Che bella figa

di
genere
incesti

“ Ti do cento euro “, mi disse il mio amico Gianni, mostrandomi due banconote da 50.
Rimasi per un istante senza dire una parola. Avrei dovuto dirgli che era un pazzo, o addirittura dargli un pugno in faccia, ma qualcosa di malato in me, mi portò a dire solamente “e se mi vede?”.
Lui mi guardò , sventolando davanti ai miei occhi i soldi, e poi disse “ quindi “.
Rimasi a riflettere per qualche istante e poi…
Mia madre stava facendo la doccia.
Senza fare rumore, andai alla cesta dei panni sporchi. Ci guardai dentro e le trovai, le sue mutandine di pizzo nere sporche che si era appena tolta.
Erano ancora calde del suo corpo.
Le guardai ed ebbi una erezione, nel vedere la macchia biancastra al centro.
Tornai in sala dal mio amico Gianni e, sentendomi in colpa come non mai, gliele diedi.
Lo osservai mentre le ammirava estasiato, portandole poi verso il viso e annusandole.
“ Che bella figa “ gli sentii dire.
Non eravamo accorti che dietro di noi c'era mia madre.
“ Che cazzo fate, quelle sono mie “ ci disse con voce arrabbiata.
Io e Gianni ci bloccammo come due statue, senza nemmeno quasi riuscire a respirare.
Imbarazzati ed impauriti, non osammo proferire nemmeno una parola.
“ Ora mi spiegate cosa ci fate con le mie mutandine in mano “ replicò lei.
Si sedette sul divano in mezzo a noi, accavallò le sue belle gambe ed attese che parlassimo.
“ È colpa mia “ disse Gianni, raccontando poi come mai avesse in mano le mutandine macchiate di mia madre.
Lei ascoltò tutto il racconto, e semplicemente disse “ adesso cosa dovrei fare con voi “, mettendo poi le sue mani fra le nostre gambe ed iniziando a toccare i nostri giovani cazzi.
Fu così che io e Gianni ci scopammo mia madre, facendoci guidare da lei con la sua esperienza di donna matura.
A turno, e poi insieme, soddisfammo le sue richieste, le sue voglie, infilando i nostri cazzi in tutti i suoi vogliosi buchi.
Lei venne svariate volte e poi fu il nostro turno.
Liberai il frutto del mio orgasmo nella sua perversa bocca, mentre Gianni le sborrò come un toro nella larga figa pelosa.
Con il fiato corto, ed il cuore che batteva nel petto, io ed il mio amico, rimanendo nudi sul divano senza dire alcuna parola, mentre mia madre andava a farsi nuovamente una doccia.
Quando tornò da noi ci trovò con i nostri cazzi ancora duri in mano, pronti a scoparla di nuovo.
Lei ci sorrise e si sfilò l'accappatoio, rimanendo completamente nuda davanti a noi, con la sua bella vagina dal pelo scuro.
“ Che bella figa “ disse Gianni.
“ Hai ragione. È proprio una bella figa “ risposi io, mentre lei si inginocchiava davanti a lui e glielo prendeva in bocca, ed io glielo mettevo in figa da dietro.
Ormai è più di un mese che mi scopò mia madre da solo e a volte con Gianni.
“ Mi piacerebbe conoscere anche il vostro amico Paolo “, mi disse un giorno, sorridendomi maliziosamente, mentre mi faceva una sega con i suoi stupendi piedi sexy.


di
scritto il
2026-01-03
4 . 5 K
visite
4 7
voti
valutazione
5.1
il tuo voto
Segnala abuso in questo racconto erotico

Continua a leggere racconti dello stesso autore

racconto precedente

Con la mano

Commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.