Madre e figlia schiave leccapiedi dell'amica il clistere e l’ingoio

di
genere
dominazione

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Tormentare la vecchia schiava. La dea Nadia ci pensava tutti i giorni fino a quando non le venne quella che pensò essere una bella idea. poteva contare sulla sua ex amica, la figlia della vecchia, che amandola e adorandola faceva qualunque cosa le venisse chiesta anche tormentare e abusare della madre.
“Un bel clistere” pensò e poi farle ingoiare la sua stessa merda ma in un modo molto particolare”.
Chiamò Donatella e le ordinò di preparare una bel clistere con acqua, soluzioni saline e saponose più un bel po’ di latte freddo. La schiava ubbidì poi prese un tubo, fece mettere la madre a quattro zampe con il culo alzato in alto e infilò il tubicino nel suo buco del culo. Con grande sadismo cominciò a iniettarle il liquido nel culo, a poco a poco, ma senza fermarsi mai. La madre sentiva la pancia gonfiarsi vistosamente perché la dose era da cavallo, gemeva a bocca chiusa, lamentandosi e piangendo. La figlia senza preoccuparsi del dolore che procurava alla madre continuò fino a quando la siringa non si fosse svuotata, era una siringa enorme che conteneva litri di liquido. Lasciò il tubicino nel buco del culo inserito nella pancia per bloccare qualunque fuga di liquidi. Lo tenne dentro su ordine della dea per una buona mezz’ora mentre la vecchia si contorceva dai dolori. La sua pancia era una camera a gas dove a ogni movimento si sentiva il liquido muoversi dentro di lei procurandole crampi, dolori, voglia di evacuare sempre più forte. La dea rideva e si masturbava con il suo dildo d’oro, quello delle occasioni migliori quanto godeva a vedere le due puttane soffrire.
Dopo una buona mezz’ora di tortura la dea ordinò alla ragazzina di mettere un contenitore davanti al buco del culo della madre per raccoglierne i liquidi e quindi togliere il ubichino. Immediatamente un torrente di liquidi pieno di pezzi di merda eruppe fuori andando nel contenitore ma la forza era tale che finì in faccia anche della figlia che volontariamente spalancò la bocca per riceverlo e berlo avidamente. Pezzi piccoli e grandi di merda si sparsero sul pavimento. La vecchia troia andò avanti a espellere liquido e merda a lungo svuotandosi del tutto.
Quando ebbe finito la dea cominciò a frustarla ordinandole di leccare e ingoiare ill disastro che aveva combinato sul pavimento. Tra conati di vomito la vecchia leccò tutto poi la dea ordinò alla figlia di mettere un tubicino nel contenitore e infilarlo in bocca alla vecchia troia inclinandolo in modo che il liquame schifoso le entrasse in bocca e in gola.
La vecchia ingoiò le frustate le impedivano di rifiutarsi. La figlia cominciò a versarle il liquame in gola poi toglieva il ubichino e la vecchia troia vomitava merda e schifezze sul suo stesso corpo. Andarono avanti a lungo, le si riempì di nuovo la pancia di schifoso liquido in gran parte contenente merda ormai liquida, poi la povera donna non potendo trattenere in pancia quello schifo lo vomitava su se stessa e nella bocca della figlia che attendeva con bramosia e eccitazione di bere quello schifo.
La dea ovvimamente si masturbò a lungo fino a finire squirtando urlando dal piacere. Naturalmente le due schiave dovettero bere e ingoiare anche il liquido della dea, per poi pulire tutto il pavimento con la lingua.
Alla fine la dea si fece una bella doccia profumata e andò a dormire nel suo letto morbidissimo, non prima di aver portato le cagne nella loro minuscola e puzzolente cantina, dove la madre passò la notte a vomitare per il mal di pancia mentre la figli ale leccava la fica puzzolente e ingoiava il vomito.
scritto il
2026-03-05
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