I miei diciotto anni furono una vera liberazione

di
genere
etero

I miei diciotto anni furono una vera liberazione in quanto, avendo trovato fortunatamente un lavoro, lasciai la famiglia nella quale mio padre era il dominus, colui che educava, decideva ed emetteva fatawa.
Andai a vivere da solo ma non lontano dal nucleo familiare.
Sono il terzo di tre figli, tra me ed il primo c’è una differenza di sei anni, tra noi due c’è mia sorella, ma sempre su di me ricadevano le reprimenda di mio padre, le angherie del fratellone, ribellarmi? Manco a parlarne.
Un pomeriggio d’estate tornai da una partitina di calcio tra noi del quartiere; ero fradicio mi stavo ripulendo sotto una doccia tonificante calda, fredda, caldissima e freddissima dilettandomi con una goduriosa sega.
Avevo ormai concluso ma come prova restava il pene barzotto, improvvisamente entrò mio fratello il quale aveva lo stesso mio scopo: farsi una doccia; cominciò spogliarsi e vociò: che cosa fai pipparolo? Ti seghi? pipparolo adesso tirami una sega.
Da quel giorno ero il tira pippe di mio fratello, a lungo andare prese l’abitudine di infilarmelo tra le cosce, per lui le mie gambe lo facevano arrapare essendo ben tornite e senza peli.
Dormendo nella stessa stanza il suo “infra cosce” lo facevamo nel mio letto
“lasciandomi tutto sporco del suo liquido, alla fine mi ribellai per tutta risposta mi disse : hai ragione da adesso facciamo in altro modo; rapido mi attirò a sé cominciò a strofinarmi tra le chiappe il suo pene ad un certo punto insalivato il suo cappellone me lo spinse nel culo.
Rimasi senza parole per il dolore animalesco e per la sua foga che ci metteva, non potei gridare avendo il viso infossato nel cuscino ed il suo corpo sul mio mi bloccava, l’unica consolazione era la masturbazione che mi faceva mentre mi inculava.
Rimasi succube di lui per circa un anno, alla fine mi stavo abituando a soddisfare il fratellone tutte le sere, la storia finalmente sembrava finita avendo trovato una ragazza che lo soddisfaceva alla grande più di me.
Venne un pomeriggio per dirmi: Fratellino ho trovato la mignottella che mi dà tutto quello che voglio, mi dispiace per te che resti all’asciutto, ma hai ancora un bel buco stretto; trovati un maschione e divertititi “frocetto”.
Anzi ci ripenso: prima te lo “sguarro” io, se vuoi ti presento un tipo che conosco bene, una persona seria della mia età con una sleppa enorme tra le gambe, a lui piacciono i tipi come te, in un mesetto ti slabbra il buco fino a fartelo diventare una figa.
Con lui ti troverai bene a lui piace il culo, non l’ho mai visto con una figa ma sicuro è solo attivo, sarebbe pronto a scoparti ogni momento, andrai d’accordo perché scoperete mattina e sera.
Mi ripugnava sentire quei suoi discorsi ma nello stesso tempo mi sentivo attratto da mio fratello, se mi avesse sbattuto sul letto non mi sarei rifiutato e così fu.
Il fratellone aveva percepito il mio desiderio perché mi portò nella camera e mi prese con un impeto inconsueto, ero insofferente, ribelle a quel comportamento mai tenuto.
-fratellone.: se non fossi stato ribelle non mi sarei dato da fare per trovare
una figa, avrei fatto di te la mia preferita. Stronzo hai sempre goduto in silenzio ed io mi sentivo in peccato perché credevo di abusare di te. Frocio!.
Finimmo come al solito sul letto per fare sesso. Lo sentii venire ma continuò con rabbia a sodomizzarmi, ci volle tempo per venire di nuovo e quando eiaculò me lo strappò dal culo violentemente; sentii un dolore mai provato.
Fu l’ultima volta che mio fratello mi avrebbe usato.
Rimasi allibito con l’incubo: se avesse avuto ragione fin dall’inizio?.
Mio fratello mi ha sempre trattato come se fossi uno a cui piace l’uccellone e non la topa, questa convinzione si sarebbe radicalizzata se fossi rimasto in casa, lui mi avrebbe considerato il suo sottomesso, dovevo essere sempre disponibile
quando mi avrebbe voluto.
Era necessario quindi che lasciassi la casa, perché non potevo vivere più sotto lo stesso tetto e sopra lo stesso letto con mio fratello, questa volta mio padre mi fu imprevedibilmente al mio fianco; un suo amico mi accettò nel suo studio legale dandomi un lavoro che mi permise di iniziare a frequentare l’università.
Sono quasi prossimo alla laurea in legge, in questo periodo ho provato a rimuovere tutto il mio passato: ce l’ho fatta? non lo so ma mi sento tranquillo, ho avuto una relazione con una ragazza collega e questa storia mi ha convinto che il passato era stato forse solo un incubo. Ora sono avvocato, l’unico con cui ho brindato è un collega con il quale condividiamo la professione, ci siamo sbattuti come forsennati a mettere su lo studio e farci una buona variegata clientela.
È il momento di tirare il fiato, abbiamo deciso di prenderci una vacanza itinerante.
Ovviamente abbiamo scelto un programma di quattro settimane nel paese che nel nostro convincimento è il crogiuolo di profondi contrasti: ricchezza estrema, povertà diffusa, sicurezza e criminalità ed ogni possibile contraddizione.
Tutto lo studio, io Andrea, il socio Marco le tirocinanti Mara la mia compagna e Laura quella di Marco, siamo abbastanza gasati.
Brasile.
Siamo risaliti dal sud della costa atlantica per arrivare al Nordest, quello che ci aspettavamo lo abbiamo trovato; la vacanza ci dava quello che ci aspettavamo.
Ho avuto nel pomeriggio una sorpresa scioccante, entrando nella nostra camera dell’albergo trovo le due compagne intorcinate formando un lussurioso tandem, sono così coinvolte che nemmeno si accorgono di me, richiudo la porta incontro Marco:
-A.: Marco ho trovato Mara e Laura intorcinate in modo lussuriosamente lesbiche
-M.: Si! e allora?
-A.: cosa sai che io non so?!
-M.: Andrea che problemi ti fai? bastava spogliarti e buttarti in mezzo a loro
-A.: Ah Si? dopo arrivi anche tu e ti ci butti in mezzo, facciamo il quartetto? Così potrei trovarmi con il tuo cazzo sotto il naso,
-M.: Andrea vogliamo rovinarci la vacanza? Non doveva essere “outside the limits nothing forbidden” ?.
Incasso e non rispondo, da quel momento tengo sotto stretta sorveglianza la mia compagna la quale non gradisce ma sopporta, comunque manda una criptica osservazione.
-M:. Andrea a te il Brasile fa un effetto strano, sei diventato un mandrillo ventiquattro ore su ventiquattro mi auguro che a casa manterrai questa performance.
Incasso e non rispondo.
Torna la quiete anzi ci facciamo prendere dalla frenesia quando arriviamo nello stato di Maranhão con i suoi Lençóis Maranhenses, là scopriamo un mondo fantastico tra mare, natura lussureggiante e dune di sabbia bianca, in un breve tour nei Lençóis nei ci fermiamo tre notti.
Qui accade l’imprevisto.
La sera stessa siamo tutti nello stesso alloggiamento.
Partecipiamo ad una festa di una piccola comunità di pescatori che attrae la mostra curiosità, Laura e Mara invece si sentono molte attratte anzi eccitate da quel folklore semplice e genuino. Anche noi partecipiamo intorno ad un grande fuoco dove tutti ballano, cantano mangiano carne e pesce tutto cotto alla brace, si beve sia bevande analcoliche che bevanda derivate dalla fermentazione delle canne da zucchero
La nostra euforia sale progressivamente ma sono le nostre compagne che provano sensazioni travolgenti fino aduna eccitazione intensa.
Allo spegnersi del fuoco quasi tutti i locali lasciano deserto il luogo della festa, restano i maschi che avevano ovviamente familiarizzato con le nostre compagne che seguono giulive l’invito sparendo in un capanno.
-A.: Marco ma che sta succedendo? Laura e Mara sono andati con quelli nel capanno.
-M.: che cosa pensi che faranno? Se le scopano, se le sbatteranno a turno e quelle sai come se la godranno, se lo ricorderanno per tutta la vita questa botta di sesso
-A.: che cazzo di ragionamento fai se fuori di testa anche tu?
-M.: cosa vuoi che faccia vado la dentro? Mi metto a gridare: ragazze a casa!! stringete le cosce.
Non hai visto che sono andate libere e giulive, non le hanno mica trascinate per i capelli, se volevano restavano con noi e andavamo a dormire. Domani mattina le troverai sfatte ma soddisfatte e vedrai che torneranno nel capanno a sistemare la biancheria per un’altra notte.
Capito Andrea!!!!! troviamoci due ragazze ci facciamo portare anche noi nel capanno e trombiamo anche noi fino all’ultima goccia rimaste nelle palle. Se non sei d’accordo fatti una mega sega e vai a dormire.
Entro nel capanno buio, al centro solo la brace fa luce.
Mi fermo nell’oscurità appoggiato ad un palo di sostegno.
Mara e Laura nude allegre ballano o meglio si dimenano insieme a tre o quattro uomini anche loro nudi.
Tutto quello che deve ballonzolare in modo arrapante ballonzola, si stendono sulle stuoie gli uomini vanno all’assalto delle fighe; fingono di fuggire ridendo, vengono rincorse prese gridano posticciamente mentre si offrono con le gambe divaricate.
Adesso il gioco si fa caldo ognuno fa il suo chi lo mette chi lo prende, chi miagola chi muggisce, nel misto delle lingua si ode: “dammelo ancora” “si così” “no..no.. mi fai male” “mammamia ma che hai tra le gambe”, si alza un urlo “no nel culo no!” un guaito “spingilo…spingilo tutto…così si si!” “você gosta do pau?, dê-me a bund, você gosta de tudo você gosta de tudo”.
Vedo che la Mara ha cominciato con uno ed ha finito un altro facendosi inculare da un terzo, adesso si dimenano meno e scopano senza furore, la migliore forma di sesso.
In questa fase di calma entra un magnifico ragazzo che vorrebbe partecipare con una di loro, respinto, lui avanza con passo danzante, il membro turgido si affloscia ma resta quell’opera di arte che è.
Si accosta a me in trance per quello che visto.
-T.: ti ho visto quando sei arrivato nel villaggio,
Mi tende la mano mi attira e finisco tra le sue braccia, mi manca il respiro mentre cado su un giaciglio,
-Lui.: quero beijá-lo!
Non capisco ma apro la bocca e mi bacia, sono imbambolato.
Il suo sesso cresce rapidamente, prima che sia turgido me lo pone sulle labbra e spinge per entrare, non mi oppongo, lui spinge, mi lascia respirare e poi mi penetra continuando a scoparmi in bocca il gioco dura fino a quanto mi sento paranoicamente eccitato.
Non gli basta vuole di più mi giro e gli offro quello che vuole, avviene tutto rapidamente e decisamente da me desiderato, la sua mano mi impedisce di gridare e di lamentarmi.
Spinge con decisione lo sento scivolare, l’ano si slarga dolorosamente vorrei ancora gridare per il piacere, si perché godo entusiasta,mi realizzo.
Il suo membro è piantato e fermo, lo sento pulsare, si ritira di poco poi affonda con un colpo duro. Mi sussurra all’orecchio: Meu nome é Thiago.
Palpito.
Si ripete, giro la testa lo fisso, con lo sguardo gli comunico che godo, nello stesso istante mi accontenta con movimenti lenti, violenti, rapidi, lo sento e lui lo sa che è quello che voglio, mi porta all’eccitazione ed alla eiaculazione che avviene insieme alla sua.
Sono spossato ma ora mi sento felice ed appagato, mi avvinghio a lui che non mi respinge tutt’altro.
Dormo tra le sue braccia c’è solo il pavimento ma è un letto di piume.
Il sole è alto.
Ci ritroviamo sulla spiaggia delle cartoline. Vengono a prenderci con le jeep ci portano in tour, ci fanno coprire per non essere pronti per il barbecue,
si ritorna alla base che per puro caso si trova nelle vicinanze dei capanni notoriamente usati la notte precedente.
Il nostro gruppetto si scioglie in quanto le nostre compagne si aggregano al gruppo dei maschi della sera precedente, Marco fa gruppo con due giovane donne. Ognuno va per fatti propri.
Faccio un giro alla ricerca del Thiago ma non appare, vado al capanno chissà.
-T.: finalmente sei venuto,
-A.:mi sei mancato,
-T.: esagerato, una notte di poche ore già ti manca o meu pau?
- A.: não so tão maricas, ti sbagli non sono uno stupido frocio. io non so tu chi sei, come tu non sai chi sono
-T.: OK! siete venuti per il mio paese
-A.: sei un garoto de programa?
-T:. Si ma non con te
-A.: hahahahah!!!! Non usare affermazioni classicamente vuote. Siamo due che conosciamo la vita e nessuno di noi due è un pollastro, sei mai venuto in Europa?
-T.: si Lisbona nella locale università di legge.
-A.: Me beija! E transa con migo!
-T:. baciarti? Si! scoparti l’ho fatto ieri notte.
Andiamo in fondo al capanno affondo su quattro sacchi di sabbia, si spoglia e al chiarore del giorno lo ammiro, non per quello che pende tra le sue gambe ma per tutto quello che è, mi offro a lui che mi prende deciso, mi unge si unge il pene particolarmente eretto, dal suo meato cola il precum, me lo spalma sull’ano e poi senza complimenti, spinge con secco colpo reni, insiste con altri due, il mio grido risuona nel capanno, esce completamente, lo unge nuovamente, come prima il solito colpo di reni poi gli altri per spingerlo fino alla radice.
Non prende in considerazione i miei gridi poi i lamenti ancora le invocazioni, la mia rabbia, si muove sempre senza dolcezza con durezza fino a sfiorare la brutalità, mi solleva la testa e la ruota per baciarmi, mi fa stendere su una specie di cassettone si porta le mie gambe sulle spalle, mi fa sentire il suo membro con violenza mentre gioca con i miei capezzoli, in quel momento mi sento posseduta come se fossi una donna, la mia mano scivola sul suo petto appena coperto da una abbozzata peluria.
Mi masturba vengo, sento le contrazioni del suo pene, si china su di me per un bacio languido.
Il resto della vacanza funziona: ci incontriamo solo al mattino per comunicarci le diverse escursioni con aggiornamento dei partecipanti e delle partecipante e dei capanni dove si consumeranno le notti.
La vacanza da itinerante che doveva essere si è trasformata in stanziale basata su un sesso libero, sfrenato per la quantità e qualità
L’unico che dorme in albergo sono io e Thiago.
-A.: con te ho definito quello che sono e che dovrò accettare.Thiago da solo ho paura. Lasciamoci senza dimenticarci me lo prometti?
-T.: Non posso dirti parole false ma sento e provo un’affinità elettiva nata da un intesa immediata. Uno di noi comunque dovrà trovarsi “in terra ignota”, entrambi saremo chiamati per un progetto impegnativo.
Lo studio ha riaperto, la vacanza è un magnifico ricordo per tutti per alcune persone resta solo la nostalgia.
-M.: allora tieni ancora la saudade brasileira?
-A.: grazie a quella esperienza mi sono ritrovato con me stesso. Adesso so chi sono
-M.: partiresti o lo vorresti qui?
-A.: né l’uno né l’altro. Sbaglieremmo entrambi,
-M.: sbagli. Tu giudichi anche per lui.
-A.: al lavoro! Al lavoro.
Trovo nella mia messaggeria telefonica questo sms: per quanto breve e per tanto lungo non dimentico.
-A.: Marco non capisco questo messaggio criptico
-M.: cosa c’è?
-A.: leggi che capisci
-M.: sei rincoglionito! A te la vacanza fa male. Non vedi che il numero è criptato. Stasera vengo a casa tua e ne riparleremo.
Mi i trovo alla porta Marco.
-A.: che cosa sono tutti questi tuoi discorsi che non capisco. Mi sento male, mi viene da piangere
-M.: mi dispiace Andrea, vieni lasciati abbracciare non voglio vederti più così, ma dimmi quello che ti tormenta, ti prego dimmelo, è sempre quel Thiago? per tre notti di sesso ti ha stregato? C’è altro?. Allora telefona chiamalo fallo venire, fatti sbattere fino allo stremo e se ti va bene te lo tieni altrimenti lo mandi fuori dai coglioni.
È stata una lunga odissea.
Thiago è il nostro terzo socio non siamo più un solo studio legale.
INSHALLAH
scritto il
2026-04-07
3 7 4
visite
1
voti
valutazione
10
il tuo voto
Segnala abuso in questo racconto erotico

Continua a leggere racconti dello stesso autore

racconto precedente

Il casolare

Commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.