata un continuo e sostanzioso ricambio di condomini, nella mia scala, per esempio nell’ultimo piano attico abita un importante e facoltoso dirigente di una multinazionale italiana, sul mio stesso piano invece abita il ventiseienne figlio del dirigente.
Valerio è un quarantenne ruspante, tanto per capirci è un vip paragonabile ad un sottomarino non uno yacht appariscente.
Ci siamo incontrati più volte nell’ascensore, io scendo al sesto mentre lui sale al settimo; a quel piano "il va sans dire" ci arriva solo lui.
Dopo alcuni fortuiti incontri nell’ascensore mi guarda si presenta: piacere Valerio, finisce tutto così; ci furono altri incontri in ascensore, in uno di quei passaggi mi presentai: piacere Ettore, arrivato al mio piano lo stavo piantando in asso quando con un balzo, mi raggiunse sul pianerottolo:
-E: cosa posso fare per lei? signor Valerio?
-V: chissà una chiacchierata?.
Entro in casa e lui mi segue.
-E: ma che cazzo vuoi?
-V: dialoghiamo
-E: ma di ché?
-V: quando capita possiamo passare del tempo?….
-E: fermate! Ho capito, ti vuoi divertire? Non sono una persona che fa sesso…
-V: ti spiego:sono bisessuale faccio sesso solo per gioco.
Da quel momento giorno dopo giorno si è creato un accordo su una base solo sessuale capita che disordinatamente bussa, entra subito affonda sul sommier Large.
-V: Ettore fammi uscire dal mondo cognito per una settimana non sono raggiungibile da niente e da nessuno chiaro “mon ami”?
-E: bene annullerò ogni contatto umano, toglierò la suoneria del campanello così anche Giorgio tuo figlio capisce che non ci sono per nessuno.
-V: sei grande, un caffè alla napoletana, una gincana al “slow motion”. Sei d’accordo?
-E: potrei sbatterti fuori? poi quando potrebbe capitarmi un’altra occasione.
In cucina preparo la caffettiera napoletana da sei tazze, da quando ci sono questi due padre e figlio, francamente ho fatto un salto nel passato. Mi hanno tratto dalla depressione catapultandomi nella eccitazione.
Entro nudo, gli porto la tazza della colazione piena di caffè Valerio ne beve la metà, nel mentre lui sorseggia vado in bagno per una doccia calda fredda calda, torno dopo mezz’ora mi stendo al suo fianco.
Valerio ha un fisico tonico con un petto leggermente peloso, arrapante, in questo momento sto ammirando l’uomo il resto lo ignoro: scopiamo!.
Gli allargo le gambe per piazzarmi in mezzo, mi distendo su di lui e cerco di arrivare ai suoi capezzoli, mi eccito e trasmetto la mia eccitazione, lentamente scivolo sul suo corpo, lo lecco tutto, infilo la lingua nel suo ombelico, succhio la saliva che c’era dentro, il suo pene è bello turgido nella sua posizione verticale.
Il suo scroto ormai contratto stringe i suoi testicoli, lecco ed insalivo, la lingua si infila tra le natiche lui mi offre il suo ano chiuso e roseo, lecco su e giù, giù e la punta della lingua preme.
Il suo membro è barzotto il suo glande è nella mia bocca, la lingua si diverte con la base del cappellone e godo, ancora nella mia bocca prima che diventi tumido me lo faccio arrivare in gola, le sue mani poggiate sulla testa dirige i movimenti del capo, alla fine passa e lui scarica il suo sperma asprigno che mi affoga.
Rigurgito e mi cola dal naso.
-V: sei capace di tirarmi tutto quello che c’è nelle palle, sei ingordo perché continui a mungermi i coglioni. Ogni tanto ci prova mia moglie ma non ci mette passione.
Vado su, domani mattina vengo giù per le otto mi fai trovare quel caffè originale alla napoletana che fai benissimo, se vuoi sali da me possiamo fare un lunch leggero poi scateniamo la fantasia.
Sono solo finalmente, Valerio non è quello che sembra durante questi tre anni è stato con me sincero, non ha mai fatto pesare la differenza che esiste tra noi e poi alla fine abbiamo in comune una fame di sesso.
La settimana sta per volgere alla fine questa mattina abbiamo dormito insieme, incredibile siamo stati appiccicati l’uno all’altro.
Ho voglia di succhiargli il cazzo mentre lui è tra lo stato di veglia e di desiderio di non svegliarsi, il pene è assolutamente moscio ma mi piace prenderlo in bocca, sentire come svogliatamente si drizza.
-V: per questo ti trovo insostituibile: porca!.
Valerio resta fermo nella posizione supina, ora è tutto duro e mio faccio fatica a spompinarlo, mi sbavo e lacrimo, lo libero e lo tengo stretto con la mano libera e lo meno, non tengo ferma la lingua che scende tra le natiche, vorrei arrivare all’ano ma non ci riesco uso con estrema delicatezza ci arrivo con un dito.
-V: non resisto fammi venire.
Continuo mi prendo il mio divertimento, il suo pene turgido con quella vena dorsale è terribilmente arrapante tanto da farmi venire
-V: lo so che sei uno stronzo ti stati divertendo mentre io spasimo dalla voglia di eiaculare.
Ormai non ha più sperma nei suoi testicoli ma continuo a succhiarlo e leccarlo fino a quando mi sballonzola dall’altra pare del letto e si chiude nel bagno.
Così come era arrivato se ne va, tornerà.
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