Sono vostro padrone
di
astroxman
genere
gay
per contatti cicciopelliccio2@yahoo.com
Sono ai suoi piedi. Gli stringo le gambe pelose e muscolose e le bacio senza sosta. Ogni tanto lecco. Muoio di amore per il mio padrone. Lo amo e lo adoro. Finalmente dopo settimane di email, dopo esserci scritti a lungo mi ha accolto a casa sua.
Ha voluto indagare a fondo, in modo quasi psicologico per capire se ero solo un inutile pervertito da una botta e via o ero realmente convinto del mio ruolo.
Io avevo messo una richiesta su un sito di incontri, molto volgare ed eccessiva:disponibile a leccare i piedi, il culo, succhiare il cazzo, ingoiare la sborra. Lui mi aveva detto che non si fa così se si cerca una reale sottomissione. Mi ha fatto parlare e parlare chiedendomi un sacco di cose perché mi ero presentato nel mio annuncio come etero sposato. Si vedeva che la sapeva lunga di dominazione, quella vera, quella continua.
Io in realtà mentivo perché essendo sposato non volevo una relazione duratura, da tempo mi eccitavo con fantasie in cui succhiavo il cazzo a un altro uomo, e poi ero sempre stato eccitato dalla sottomissione ma l’avevo sempre fatta con donne, adesso avevo capito che una vera sottomissione avvero eccitante la dovevo avere con un altro uomo, perché la sola idea di baciare i piedi a un uomo in faceva schifo, ma dovevo fare almeno una esperienza degenera, dovevo provare la vera umiliazione.
Alla fine dopo più di un mese accettò di incotnramri.mi aveva fatto un autentico lavaggio del cervello ed ero disposto tutto anche a diventare il suo schiavouraturo.
Entrato a casa sua, vidi che era un bell’uomodi 40 anni (io ne ho 63), in ottima forma ed elegante. Mi ordinò di spogliarmi nudo e mettermi a quattro zampe, mi disse adesso vediamo cosa sai fare.
Io mi prostrai testa a terra e cominciai a leccargli le eleganti scape di uomo.che sensazione stupenda. Lui accavallo le gambe e mi mise la suola della scarpa davanti alla faccia dicendo in modo gentile: lecca.
Io i gettati a leccargli la suona lercia e sporca con avidità. Andai avanti per quai un’ora leccarle tutte e due. Soddisfatto mi ordinò di toglierle e di annusargli i piedi che calzavano eleganti calzini di seta. Che buon odore di sudore. Impazzivo.
Poi tolse le calze e mi lavorai per un sacco di tempo i piedi nudi sudati, succhiando ogni singola dita. Mi infilava i piedi in bocca facendomi molto male e spingendo in gola provocando conati di vomito.finalmente si tolse pantaloni mutante de e mi ordinò di leccargli le palle. Sapevano di muschio e sudore e di uomo. .quando mi infilò il cazzo in in bocca, un’asta poderosa, sentivo di amarlo. Ero diventato un vero forgio, fanciullo quella cagna di mia moglie. Mi spionò con forza e lussuria fino a roversciamri litri di sborra in bocca.
Mi tenne con il suo cazzo in bocca a lungo, lo spicchiavo con amore e passione mentre mi accarezzava la testa.
A un certo punto disse: se adesso entrasse qui una bella figa disponibile a farsi chiavare, cosa preteriresti? Lei o i miei piedi?
Non ci pensai un attimo e mi gettai ai suoi piedi coprendoli di baci:voi padrone e mio signore! Voi! Vi imploro non cacciatemi via, sarò il vostro cane per il resto della vita.
Baciavo e leccavo i suoi piedi, poi gli strinsi le gambe, baciavo le ginocchia, baciavo le gambe pelose con un autentico cane. Ce l’aveva fatta, da etero sposato ero diventato forgio, il suo forgio.
Mi ordinò di mettermi a quattro zampe con il culo in alto e senza attendere niente mi deflorò il mio buco del culo vergine. Che male ma che godimento. Andò avanti a scoparmi per una acco di tempo finché non sentii la sua sborra calda invadermi le viscere.
Sono ai suoi piedi. Gli stringo le gambe pelose e muscolose e le bacio senza sosta. Ogni tanto lecco. Muoio di amore per il mio padrone. Lo amo e lo adoro. Finalmente dopo settimane di email, dopo esserci scritti a lungo mi ha accolto a casa sua.
Ha voluto indagare a fondo, in modo quasi psicologico per capire se ero solo un inutile pervertito da una botta e via o ero realmente convinto del mio ruolo.
Io avevo messo una richiesta su un sito di incontri, molto volgare ed eccessiva:disponibile a leccare i piedi, il culo, succhiare il cazzo, ingoiare la sborra. Lui mi aveva detto che non si fa così se si cerca una reale sottomissione. Mi ha fatto parlare e parlare chiedendomi un sacco di cose perché mi ero presentato nel mio annuncio come etero sposato. Si vedeva che la sapeva lunga di dominazione, quella vera, quella continua.
Io in realtà mentivo perché essendo sposato non volevo una relazione duratura, da tempo mi eccitavo con fantasie in cui succhiavo il cazzo a un altro uomo, e poi ero sempre stato eccitato dalla sottomissione ma l’avevo sempre fatta con donne, adesso avevo capito che una vera sottomissione avvero eccitante la dovevo avere con un altro uomo, perché la sola idea di baciare i piedi a un uomo in faceva schifo, ma dovevo fare almeno una esperienza degenera, dovevo provare la vera umiliazione.
Alla fine dopo più di un mese accettò di incotnramri.mi aveva fatto un autentico lavaggio del cervello ed ero disposto tutto anche a diventare il suo schiavouraturo.
Entrato a casa sua, vidi che era un bell’uomodi 40 anni (io ne ho 63), in ottima forma ed elegante. Mi ordinò di spogliarmi nudo e mettermi a quattro zampe, mi disse adesso vediamo cosa sai fare.
Io mi prostrai testa a terra e cominciai a leccargli le eleganti scape di uomo.che sensazione stupenda. Lui accavallo le gambe e mi mise la suola della scarpa davanti alla faccia dicendo in modo gentile: lecca.
Io i gettati a leccargli la suona lercia e sporca con avidità. Andai avanti per quai un’ora leccarle tutte e due. Soddisfatto mi ordinò di toglierle e di annusargli i piedi che calzavano eleganti calzini di seta. Che buon odore di sudore. Impazzivo.
Poi tolse le calze e mi lavorai per un sacco di tempo i piedi nudi sudati, succhiando ogni singola dita. Mi infilava i piedi in bocca facendomi molto male e spingendo in gola provocando conati di vomito.finalmente si tolse pantaloni mutante de e mi ordinò di leccargli le palle. Sapevano di muschio e sudore e di uomo. .quando mi infilò il cazzo in in bocca, un’asta poderosa, sentivo di amarlo. Ero diventato un vero forgio, fanciullo quella cagna di mia moglie. Mi spionò con forza e lussuria fino a roversciamri litri di sborra in bocca.
Mi tenne con il suo cazzo in bocca a lungo, lo spicchiavo con amore e passione mentre mi accarezzava la testa.
A un certo punto disse: se adesso entrasse qui una bella figa disponibile a farsi chiavare, cosa preteriresti? Lei o i miei piedi?
Non ci pensai un attimo e mi gettai ai suoi piedi coprendoli di baci:voi padrone e mio signore! Voi! Vi imploro non cacciatemi via, sarò il vostro cane per il resto della vita.
Baciavo e leccavo i suoi piedi, poi gli strinsi le gambe, baciavo le ginocchia, baciavo le gambe pelose con un autentico cane. Ce l’aveva fatta, da etero sposato ero diventato forgio, il suo forgio.
Mi ordinò di mettermi a quattro zampe con il culo in alto e senza attendere niente mi deflorò il mio buco del culo vergine. Che male ma che godimento. Andò avanti a scoparmi per una acco di tempo finché non sentii la sua sborra calda invadermi le viscere.
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