Ai piedi di Michele e di sua sorella 2

di
genere
dominazione

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Ormai quando eravamo negli spogliatoi della palestra si consumava il rito. Senza bisogno di avere ordini e indicazioni appena restavamo soli sfilavo gli stivali di Michele e mi inginocchiavo davanti a lui ad annusare profondamente i suoi piedi puzzolenti. Faceva a posta a cambiarsi le calze di rado e l’odore profondo che ne promanava mi estasiava immensamente. Avevo capito cosa ero e chi ero: un feticista di primo grado che amava tantissimo l’umiliazione. Lui mi passava i suoi piedini sul viso e me li faceva baciare cosa che facevo con grande gusto attenzione e piacere. Un giorno aggiunse un comando:
- lecca cane.
Dapprima intimorito, passai poco poco la lingua sulla pianta del piede ma ci presi subito gusto. Facevo lunghe e profonde lappate cercando di succhiare ogni goccia di sudore. Poi lui mi infilava il piede in bocca ordinandomi di aprirla e io lo prendevo tutto perché aveva solo un 38 di piedi, lui lo soingeva forte quasi a soffocarmi, io tossivo e colavo saliva ma godevo immensamente nel ricevere il più possibile i suoi piedi in bocca. Dopo aver finito l’ora di ginnastica i suoi piedi erano ancora più sudati e odorosi. Stupendo.
Finalmente venne un pomeriggio che i suoi genitori non erano a casa e mi invitò. Mi aprì la porta sorridendo maliziosamente la stupenda sorella che indossava solo una lingerie sexy e calze di seta nere.
- spogliati cagnolino oggi ci divertiamo sul serio.
Rimasi molto inbarazzato all’idea di restare nudo, anche perché il mio cazzo era già in tiro, lei mi diede un sonoro schiaffone in faccia e disse di obbedire. Lo feci e andai in salai
- a quattro zampe scemo, sei o non sei il nostro stupido cane?
Mi misi a quattro zampe e rimasi scioccato nel vedere Michele nudo sul divano, il suo cazzo una meravigliosa mazza di grande lunghezza che si menava dolcemente e lentamente. Sorrise di gioia nel vedermi in quelle condizioni. La sorella mi ordinò di baciargli i piedi. Non li avevo mai baciati senza calze ma rimasi conquistato da quella nuova umiliazione. Si mise attaccata al fratello su divano e mi prese con forza per i capelli avvicinandomi la bocca ai suoi testicoli.
- lecca cagnolino il mio fratellino ha bisogno di attenzioni speciali.
Non pensavo saremmo mai arrivati a quel punto, sprofondavo di vergogna ma allo stesso tempo mi sentivo attratto. Misi la bocca in mezzo alle sue palle che odoravano di sudato maschile, e ne fui conquistato. Tirai fuori la lingua e comincia a leccare le sue palle la sensazione era stupenda.
- sali adesso cane e lecca questo bel cazzo mi ordinò lei.
Lo feci, comincia a leccargli su e giù il cazzo mentre lui mugolava di piacere. Poi lei mi strattonò la testa e mi fece ingoiare il cazzo del fratello. Che cosa meravigliosa, probabilmente pensai sono un frocio o mi stanno facendo diventare un frocio. Il cazzo era davvero enorme e lei spingeva con forza affinché mi entrasse fino in fondo in gola. Io sbavavo e soffocavo, tossivo e mi colava saliva ovunque. A un certo punto non sentii più nulla se non gemiti appassionata. Guardai in su: erano due autentico depravati. Stavano limonando con forza, lei infilava la sua lingua nella bocca del fratello, poi lo leccava sulla faccia, lui era il suo oggetto di piacere. Io intanto continuavo a spompinare con passione fino a quando un enorme gettito di sbarra mi finì in gola. Lei mi allontanò con forza prendendomi a calci duramente e si mise a finire di spompinare il fratello finché lui non la coprì di sbarra che lei ingoiò piano piano con amore e passione.
Era stato tutto meraviglioso ma io ero eccitato come un porco e volevo tanto masturbarmi. Implorai di farlo ma Michele cominciò a prendermi a calci in faccia. Io godevo anche per quello. Calci forti senza finir mentre mi insultava poi si rivolse alla sorella:
- amore cosa facciamo di lui?
Lei sorrise e disse - aspetta ho una idea.
Eravamo lì da più di un’ora.
-usiamolo come nostro cesso personale
si mise a gambe aperte sopra di me e cominciò a pisciarmi in faccia ordinandomi di tenere la bocca aperta! Che schifo che umiliazione. Poi toccò a lui che i infilò il cazzo direttamente in bocca per nn fare cadere il piscio e si svuotò la vescica. Il piscio aveva un sapore disgustoso, ma che godimento questa umiliazione . Siccome avevo lasciato cadere molto piscio sul pavimento, dopo avermi preso a calci ovunque, la sorella mi ordinò di leccare tutto il piscio cosa che feci.
Poi entrambi con i piedi si misero a schiacciare il cazzo con forza. Presero delle scarpe e con la suola sfregavano la cappella. Un dolore immenso. Io piangevo e imploravo dismetterla ma andarono avanti a lungo fino a quando schiacciandomi riuscì a sborsare provando piacere.
- ecco il modo come potrai godere d’ora in avanti. Niente seghe neanche a casa, in castità fino a quando non ci incontreremo ancora e ci penseremo noi a farti sborrare, ma solo con la sofferenza.
Risero di gusto mentre io baciavo loro i piedi per ringraziamento.
scritto il
2026-02-20
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