La gelosia della zia Maria.
di
Dirsto
genere
incesti
Per infelici vicende famigliari, mi ha allevato la zia Maria con la quale tuttora vivo. Dopo le scuole superiori, ad indirizzo tecnico, ho trovato un buon lavoro, i primi soldi, la prima (e per ora ultima) fidanzatina) e i primi grossi guai. La zia Maria ha cominciato a parlare male della mia fidanzatina, a lei si sono uniti i parenti, conoscenti e tutto il mondo. Risultato di questa profonda gelosia: ho rotto con la mia fidanzatina, con la soddisfazione della zia che quel momento lei cambia atteggiamento: va spesso dal parrucchiere, si fa fare la manicure, tra la biancheria stesa compaiono tanga, gira per casa in costume da bagno mentre prima indossava sempre la felpa.
Un giorno la zia entra all’improvviso in camera mia e mi trova a vedere un porno, su Internet, col cazzo in mano.
- Amore, cosa fai? Mi dice con un tono di condanna come se avessi ucciso io tutti i nativi americani.
- Che vuoi, zia, qualcosa devo pur fare per calmarmi o preferisci che inculi qualche mio collega? Col piglio di quella che si sacrifica per salvare il mondo, si inginocchia, mi prende il cazzo in bocca e comincia a lavorarlo. La sorpresa mi blocca, ma il piacere, poco per volta, prende il sopravvento. Mi arrendo alla piacevole realtà della zia che si rivela una esperta puttana. Dopo che le sono venuto in bocca all’improvviso e le porgo un fazzolettino, mi dice:
- Va meglio? Ti senti un po’ più rilassato? Ti sono piaciuta?
- Sì, grazie. Ma, zia, la fica della mia fidanzatina era un’altra cosa!
- Vedremo questa sera, mi dice mentre va in sala a sciacquarsi la bocca con una buona grappa.
Alla sera, mi porta in camera sua, e mentre mi spoglia, mi guarda e tutta eccitata mi tocca ovunque, soprattutto il culo. Dopo che l’ho spogliata io, mi butta sul letto, si siede sopra di me e mi mette la fica in bocca. Dopo un quarto d’ora di eccitazione vicendevole, non ne posso più: le infilo il cazzo in figa e ci do dentro con tutta la mia forza, con l’intenzione di farle male e di spaccarla. E così la riempio di sborra. Le rimango dentro fino a che il cazzo si ammoscia e sento che la sborra sta colando fuori. Mi metto al suo fianco e lei mi fa:
- Ti è passata un po’ la nostalgia della tua sgualdrina? Potrei dimostrarmi offeso, ma preferisco cogliere l’occasione e dico:
- Te lo potrò dire solo quando ti avrò sfondato anche il culo e l’avrò riempito di sborra e piscio!
- Abbi pazienza fino a sabato, mi dice.
Devo dire che ha mantenuto la promessa, non solo quel sabato sera ma anche anche tante altre volte. Per ora non mi sono ancora tolto tutte le voglie e continuo a stare e a scopare con la zia Maria.
Un giorno la zia entra all’improvviso in camera mia e mi trova a vedere un porno, su Internet, col cazzo in mano.
- Amore, cosa fai? Mi dice con un tono di condanna come se avessi ucciso io tutti i nativi americani.
- Che vuoi, zia, qualcosa devo pur fare per calmarmi o preferisci che inculi qualche mio collega? Col piglio di quella che si sacrifica per salvare il mondo, si inginocchia, mi prende il cazzo in bocca e comincia a lavorarlo. La sorpresa mi blocca, ma il piacere, poco per volta, prende il sopravvento. Mi arrendo alla piacevole realtà della zia che si rivela una esperta puttana. Dopo che le sono venuto in bocca all’improvviso e le porgo un fazzolettino, mi dice:
- Va meglio? Ti senti un po’ più rilassato? Ti sono piaciuta?
- Sì, grazie. Ma, zia, la fica della mia fidanzatina era un’altra cosa!
- Vedremo questa sera, mi dice mentre va in sala a sciacquarsi la bocca con una buona grappa.
Alla sera, mi porta in camera sua, e mentre mi spoglia, mi guarda e tutta eccitata mi tocca ovunque, soprattutto il culo. Dopo che l’ho spogliata io, mi butta sul letto, si siede sopra di me e mi mette la fica in bocca. Dopo un quarto d’ora di eccitazione vicendevole, non ne posso più: le infilo il cazzo in figa e ci do dentro con tutta la mia forza, con l’intenzione di farle male e di spaccarla. E così la riempio di sborra. Le rimango dentro fino a che il cazzo si ammoscia e sento che la sborra sta colando fuori. Mi metto al suo fianco e lei mi fa:
- Ti è passata un po’ la nostalgia della tua sgualdrina? Potrei dimostrarmi offeso, ma preferisco cogliere l’occasione e dico:
- Te lo potrò dire solo quando ti avrò sfondato anche il culo e l’avrò riempito di sborra e piscio!
- Abbi pazienza fino a sabato, mi dice.
Devo dire che ha mantenuto la promessa, non solo quel sabato sera ma anche anche tante altre volte. Per ora non mi sono ancora tolto tutte le voglie e continuo a stare e a scopare con la zia Maria.
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