Di male in peggio
di
IL MICROBO
genere
gay
DI MALE IN PEGGIO
Entrò in chat gay “Ti cerco” col nomignolo di “Ricciolo d'Oro”, con un ricco corredo di foto senza veli, del suo sguardo azzurrato, del suo volto efebico, dei suoi capezzoli puntuti, del suo uccellino, delle sue deliziose coscette e di quel bel culetto sodo e maialino, che possedeva apposta per far venire l'acquolina in bocca e le bave a qualche maturo di buona misura a cui intendeva donarsi. Si mise all'asta, non per soldi, ma sulla base delle misure del cazzo di chi aspirava a lui. Dopo molti rilanci (19, 21, 23) fu vinto da un uomo che gli offriva un eccezionale 26 fuori norma, destinato a penetrare nel suo intestino ben oltre i normali limiti raggiungibili dal coito. Al primo incontro rimase conquistato da quell'uomo, così robusto e forte e così dotato che non ce n'era uno che gli poteva stare al pari. Succhiò quell'asta con molta dedizione e la implorò dentro di sé. Ogni colpo che gli fu destinato nel culo, lo fece sussultare e gemere come non mai. Dopo un mese di atroci e profondissime scopate il suo buco fu giudicato spanato ed egli, non più abbastanza appetitoso, fu respinto ed esonerato per sempre dall'utilizzo. Girò di notte di strada in strada in cerca di qualche altro grosso uccello da desiderare, mai trovandone uno che fosse all'altezza delle sue voglie. Per caso capitò fra le grinfie di un più che rispettabile 24, appena sufficiente a farlo gemere come desiderava. Fu arruolato per una sola sola settimana, al termine della quale venne mollato per eccesso di rilassamento anale. Si concesse a diversi 19 e anche 18, di poca sostanza, che lo trovarono troppo aperto per riuscire a goderselo e a farlo godere. Finché uno corto ma molto molto grosso non lo convinse ad accontentarsi almeno del suo diametro, consapevole che: Chi troppo in alto sale, cade sovente, precipitevolissimevolmente. Ridottosi solo e abbandonato da tutti, non gli restò che infilarsi in solitaria dei grossi plug, che guastarono per sempre in lungo e in largo il suo ano, ormai pronto per affrontare solo lunghe e penose sedute di fisting, le uniche che gli destassero ancora un briciolo di eccitazione, all'alto prezzo di venire sfigurato per sempre e rifiutato con disgusto anche dai più perversi, che palmo a palmo inoltravano i suoi intestini a tutto braccio, senza trovare la minima resistenza e dunque alcun piacere ad impalarlo come si deve.
Entrò in chat gay “Ti cerco” col nomignolo di “Ricciolo d'Oro”, con un ricco corredo di foto senza veli, del suo sguardo azzurrato, del suo volto efebico, dei suoi capezzoli puntuti, del suo uccellino, delle sue deliziose coscette e di quel bel culetto sodo e maialino, che possedeva apposta per far venire l'acquolina in bocca e le bave a qualche maturo di buona misura a cui intendeva donarsi. Si mise all'asta, non per soldi, ma sulla base delle misure del cazzo di chi aspirava a lui. Dopo molti rilanci (19, 21, 23) fu vinto da un uomo che gli offriva un eccezionale 26 fuori norma, destinato a penetrare nel suo intestino ben oltre i normali limiti raggiungibili dal coito. Al primo incontro rimase conquistato da quell'uomo, così robusto e forte e così dotato che non ce n'era uno che gli poteva stare al pari. Succhiò quell'asta con molta dedizione e la implorò dentro di sé. Ogni colpo che gli fu destinato nel culo, lo fece sussultare e gemere come non mai. Dopo un mese di atroci e profondissime scopate il suo buco fu giudicato spanato ed egli, non più abbastanza appetitoso, fu respinto ed esonerato per sempre dall'utilizzo. Girò di notte di strada in strada in cerca di qualche altro grosso uccello da desiderare, mai trovandone uno che fosse all'altezza delle sue voglie. Per caso capitò fra le grinfie di un più che rispettabile 24, appena sufficiente a farlo gemere come desiderava. Fu arruolato per una sola sola settimana, al termine della quale venne mollato per eccesso di rilassamento anale. Si concesse a diversi 19 e anche 18, di poca sostanza, che lo trovarono troppo aperto per riuscire a goderselo e a farlo godere. Finché uno corto ma molto molto grosso non lo convinse ad accontentarsi almeno del suo diametro, consapevole che: Chi troppo in alto sale, cade sovente, precipitevolissimevolmente. Ridottosi solo e abbandonato da tutti, non gli restò che infilarsi in solitaria dei grossi plug, che guastarono per sempre in lungo e in largo il suo ano, ormai pronto per affrontare solo lunghe e penose sedute di fisting, le uniche che gli destassero ancora un briciolo di eccitazione, all'alto prezzo di venire sfigurato per sempre e rifiutato con disgusto anche dai più perversi, che palmo a palmo inoltravano i suoi intestini a tutto braccio, senza trovare la minima resistenza e dunque alcun piacere ad impalarlo come si deve.
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