Divento il suo amante per obbligo

di
genere
dominazione

Per commenti cicciopelliccio2@yahoo.com
Dopo avermi scopato in bocca, fatto ingoiare tutta la sua sbarra mi masturbò dolcemente come fosse qualcosa che aveva sempre desiderato fare. Mentre me lo menava mi infilava la lingua in bocca baciandomi profondamente e obbligandomi a fare altrettanto con la mia lingua. Le nostre lingue si contorcevano, succhiandosi e sbavando abbondantemente mentre lui continuava a masturbarmi. Quando si accorgeva che stavo per venire si interrompeva lasciandomi sul più bello il che mi provocava spasmi di sofferenza e di desiderio. Lo fece più volte: mi portava al limite del godimento poi mi impediva di sborrare. Intanto ci baciavamo e leccavamo collo e faccia come due amanti, mi sussurrava tra il godimento frasi: ti amo tanto amore mio, sei mio, non ci lasceremo più.
Mi chiedeva: anche ti mi ami vero? Io esitavo ovviamente. E lui si icnazzava prendendomi a fortissimi schiaffoni sul viso poi riprendeva a essere dolce, a leccarmi il collo e le orecchie: amore mio ti ho sempre voluto e adesso sei mio, dimmi che sei mio, dì che mi ami…
Alla fine sperando che queste parole lo placassero cominciai a. Dirgli: si Paolo ti amo anche io, ti ho sempre amato, ti ho sempre desiderato baciami, ti prego baciami…
Lui sorrideva e mi baciava con la lingua in fino in fondo alla gola e finalmente mi masturbò facendomi venire. Buttati fuori nonostante il disagio che provavo un sacco di sborra, lui gemette di piacere e mi passò la mano in bocca, facendomi leccare tutto infilando quattro dita in fondo all gola quasi facendomi vomitare affinché succhiassi tutta. La mia sbarra.
Finalmente si addormentò ma rimase stretto e avvolto a me respirandomi faticosamente in faccia.
Cercai di pensare a come sfuggire a tutto questo ma ormai mi ero dato a lui come suo schiavo pur di avere un letto e un tetto senza pagare. Inoltre mi disse che con una telecamera nascosta aveva filmato tutto e lo avrebbe fatto vedere alla mia famiglia se me ne fossi andato.
In breve la mia vita divenne quella di servo-schiavo-amante a tempo pieno. Lui andava a lavorare e io restavo obbligatoriamente nudo a fare le pulizie a casa con la massima solerzia. Facevo la spesa e gli preparavo succulenti cene. Poi mi mettevo in ginocchio davanti alla porta di casa ad aspettare che tornasse. Appena entrava mi gettavo ai suoi piedi coprendoli di baci, gli sfilavo le scarpe e gli infilavo comode pantofole. Gli preparavo un drink e lui si metteva comodo sul divano e io cominciavo l’abituale adorazione quotidiana dei piedi: massaggi, annusare, baciare e leccare. Dopo cena guardava la televisione mentre io a quattro zampe facevo d a. Poggiapiedi per ore poi mi portava in camera da letto.
Nudi cominciavamo a toccarci e baciarci come due amanti come piaceva a lui. Gli leccavo tutto il corpo e lo stesso faceva lui coprendomi di saliva e dicendomi frasi dolcissime a cui dovevo replicare con altrettanto ardore.
Poi mi infilava il cazzo in bocca duro e sodo come marmo, e mi scopava a lungo in bocca, poi tenendomi la testa bloccata mi scopava fino in fondo alla gola, non prima di avergli leccato a lungo le palle. Quindi mi sborrava direttamente nell’esofago quasi soffocandomi. Una sera mi lasciò il cazzo in bocca riprendendo a scoparmi, pensavo volesse immediatamente un nuovo pompino poi tenendomi la testa bloccata e il cazzo fino in fondo avverti un liquido amaro e caldo e disgustoso in bocca: stava pisciandomi in gola.
Ero disgustato ma non potevo muovermi così ingoiai la sua lunga e calda psiciata. Lui godeva come fosse stato un pompino finito di pisciare mi buttò sul letto e mi ordinò di mettermi in ginocchio con il culo in alto.
Capii subito che voleva scoparmi, era la prima volta, ero ancora vergine. Lui cominciò a strusciare il cazzo sul mio buco poi infilò il dito medio forte nel culo. Un grande dolore, piagnucolai ma lui lo trasse e ne infilò prima due poi tre e li spinse a fondo nel mio culo. Mi bruciava tutto.
Tolse le dita e infilò con dinsilvoltura il cazzo nel mio culo prima piano poi forte entrando tutto nelle mie viscere fino alla sua pancia. Cominciò a scoparmi avanti e indietro senza tregua mentre tra il godimento urlava ti amo amore mio ti amo ti scopo sei la mia troia fammi godere..
Andò avanti a lungo, mi sfondò letteralmente sentivo il suo cazzo nelle viscere e poi fece un urlo di godimento massimo e mentre la sua sborra calda mi inondava le viscere. Devo dire che mi piacque abbastanza, godevo a questa umiliazione totale. Lasciò il cazzo nel mio culo a lungo mentre mi stendeva su letto e si accasciava su di me riprendono a scoparmi ma in modo più lento per puro piacere mentre mi baciava il collo e la testa. Poi mi rivoltò e cominciammo il solito gioco che durava ore: baciarci a fondo con intenso amore (lui) mentre io subivo tutto e dovevo fargli credere di amarlo anche io. Poi ci addormentavamo nelle braccia uno dell’altro.
Aveva una tale fame di sesso che ogni era mi spogliava almeno due volte e scopava il culo altrettante.
scritto il
2026-02-25
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