Io e mamma con lo stesso vizio.
di
narcisio
genere
esibizionismo
Vivevo ancora con i miei genitori, stavo troppo bene per andarmene a vivere solo, avevo una mountan bike con cui mi spostavo, cercavo di cambiare non fossilizzarmi negli stessi comportamenti. Un primo pomeriggio indossate maglietta e pantaloncini prendo la bici per fare un giro, decido di allontanarmi quando la catena esce dalla moltiplica, il dispositivo per cambiare rapporto non funzionava con la catena che non stava più nella sua sede. Mi sono fermato, come mi piego per rimettere la catena, i pantaloncini, che erano molto stretti si scuciono in entrambi i lati liberando i genitali ed il mio culo.
Provvedo alla riparazione e quello che mi sembrava un grosso problema in realtà ha liberato una mia passione, quella di mostrarmi o mostrare alcune parti del mio corpo senza essere osceno. Sono risalito sulla bici, ho iniziato a pedalare sapendo che avevo i glutei al vento, dopo poco mi accorgo che una macchina mi segue alla mia stessa velocità, prendo una stradina laterale che portava al mare più che altro per lavarmi le mani che durante la riparazione si erano sporcate di grasso. La 500 mi segue quando mi fermo scende chi guidava, mi dice che ho un bel culo. Ero nel limbo indeciso se mandarlo a fare in culo oppure sentirmi adulato per l’apprezzamento. Ho scelto la seconda dando la mia disponibilità al dialogo. Imperterrito mi dice se l’ho mai preso, rispondo che ne l’ho fatto tanto meno lo voglio fare, lui intanto tira fuori il cazzo già duro e di rilevante misura, mi dice di prenderlo in mano, cosa che faccio constatando la sua eccezionale durezza provocando la mia erezione, mi impone di prenderlo in bocca, lo faccio, quando sta per sborrare mi avvisa, con nella mano destra ho il suo, nella sinistra il mio, sborriamo assieme, si pulisce alla meno peggio, mi saluta con un ciao si rimette sulla 500 e va via. Mi lavo le mani, pulisco il cazzo, mi rimetto sulla bici proseguo per la mia strada, mi sentivo euforico, avvertivo un piacere enorme pedalare e mostrare parti del mio culo a chi passava in quella strada che poi era una strada statale abbastanza trafficata anche se l’orario non era quello di punta, pedalavo piano in modo da far durare quella esibizione il massimo possibile fino a quando ho deciso di tornare verso casa. Mamma mi vede arrivare in quelle condizioni, le ho spiegato quello che mi era successo, provvede a lavare il tutto, la mattina sistema i pantaloncini, nel primo pomeriggio riparto per una nuova esibizione, mi fermo sotto un ponticello vicino casa, scucio i pantaloncini e riparto per la mia passeggiata espositiva. Non mi interessava quello che vedevano gli altri anche se qualcuno con un segnale acustico mi salutava, mi sentivo a mio agio pedalare e mostrarmi. Quando all’ora prevista sono tornato a casa mamma non poteva fare a meno di notare i pantaloncini, mi ha baciato sulle labbra dicendomi che avevo il suo stesso vizio, quello di mostrare il corpo. Ha detto anche che a volte si era trattenuta dall’esporsi perché c’ero io ed ora che eravamo consci della nostra passione, anche lei poteva sentirsi più libera. Sarà il seguito.
Provvedo alla riparazione e quello che mi sembrava un grosso problema in realtà ha liberato una mia passione, quella di mostrarmi o mostrare alcune parti del mio corpo senza essere osceno. Sono risalito sulla bici, ho iniziato a pedalare sapendo che avevo i glutei al vento, dopo poco mi accorgo che una macchina mi segue alla mia stessa velocità, prendo una stradina laterale che portava al mare più che altro per lavarmi le mani che durante la riparazione si erano sporcate di grasso. La 500 mi segue quando mi fermo scende chi guidava, mi dice che ho un bel culo. Ero nel limbo indeciso se mandarlo a fare in culo oppure sentirmi adulato per l’apprezzamento. Ho scelto la seconda dando la mia disponibilità al dialogo. Imperterrito mi dice se l’ho mai preso, rispondo che ne l’ho fatto tanto meno lo voglio fare, lui intanto tira fuori il cazzo già duro e di rilevante misura, mi dice di prenderlo in mano, cosa che faccio constatando la sua eccezionale durezza provocando la mia erezione, mi impone di prenderlo in bocca, lo faccio, quando sta per sborrare mi avvisa, con nella mano destra ho il suo, nella sinistra il mio, sborriamo assieme, si pulisce alla meno peggio, mi saluta con un ciao si rimette sulla 500 e va via. Mi lavo le mani, pulisco il cazzo, mi rimetto sulla bici proseguo per la mia strada, mi sentivo euforico, avvertivo un piacere enorme pedalare e mostrare parti del mio culo a chi passava in quella strada che poi era una strada statale abbastanza trafficata anche se l’orario non era quello di punta, pedalavo piano in modo da far durare quella esibizione il massimo possibile fino a quando ho deciso di tornare verso casa. Mamma mi vede arrivare in quelle condizioni, le ho spiegato quello che mi era successo, provvede a lavare il tutto, la mattina sistema i pantaloncini, nel primo pomeriggio riparto per una nuova esibizione, mi fermo sotto un ponticello vicino casa, scucio i pantaloncini e riparto per la mia passeggiata espositiva. Non mi interessava quello che vedevano gli altri anche se qualcuno con un segnale acustico mi salutava, mi sentivo a mio agio pedalare e mostrarmi. Quando all’ora prevista sono tornato a casa mamma non poteva fare a meno di notare i pantaloncini, mi ha baciato sulle labbra dicendomi che avevo il suo stesso vizio, quello di mostrare il corpo. Ha detto anche che a volte si era trattenuta dall’esporsi perché c’ero io ed ora che eravamo consci della nostra passione, anche lei poteva sentirsi più libera. Sarà il seguito.
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