Quel giorno di Luglio
di
Bastino9
genere
gay
Quel giorno di Luglio
Questo giorno di luglio c’è un’afa micidiale anche senza muoversi si suda, vedo mia madre che torna a casa do un grido di avvertimento:
Mà vado alla roggia, lei si gira verso di me: stai attento Pippo.
Scappo di casa e corro verso la roggia là dove una parte si sversa nel canale creando una cascatella così l’acqua è più fresca e chiara.
Non ce la faccio più a correre mi fermo all’ombra di un pagliaio ma vicino c’è un capanno, riprendo la corsa entro mi butto sul pagliericcio.
Quanto tempo mi sono addormentato non lo so ma mi sveglia un tramestio, mi nascondo meglio e scorgo mia sorella la più grande che torna dal campo con una cesta piena di spighe di granturco, anche lei stanca si stende su un saccone, vorrei andarle vicino ma so che ha la sosta non è solo per la stanchezza, per curiosità non mi muovo.
Forse mia sorella è veramente stanca, sto per uscire quando vedo arrivare Berto un mio lontano cugino il più grande di tutti ha venti anni due anni più di me.
Entra dalla porta di dietro, si siede sullo scanno ma si alza di scatto quando vede mia sorella mezza biotta, si stende al suo fianco le mette la mano tra le gambe lei stralunata grida come una pazza poi guarda mio cugino e si zittisce.
-Berto.: perché gridi non ti ricordi che avevamo l’appuntamento qui? sei pronta io sto morendo dalla voglia
-Anita.: mi sono fermata qui perché sono stanca e poi non sono più sicura di darti quello che vuoi
-B.: apri le cosce, divertiamoci
-A.: ma non ti basta già il culo? dopo che te la do cosa vorrai ancora? dopo che hai avuto tutto mi molli e te ne cerchi un'altra per divertirti?
-B.: adesso finiscila dammela e basta. Stai sicura lo facciamo con il preservativo, Oh bella!! non vuoi darmela? OK! tu con me hai finito, basta cazzo!
-A.: se rimango incinta lo sai cosa ti aspetta vero? eccola la vuoi prenditela.
Mia sorella apre le gambe e le fa vedere la vagina leggermente pelosa, Berto si tira giù le mutande ha il pisello già duro, rimango muto a vederlo grosso e largo, ci vogliono due palme per tenerlo tra le mani e non bastano, il mio è solo la metà.
Anita se lo prende in bocca e se lo succhia, si strafoga ma continua, piange e lui glielo spinge sempre più di più, tanto piena è la bocca che le cola la saliva, Berto la solleva come una fascina, la stende sul tavolaccio e glielo infila nella figa tutto con due colpi secchi.
-A.: che dolore, che dolore! …aiuto!!!! fermati bastardo
-B.: stai zitta!… tra poco ti passa allora non vorrai che mi fermo.
Il pistolone di Berto è sempre più duro e grosso, ma adesso Anita stranita non grida più anzi si attacca a Berto, lo incita a montarla e lui si infoia sempre di più
-A.: sei contento Berto non mi lasci vero?
-B.: adesso ci divertiamo tutte le sere quando non potrai mi darai il culo senza storie, vero?
-A.: quello che vuoi e quando vuoi, ma tu ricordati che se mi molli ti faccio tagliare le palle.
Anita si pulisce guarda Berto gli dà un bacio e scappa verso casa, Berto prende dallo zaino una bottiglia di acqua e si lava il suo cazzo moscio ma ancora gonfio.
S’è fatto tardi addio roggia ma quello che ho visto mi ha divertito più della roggia, penso ancora al cazzo di Berto, sto per uscire quando Berto arriva alle mie spalle mi afferra e m’atterra,
-B.: tu che ci fai qui e chi sei?
-Pino.: il fratello di Anita
-B.: hai visto tutto? hai capito tua sorella faceva tanto la paurosa e poi è stata tanto soddisfatta che adesso finalmente vuole farlo tutte le sere. Quanti anni hai?
- P.: ho fatto diciotto anni tre mesi fa, gli dico ma tu ti chiaveresti mia sorella tutte le sere?
-B.: se vuole la sdereno tutte le sere, non hai ancora peli sulle cosce e sulle braccia e non ti spunta la barba, hai peli sul pistolino?
-P.: No. non ne ho perché?
-B.: i maschi alla tua età hanno già i peli a te non se ne vedono, fai vedere
-P.: cosa? e dove
-B.: siamo tra uomini non ti vergognerai? Spogliati fatti vedere nudo, guarda me che non ho problemi a farmi vedere.
In un botto si spoglia e resta nudo mostrando il corpo tozzo e muscoloso con gambe pelose e la peluria sul petto, guardo il cazzo anche moscio grosso, mi spoglio.
-P.: basta così? devo levarmi anche le mutande?
Mi porta verso la finestra c’è ancora tanta luce del sole al tramonto, Berto mi carezza le braccia, le cosce, il viso, mi tira giù le mutande mi tocca il cazzo me lo scappella, mi accarezza le chiappe me le slarga con il dito insalivato me lo passa su è giù si ferma al buco: provo un brivido.
-B:. ti piace giocare con le tue fighette? Gli metti le mani tra le cosce? Con i tuoi compagni vi fate le seghe insieme? ve lo menate l’uno con l’altro?
-P.: non faccio quello che tu dici
-B: Pino facciamo una prova adesso vedi il mio pistolone tu prendilo con una o con due mani.
Adesso che lo vedo da vicino e lo tocco lo trovo tanto bello, tiro giù la pelle ed esce la testa rosa,
-B.: cosa faresti adesso che lo tieni tra le mani? Adesso mandalo su e giù cosa senti?
-P.: mamma mia! si fa duro più lo mando su è giù più si fa duro, perché le palle che erano giù sono salite su?.
-B.: perché sono eccitato, tu quante seghe ti fai? E ti viene fuori tanto latte? Te le fai sempre da solo o le fai con i compagni?
-P.: Si! da solo
-B.: proviamo così tu fai a me quello che farò a te ok?
Berto prende le mie e ci gioca ed io gioco con le sue palle, si prende in bocca il mio cazzo e me lo succhia, mi piace tanto e troppo duro da farmi male, io gli succhio il suo, me lo spinge in gola mi piace, mi tiene la testa tra le mani e mi spara il suo latte che mi riempie la bocca lo sputo fuori dalla bocca e dal naso.
Mi fa girare di spalle mi slarga le chiappe mi inginocchio sul tavolaccio e mi lecca il culo sento la lingua che si infila nel buco il mio cazzo è dritto mi sembra anche più grosso di quando lo faccio da solo.
Improvvisamente Berto si alza si veste rapido
-B.: adesso andiamo a casa subito non parlare con nessuno di quello che ti sto insegnando e ti insegnerò.
-P.: Puoi insegnarmi altre cose?
-B.: domani no devo incontrare Anita, ma dopodomani vieni qui a mezzogiorno poi andiamo alla roggia.
Tutta la notte nella mente mi è rimasto il film di Berto e mia sorella, vado in tilt vengo senza toccarmi, adesso ho che raccontare ai miei compagni.
Dormo tranquillo.
Mezzogiorno passato da poco ma Berto non si fa vivo ho paura che mi abbia fregato e mi dispiace perché con Berto imparerò tutto quello che è necessario.
Lo vedo spuntare e mi sento eccitato, gli corro incontro e lui mi abbracia e mi solleva poi mi fa sedere sul tavolaccio del capanno e mi prende il viso tra le sue mani ruvide, mi viene duro, mi bacia come bacia mia sorella infilandomi la lingua in bocca, mi strizza il petto con voce tremula sussurro mi fai male.
-B.: adesso cominci a sapere cosa devi fare per provare piacere e dare piacere, ti è venuto duro? Vuoi vedere il mio quasi duro? siamo soli abbiamo tutto il tempo che vogliamo
-P.: si è duro Berto.Tu l’hai infilato davanti a mia sorella con me non puoi farlo
-B.: si te lo infilo nel buco di dietro. Non dirmi di no.
Berto si tira su lo slip si gira e mi dice:
-B.: scendi dal tavolaccio,
Berto si alza e si veste.
-B.: Pippo adesso sei pronto, quando incontri una ragazzina sai fare quello che abbiamo fatto con tua sorella. Ricordati Pippo niente latte nel buco davanti.
-P.: Berto mi hai insegnato tanto e sono contento chiedimi quello che vuoi, baciami.
È stato un bacio di slancio, questa volta sono io muovere la lingua.
Nel gruppo dei compagni ho fatto un grande passo ora mi rispettano e faccio anche divertire e mi diverto, vorrei però che Berto mi fosse vicino.
Lo vedo dopo una settimana, lui e mia sorella non stanno più insieme perché Anita è andata a lavorare in un altro grande paese. Berto la raggiungerà presto ma dopo il matrimonio.
-B.: Pippo non ce la faccio a stare senza Anita non posso tradirla con un’altra ragazza ma mi scoppiano le palle.
La cosa finisce là ma il desiderio in me cresce in me giorno dopo giorno, alla fine quando incontro Berto glielo chiederò.
Capita dopo una settimana in bicicletta andammo al capanno.
-P.: Berto voglio fare con te quello che hai fatto a mia sorella, lo voglio.
-B.: Pippo vuoi farlo?
-P.: si.
È tutto così veloce, ci troviamo nudi io fremo dalla voglia.
La pelle ruvida delle mani scivola sul mio corpo questo mi fa crescere il desiderio, è così delicato con me come non lo fu con mia sorella, continua a leccarmi l’ano mi prende il cazzo e me lo mena fino a farmi eiaculare poi mi mette alla pecorina mi insaliva e mi apre, scivola dentro provo un dolore tremendo, vorrei gridare basta…basta! però mi piace sentirmelo dentro che scivola ma anche quando è fermo.
Godo perché Berto sa prendermi, mi rilasso quando gioca con i mei capezzoli facendoli diventare rossi e dolenti, quei baci che mi strappano la lingua, ora che il dolore cede mi do a lui, guaisco come una cagnetta allore si muove sempre più velocemente, me lo tira fuori per poi affondare: Berto.. Berto sussurro fammi sentire che ti piaccio.
-B.: sei arrapante Pippo fatti riempire ancora
Mi mette sul tavolaccio a pancia in aria con le gambe appoggiate sulle sue spalle, il colpo è tremendo, me lo tira fuori sento male più di prima, vedo che si lo insaliva, il cazzo venoso è duro scappellato, aspetto con ansia e desiderio, si avvicina due colpi consecutivi urlo mi tappa la bocca, spinge e spinge sempre con più impeto, lo sfila mette due dita che si muovono con velocità, mi prende ancora con il suo cazzo mi sbatte come se fosse arrabbiato, non provo più tropo dolore.
-P.: mi stai sventrando Berto puoi fare con più dolcezza,
-B.: stai zitto! Che ti piace troia è questo che vuoi, ti arrapi quando senti i colpi forti perchè stringi il culo, che dici ti piace adesso che ti strizzo anche i capezzoli, vedrai che sarà meraviglioso, il tuo culo sarà la mia figa.
-P.: fottimi…fottimi…Berto, fammi tutto quello che vuoi.
È vero. È una sensazione fantastica che dura ma vorrei che non finisse, non c’era giorno che Berto non mi prende sia nel culo che in gola, riesce a fare con me quello che non è riuscito a fare con Anita.
Berto è un animale da sesso quel cazzo mi slarga sale dentro lento o veloce, brutale o tenero, che si ferma e riparte con slanci irruenti mi sborra in culo e in gola, riesco a soddisfarlo anticipando i suoi desideri perché ora lo conosco.
Berto ha lasciato il paese per sposare mia sorella francamente la invidio se sarà capace di capirlo sarà la sposa più soddisfatta.
Nessuno mi ha dato quelle sensazioni che ho provato con Berto e tutte quelle rare volte che lo incontro, ora mio cognato, provo una stretta anale ma non farei mai più sesso con lui perché non sarebbe mai come quelle volte sarebbe solo una delusione.
Questo giorno di luglio c’è un’afa micidiale anche senza muoversi si suda, vedo mia madre che torna a casa do un grido di avvertimento:
Mà vado alla roggia, lei si gira verso di me: stai attento Pippo.
Scappo di casa e corro verso la roggia là dove una parte si sversa nel canale creando una cascatella così l’acqua è più fresca e chiara.
Non ce la faccio più a correre mi fermo all’ombra di un pagliaio ma vicino c’è un capanno, riprendo la corsa entro mi butto sul pagliericcio.
Quanto tempo mi sono addormentato non lo so ma mi sveglia un tramestio, mi nascondo meglio e scorgo mia sorella la più grande che torna dal campo con una cesta piena di spighe di granturco, anche lei stanca si stende su un saccone, vorrei andarle vicino ma so che ha la sosta non è solo per la stanchezza, per curiosità non mi muovo.
Forse mia sorella è veramente stanca, sto per uscire quando vedo arrivare Berto un mio lontano cugino il più grande di tutti ha venti anni due anni più di me.
Entra dalla porta di dietro, si siede sullo scanno ma si alza di scatto quando vede mia sorella mezza biotta, si stende al suo fianco le mette la mano tra le gambe lei stralunata grida come una pazza poi guarda mio cugino e si zittisce.
-Berto.: perché gridi non ti ricordi che avevamo l’appuntamento qui? sei pronta io sto morendo dalla voglia
-Anita.: mi sono fermata qui perché sono stanca e poi non sono più sicura di darti quello che vuoi
-B.: apri le cosce, divertiamoci
-A.: ma non ti basta già il culo? dopo che te la do cosa vorrai ancora? dopo che hai avuto tutto mi molli e te ne cerchi un'altra per divertirti?
-B.: adesso finiscila dammela e basta. Stai sicura lo facciamo con il preservativo, Oh bella!! non vuoi darmela? OK! tu con me hai finito, basta cazzo!
-A.: se rimango incinta lo sai cosa ti aspetta vero? eccola la vuoi prenditela.
Mia sorella apre le gambe e le fa vedere la vagina leggermente pelosa, Berto si tira giù le mutande ha il pisello già duro, rimango muto a vederlo grosso e largo, ci vogliono due palme per tenerlo tra le mani e non bastano, il mio è solo la metà.
Anita se lo prende in bocca e se lo succhia, si strafoga ma continua, piange e lui glielo spinge sempre più di più, tanto piena è la bocca che le cola la saliva, Berto la solleva come una fascina, la stende sul tavolaccio e glielo infila nella figa tutto con due colpi secchi.
-A.: che dolore, che dolore! …aiuto!!!! fermati bastardo
-B.: stai zitta!… tra poco ti passa allora non vorrai che mi fermo.
Il pistolone di Berto è sempre più duro e grosso, ma adesso Anita stranita non grida più anzi si attacca a Berto, lo incita a montarla e lui si infoia sempre di più
-A.: sei contento Berto non mi lasci vero?
-B.: adesso ci divertiamo tutte le sere quando non potrai mi darai il culo senza storie, vero?
-A.: quello che vuoi e quando vuoi, ma tu ricordati che se mi molli ti faccio tagliare le palle.
Anita si pulisce guarda Berto gli dà un bacio e scappa verso casa, Berto prende dallo zaino una bottiglia di acqua e si lava il suo cazzo moscio ma ancora gonfio.
S’è fatto tardi addio roggia ma quello che ho visto mi ha divertito più della roggia, penso ancora al cazzo di Berto, sto per uscire quando Berto arriva alle mie spalle mi afferra e m’atterra,
-B.: tu che ci fai qui e chi sei?
-Pino.: il fratello di Anita
-B.: hai visto tutto? hai capito tua sorella faceva tanto la paurosa e poi è stata tanto soddisfatta che adesso finalmente vuole farlo tutte le sere. Quanti anni hai?
- P.: ho fatto diciotto anni tre mesi fa, gli dico ma tu ti chiaveresti mia sorella tutte le sere?
-B.: se vuole la sdereno tutte le sere, non hai ancora peli sulle cosce e sulle braccia e non ti spunta la barba, hai peli sul pistolino?
-P.: No. non ne ho perché?
-B.: i maschi alla tua età hanno già i peli a te non se ne vedono, fai vedere
-P.: cosa? e dove
-B.: siamo tra uomini non ti vergognerai? Spogliati fatti vedere nudo, guarda me che non ho problemi a farmi vedere.
In un botto si spoglia e resta nudo mostrando il corpo tozzo e muscoloso con gambe pelose e la peluria sul petto, guardo il cazzo anche moscio grosso, mi spoglio.
-P.: basta così? devo levarmi anche le mutande?
Mi porta verso la finestra c’è ancora tanta luce del sole al tramonto, Berto mi carezza le braccia, le cosce, il viso, mi tira giù le mutande mi tocca il cazzo me lo scappella, mi accarezza le chiappe me le slarga con il dito insalivato me lo passa su è giù si ferma al buco: provo un brivido.
-B:. ti piace giocare con le tue fighette? Gli metti le mani tra le cosce? Con i tuoi compagni vi fate le seghe insieme? ve lo menate l’uno con l’altro?
-P.: non faccio quello che tu dici
-B: Pino facciamo una prova adesso vedi il mio pistolone tu prendilo con una o con due mani.
Adesso che lo vedo da vicino e lo tocco lo trovo tanto bello, tiro giù la pelle ed esce la testa rosa,
-B.: cosa faresti adesso che lo tieni tra le mani? Adesso mandalo su e giù cosa senti?
-P.: mamma mia! si fa duro più lo mando su è giù più si fa duro, perché le palle che erano giù sono salite su?.
-B.: perché sono eccitato, tu quante seghe ti fai? E ti viene fuori tanto latte? Te le fai sempre da solo o le fai con i compagni?
-P.: Si! da solo
-B.: proviamo così tu fai a me quello che farò a te ok?
Berto prende le mie e ci gioca ed io gioco con le sue palle, si prende in bocca il mio cazzo e me lo succhia, mi piace tanto e troppo duro da farmi male, io gli succhio il suo, me lo spinge in gola mi piace, mi tiene la testa tra le mani e mi spara il suo latte che mi riempie la bocca lo sputo fuori dalla bocca e dal naso.
Mi fa girare di spalle mi slarga le chiappe mi inginocchio sul tavolaccio e mi lecca il culo sento la lingua che si infila nel buco il mio cazzo è dritto mi sembra anche più grosso di quando lo faccio da solo.
Improvvisamente Berto si alza si veste rapido
-B.: adesso andiamo a casa subito non parlare con nessuno di quello che ti sto insegnando e ti insegnerò.
-P.: Puoi insegnarmi altre cose?
-B.: domani no devo incontrare Anita, ma dopodomani vieni qui a mezzogiorno poi andiamo alla roggia.
Tutta la notte nella mente mi è rimasto il film di Berto e mia sorella, vado in tilt vengo senza toccarmi, adesso ho che raccontare ai miei compagni.
Dormo tranquillo.
Mezzogiorno passato da poco ma Berto non si fa vivo ho paura che mi abbia fregato e mi dispiace perché con Berto imparerò tutto quello che è necessario.
Lo vedo spuntare e mi sento eccitato, gli corro incontro e lui mi abbracia e mi solleva poi mi fa sedere sul tavolaccio del capanno e mi prende il viso tra le sue mani ruvide, mi viene duro, mi bacia come bacia mia sorella infilandomi la lingua in bocca, mi strizza il petto con voce tremula sussurro mi fai male.
-B.: adesso cominci a sapere cosa devi fare per provare piacere e dare piacere, ti è venuto duro? Vuoi vedere il mio quasi duro? siamo soli abbiamo tutto il tempo che vogliamo
-P.: si è duro Berto.Tu l’hai infilato davanti a mia sorella con me non puoi farlo
-B.: si te lo infilo nel buco di dietro. Non dirmi di no.
Berto si tira su lo slip si gira e mi dice:
-B.: scendi dal tavolaccio,
Berto si alza e si veste.
-B.: Pippo adesso sei pronto, quando incontri una ragazzina sai fare quello che abbiamo fatto con tua sorella. Ricordati Pippo niente latte nel buco davanti.
-P.: Berto mi hai insegnato tanto e sono contento chiedimi quello che vuoi, baciami.
È stato un bacio di slancio, questa volta sono io muovere la lingua.
Nel gruppo dei compagni ho fatto un grande passo ora mi rispettano e faccio anche divertire e mi diverto, vorrei però che Berto mi fosse vicino.
Lo vedo dopo una settimana, lui e mia sorella non stanno più insieme perché Anita è andata a lavorare in un altro grande paese. Berto la raggiungerà presto ma dopo il matrimonio.
-B.: Pippo non ce la faccio a stare senza Anita non posso tradirla con un’altra ragazza ma mi scoppiano le palle.
La cosa finisce là ma il desiderio in me cresce in me giorno dopo giorno, alla fine quando incontro Berto glielo chiederò.
Capita dopo una settimana in bicicletta andammo al capanno.
-P.: Berto voglio fare con te quello che hai fatto a mia sorella, lo voglio.
-B.: Pippo vuoi farlo?
-P.: si.
È tutto così veloce, ci troviamo nudi io fremo dalla voglia.
La pelle ruvida delle mani scivola sul mio corpo questo mi fa crescere il desiderio, è così delicato con me come non lo fu con mia sorella, continua a leccarmi l’ano mi prende il cazzo e me lo mena fino a farmi eiaculare poi mi mette alla pecorina mi insaliva e mi apre, scivola dentro provo un dolore tremendo, vorrei gridare basta…basta! però mi piace sentirmelo dentro che scivola ma anche quando è fermo.
Godo perché Berto sa prendermi, mi rilasso quando gioca con i mei capezzoli facendoli diventare rossi e dolenti, quei baci che mi strappano la lingua, ora che il dolore cede mi do a lui, guaisco come una cagnetta allore si muove sempre più velocemente, me lo tira fuori per poi affondare: Berto.. Berto sussurro fammi sentire che ti piaccio.
-B.: sei arrapante Pippo fatti riempire ancora
Mi mette sul tavolaccio a pancia in aria con le gambe appoggiate sulle sue spalle, il colpo è tremendo, me lo tira fuori sento male più di prima, vedo che si lo insaliva, il cazzo venoso è duro scappellato, aspetto con ansia e desiderio, si avvicina due colpi consecutivi urlo mi tappa la bocca, spinge e spinge sempre con più impeto, lo sfila mette due dita che si muovono con velocità, mi prende ancora con il suo cazzo mi sbatte come se fosse arrabbiato, non provo più tropo dolore.
-P.: mi stai sventrando Berto puoi fare con più dolcezza,
-B.: stai zitto! Che ti piace troia è questo che vuoi, ti arrapi quando senti i colpi forti perchè stringi il culo, che dici ti piace adesso che ti strizzo anche i capezzoli, vedrai che sarà meraviglioso, il tuo culo sarà la mia figa.
-P.: fottimi…fottimi…Berto, fammi tutto quello che vuoi.
È vero. È una sensazione fantastica che dura ma vorrei che non finisse, non c’era giorno che Berto non mi prende sia nel culo che in gola, riesce a fare con me quello che non è riuscito a fare con Anita.
Berto è un animale da sesso quel cazzo mi slarga sale dentro lento o veloce, brutale o tenero, che si ferma e riparte con slanci irruenti mi sborra in culo e in gola, riesco a soddisfarlo anticipando i suoi desideri perché ora lo conosco.
Berto ha lasciato il paese per sposare mia sorella francamente la invidio se sarà capace di capirlo sarà la sposa più soddisfatta.
Nessuno mi ha dato quelle sensazioni che ho provato con Berto e tutte quelle rare volte che lo incontro, ora mio cognato, provo una stretta anale ma non farei mai più sesso con lui perché non sarebbe mai come quelle volte sarebbe solo una delusione.
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