Volevo conquistarla alla fine ci sono riuscito
di
Bastino9
genere
etero
Circa un anno fa Pippo ci ha lasciato avendo raggiunto il traguardo che ogni lavoratore aspira: la pensione, la salute e godersi il tempo che ha da vivere. Io mi chiamo Amaral ho sostituito Pippo il quale mi ha lasciato una specie di manuale da seguire, in quel vademecum ci sono i suggerimenti pratici per sopravvivere in questo condominio.
Verrai a conoscere pettegolezzi, maldicenze su tutti i condomini; sii sempre riservato, familiarità contenuta, il tuo comportamento deve dimostrare che sei una tomba di segretezza, verrai a sapere che ci sono più di un gay velato, avendo un comportamento riservato per quali motivi dovessero sputtanarsi.
Così ci sono tante signore affamate di cazzo se si sparge la voce che sei equino e cedi sei fottuto.
Di quei consigli ne ho fatto comandamenti così sul lavoro tutto fila liscio anzi alla grande, ma a ventotto anni ho la bestia che ho nelle mutande vuole sfogarsi.
Non bastano le masturbazioni quotidiane a volte anche ripetute, mi manca la “buceta” ho bisogno di una arrapante “gata”, veramente la tipa c’è e mi fa arrapare solo a guardarla, non voglio immaginare che le farei, me la trascinerei nella guardiola me la sbatterei fino a lasciarla esausta.
Di Lisa oramai conosco vita morte e miracoli, trentaquattro anni sposata con Robby da sei anni senza figli, per quattro o sei mesi all’anno vive da sola in quanto il marito è un marittimo che lavoro sulle petroliere.
Lei vorrebbe che il marito lavorasse a terra ma lui non vuole giustificandosi che lo stipendio a terra sarebbe la metà di ciò che prende sulla petroliera, invece secondo le voci dei gay condominiali Robby non torna a terra perché dovrebbe fare il marito maschio mentre sulle petroliere fa “femme au lit”.
Sarà vero o non vero a me não me ne frega um pau, farmi fottere il lavoro per “uma bicha.”
Il manuale di Pippo docet!.
Lavoro da due anni in questo condominio ma dall’inizio ho il chiodo fisso di rimorchiare la signora Lisa, stanotte non ne posso più voglio dormire nel suo letto, il mio alloggio di servizio è sullo stesso piano di Lisa ci sono solo i nostri appartamenti confinanti
Quando la pazienza e la sorte vincono.
-L: Amaral? Sono la signora Lisa avrei bisogno di un suo servizio
-A: mi dico in che cosa posso essere utile? certamente anche subito
-L: Non esageriamo Amaral. Non vorrei che lei fraintendessi e la mettessi in difficoltà con il suo servizio. L’apetto nella sua pausa.
Bastarda ha chiuso la telefonata ed era gelida.
Mezzoggiorno vado e busso!
Sono Amaral, mi ferma sull’ingresso.
-L: dunque anche non subito, in farmacia deve acquistare questi medicinali ecco la prescrizione. Grazie.
Mi sbatte la porta in faccia.
Altro che arrapato sono ammosciato, vado a prendere i medicinali e alla fine della giornata glieli porto con il resto dei soldi.
-L: forse avrei bisogno ancora di qualche suo servizio, ecco la lista. Sto abusando di lei sabato la vorrei a cena.
-A: non si preoccupi.
Entro a casa euforico come se me l’avesse data, un ragazzino non sarebbe sballato come me che di esperienza ne ho alle spalle, prima su cominciare questo lavoro facevo una attività di prestazioni sessuali solo per donne. Poi ho lasciato perché stavo perdendo la mia dignità di essere umano ero solo un pezzo di carne e cominciavo ad usare eccitanti per non fallire.
È sabato il citofono squilla la voce non è gelida ma invitante.
La prima cena l’abbiamo fatta come se tra noi due ci fosse una parete di ghiaccio, c’è la consuetudine che ogni sabato ceneremo insieme al quarto sabato Lisa mi disse ti va si cenare tutte le sere? Devi sapere che saranno cena frugali e senza pretesa, primo non so cucinare secondo quando torno dal lavoro non ho voglia di spiattellare.
La mia tattica è: nessuna affrettata avance ma essere un maratoneta sperando di arrivare al traguardo.
Stasera è la serata o me la da la “buceta” o me la prendo, ho tutto un weekend
vincere o perderla.
Mi sono lavato, pulito, gasato aspetto la sua telefonata che arriva
-L: Amaral sarei dovuta uscire…ma….
Mi si gela il sangue e tiro giù un moccolone resto una statua di sale
-Amal: ci sei? ma resto a casa e tu?
-A: certamente! a voce strozzata.
Prima che chiude la pasticceria corro come un fidanzatino entusiasmato, è aperto guardo e vedo la torta che le piace, torno a casa lentamente.
Prima di bussare rifletto: mi sono rincoglionito? Mi metto a fare quelle cose che non ho mai fatto prima.
Ero io a tenere le carte adesso cosa faccio?
-A: Ciao!
-L: ma che carino che sei!!!
Lascio la torta all’ingresso la sollevo tra le braccia e vado diretto nella camera da letto
-A: sei impazzito? Io non voglio fare che quello che vuoi fare tu, ti credevo un uomo diverso rispettoso…invece sei peggio degli altri…..
Mentre lei continua la sua cantilena del vorrei ma non posso sono già in slip con il pene pronto che sbava precum.
Lisa si alza dal letto per un tentativo di fuga, ma la respingo affonda nel materasso, la mia libidine, il suo negarsi mi ottenebra la mente
È nuda atterrita in posizione fetale, gli sono addosso
-L: non farlo, ti prego non farlo!!!
-A: lo farò perché so che tu lo vuoi, non ti stupro ma solo tiro fuori quello che reprimi.
Mi accosto a lei in modo timido e accarezzo il suo viso rigato da una lagrima, glielo asciugo con un bacio disciolgo le braccia conserte sul petto,
la mia mano contiene il suo seno, le dita pizzicano la punta del capezzolo il mio respiro affannoso alita sull’altro capezzolo, giro intorno all’areole diventano turgidi, sbavo sull’areola rosa, lo succhio con ingordigia.
Continua sempre a miagolare il suo no..no…rifiuta il mio bacio, non mi lascia scendere verso la vagina anzi resiste, con forza apro le sue braccia incrociate sul ventre, vede il mio membro nella sua massima erezione che continua a colare.
-L: non farlo non farlo Amaral, ti odio….
La guardo mi sento perplesso ma penso se lascio ora lei comunque mi odierà, gli punto il pene mi accorgo che la vagina è leggermente umida spingo, il suo grido strozzato mi entusiasma scivolo, sono tra le sue gambe affondo in lei.
-L: mi fai male tanto male, non sopporto il tuo pene così duro e grosso,
-A: Lisa ora ti scopo, ora ti faccio sentire il piacere, ti farò godere, cazzo!!! di una stronza smettila di fare la violentata, cazzo!! sei pronta per un orgasmo, ipocrita goditi questa magnifica scopata, ho aspettato due anni.
Me la sto scopando con una eccitazione mai avuta prima, si sbatte come un farfalla impazzita per il piacere di sentirsi presa, montata fino in fondo, resisto non voglio eiaculare come un principiante, la sento che lei mi vibra sotto, ora anche lei comincia a partecipare, allarga le gambe e mi cinge il bacino, al mio bacio risponde con una lingua vogliosa, tiro fuori il pene dalla sua vagina paludosa, gli infilo la mia lingua cercando il suo clitoride ci gioco, alterno la dolcezza al ruvido fino al suo gorgoglio si lascia andare ad un orgasmo; questo è il momento di prenderla di riempirla di sperma.
.A: Lisa sei stata stupenda.
Lisa con un balzo si stende su di me, il pene barzotto se lo piazza tra le labbra della vagina in modo tale che se lo ritrova dentro tutto, i miei colpi affondano completamente,
-L: bastardo figlio di chi? il tuo cazzo mi sta massacrando, non fermarti adesso fammi venire ancora, vai così mi sento prossima, perché ti ammosci sono pronta. Portami all’orgasmo Amaral,
-A: da oggi io sono tuo e tu sei mia il sesso sarà la catena che ci tiene stretti.
Esausto, esaurito, spompato ho scaricato tutto quello che avevo nei testicoli ho dato anche di più nella vagina, nell’impeto dell’orgasmo ha stretto gambe con tanta forza da togliermi il fiato.
Mi sveglio a mezzogiorno ma lei non c’è, aspetto tornerà mi darà quello che voglio, sarà una dura battaglia tra i si e no.
Non dormo più nel mio letto trovo il massimo appagamento ora non è solo sesso, la sento nell’anima e lei si da ogni notte facendo sempre giochini più hard.
Lo scorso weekend gli ho poggiato il pene sulle sue labbra carnose,
-A: fai quello che vuoi, succhialo, leccalo, masturbalo, fattelo scendere in gola, scatena la tua libidine, fammi soffrire per il piacere.
Ci vollero pochi momenti perché da timida divenne sempre più golosa, la sollecitavo dove mi arrapavo, mi slinguava i testicoli fino ad arrivare all’ano che le avevo messo in bella mostra facevo uno sforzo a trattenermi.
La presi con forza, penetrai nella sua vagina paludosa sentii il suo brivido: eiaculai.
Con il pene scivoloso sento il desiderio, alzo le sue gambe poggiandomele sulle spalle rapido e deciso lo puntai sulla rosa dell’ano, spingo mentre lei urla, si ribella mi fermo, grida schifoso ti odio, mi muovo per una scopata anale, agli urli, alle ingiurie arrivano i mugolii la partecipazione.
-L: Amaral ti voglio ma non solo perché abbiamo una intesa che mi sento che va oltre il sesso.
La nostra storia dura già da più di sei mesi, si avvicina quindi l’arrivo del marito.
Pippo è sulla terra ferma da due mesi ed io non vedo Lisa da questo tempo, non sapendo quando sarebbe ripartito ero nervoso anzi avevo un timore: e se avesse deciso di restare a terra? Lisa la sentivo mia.
L’ultima scopata è stata dura, violenta per finire nel più dolce dei modi, fu allora che le chiesi:
-A: che fai quando Pippo te lo trovi nel letto? se decidesse di restare? Che sarà di noi due?
-L: tu mi hai voluta pur sapendo che il nostro era solo un gioco
-A: per te lo è ancora? sono stato e sono solo un divertissement?, all’inizio lo era per me come lo era per te ma non lo più per me.
-L: ti voglio, prendimi con furore come sai fare e chiudere con dolcezza. Pippo non saprà darmi quello che mi hai dato fino ad ora?
-A: digli come stanno i fatti, digli che hai cominciato un nuovo percorso
-L: bravo! Pippo devo dirti che mi sono presa una sbandata con un uomo e ho capito che ora è il mio uomo, quale sarà la sua risposta?
-P: brava Lisa in sei mesi ti sei fatta sbattere come una vacca in calore, IO? non apro la valigia anzi ne faccio altre, chiamo un taxi e: Ciao Lisa!, fin quando siamo stati insieme è stato bello ma adesso è finito.
-L: credi che sia così il finale da film Hollywoodiani del cazzo che solo loro sanno fare.
Non ci frequentiamo le settimane passano, Pippo è arrivato sa che io sono il suo Stallone ma non mi ha dato nemmeno uno sguardo.
Oggi ho visto passare Pippo e con stupore lo vedo fermarsi:
-P: Amaral sei tu l’uomo che mi ha fregato la moglie? Sei tu quello che te la sei sbattuta come una troia? Se la vuoi prenditela ma per averla devi sbattere anche me facendomi sentire una troia davanti a mia moglie, sarò io a decidere la data di scadenza Prendere o lasciare.
Mi lascia come un pezzo di mer..a, chiudo la portineria corro
- A: tu la sai la proposta di Pippo?
-L: S! mi fa schifo, in fondo me l’aspettavo che mi ricattasse me e mettesse te nella merda. Ti posso dire che non è cambiato niente in me.
È passata un’altra settimana, quando passa Pippo l’agguanto e lo sbatto contro il muro con tanta violenza da fargli uscire il sangue dal naso.
A: Io ci sto.
-P: queste le condizioni mi scopi davanti a mia moglie fino al prossimo imbarco che potrà essere domani tra sei mesi o forse mai
-A: ti do solo tre mesi alla fine solo un weekend, devi lasciare la casa portandoti via tutto, devi con l’avvocato iniziare del divorzio per colpa tua in quanto sei un acclarato gay sulle navi.
-P: lurido miserabile io ti sputtanerò e andrai via dal condominio
-A: OK!!!! io lascerò il lavoro ma metterò te alla berlina. Griderò che sei un apparente maschio e marito, si faceva sbattere dai suoi colleghi di lavoro sulle navi ma a casa non riusciva mai a soddisfare la moglie. Chi ne esce male frocio!
Ci vollero altre settimane perché Pippo venne a trovarmi.
-P: questo venerdì fino domenica mezzogiorno.
Non si arrivò alla domenica la mia parte finì lo stesso sabato sera.
Ho fatto quello che sapevo fare in modo brutale non violento. Sapevo dove trovare i suoi colleghi e lo diedi in pasto a loro.
La domenica bussai alla porta Lisa era bellissima mi cadde tra le braccia,
-A: ora andiamo a festeggiare?
La notte la passiamo con l’animo leggero senza sesso festeggiamo Amaral “2”
Verrai a conoscere pettegolezzi, maldicenze su tutti i condomini; sii sempre riservato, familiarità contenuta, il tuo comportamento deve dimostrare che sei una tomba di segretezza, verrai a sapere che ci sono più di un gay velato, avendo un comportamento riservato per quali motivi dovessero sputtanarsi.
Così ci sono tante signore affamate di cazzo se si sparge la voce che sei equino e cedi sei fottuto.
Di quei consigli ne ho fatto comandamenti così sul lavoro tutto fila liscio anzi alla grande, ma a ventotto anni ho la bestia che ho nelle mutande vuole sfogarsi.
Non bastano le masturbazioni quotidiane a volte anche ripetute, mi manca la “buceta” ho bisogno di una arrapante “gata”, veramente la tipa c’è e mi fa arrapare solo a guardarla, non voglio immaginare che le farei, me la trascinerei nella guardiola me la sbatterei fino a lasciarla esausta.
Di Lisa oramai conosco vita morte e miracoli, trentaquattro anni sposata con Robby da sei anni senza figli, per quattro o sei mesi all’anno vive da sola in quanto il marito è un marittimo che lavoro sulle petroliere.
Lei vorrebbe che il marito lavorasse a terra ma lui non vuole giustificandosi che lo stipendio a terra sarebbe la metà di ciò che prende sulla petroliera, invece secondo le voci dei gay condominiali Robby non torna a terra perché dovrebbe fare il marito maschio mentre sulle petroliere fa “femme au lit”.
Sarà vero o non vero a me não me ne frega um pau, farmi fottere il lavoro per “uma bicha.”
Il manuale di Pippo docet!.
Lavoro da due anni in questo condominio ma dall’inizio ho il chiodo fisso di rimorchiare la signora Lisa, stanotte non ne posso più voglio dormire nel suo letto, il mio alloggio di servizio è sullo stesso piano di Lisa ci sono solo i nostri appartamenti confinanti
Quando la pazienza e la sorte vincono.
-L: Amaral? Sono la signora Lisa avrei bisogno di un suo servizio
-A: mi dico in che cosa posso essere utile? certamente anche subito
-L: Non esageriamo Amaral. Non vorrei che lei fraintendessi e la mettessi in difficoltà con il suo servizio. L’apetto nella sua pausa.
Bastarda ha chiuso la telefonata ed era gelida.
Mezzoggiorno vado e busso!
Sono Amaral, mi ferma sull’ingresso.
-L: dunque anche non subito, in farmacia deve acquistare questi medicinali ecco la prescrizione. Grazie.
Mi sbatte la porta in faccia.
Altro che arrapato sono ammosciato, vado a prendere i medicinali e alla fine della giornata glieli porto con il resto dei soldi.
-L: forse avrei bisogno ancora di qualche suo servizio, ecco la lista. Sto abusando di lei sabato la vorrei a cena.
-A: non si preoccupi.
Entro a casa euforico come se me l’avesse data, un ragazzino non sarebbe sballato come me che di esperienza ne ho alle spalle, prima su cominciare questo lavoro facevo una attività di prestazioni sessuali solo per donne. Poi ho lasciato perché stavo perdendo la mia dignità di essere umano ero solo un pezzo di carne e cominciavo ad usare eccitanti per non fallire.
È sabato il citofono squilla la voce non è gelida ma invitante.
La prima cena l’abbiamo fatta come se tra noi due ci fosse una parete di ghiaccio, c’è la consuetudine che ogni sabato ceneremo insieme al quarto sabato Lisa mi disse ti va si cenare tutte le sere? Devi sapere che saranno cena frugali e senza pretesa, primo non so cucinare secondo quando torno dal lavoro non ho voglia di spiattellare.
La mia tattica è: nessuna affrettata avance ma essere un maratoneta sperando di arrivare al traguardo.
Stasera è la serata o me la da la “buceta” o me la prendo, ho tutto un weekend
vincere o perderla.
Mi sono lavato, pulito, gasato aspetto la sua telefonata che arriva
-L: Amaral sarei dovuta uscire…ma….
Mi si gela il sangue e tiro giù un moccolone resto una statua di sale
-Amal: ci sei? ma resto a casa e tu?
-A: certamente! a voce strozzata.
Prima che chiude la pasticceria corro come un fidanzatino entusiasmato, è aperto guardo e vedo la torta che le piace, torno a casa lentamente.
Prima di bussare rifletto: mi sono rincoglionito? Mi metto a fare quelle cose che non ho mai fatto prima.
Ero io a tenere le carte adesso cosa faccio?
-A: Ciao!
-L: ma che carino che sei!!!
Lascio la torta all’ingresso la sollevo tra le braccia e vado diretto nella camera da letto
-A: sei impazzito? Io non voglio fare che quello che vuoi fare tu, ti credevo un uomo diverso rispettoso…invece sei peggio degli altri…..
Mentre lei continua la sua cantilena del vorrei ma non posso sono già in slip con il pene pronto che sbava precum.
Lisa si alza dal letto per un tentativo di fuga, ma la respingo affonda nel materasso, la mia libidine, il suo negarsi mi ottenebra la mente
È nuda atterrita in posizione fetale, gli sono addosso
-L: non farlo, ti prego non farlo!!!
-A: lo farò perché so che tu lo vuoi, non ti stupro ma solo tiro fuori quello che reprimi.
Mi accosto a lei in modo timido e accarezzo il suo viso rigato da una lagrima, glielo asciugo con un bacio disciolgo le braccia conserte sul petto,
la mia mano contiene il suo seno, le dita pizzicano la punta del capezzolo il mio respiro affannoso alita sull’altro capezzolo, giro intorno all’areole diventano turgidi, sbavo sull’areola rosa, lo succhio con ingordigia.
Continua sempre a miagolare il suo no..no…rifiuta il mio bacio, non mi lascia scendere verso la vagina anzi resiste, con forza apro le sue braccia incrociate sul ventre, vede il mio membro nella sua massima erezione che continua a colare.
-L: non farlo non farlo Amaral, ti odio….
La guardo mi sento perplesso ma penso se lascio ora lei comunque mi odierà, gli punto il pene mi accorgo che la vagina è leggermente umida spingo, il suo grido strozzato mi entusiasma scivolo, sono tra le sue gambe affondo in lei.
-L: mi fai male tanto male, non sopporto il tuo pene così duro e grosso,
-A: Lisa ora ti scopo, ora ti faccio sentire il piacere, ti farò godere, cazzo!!! di una stronza smettila di fare la violentata, cazzo!! sei pronta per un orgasmo, ipocrita goditi questa magnifica scopata, ho aspettato due anni.
Me la sto scopando con una eccitazione mai avuta prima, si sbatte come un farfalla impazzita per il piacere di sentirsi presa, montata fino in fondo, resisto non voglio eiaculare come un principiante, la sento che lei mi vibra sotto, ora anche lei comincia a partecipare, allarga le gambe e mi cinge il bacino, al mio bacio risponde con una lingua vogliosa, tiro fuori il pene dalla sua vagina paludosa, gli infilo la mia lingua cercando il suo clitoride ci gioco, alterno la dolcezza al ruvido fino al suo gorgoglio si lascia andare ad un orgasmo; questo è il momento di prenderla di riempirla di sperma.
.A: Lisa sei stata stupenda.
Lisa con un balzo si stende su di me, il pene barzotto se lo piazza tra le labbra della vagina in modo tale che se lo ritrova dentro tutto, i miei colpi affondano completamente,
-L: bastardo figlio di chi? il tuo cazzo mi sta massacrando, non fermarti adesso fammi venire ancora, vai così mi sento prossima, perché ti ammosci sono pronta. Portami all’orgasmo Amaral,
-A: da oggi io sono tuo e tu sei mia il sesso sarà la catena che ci tiene stretti.
Esausto, esaurito, spompato ho scaricato tutto quello che avevo nei testicoli ho dato anche di più nella vagina, nell’impeto dell’orgasmo ha stretto gambe con tanta forza da togliermi il fiato.
Mi sveglio a mezzogiorno ma lei non c’è, aspetto tornerà mi darà quello che voglio, sarà una dura battaglia tra i si e no.
Non dormo più nel mio letto trovo il massimo appagamento ora non è solo sesso, la sento nell’anima e lei si da ogni notte facendo sempre giochini più hard.
Lo scorso weekend gli ho poggiato il pene sulle sue labbra carnose,
-A: fai quello che vuoi, succhialo, leccalo, masturbalo, fattelo scendere in gola, scatena la tua libidine, fammi soffrire per il piacere.
Ci vollero pochi momenti perché da timida divenne sempre più golosa, la sollecitavo dove mi arrapavo, mi slinguava i testicoli fino ad arrivare all’ano che le avevo messo in bella mostra facevo uno sforzo a trattenermi.
La presi con forza, penetrai nella sua vagina paludosa sentii il suo brivido: eiaculai.
Con il pene scivoloso sento il desiderio, alzo le sue gambe poggiandomele sulle spalle rapido e deciso lo puntai sulla rosa dell’ano, spingo mentre lei urla, si ribella mi fermo, grida schifoso ti odio, mi muovo per una scopata anale, agli urli, alle ingiurie arrivano i mugolii la partecipazione.
-L: Amaral ti voglio ma non solo perché abbiamo una intesa che mi sento che va oltre il sesso.
La nostra storia dura già da più di sei mesi, si avvicina quindi l’arrivo del marito.
Pippo è sulla terra ferma da due mesi ed io non vedo Lisa da questo tempo, non sapendo quando sarebbe ripartito ero nervoso anzi avevo un timore: e se avesse deciso di restare a terra? Lisa la sentivo mia.
L’ultima scopata è stata dura, violenta per finire nel più dolce dei modi, fu allora che le chiesi:
-A: che fai quando Pippo te lo trovi nel letto? se decidesse di restare? Che sarà di noi due?
-L: tu mi hai voluta pur sapendo che il nostro era solo un gioco
-A: per te lo è ancora? sono stato e sono solo un divertissement?, all’inizio lo era per me come lo era per te ma non lo più per me.
-L: ti voglio, prendimi con furore come sai fare e chiudere con dolcezza. Pippo non saprà darmi quello che mi hai dato fino ad ora?
-A: digli come stanno i fatti, digli che hai cominciato un nuovo percorso
-L: bravo! Pippo devo dirti che mi sono presa una sbandata con un uomo e ho capito che ora è il mio uomo, quale sarà la sua risposta?
-P: brava Lisa in sei mesi ti sei fatta sbattere come una vacca in calore, IO? non apro la valigia anzi ne faccio altre, chiamo un taxi e: Ciao Lisa!, fin quando siamo stati insieme è stato bello ma adesso è finito.
-L: credi che sia così il finale da film Hollywoodiani del cazzo che solo loro sanno fare.
Non ci frequentiamo le settimane passano, Pippo è arrivato sa che io sono il suo Stallone ma non mi ha dato nemmeno uno sguardo.
Oggi ho visto passare Pippo e con stupore lo vedo fermarsi:
-P: Amaral sei tu l’uomo che mi ha fregato la moglie? Sei tu quello che te la sei sbattuta come una troia? Se la vuoi prenditela ma per averla devi sbattere anche me facendomi sentire una troia davanti a mia moglie, sarò io a decidere la data di scadenza Prendere o lasciare.
Mi lascia come un pezzo di mer..a, chiudo la portineria corro
- A: tu la sai la proposta di Pippo?
-L: S! mi fa schifo, in fondo me l’aspettavo che mi ricattasse me e mettesse te nella merda. Ti posso dire che non è cambiato niente in me.
È passata un’altra settimana, quando passa Pippo l’agguanto e lo sbatto contro il muro con tanta violenza da fargli uscire il sangue dal naso.
A: Io ci sto.
-P: queste le condizioni mi scopi davanti a mia moglie fino al prossimo imbarco che potrà essere domani tra sei mesi o forse mai
-A: ti do solo tre mesi alla fine solo un weekend, devi lasciare la casa portandoti via tutto, devi con l’avvocato iniziare del divorzio per colpa tua in quanto sei un acclarato gay sulle navi.
-P: lurido miserabile io ti sputtanerò e andrai via dal condominio
-A: OK!!!! io lascerò il lavoro ma metterò te alla berlina. Griderò che sei un apparente maschio e marito, si faceva sbattere dai suoi colleghi di lavoro sulle navi ma a casa non riusciva mai a soddisfare la moglie. Chi ne esce male frocio!
Ci vollero altre settimane perché Pippo venne a trovarmi.
-P: questo venerdì fino domenica mezzogiorno.
Non si arrivò alla domenica la mia parte finì lo stesso sabato sera.
Ho fatto quello che sapevo fare in modo brutale non violento. Sapevo dove trovare i suoi colleghi e lo diedi in pasto a loro.
La domenica bussai alla porta Lisa era bellissima mi cadde tra le braccia,
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