Diventare il frocio del padrone
di
astroxman
genere
dominazione
Per commenti cicciopelliccio2@yahoo.com
Sono sposato da 30 anni, ne ho 60, sono etero o almeno credevo di esserlo. Il problema è che mi è sempre piaciuto l’umiliazione e l’idea di sottomissione. Essere l’oggetto del piacere di un’altra persona, subire ogni genere di umiliazione, psicologica, verbale o anche solo mentale.
Ovviamente per tutta la vita desideravo subirle dalle donne, ma dopo qualche incontro extra coniugale, il fatto che si trattasse di belle fighe finiva sempre per eccitare la mi a libido come il classico desiderio sessuale uomo-donna. No, ci voleva di più per la perversione che covavo dentro. Un uomo: un uomo come me che mi riducesse ai suoi piedi, mi costringesse a fare cose che per natura trovavo intollerabili. Come succhiare il cazzo, leccargli i piedi e il culo. Era quella la vera umiliazione che desideravo. Cominciai a frequentare dei trans e mi piaceva moltissimo succhiare il loro cazzo, quell’oggetto carnoso che si insinuava in bocca, soffocandomi, togliendomi il respiro, il pene da dove lui pisciava era vera umiliazione. Ma anche i trans in fondo erano belle fighe. Dovevo osare di più.
Misi un annuncio su un sito di incontro dichiarando la mia richiesta: “sposato, etero desidera essere dominato e sottomesso da un vero maschio autoritario. Disponibile a qualunque uso”. Inviai convinto che nessuno mi avrebbe risposto.
Invece arrivarono diverse risposte, ma non si riusciva a combinare niente: ovviamente non potevo ospitare e dopo un po’ sparivano.
Quando avevo smesso di sperare, arrivò quella mail che diceva: “Bene coglione, mi pace molto umiliare gli etero inferiori come te e farli diventare froci. Oltre le umiliazioni che hai descritto mi piace farmi leccare il culo, pisciare in bocca inculare ma mi piace anche picchiare con mani o frustini, schiaffeggiare e strizzare palle ecc, sono un pò sadico e mi piace giocare con il corpo del coglione. Ho molta esperienza ed ho anche un'altro schiavo completamente a mia disposizione per fare tutto ciò che mi aggrada. Mi piacerebbe giocare con entrambi insieme se a te va bene. Ho 63 anni bsx molto porco”.
A leggere quelle parole il cazzo mi venne subito duro. Ecco un autentico dominatore. Poi l’idea di essere fatto frocio per il suo piacere era il massimo, autentica umiliazione. Ci pensai un po’ su timoroso, sembrava uno che non aveva scrupoli. Poi risposi.
Poteva ospitare al pomeriggio a casa sua prima che tornasse la sua compagna. Con il cuore in gola andai a casa sua.
Suonai. Mi accolse un uomo in buono stato fisico, pochi capelli, ben sbarbato, maglietta, pantaloni della tuta e ciabatte di gomma aveva un buon odore. Mi squadrò con faccia disgustata ma mi fece entrare. “Vai in bagno, togliti i vestiti e torna in sala completamente nudo a quattro zampe” disse.
Mentre andavo in bagno notai in sala un uomo completamente nudo, pelato a zero, che leccava con passione e voracità le suole di un paio di scarpe, ovviamente del padrone. Il cazzo mi venne duro, mi immaginai io in quella posizione.
Tornai in sala a quattro zampe e mi misi con la fronte a terra in adorazione del padrone che sedeva un una comoda poltrona con i piedi su un tavolino, ciondolando le ciabatte.
“Ecco ti, naturalmente non ho deciso niente su di te, come vedi ho già uno schiavo fedele che si dona a me in ogni mio desiderio da molto tempo. Oggi per te sarà un test, vedrò cosa sei ing rado di fare e quanto sai subire. Se supererai il test ti prenderò come mio secondo schiavo, o magari manderò via questa vecchia troia, disse ridendo e dando un forte calcio in faccia allo schiavo. Che tirò su la testa e mi osservò con profondo odio, timoroso di perdere il suo padrone, eravamo come due cani che si contendono un osso.
Mi ordinò di avvicinarmi, di tirare su la testa e mi mise un collare da cani molto stretto, che mi faceva male, ma che mi fece godere molto della mia nuova situazione.
“Primo test, cani schifosi. Dovete dimostrare che mi adora di più. Chi perderà questa sfida sarà punito con molte frustate, e perderà punti nella mia preferenza”.
Ci ordinò di andare in fondo alla sala sempre a quattro zampe, “chi arriverà primo a leccare e ingoiare il mio sputo dimostrerà il suo desiderio di appartenermi, l’altro sarà punito”.
Facendo un grosso risucchio in gola, si preparò in bocca una grossa dose di catarro schifoso, poi lo sputò sul pavimento. Come il catarro toccò il pavimento, lo schiavo si lanciò a quattro zampe di corsa, cosa che io un po’ ancora lento in questo genere di cose, non feci subito. Inoltre mentre correvamo a quattro zampe mi diede anche un forte spintone facendomi perdere altro tempo. Si avventò sul catarro verde-marrone e lo risucchiò tutto in bocca ingoiandolo. Il padrone si mise a ridere, mi diede due forti calci in faccia, poi si alzò: “sei una merda frocetto” disse “adesso assaggerai la mia frusta, forse diventerai più veloce” mentre intanto accarezzava la testa del’altor schiavo che mostrava la lingua con fare affettuoso. Io rimasi a quattro zampe quando cominciarono a piovere una serie di frustate fortissime, sulla schiena, sulle gambe e sul culo dieci, venti, trenta, persi il conto. Mi rovesciavo per terra cercando i difendermi, ma lui prese a darmi calci in pancia e sui coglioni, oltre a frustarmi. In che condizioni mi ero messo? Pensai.
Poi ordinò di tornare in fondo alla sala per un nuovo test. Mollò un altro catarro enorme schifoso e disgustoso sul pavimento, ma questa volta mi lanciai velocissimo dando io uno spintone all’altro schiavo e arrivai per primo sul catarro succhiandolo tutto. Era disgustoso ma l’umiliazione troppo eccitante. Lo schiavo mi guardò furioso, sembrava volesse mordermi. Il padrone rise e si mise a frustare violentemente lo schiavo.
Poi, attaccò due guinzagli ai nostri collari e tirò come fossimo due cani. “ adesso il test di sottomissione numero due” disse. Siete solo due cani per me e voglio che vi comportiate come cani, annusatevi baciatevi”. Mentre ci teneva per i collari, cominciammo a girarci attorno vid che lo schiavo aveva sulle labbra un rossetto color rosso fortissimo, da vera puttana, il padrone mi disse poi come lo aveva fatto diventare un vero frocio. Preso dall’estasi mi avvicinai come fanno i cani al buco del culo dello schiavo per odorarlo e il padorne rise soddisfatto. Lo stesso fece lui, poi avvicinò il viso al mio e cominciò a leccarmi in faccia. Il cazzo mi veniva semper più duro. Il padrone ci incitava: “avanti cani di merda”.
Avvicinai le mie labbra alle sue tutto eccitato e cominciammo a baciarci, fino a slinguarci con passione, le lingue dentro la gola, limonando come due puttane. Godevo tantissimo, era quello che avevo sempre voluto, diventare un frocio contro la mia natura.
Continua -
Sono sposato da 30 anni, ne ho 60, sono etero o almeno credevo di esserlo. Il problema è che mi è sempre piaciuto l’umiliazione e l’idea di sottomissione. Essere l’oggetto del piacere di un’altra persona, subire ogni genere di umiliazione, psicologica, verbale o anche solo mentale.
Ovviamente per tutta la vita desideravo subirle dalle donne, ma dopo qualche incontro extra coniugale, il fatto che si trattasse di belle fighe finiva sempre per eccitare la mi a libido come il classico desiderio sessuale uomo-donna. No, ci voleva di più per la perversione che covavo dentro. Un uomo: un uomo come me che mi riducesse ai suoi piedi, mi costringesse a fare cose che per natura trovavo intollerabili. Come succhiare il cazzo, leccargli i piedi e il culo. Era quella la vera umiliazione che desideravo. Cominciai a frequentare dei trans e mi piaceva moltissimo succhiare il loro cazzo, quell’oggetto carnoso che si insinuava in bocca, soffocandomi, togliendomi il respiro, il pene da dove lui pisciava era vera umiliazione. Ma anche i trans in fondo erano belle fighe. Dovevo osare di più.
Misi un annuncio su un sito di incontro dichiarando la mia richiesta: “sposato, etero desidera essere dominato e sottomesso da un vero maschio autoritario. Disponibile a qualunque uso”. Inviai convinto che nessuno mi avrebbe risposto.
Invece arrivarono diverse risposte, ma non si riusciva a combinare niente: ovviamente non potevo ospitare e dopo un po’ sparivano.
Quando avevo smesso di sperare, arrivò quella mail che diceva: “Bene coglione, mi pace molto umiliare gli etero inferiori come te e farli diventare froci. Oltre le umiliazioni che hai descritto mi piace farmi leccare il culo, pisciare in bocca inculare ma mi piace anche picchiare con mani o frustini, schiaffeggiare e strizzare palle ecc, sono un pò sadico e mi piace giocare con il corpo del coglione. Ho molta esperienza ed ho anche un'altro schiavo completamente a mia disposizione per fare tutto ciò che mi aggrada. Mi piacerebbe giocare con entrambi insieme se a te va bene. Ho 63 anni bsx molto porco”.
A leggere quelle parole il cazzo mi venne subito duro. Ecco un autentico dominatore. Poi l’idea di essere fatto frocio per il suo piacere era il massimo, autentica umiliazione. Ci pensai un po’ su timoroso, sembrava uno che non aveva scrupoli. Poi risposi.
Poteva ospitare al pomeriggio a casa sua prima che tornasse la sua compagna. Con il cuore in gola andai a casa sua.
Suonai. Mi accolse un uomo in buono stato fisico, pochi capelli, ben sbarbato, maglietta, pantaloni della tuta e ciabatte di gomma aveva un buon odore. Mi squadrò con faccia disgustata ma mi fece entrare. “Vai in bagno, togliti i vestiti e torna in sala completamente nudo a quattro zampe” disse.
Mentre andavo in bagno notai in sala un uomo completamente nudo, pelato a zero, che leccava con passione e voracità le suole di un paio di scarpe, ovviamente del padrone. Il cazzo mi venne duro, mi immaginai io in quella posizione.
Tornai in sala a quattro zampe e mi misi con la fronte a terra in adorazione del padrone che sedeva un una comoda poltrona con i piedi su un tavolino, ciondolando le ciabatte.
“Ecco ti, naturalmente non ho deciso niente su di te, come vedi ho già uno schiavo fedele che si dona a me in ogni mio desiderio da molto tempo. Oggi per te sarà un test, vedrò cosa sei ing rado di fare e quanto sai subire. Se supererai il test ti prenderò come mio secondo schiavo, o magari manderò via questa vecchia troia, disse ridendo e dando un forte calcio in faccia allo schiavo. Che tirò su la testa e mi osservò con profondo odio, timoroso di perdere il suo padrone, eravamo come due cani che si contendono un osso.
Mi ordinò di avvicinarmi, di tirare su la testa e mi mise un collare da cani molto stretto, che mi faceva male, ma che mi fece godere molto della mia nuova situazione.
“Primo test, cani schifosi. Dovete dimostrare che mi adora di più. Chi perderà questa sfida sarà punito con molte frustate, e perderà punti nella mia preferenza”.
Ci ordinò di andare in fondo alla sala sempre a quattro zampe, “chi arriverà primo a leccare e ingoiare il mio sputo dimostrerà il suo desiderio di appartenermi, l’altro sarà punito”.
Facendo un grosso risucchio in gola, si preparò in bocca una grossa dose di catarro schifoso, poi lo sputò sul pavimento. Come il catarro toccò il pavimento, lo schiavo si lanciò a quattro zampe di corsa, cosa che io un po’ ancora lento in questo genere di cose, non feci subito. Inoltre mentre correvamo a quattro zampe mi diede anche un forte spintone facendomi perdere altro tempo. Si avventò sul catarro verde-marrone e lo risucchiò tutto in bocca ingoiandolo. Il padrone si mise a ridere, mi diede due forti calci in faccia, poi si alzò: “sei una merda frocetto” disse “adesso assaggerai la mia frusta, forse diventerai più veloce” mentre intanto accarezzava la testa del’altor schiavo che mostrava la lingua con fare affettuoso. Io rimasi a quattro zampe quando cominciarono a piovere una serie di frustate fortissime, sulla schiena, sulle gambe e sul culo dieci, venti, trenta, persi il conto. Mi rovesciavo per terra cercando i difendermi, ma lui prese a darmi calci in pancia e sui coglioni, oltre a frustarmi. In che condizioni mi ero messo? Pensai.
Poi ordinò di tornare in fondo alla sala per un nuovo test. Mollò un altro catarro enorme schifoso e disgustoso sul pavimento, ma questa volta mi lanciai velocissimo dando io uno spintone all’altro schiavo e arrivai per primo sul catarro succhiandolo tutto. Era disgustoso ma l’umiliazione troppo eccitante. Lo schiavo mi guardò furioso, sembrava volesse mordermi. Il padrone rise e si mise a frustare violentemente lo schiavo.
Poi, attaccò due guinzagli ai nostri collari e tirò come fossimo due cani. “ adesso il test di sottomissione numero due” disse. Siete solo due cani per me e voglio che vi comportiate come cani, annusatevi baciatevi”. Mentre ci teneva per i collari, cominciammo a girarci attorno vid che lo schiavo aveva sulle labbra un rossetto color rosso fortissimo, da vera puttana, il padrone mi disse poi come lo aveva fatto diventare un vero frocio. Preso dall’estasi mi avvicinai come fanno i cani al buco del culo dello schiavo per odorarlo e il padorne rise soddisfatto. Lo stesso fece lui, poi avvicinò il viso al mio e cominciò a leccarmi in faccia. Il cazzo mi veniva semper più duro. Il padrone ci incitava: “avanti cani di merda”.
Avvicinai le mie labbra alle sue tutto eccitato e cominciammo a baciarci, fino a slinguarci con passione, le lingue dentro la gola, limonando come due puttane. Godevo tantissimo, era quello che avevo sempre voluto, diventare un frocio contro la mia natura.
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