L'isola - capitolo 3 - ritorno a casa

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sentimentali

Gloria, Giulio, Dario e Adele fanno ritorno a casa. Ma quel che è stato sull'isola viene via con loro e non può più essere cancellato. Comincia ora l'ultimo capitolo di questo loro bislacco naufragio in un isola sperduta nel Mediterraneo.




24 ottobre 2024
Sono giorni grigi, funesti; giorni da dimenticare. Non sto bene e ammetterlo, seppure in questo modo così improprio e bislacco, mi fa sentire già un po' meglio. Ed è proprio per questo, per sentirmi meglio, che ho ripreso a scrivere questo stupido diario, sebbene effettivamente non ve ne sia più un valido motivo. È passato più di un mese da quel fatidico 18 settembre: il giorno in cui ci hanno salvati, eppure… eppure so per certo che non è più la stessa cosa. Io stessa sento di non essere più la stessa donna da che ho ripreso conoscenza sulla riva sabbiosa di quella laguna, il 14 luglio scorso.

«Panta rei» avrebbe detto Eraclito: tutto scorre. Non ci si può bagnare due volte nello stesso fiume perché, sebbene l'acqua fluisca di continuo, non è soltanto lei a mutare; a cambiare siamo anche noi.

Non mi par vero di essere di nuovo in salotto, a casa mia. Mio marito Giulio è di là nello studio che rilascia l’ennesima intervista per un’emittente francese o elvetica. Dopotutto, se non si tratta di Bruno Vespa o de La vita in diretta, vorrà dire che sarà per uno di quegli stupidi rotocalchi che a mia madre piace tanto sfogliare. Anche lui non è più lo stesso.

Mi spiace, ma preferisco questi vecchi fogli consunti alle pagine patinate di un’insulsa rivista di costume; e poi la vita mondana non fa per me, non più ormai. Non avrei mai creduto di riuscire ad ammetterlo, ma mi manca la laguna, mi manca l'isola, mi manca il sole, il sale, il mare, la salsedine sulla pelle… mi manca Dario!

25 ottobre 2024
Non son più certa che sia stata una fortuna, per noi, che la macchina dei soccorsi sia finalmente giunta al nostro frugale anfratto. Le foto delle mie tette al vento hanno fatto il giro del mondo così tante volte che mi meraviglio di come a nessuno sia ancora venuto in mente di farne una scultura! Neppure Lady D ha avuto tanto spazio su rotocalchi e quotidiani per un topless. Cavoli, per quel che ne so, manca solo che un odierno Géricault decida di ritrarci su una nuova Zattera della Medusa!

26 ottobre 2024
I Quattro della rosa dei venti; sembra che non si parli d'altro. Giulio e Adele sono sempre così a loro agio sotto i riflettori… mentre io vorrei solo scappare, sprofondare, nascondere la testa sotto la sabbia e Chi si è visto si è visto. E Dario sembra dare la mia stessa impressione. I quatto della rosa dei venti… non mi piace questo nome, ma per qualcuno siamo il disastro nautico più importante dopo quelli della Moby Prince e della Costa Concordia (e dire che i numeri non son neppure paragonabili), ma facciamo notizia e financo che i giornali vendono…


30 ottobre 2024
Ormai non tengo più conto di tutte le piazzate in TV a cui Giulio m’ha costretto a partecipare. Ci hanno salvati da quell'isola deserta solo per piazzarci come formiche sotto la lente d'ingrandimento più grossa che ci sia: le luci della ribalta. Beh, francamente la cosa non fa per me. Non mi sento per niente a mio agio mentre mostrano sullo schermo l'istantanea dall'alto di me e Dario intenti a pescare con una lenza dalla riva; non perché ci sia nulla di male in quel che facevamo in quel momento, sia ben chiaro, ma il fatto che fossimo entrambi mezzi nudi non ha aiutato di certo.

Pensare che se quell'elicottero fosse passato solo mezz'ora prima… Ma quella foto ci ha colti in uno dei pochi, rari momenti di normalità; per quanto possa essere normale pescare in topless accanto a un uomo che non è di certo mio marito. Nessuno mi ha chiesto se fossi d’accordo sul fatto che pubblicassero quella foto. Nessuno ha chiesto la mia opinione quando pagine su pagine di carta straccia sono state imbrattate con l’inconfondibile profilo dei miei seni al vento. Cavoli, se solo ci penso, mi sento subito avvampare dalla rabbia e dalla vergogna.

31 ottobre 2024
Quella strega di Adele comincia a darmi proprio sui nervi. Ogni volta che la guardo in TV sembra sempre essere appena saltata fuori da una puntata de L’Isola dei Famosi, e mi sorprende come tutti le sbavino dietro. Dio, quanto la detesto! Con quella sua vocetta stridula, quei suoi modi affettati da dama di ’sta cippa lippa; ma, dico io, come si fa a prenderla sul serio? Persino mio marito Giulio non fa altro che pendere dalle sue labbra: quei due non me la contano giusta. Devono aver condiviso più di una stuoia mentre io e Dario eravamo assenti…
Eppure…
Eppure, come posso in cuor mio prendermi il lusso di giudicarli se anch’io e Dario non siamo stati da meno? Loro non ci hanno detto nulla, e men che meno noi abbiamo mai confessato qualcosa, o almeno non che io sappia; ma i giornali… quegli imbrattacarte scribacchini ci marciano su ogni giorno. In fin dei conti, come si fa a credere che dei perfetti sconosciuti si siano comportati come fratello e sorella restando da soli per tutto questo tempo? Ogni giorno c'è un articolo al riguardo: stuoli su stuoli di sedicenti esperti che giurano di poter ricostruire ogni frangente della nostra esperienza da naufraghi con certezza matematica, d’analizzarci come se fossimo cavie da laboratorio e dare il tutto in pasto alla vorace macchina mediatica.

Il mio analista dice che dovrei gettarmi tutto alle spalle e andare avanti con la mia vita come se l'episodio dell'isola fosse solo un mero e sparuto ricordo ma, se ripenso a certe cose, non posso esimermi dall'essere subito colta da una strana sensazione. Qualcosa a metà tra l’ansia e l'eccitazione che mi prende ai lombi e alla bocca dello stomaco; indefinita, indecifrabile, semplicemente assurda. Se ne accorgeranno mai? La verità verrà a galla prima o poi? Nessuno può saperlo. Penso solo all’enorme figura di merda che faremmo con l’Italia intera, già pronta a passare al lumicino ogni cosa: ogni sguardo, ogni gesto, ogni fremito della mia bocca che sovente passa sotto la lente dei media, ingigantendosi.

5 novembre 2024
Ieri sera ho rivisto Dario. Rivisto per modo di dire visto che non siamo rimasti da soli neppure per un momento. Abbiamo condiviso tutto: sabbia, mare, persino il dolce sapore della nostra pelle arrossata dal sole e dal sale, ma è come se non lo conoscessi più. Mi ha fatto un’impressione! Che fine hanno fatto quei suoi ricci arruffati dal vento? Dove sono quelle belle labbra ruvide, increspate dal sale, quel volto ambrato e cotto dal sole che così bene ho imparato a conoscere nei mesi di naufragio? L'abbacinante chiarore dello studio televisivo non gli rende giustizia. E dire che eravamo così uniti… così uniti… ora non siamo che degli estranei; dei perfetti sconosciuti che hanno condiviso un’esperienza folle e adesso possono finalmente lasciarsi tutto alle spalle. Ma se io non fossi pronta? Se in realtà non volessi andare avanti con la mia vita? Lì, sull'isola, non avevamo bisogno che l'uno dell'altra, ed è forse questa la verità che più mi fa male: Dario non ha più bisogno di me.
Ora c’è la sua avvenente moglie allampanata a prendersi cura dei suoi problemi, dei suoi bisogni; io a che gli servo più? A che servono queste mani, questa bocca? A che serve questo corpo che tante volte ha agognato d’esser fatto suo?

7 novembre 2024
Con Giulio ultimamente le cose non fanno altro che peggiorare. Credevo che una volta tornati a casa sarebbe tornata anche la normalità, ma così non è, e dovrò farmene una ragione. L'idea che le nostre vite debbano dividersi mi ha sfiorato, non lo nego. L’ho appena ritrovato, eppure sento lo stesso d’averlo perduto per sempre. E pensare a quante notti non abbia fatto altro che struggermi per lui… dov'è finita quella Gloria che avrebbe dato tutta sé stessa pur di riabbracciare sano e salvo suo marito? Perché non riesco più a godere a pieno di quei pochi, fugaci, attimi di intimità con lui? Che cosa mi prende? È cambiato lui? Sono cambiata io? Solo il tempo può saperlo, ma di una cosa sono più che certa ormai: certe cose con lui non sono più la stessa cosa. Giulio non mi soddisfa, che posso farci? È come se la mia intimità reclamasse altro, reclamasse qualcun altro; è come se dentro di me volessi solo Dario e questa cosa mi manda ai pazzi...
10 novembre 2024
Giulio mi ha preceduto: se n'è andato di casa. Credevo che questa storia del naufragio avrebbe finito per unirci, ma oggi s’è presentato con le carte del divorzio. Non so se ha tutti i torti, in effetti sull’isola non sono stata proprio quella che può essere definita una moglie esemplare… ma credevo d'aver avuto una seconda possibilità; che l'avessimo ricevuta entrambi. Mi sbagliavo.
Eppure non son del tutto certa di voler mandare all'aria il nostro matrimonio per un'unica, insignificante, débâcle; ma lui non ha voluto sentir ragioni e, fatta in fretta e furia una valigia, ha già lasciato l'appartamento in cerca di un'altra sistemazione. M’ha detto che con me non si trova più bene, che sono diventata fredda, scostante, e ho paura che abbia perfettamente ragione. Non dipende da me, ma è come se le nostre strade si fossero irrimediabilmente divise il giorno del naufragio.

11 novembre 2024
Dario e Adele hanno deciso di divorziare; l'ho appena letto sul giornale. Non riesco ancora a crederci, è come se un vento infido soffiasse alle nostre spalle e squarciasse le nostre vele, facendo rovinare ancora una volta le nostre esistenze su quella maledettissima isola nel bel mezzo del Mediterraneo.
13 novembre 2024
M’ha chiamato Dario, era in lacrime; Adele ha chiesto la formula con addebito, addossando a lui tutta la colpa per la fine del loro matrimonio. Non so proprio come fare a consolarlo.

15 novembre 2024
Dario mi ha chiamata di nuovo. Dice che vuole parlarmi; non riesco a capire cos'altro possa esserci da dire tra noi che già non abbiamo più che abbondantemente eviscerato davanti al microfono di qualche cronista. Starò a vedere.
16 novembre 2024
Non riesco ancora a crederci: quello stronzo, quello schifoso! Tradirmi con quella sciacquetta per tutto questo tempo! Sì, lo so, mi ero già convinta a chiudere un occhio semmai qualcosa della loro storia sull’isola fosse venuta a galla; dopotutto io e Dario non siamo stati certo da meno! Ciò che è accaduto sull'isola sarebbe rimasto sull'isola, ma la tresca tra quei due continua ancora oggi! Che diamine, sinora avevo solo dei dubbi, ma adesso…
Dario ha voluto che lo raggiungessi per parlare con un suo amico giornalista: la notizia ci è stata data in anteprima, per pura cortesia, e tra poche ore avrà già fatto il giro di mezzo mondo. Che rabbia! Lo strozzerei! Io lì a struggermi per lui, ed ecco che sbuca fuori una sua foto mentre si scopa quella troia alla pecorina! Ma non si tratta dell'isola, no, quel coglione di mio marito ha deciso di trombarsi quella zoccola di Adele anche al nostro ritorno, in uno squallido hotel di periferia, uno di quei posti da quattro soldi dove ti rintani solo con le puttane! Che stronzo!
Dario non ha smesso un attimo di fissarmi, come se la cosa fosse in qualche modo anche colpa mia. Non so ancora bene come decifrare la cosa, ma si vedeva lontano un miglio quanto stia male al riguardo. Credo che sull'isola se ne fosse fatto una ragione: come me avrà sicuramente pensato che i corpi d'Adele e di Giulio giacessero ormai privi di vita nel profondo dei flutti e l'unica cosa possibile, l'unica mossa accettabile per non mollare, fosse proprio andare avanti con le nostre vite. Credo sia anche per questo che non abbia mai cercato veramente un approccio con me, anzi, sono quasi convinta che sarebbe rimasto ancora fedele alla memoria della moglie se solo non fossi andata io a rovinargli la festa. Dopotutto sono stata proprio io a proporre la faccenda del “Mutuo soccorso”; che mi incolpi anche per questo? Non lo so, ma non riesco a sopportare l'idea che un simile fardello ricada unicamente sulle mie spalle.

20 novembre 2024
Le cose qui si fanno sempre più serie. Dannatamente più serie. È come se il cielo avesse voluto punire me e Dario con un karma ostile. So che forse dovrei pentirmi del mio comportamento sull'isola, ma non ci riesco. Non l'hanno fatto Giulio e Adele, non vedo perché dovrei farlo io! Quel coglione di mio marito aveva anche deciso di seguire le orme della sua amante e scaricare su di me la colpa del fallimento del nostro matrimonio, ma dopo lo scandalo delle foto l’idiota è stato costretto a ritrattare.
22 novembre 2024
Adesso sono uscite fuori anche delle intercettazioni telefoniche che riguardano Giulio e Adele, delle cazzo di intercettazioni telefoniche, manco fossi la moglie di Pablo Escobar! Non so come i giornalisti siano riusciti a venirne in possesso, ma le trascrizioni sono semplicemente squallide! Per un attimo ho temuto che qualcuno potesse venire in possesso di queste pagine; ma sono più furba di mio marito e di quella troia che al telefono non ha fatto altro che lamentarsi di come al suo culo mancasse il cazzo di Giulio! Che zoccola! E stupida io che mi sono negata l'esperienza di un bell’amplesso con Dario solo per rispetto di quel pusillanime del mio ex; se solo ci ripenso… mi prenderei a schiaffi!
25 novembre 2024
Dario mi ha contattata. Dice che vuole vedermi, ma non gli ho risposto. Dopo la fuga di informazioni di quei due sprovveduti sono quasi sicura che qualcuno voglia tirarci un brutto scherzo. Dobbiamo essere cauti, soprattutto adesso, visto che i riflettori sono perennemente puntati su di noi. Il mio corpo reclama la sua dose di attenzioni, ma mi chiuderei in clausura piuttosto che dare adito alle maldicenze, soprattutto in vista dell’udienza preliminare per il divorzio.
30 novembre 2024
Il karma ha uno strano modo di presentare il conto. La faccenda di Giulio e Adele non fa che peggiorare di ora in ora. Adesso è saltato fuori anche un video; su Internet è già virale. Non so chi sia stato, ma le immagini di quella zoccola che cavalca a smorza-candela mio marito sono già dappertutto: WhatsApp, Telegram, Reddit; ci manca solo Radio Maria e poi siamo davvero al completo! I media nazionali, naturalmente, non potevano lasciarsi sfuggire un'occasione tanto ghiotta, ed ecco che parti di quel video, opportunamente oscurate, hanno fatto la loro bella comparsata anche in TV, in prima serata, poco prima della trasmissione dei pacchi. I commenti si sprecano. E dire che da quel video anche un cretino capirebbe che quei due sprovveduti erano in possesso di un cellulare e che, piuttosto di chiamare i soccorsi e dare la nostra posizione, hanno deciso di passare per i nuovi Tommy e Pamela. Che idioti! Siamo lo zimbello d’Italia ormai. Per fortuna Mediaset si è liberata della D’Urso, o mi sarebbe toccato andare anche da lei.

1dicembre 2024
Ho guardato il video… Mi ero ripromessa di non farlo ma, che posso farci, la curiosità ha prevalso, e ora non posso fare a meno di rievocare nella mia mente quelle immagini. Oscene, semplicemente oscene. Non avrei mai immaginato che guardare il membro di mio marito scomparire tra le cosce di quella troia di Adele mi avrebbe sconvolta così tanto. E dire che neppure io e Dario ci siamo andati leggeri, ma così… così è proprio da porci malati!

Nella testa sento ancora la voce di quella grandissima zoccola di Adele che incita mio marito a scoparla sempre più forte; come l’eco di un'innocenza ormai perduta.

«Sì, sì, sfondami, sfondami, così! Bravo, continua!»

Urlava a squarciagola, la troia, gemendo come una gatta in calore sotto i poderosi colpi di quel pusillanime di mio marito. La telecamera, naturalmente, era puntata sul membro di quell'inetto mentre la prendeva da dietro, a pecorina, mettendo ancora più in evidenza il momento in cui la sua cappella violacea scompariva tra i petali arrossati di quel fiore spampanato. Che troia… E la cosa peggiore è che non ho potuto fare a meno di guardarlo senza bagnarmi io stessa! Che cosa mi succede? Dove ho la testa?

«Sai che devi fare» – continuava la troia nel video, allargandosi oscenamente le chiappe con le mani – «lo sai dove lo voglio!»…

Quei due non si sono negati nulla, proprio nulla! Dio, come sono incazzata: in vita mia non ho mai concesso a quel porco di mio marito di prendermi in quel modo, figuriamoci poi… E dire che i suoi "appetiti" sono sempre stati così insulsi, banali, nella norma; a cosa era dovuta tutta questa improvvisa passione per…? Non riesco neppure a scriverlo. Mi sento così sporca, arrabbiata… Anche solo pensarlo mi mette ribrezzo! È tutto così osceno, infimo, degradante. Perché è tutto così dannatamente difficile? Perché non posso fare a meno di rievocare nella mia mente le immagini di quella scopata senza bagnarmi? E perché quella troia di Adele, tra le altre cose, ha deciso di dargli anche il culo?

4 dicembre 2024
Il mio avvocato, la dottoressa Farnese, insiste perché mi rivalga su mio marito, ma io non ce la faccio. Nonostante tutto non posso cancellare anni e anni di vita coniugale così, come se nulla fosse, con un semplice colpo di spugna. E poi la notte non faccio altro che rimuginare su quelle immagini… Sarà colpa dello stress legato a tutta questa dannata vicenda, sarà per la semplice astinenza, ma a parte quell'oscenità del sesso anale, è solo un puro caso se a mugugnare sotto i potenti colpi di quel membro ci sia la figa di Adele e non la mia. Quelli, in effetti, avremmo potuto essere io e Dario, e allora sì che non avrei più saputo dove metter la faccia! Non sono giorni facili, lo ammetto, non lo sono dal giorno del naufragio, ma ciò non vuol dire che un tempo non abbia voluto bene a quello schifoso del mio ex. Non so perché il cielo abbia voluto che a pagarne le spese fossero proprio lui e Adele; io e Dario, lo ripeto, non siamo stati certo da meno. Solo il fato sa quanto ancora ci sarebbe voluto perché anche noi sprofondassimo nel vortice della passione che ha inghiottito quei due. E sono sicura che, se qualcuno riuscisse a mettere le mani su queste poche righe, lo stesso destino toccherebbe anche a noi. Quanto avrei voluto provarlo anch'io. È un chiodo fisso ormai. Perché non riesco a tenere a freno la mente o le mani mentre ripenso alle fattezze dell'arnese di Dario? Perché?


15 Dicembre 2024
Natale, si sa, si dovrebbe essere tutti più buoni. Dario ha insistito per contattarmi. Gli ho ripetuto che è una pessima idea, ma ha insistito talmente tanto che alla fine ho ceduto. Arriverà tra poco. Speriamo bene.

16 dicembre 2024
«Tutto è veleno, e nulla esiste a questo mondo senza che del veleno vi sia all’interno; la dose è l'unica cosa che salva». Non so perché abbia deciso di cominciare a scrivere citando la massima di Paracelso di cui ha fatto menzione il conduttore poco fa in TV. O forse lo so, ma è tutto così dannatamente assurdo che devo ancora darmi tempo per metabolizzare. C'è una novità: una nuova teoria messa in campo dall'avvocato di Adele nel processo con addebito voluto da Dario, un particolare che mitigherebbe di molto la faccenda della tresca, attenuando in parte la scomoda posizione della sua cliente. Stando alla tesi sostenuta dalla difesa, infatti, le bacche con cui eravamo soliti accompagnare i nostri pasti frugali contenevano al loro interno piccole tracce di una sostanza, la fisostigmina o qualcosa del genere (sinceramente non mi ricordo bene il nome), un alcaloide credo, o almeno questo è il nome ripetuto in studio, in grado di aumentare esponenzialmente l’appetito sessuale di chi ne fa abuso. Un consumo occasionale porterebbe "solo" a un lento e costante stato di euforia, cosa ben diversa da quando si decide di cibarsene in continuazione perché si muore di fame; stando agli esperti, infatti, un suo uso smodato provocherebbe ninfomania e satiriasi nei soggetti esposti alla sostanza. In pratica sembra di essere tornati al periodo del Covid. Tutti informati, tutti esperti: fisiologi, farmacologi, clinici; i titoli si sprecano quando si tratta di fare ascolti… Non c'è trasmissione in Italia in cui un esperto, o presunto tale, non si prenda la briga di dissezionare le nostre vite come se fossimo delle cavie da laboratorio. Ognuno apporta qualcosa di diverso, di nuovo, in modo da contraddire la tesi di chi l'ha preceduto, in un guazzabuglio di teorie che di scientifico, per l'appunto, non hanno proprio un bel niente. Come se ciascuno di loro, dall'alto della propria torre eburnea, possa davvero pontificare sulla mia vita. E se da un lato dovrei essere grata e sollevata del fatto che finalmente qualcuno abbia trovato una spiegazione alla follia di quei mesi, il fatto di essere trattata come una di quelle stupide rane che si vedono sui banchi dei licei nei film americani non mi va per niente bene. E intanto la paura che tutto ciò fosse solo frutto di qualcosa di chimico, di adulterato, si è fatta strada dentro di me. Dilaniandomi.
21 Dicembre 2024
Sono oppressa da un dubbio: e se fosse davvero tutta "colpa" delle bacche? Sono mesi che nessuno mi tocca, mesi in cui non riesco a togliermi dalla testa Dario, mesi che bramo come un’ossessa che un uomo, che non è certo mio marito, decida di farsi avanti e mi faccia finalmente sua. E dire che sull’isola eravamo così vicini; così vicini… Che fine ha fatto quell'uomo dolce e affettuoso che ho imparato ad apprezzare con tutta me stessa? Che fine hanno fatto quei suoi sguardi fugaci così carichi di fremente passione? Ogni volta che ci siamo rincontrati, qui nel mondo reale, ogni volta che quei suoi occhi screziati di verde hanno incrociato il mio sguardo, è sempre stato così freddo, distaccato… Come se nulla fosse mai accaduto. Come se le suas labbra non ricordassero più il sapore della mia pelle, delle mie labbra, della mia...

E dire che io, al contrario, non riesco a togliermelo dalla testa: mi sveglio di notte, come una pazza, con la fronte imperlata di sudore, fremente dalla voglia. Voglio la sua pelle, voglio sentirlo dentro di me, ogni centimetro, fin nel profondo, in ogni angolo del mio essere. E non v'è nulla, assolutamente nulla, che possa darmi la tanto agognata pace di cui ho bisogno. Non v'è palpito che possa lenire le mie voglie; lo voglio, voglio essere sua: che posso farci? Possibile che non si renda conto dell’effetto che ha su di me tutto questo? Che fremo e miagolo come una gatta in calore? È colpa delle bacche anche questo?

Sono mesi che non ci vediamo, che non passiamo del tempo insieme. I pochi, fugaci attimi in trasmissione non contano. Cosa sono cinque minuti prima dell'inizio delle riprese rispetto alla folle e ardente frenesia di quei giorni sull'isola? Non si può dare un tempo alle emozioni, né porre un freno al lento fluire del desiderio che, come sabbia in una clessidra, lentamente scorre sino a un rocambolesco e caleidoscopico atto di pura passione. Sogno dita che si intrecciano all'ansante e affannato ritmo dei nostri respiri; il suo membro, bianca torre d'alabastro, che s’erge in tutto il suo serafico splendore e poi, così impunemente, sprofonda nel mio intimo, sconvolgendomi sino alle ossa, fin nel midollo. Sono forse impazzita? Lo sarò mai? Di questo passo certamente sì!

Perché? Perché io e lui non ci siamo mai concessi quell'irrefrenabile follia per cui Giulio e Adele adesso non sembrano serbare più alcuna remora? Perché non v'ero io, me miserrima, a godere come una forsennata sotto gli audaci colpi di quella bella verga pulsante? Non è più attratto dal mio corpo? Dai miei fianchi? Non brama anche lui questo seno? Queste gambe? Queste labbra vogliose che non aspettano altro che dargli piacere? Ho paura di conoscere già la risposta: e se fosse stata davvero solo "colpa" delle bacche? Se ora io gli fossi del tutto indifferente? Potrei mai accettarlo? La paura che tutto ciò fosse solo frutto di qualcosa di chimico, di adulterato, si è ormai fatta strada dentro di me, dilaniandomi.

22dicembre 2024
Ormai mi mancano solo un cane di nome Max e un paio di frasi in rima per passare per il nuovo Grinch che odia il Natale. Mi merito davvero tutto questo? Ho appena scoperto che quel pusillanime di Giulio, il mio ex, era già pronto a seguire lo stesso esempio di Adele semmai con la dottoressa Farnese, il mio avvocato, avessimo deciso di procedere allo stesso modo di Dario e della sua difesa; ma non gliene ho dato il motivo… Non abbiamo nessun contratto prematrimoniale a cui dover far fronte, né figli… Un semplice rito consensuale andrà più che bene per due che, come noi, non hanno semplicemente più nulla da dirsi.

24 dicembre 2024
Oggi ho finalmente rivisto Dario e no, non è stato a causa di un altro di quegli stupidi talk-show in cui fingiamo di spiegare a tutti come sono andate davvero le cose; eravamo soli, nel salotto di casa mia, a perderci l'una nello sguardo dell'altro. Era così bello, sul mio divano, in quella sua felpa blu notte e quei jeans attillati che poco lasciavano all'immaginazione. Non ho potuto esimermi dal perdermi con lo sguardo lungo la piega perfetta del suo mento volitivo, o nel folto delle sue sopracciglia: lì, tra le pieghe delle sue guance un po'infossate, dove spuntava qualche peletto della sua barba ispida. Era arrivato da poco, e si era appena disfatto del berretto da baseball, delle lenti scure e della pettorina da rider con cui era riuscito a sfuggire all’occhio sempre vigile dei paparazzi. Mi ha confessato tutto: dei suoi sentimenti per me, dell'apprensione con cui ha vissuto questi mesi che ci hanno visti separati; tutto insomma. Mi ero così disperata per la sua lontananza, da non accorgermi neppure lontanamente di come non fossi la sola a provare tutto questo. La mia paura era anche sua, il mio terrore un suo fedele compagno, la mia ansia e quella folle, terribile, certezza che ciò che ci avesse unito sull'isola fosse solo frutto dell'influenza di quelle maledette bacche, il suo incubo peggiore. L'ho abbracciato. È incredibile come, dopo aver tanto agognato un attimo di folle passione con lui, sia stata la tenerezza a unirci indissolubilmente. Io e Dario ci siamo baciati, e Dio solo sa quanto ne avessi bisogno in quel momento. Lo so, sembra strano dare rilevanza a tutto questo quando su quella bianca sabbia farinosa abbiamo condiviso molto più di un po' di saliva, ma non lo avevamo mai fatto e, per la prima volta da quando sono tornata da quell'isola, mi son finalmente risentita a casa. Abbiamo continuato ad esplorarci la pelle per un bel po', cedendo finalmente ai fremiti e ai palpiti che fino a quel momento ci avevano fatto gemere di dolore il cuore, consci, sin da subito, che ben altri gemiti avrebbero finalmente dato seguito a quel dolce momento di tenerezza. Volevo essere sua, completamente sua, anima e corpo. Per sempre. E non mi sono fatta alcuna remora a baciarlo con sempre più foga, con quanta forza avessi ancora in corpo, questo fragile corpo, martoriato dalla passione e preda dei miei più ciechi istinti. Ero tutta un fuoco e Dario era la mia benzina. Le sue labbra mi solleticavano il collo e i lobi degli orecchi. Le sue mani mi sfioravano le braccia e la curva gentile dei fianchi. Non persi altro tempo, doveva essere mio. Gli slacciatigli i pantaloni, prendendo pieno possesso del suo scettro nerboruto. Dario sorrise ringalluzzito, forse non si aspettava che mi mostrassi così sfacciata ma, ad essere del tutto sincera, non credo che gli sia dispiaciuto; affatto. Mi son subito liberata della maglia e della canotta, lasciando che i suoi occhi si beassero della visione del mio seno, ancora sapientemente raccolto dal pizzo nero del mio completo di Intimissimi. Dario si avventò su di me. La sua bocca saettava con pazienza tra il collo e il solco tra i miei seni. Sono sicura che, se solo mi fossi disfatta del reggiseno, avrebbe già preso in bocca i miei capezzoli turgidi, strappandomi un grosso sospiro di piacere. Ma non dovetti aspettare molto. Le sue mani si erano già fatte più ardite, i suoi tocchi più audaci: le sue dita s’intrufolarono nel solco tra le mie natiche, sfiorando coi polpastrelli il profilo della mia fessurina bagnata attraverso il sottile strato di seta delle mutandine. Ho creduto davvero d'impazzire. Dario mi ha aiutato a spogliarmi del tutto, lasciando che anch'io facessi lo stesso con lui, e mi beassi ancora una volta dell’ineguagliabile visione del suo bel cazzo ritto e tronfio. La consapevolezza che fossi proprio io la causa di quell’erezione mi mandò subito in brodo di giuggiole. Ero tutta un brodo, non lo nascondo, Dario se n’è accorto non appena ha infilato le dita nella mia micina, calda e bagnata, strappandomi un lungo mugolio di piacere. Non potevo essere da meno, volevo che quella grossa verga nodosa mi facesse sua, lo volevo con ogni fibra del mio essere e Dario, per mia gran fortuna, non si fece pregare due volte. Fu sopra di me, infilando con calma quel grosso palo di carne. L'estrema e spasmodica lentezza dell’atto, quel suo sguardo intenso e deciso, mi strapparono ben più di un singulto di piacere. I suoi colpi furon da subito lenti, precisi, inesorabili, le pareti della mia figa aderivano al suo cazzo come un guanto; lui era una spada, io il fodero, e quei colpi forti, decisi e profondi, mi scavavano dentro, fin dentro l’anima. Il suo ritmo si fece più incalzante, sempre più incalzante, finché non mi ritrovai a tremare in preda ai fumi del primo inesorabile orgasmo. Dario con le dita aveva appena cominciato a martoriarmi il capezzolo destro, le sue labbra si avventarono fameliche sul sinistro, mentre un ritmo sempre più sconvolgente andava regalandomi un altro orgasmo. Sarà stata l'astinenza dei mesi precedenti, sarà stata anche la voglia repressa e irrefrenabile che da tempo andava insidiandosi dentro di me come un tafano fastidioso, ma quello fu uno degli orgasmi più lunghi e intensi che abbia mai provato. Venni con violenza, come una pazza, rischiando davvero di restare senza fiato. Quell'orgasmo mi ha sconvolta per bene, al punto che Dario si è anche fermato per permettermi di riprendere fiato. Si vedeva lontano un miglio che era lì lì per venire anche lui, ed è bastato davvero poco, un semplice invito a segarsi con le mie tette per farlo eruttare come un vulcano. Quattro grossi fiotti di sperma, infatti, mi raggiunsero sul mento, sul seno e sulle cosce. Per un attimo, sinceramente, ho pensato che fosse finita lì, ma mi sbagliavo: non era che l'inizio. Passata una manciata di minuti, infatti, Dario era di nuovo lì a esplorare ogni centimetro della mia pelle con le sue labbra fameliche. Le sue dita non smisero un attimo di sfiorare i miei seni, i miei glutei e le labbra frementi della mia fessurina. Riprendemmo a baciarci con incredibile trasporto; non ci volle molto perché quell'infuocata frenesia cogliesse nuovamente anche me. Ero così eccitata che non credo di riuscire a fornire un quadro preciso di quel che avvenne di lì a poco. So solo che mi ritrovai a cavalcarlo a smorzacandela, con le mani aggrappate al suo petto villoso. La sua verga, tornata turgida e fiera, esercitava su di me un effetto magnetico. Dario assecondava i colpi secchi dei miei fianchi, attirandomi a sé per affondare il viso nel solco tra le mie tette. Con la punta della lingua riprese a stuzzicarmi i capezzoli, trattenendoli dolcemente tra i denti per strapparmi l'ennesimo gemito di piacere. Sentivo quel palo di carne muoversi dentro di me, profondo e vorace, mentre lui allungava una mano tra le nostre gambe per tormentarmi la clitoride a ogni mia discesa. Poi all'improvviso si fermò. In quel momento non mi era ben chiaro che cosa avesse in mente, ma il fatto stesso che si fosse posizionato dietro di me fugò via ogni dubbio. Dario riprese ad amarmi così, alla pecorina, in una specie di emulazione che esorcizzava l'onta del disonore sollevata da quel maledetto video. Non mi ero ancora resa conto di quanto tutto questo non fosse che la punta dell'iceberg, ma non appena la sua grossa cappella sfiorò il mio buchetto, l'intera faccenda mi fu subito “cristallina”. E lì, in un magico momento cristallizzato nel tempo e nello spazio, decisi di dire di sì. Non solo perché mi fidavo di lui, non solo perché morivo dalla voglia di soddisfarlo, ma soprattutto perché era qualcosa che, in fondo, volevo anch'io.

Dario cominciò a premere con la punta del membro sul roseo buchetto del mio culo. Il dolore fece presto spazio alla soddisfazione di aver donato a lui l'unica verginità che mio marito non aveva mai colto, ma non mi abbandonò mai del tutto, e fu subito seguito dalla consapevolezza che tutto questo, ora, era in un modo molto contorto la migliore delle vendette. Giulio e Adele erano stati giudicati e condannati dall'opinione pubblica per quello stesso atto di cui io e Dario stavamo dando impunemente prova; uno sberleffo su cui nessuno avrebbe mai potuto avere qualcosa su cui sindacare. Dario mi stava scopando il culo e io godevo. Godevo come un’ossessa. Le mie urla di piacere avrebbero potuto svegliare l'intero vicinato, ma me ne fottevo altamente mentre continuavo a farmi inculare da quel grosso cazzo maestoso. Ho perso il conto degli orgasmi che Dario mi ha strappato prendendomi così selvaggiamente. Tutto è un po' confuso, nella mia mente, i ricordi s’accavallano come le onde impetuose d’un mare in tempesta. Come se fossi stata preda dei fumi dell'alcool o della stanchezza. Quel che ricordo è che Dario mi venne dietro, sulla schiena, inondandomi con tutto il suo caldo e bianco seme. Una cosa ce l'ho ben chiara, però, la reciproca promessa che ci siam fatti con Dario che tutto questo, finalmente, non avrebbe mai avuto FINE.




Per commenti, osservazioni, o semplicemente per fare quattro chiacchiere, come sempre, potete contattarmi sull'indirizzo e-mail: alexdna88@libero.it

A presto.

Alex 88

scritto il
2026-07-01
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