Sbagliati l'una per l'altro
di
G.I.B
genere
confessioni
Guardavo il grosso cazzo di Antonio muoversi dentro al sedere di mia moglie. Lei urlava di piacere, implorandolo di non smettere, mentre lui la sodomizzava alla pecorina con forza.
Il suo buco del culo deflorato accoglieva tutto quel grosso membro senza alcun attrito.
Quando lo tiró fuori era tutto bagnato e sporco del più profondo intimo di Erica.
Dal sedere di lei coló un torbido liquido che cadde sul materasso macchiandolo.
Erica si girò e prese il cazzo di Antonio in bocca, succhiandolo come se fosse la cosa più buona al mondo, leccando le sue grosse palle pelose e stuzzicandogli l'ano con la punta della lingua.
Nelle loro espressioni potevo cogliere la pura attrazione sessuale, il desiderio, l'istinto primordiale.
La cosa mi faceva ingolosire molto, ma allo stesso tempo mi eccitava da morire e mi dava stranamente piacere.
Erica gli diceva parole sconce per eccitarlo, e voleva che lui la chiamasse puttana.
Lo supplicava di metterglielo ancora nel culo e farle male, di sfondarla e di trattarla come una troia da strada.
Nel volto di Antonio vedevo lussuria e perversione, uno sguardo da vero dominatore.
La tirò per le caviglie e la fece sdraiare di schiena a gambe aperte.
Le palpò con forza il seno, dandole anche uno schiaffo sul viso, per poi penetrandola nuovamente nel suo voglioso buco del culo con ancora più frenesia.
Le leccava i suoi stupendi piedi, succhiando le dita una ad una, mentre spingeva come un toro in calore.
Erica gridava e si dimenava sotto i colpi energici di Antonio.
Lui le succhiava i capezzoli e la baciava con passione, un bacio pieno di erotismo e complicità che faceva male al mio ego.
Un bacio mai provato da me.
Mia moglie urlava sempre più forte, in preda ad un orgasmo, e le sue grosse tette, sobbalzavano al ritmo dei colpi di lui.
Antonio uscì di nuovo da lei e glielo mise tutto dentro la figa con un solo movimento.
Provai rabbia, al pensiero che mia moglie, con me, non aveva mai voluto fare sesso se prima non mi fossi lavato l’uccello.
“ Sai che sono delicata, non vorrei beccarmi un'infezione “, mi diceva sempre.
Con Antonio non disse nemmeno una parola, prendendo con piacere il suo cazzo lercio nella sua delicata figa.
Antonio la soddisfò per un tempo che mi sembrava infinito. Si prese tutto di lei, passando dalla sua figa al suo culo, e dal suo culo alla sua bocca, per poi ricominciare.
Erica si concesse senza alcuna esitazione, mettendosi nelle posizioni che lui le ordinava, mostrando il suo lato nascosto di donna perversa e lussuriosa.
Sembrava sapere sempre cosa lui volesse da lei e viceversa.
La stanza era impregnata di un forte odore di corpi sudati, di sesso senza tabù. I loro gemiti di piacere rimbombavano contro le pareti della nostra camera matrimoniale.
Non avevo mai visto mia moglie così eccitata, arrapata, vogliosa di cazzo.
Davanti a me c'era una donna sconosciuta, una vera porca lussuriosa, capace di rendere un uomo appagato.
Quando Antonio raggiunse l'orgasmo, Erica bramò il suo sperma in bocca. Ingoiò tutto il suo seme, succhiando il suo uccello fino a quando non fu totalmente moscio nella sua bocca.
Antonio fece venire Erica un'ultima volta, leccandole la figa intensamente.
Lo invidiai per aver potuto gustare il sapore del sesso sporco.
Li guardai andare insieme a farsi una doccia, mano nella mano.
Scrissi un biglietto di addio per Erica e lo lasciai sul comodino.
Me ne andai, tagliando qualsiasi contatto con lei, rendendola libera e liberando me stesso da una vita infelice e frustrante.
Non era lei la frigida o io il noioso, ma semplicemente eravamo noi due insieme ad essere sbagliati l'una per l'altro.
Il suo buco del culo deflorato accoglieva tutto quel grosso membro senza alcun attrito.
Quando lo tiró fuori era tutto bagnato e sporco del più profondo intimo di Erica.
Dal sedere di lei coló un torbido liquido che cadde sul materasso macchiandolo.
Erica si girò e prese il cazzo di Antonio in bocca, succhiandolo come se fosse la cosa più buona al mondo, leccando le sue grosse palle pelose e stuzzicandogli l'ano con la punta della lingua.
Nelle loro espressioni potevo cogliere la pura attrazione sessuale, il desiderio, l'istinto primordiale.
La cosa mi faceva ingolosire molto, ma allo stesso tempo mi eccitava da morire e mi dava stranamente piacere.
Erica gli diceva parole sconce per eccitarlo, e voleva che lui la chiamasse puttana.
Lo supplicava di metterglielo ancora nel culo e farle male, di sfondarla e di trattarla come una troia da strada.
Nel volto di Antonio vedevo lussuria e perversione, uno sguardo da vero dominatore.
La tirò per le caviglie e la fece sdraiare di schiena a gambe aperte.
Le palpò con forza il seno, dandole anche uno schiaffo sul viso, per poi penetrandola nuovamente nel suo voglioso buco del culo con ancora più frenesia.
Le leccava i suoi stupendi piedi, succhiando le dita una ad una, mentre spingeva come un toro in calore.
Erica gridava e si dimenava sotto i colpi energici di Antonio.
Lui le succhiava i capezzoli e la baciava con passione, un bacio pieno di erotismo e complicità che faceva male al mio ego.
Un bacio mai provato da me.
Mia moglie urlava sempre più forte, in preda ad un orgasmo, e le sue grosse tette, sobbalzavano al ritmo dei colpi di lui.
Antonio uscì di nuovo da lei e glielo mise tutto dentro la figa con un solo movimento.
Provai rabbia, al pensiero che mia moglie, con me, non aveva mai voluto fare sesso se prima non mi fossi lavato l’uccello.
“ Sai che sono delicata, non vorrei beccarmi un'infezione “, mi diceva sempre.
Con Antonio non disse nemmeno una parola, prendendo con piacere il suo cazzo lercio nella sua delicata figa.
Antonio la soddisfò per un tempo che mi sembrava infinito. Si prese tutto di lei, passando dalla sua figa al suo culo, e dal suo culo alla sua bocca, per poi ricominciare.
Erica si concesse senza alcuna esitazione, mettendosi nelle posizioni che lui le ordinava, mostrando il suo lato nascosto di donna perversa e lussuriosa.
Sembrava sapere sempre cosa lui volesse da lei e viceversa.
La stanza era impregnata di un forte odore di corpi sudati, di sesso senza tabù. I loro gemiti di piacere rimbombavano contro le pareti della nostra camera matrimoniale.
Non avevo mai visto mia moglie così eccitata, arrapata, vogliosa di cazzo.
Davanti a me c'era una donna sconosciuta, una vera porca lussuriosa, capace di rendere un uomo appagato.
Quando Antonio raggiunse l'orgasmo, Erica bramò il suo sperma in bocca. Ingoiò tutto il suo seme, succhiando il suo uccello fino a quando non fu totalmente moscio nella sua bocca.
Antonio fece venire Erica un'ultima volta, leccandole la figa intensamente.
Lo invidiai per aver potuto gustare il sapore del sesso sporco.
Li guardai andare insieme a farsi una doccia, mano nella mano.
Scrissi un biglietto di addio per Erica e lo lasciai sul comodino.
Me ne andai, tagliando qualsiasi contatto con lei, rendendola libera e liberando me stesso da una vita infelice e frustrante.
Non era lei la frigida o io il noioso, ma semplicemente eravamo noi due insieme ad essere sbagliati l'una per l'altro.
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