Buona la prima
di
IL MICROBO
genere
gay
BUONA LA PRIMA
Ho un collega nuovo che continua a guardarmi il culo. Ero curioso di capire che razza di uccello potesse avere e per sbirciarlo l'ho seguito in bagno affiancandolo sulla latrina. Io ho fatto due gocce di rappresentanza e lui invece ha scaricato una grossa e fragorosa pisciata, al termine della quale mentre se lo stava scrollando si è girato un po' verso di me mostrandomelo. Non vi nascondo che mi ha fatto uno strano effetto, una specie di lurido e per me del tutto inedito senso di meraviglia, soprattutto perché stava dritto in piena e stupenda erezione. Me lo indicava come se reclamasse qualcosa di ovvio. Mi sono piegato verso di lui e gli ho scoccato un bacetto sulla punta. Perché mai mi sia lasciato andare a farlo non lo so nemmeno io, quello che so è che è stato l'inizio della fine. Me lo ha spinto in bocca, prima poco poco, poi sempre di più, arrivandolo a fine corsa. Ma subito lo ha levato senza insistere oltre.
Per tutto il pomeriggio avevo la testa in subbuglio. Continuavo a pensarci. A cosa? A quel uccello il doppio del mio.
A fine giornata mi ha invitato a casa sua e io come uno scemo l'ho seguito. Mi ha offerto da bere. Stavamo in silenzio. Lui si strofinava la patta. Io ero sulle mie, impalato come un baccalà. Dopo il terzo bicchiere mi sono sentito nelle nebbie. Ci siamo spogliati come se fosse la cosa più normale del mondo. Mi ha fatto subito mettere in una posizione da vera bestia e in men che non si dica mi ha cavalcato e ho sentito tutto il suo peso sopra di me. Ce l'avevo dentro a spinta e quel che è peggio e anche un po' ridicolo o abbastanza tragicomico è che non mi dispiaceva. Ogni suo colpo mi provocava dei fremiti e delle ondate di piacere. Quando si è levato ha sborrato sul pavimento e io come un cretino gli ho fatto tanto di complimenti.
-Non occorre che mi ringrazi. Sono io che ringrazio te. Non ti pensavo così bravo.
Ero imbarazzatissimo. Lui ha tagliato corto: Rivestiti e smamma. Per oggi abbiamo fatto anche troppo. Ci vediamo domani in Ditta e poi di nuovo qui.
Inutile dirvi che c'è stato un seguito piuttosto casereccio, inculata, dopo inculata, dopo inculata, di sempre più esplicita sottomissione da parte mia a quelle sue voglie così soverchianti e ineludibili.
Ho un collega nuovo che continua a guardarmi il culo. Ero curioso di capire che razza di uccello potesse avere e per sbirciarlo l'ho seguito in bagno affiancandolo sulla latrina. Io ho fatto due gocce di rappresentanza e lui invece ha scaricato una grossa e fragorosa pisciata, al termine della quale mentre se lo stava scrollando si è girato un po' verso di me mostrandomelo. Non vi nascondo che mi ha fatto uno strano effetto, una specie di lurido e per me del tutto inedito senso di meraviglia, soprattutto perché stava dritto in piena e stupenda erezione. Me lo indicava come se reclamasse qualcosa di ovvio. Mi sono piegato verso di lui e gli ho scoccato un bacetto sulla punta. Perché mai mi sia lasciato andare a farlo non lo so nemmeno io, quello che so è che è stato l'inizio della fine. Me lo ha spinto in bocca, prima poco poco, poi sempre di più, arrivandolo a fine corsa. Ma subito lo ha levato senza insistere oltre.
Per tutto il pomeriggio avevo la testa in subbuglio. Continuavo a pensarci. A cosa? A quel uccello il doppio del mio.
A fine giornata mi ha invitato a casa sua e io come uno scemo l'ho seguito. Mi ha offerto da bere. Stavamo in silenzio. Lui si strofinava la patta. Io ero sulle mie, impalato come un baccalà. Dopo il terzo bicchiere mi sono sentito nelle nebbie. Ci siamo spogliati come se fosse la cosa più normale del mondo. Mi ha fatto subito mettere in una posizione da vera bestia e in men che non si dica mi ha cavalcato e ho sentito tutto il suo peso sopra di me. Ce l'avevo dentro a spinta e quel che è peggio e anche un po' ridicolo o abbastanza tragicomico è che non mi dispiaceva. Ogni suo colpo mi provocava dei fremiti e delle ondate di piacere. Quando si è levato ha sborrato sul pavimento e io come un cretino gli ho fatto tanto di complimenti.
-Non occorre che mi ringrazi. Sono io che ringrazio te. Non ti pensavo così bravo.
Ero imbarazzatissimo. Lui ha tagliato corto: Rivestiti e smamma. Per oggi abbiamo fatto anche troppo. Ci vediamo domani in Ditta e poi di nuovo qui.
Inutile dirvi che c'è stato un seguito piuttosto casereccio, inculata, dopo inculata, dopo inculata, di sempre più esplicita sottomissione da parte mia a quelle sue voglie così soverchianti e ineludibili.
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